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L’impressionismo

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L’impressionismo

Tematiche: gli esponenti di questo movimento, pur partendo, a volte dalla tematica sociale, la superano. Essenziale è il rifiuto dell’accademismo delle opere del Salon e il modo diverso con vengono resi gli effetti della luce e delle ombre: l’esperienza del plein air ha insegnato che le ombre non sono nere ma colorate (usano i colori complementari, per aumentare l’affetto di separazione netta, secondo la “legge dei contrasti simultanei tra i colori” di Chevreul); il nero è abolito proprio in nome di una ricerca della resa della profondità. La realtà è percepita diversamente: la mente può ricostruire le macchie della tela. Viene ritratta tutta la realtà, anche le città e le innovazioni tecnologiche; l’arte ora coesiste con la fotografia e le stampe giapponesi. I due aspetti prevalenti di questo movimento sono la preminenza della sensazione visiva rispetto al soggetto e il senso dell’istante, reso dipingendo lo stesso paesaggio in diversi momenti della giornata o dell’anno; Degas si discosta a volte da ciò, con una maggiore attenzione ai disegni e non solo alle impressioni”. L’oggetto è reso attraverso la luce e il movimento.

Il Salon era il mezzo con cui gli artisti si mostravano al pubblico e avevano la possibilità di vendere le loro opere; ma esse dovevano essere accettate e quindi di stile accademico: i temi sono mitologici, storici, ritratti o paesaggi. Con l’allargamento del pubblico borghese, compaiono anche battaglie e nature morte. Al Salon del 1863 vengono rifiutate molte opere che, per l’uso del colore, sono giudicate caricaturali; ma l’imperatore fece si che le opere rifiutate venissero esposte al Salon des refusès. Gli artisti impressionisti che si incontrarono a Parigi negli anni Sessanta erano accomunati da un rifiuto per l’accademismo e un’attenzione per la natura e il dato realistico. I criteri troppo severi per l’ammissione delle opere al Salon danno vita alla “Società anonima dei pittori, scultori e incisori”, che organizza mostre libere, a cui partecipano Monet, Pissarro Cèzanne, Renoir, Degas e De Nittis. Nella prima mostra, nel 1874 nello studio del fotografo Nadar, Monet espone Impressione: levar del sole che dette il nome all’intero movimento; nella mostra del 1877, Caillebotte espone Strada di Parigi, tempo piovoso, di un realismo estremo, agli antipodi rispetto alo stile impressionista, pur conservando l’intensità illuministica. Nel 1879 nascono i primi dissensi, quando Renoir e Monet inviano le loro opere al Salon, cosa che viene considerata come un inaccettabile compromesso con l’arte ufficiale



Manet (à trasgressione): Studiò la pittura accademica, del passato e contemporanea, dedicandosi soprattutto allo studio del colore (Tiziano, gli olandesi, Goya,); negli anni 60 fu ammesso al Salon con Il chitarrista, ma in seguito le sue opere suscitarono scandalo per i soggetti realistici, l’assenza di volume, di prospettiva, di chiaroscuro e l’accostamento insolito dei colori.

Olympia: è molto provocatoria, perché ritrae una prostituta (riconoscibile per la presenza della serva di colore), anche se chiari sono i riferimenti alla Venere di Urbino di Tiziano; ci sono netti contrasti tra le parti chiare e quelle scure e una marcata bidimensionalità di derivazione giapponese.

Manet eseguì anche molte nature morte e studiò la pittura snola, dipingendo corride e Il balcone, che richiama Goya: l’opera si basa sul contrasto tra bianco e nero e i volti, pur senza dettagli, sono espressivi; l’elemento più realistico è la ringhiera. Dopo il 1863, Manet cominciò a frequentare gli impressionisti e si avvicinò alla pittura en plein air, dipingendo gente sulle barche (Monet che sta dipingendo, simile a L’atelier del pittore). Dopo un soggiorno con Monet e Renoir, Manet schiarisce i colori e li stende con pennellate più leggere, pur non tralasciando il senso dell’equilibrio tra le parti.

Il bar alle Folies-Bergère è ricco di contrasti sia nel colore sia nell’espressione malinconica della ragazza.

