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La pittura di paesaggio

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La pittura di paesaggio

I francesi

Corot 1826 Il colosseo

Siamo nel precedente al realismo, all’incirca verso la Scuola di Barbizon (1830), con Rousseau, Daubigny e Millet. Studio scientifico della natura derivante dai quadri di Constable. Nascita dei bozzetti come opere compiute a se stanti.

Corot riceve gli influssi della pittura di paesaggio italiana (1825-28) – Gigante, Palizzi, Morelli, Fontanesi.

Corot 1830 La cattedrale di Chartres

Fu ritoccato da Corot nel 1872, introducendo le ure. Pittura romantica contro pittura realista.

Corot 1850 Le ninfe

Aspetto ufficiale dell’arte di Corot, poiché quest’opera doveva essere presentata all’esposizione ufficiale. Temi neoclassici e romantici.


Gli italiani


Napoli: hanno un’aurea romantica ma sono vicini al realismo francese.

Firenze: scuola dei macchiaioli (tecnica dell’accostamento di macchie di colore) --> rivoluzione tecnica e anche contenutistica.

Sernesi 1864 Porta del Romito di Castiglioncello

I macchiaioli si riunivano attorno al critico Diego Martelli presso il Caffè Michelangelo a Firenze

Non esiste disegno. I contorni sono irregolari, le pennellate dense. Negazione del chiaroscuro che è simbolo di accademismo.

Lega 1868 Il pergolato

Momento di vita domestica. Ritrae ure conosciute. La natura è addomesticata. Società borghese.

Fattori 1868-70 In vedetta

Influenzato da Corot (per la storia e gli avvenimenti bellici). Tema dei soldati. Tecnica delle macchie. Il colore bianco crea il muro. Personaggi anonimi.








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