Colazione sull’erba: ha fatto scalpore per la naturalezza delle pose, perché sembra che la fanciulla si sia spogliata per provocazione, non come le modelle classiche e non è un nudo idealizzato. La novità sta nella ripresa del tema dei personaggi inseriti nel paesaggio, già usato da Tiziano e Courbet, mentre la composizione si rifà al Giudizio di Paride di Raffaello. Il motivo predominante è la trasparenza dell’acqua nell’ombra umida del bosco, ma i personaggi e l’evento sono attualizzati; l’opera è impostata su contrasti di tono e le forme sono modellate senza linea né chiaroscuro. Non c’è distinzione tra luce e ombra, i colori, spesso contrastanti, si sovrappongono a macchie. Segna l’inizio dell’arte moderna.

Pissarro: bandisce il colore nero dai suoi dipinti, rendendo le ombre attraverso colori più intensi, aderendo ad una pittura di luce, macchia e colori non sfumati; in una fase della sua vita adotterà la tecnica pointilliste, ma ben presto tornerà alla tecnica impressionista, interessandosi ai soggetti ed ai paesaggi della vita moderna soprattutto cittadina, ripresa in diversi momenti della giornata e in differenti stagioni.

Monet (à luci sulle cattedrali, paesaggi lacustri): è il pittore che con maggiore radicalità ha applicato al principio del plein air. Nel 1862 incontra gli impressionisti, dai quali eredita l’attenzione per il paesaggio; si ispira a Jongkind per l’interesse verso le condizioni atmosferiche, che modificano colori e forme e che lo porta a ritrarre gli stessi soggetti in momenti diversi per raggiungere l’istantaneità ed infine riprende da Courbet la larghezza dell’impianto compositivo e lo stile diretto.



Donne in giardino: sperimenta l’inserimento della ura una all’interno del paesaggio e una nuova brillantezza cromatica.

Donna con parasole e bambino: inarrivabile e palpitante controluce. Alla fine della sua vita, Monet si concentrerà sulle ninfee, fino ad arrivare ad una forma di pittura pura, concentrandosi sulle forme “sfatte” e i riflessi di luce e colore.

Cattedrale di Rouen: dipinge un ciclo riprendendo la cattedrale sotto diversi effetti di luce, nei diversi momenti del giorno, da cui nasce l’impatto tra la luce del sole e la tonalità sorda della pietra, che smorza il bagliore dei raggi e lo riflette, dando l’idea dell’assenza di volumi; l’inquadratura è ravvicinata e la tecnica è rapida, evitando le sfumature o il bianco e nero, rendendo le ombre con colori neutri. La forma è definita dall’incidenza della luce. Quest’opera rivela una rinnovata attenzione per il soggetto, che dona un’intensità mistica alla tela e diviene il simbolo di una realtà interiore.

Degas (à ballerine): fu l’impressionista meno attratto dalla tecnica en plein air, perché voleva che l’autore mantenesse una certa libertà di intervento sul soggetto; tuttavia è considerato impressionista per il suo studio della luce e del movimento dei soggetti. Dà molta importanza al disegno, concentrandosi sulla rappresentazione dei molteplici aspetti della vita quotidiana dipinti a memoria, in base agli schizzi e inventando nuove inquadrature. I soggetti preferiti sono le ballerine (Classe di danza), i paesaggi sono delicatissimi e la luce è apparentemente immota; a partire dal 1880 i colori si fanno più squillanti, mentre il tessuto pittorico perde la sua compattezza, vibrando di un’intensa luminosità.

Le stiratrici: il disegno è saldo, l’impianto compositivo essenziale e la vibrazione cromatica accentuata dall’uso dei pastelli, usati anche ne La tinozza per ritrarre gesti inconsapevoli di ure femminili.

Renoir: lavorando con Monet, acquistò una tecnica a rapidi e brevi tocchi di pennello, senza badare ai dettagli, specializzandosi in ure sotto gli alberi, su cui la luce appariva a macchie che dissolvevano le forme.

Colazione dei canottieri a Bougival: segna il coronamento della sua fase impressionista, anche se porta già i segni del cambiamento, perché la tela crea una luce più uniforme rispetto a quella di Moulin de la Galette; Prevale il senso della costruzione e la ricerca dei contorni, che lo porta ad un riavvicinamento al classico, da cui deriveranno Le grandi bagnanti, dove i contorni del disegno sono ben definiti e che testimonia una rottura con l’impressionismo.






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