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Masaccio

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Masaccio


Vero nome: Tommaso de ser Giovanni, pittore, III protagonista del Rinascimento fiorentino.

Nasce vicino ad Arezzo nel 1401. Molto giovane nel 1422 si trasferisce a Firenze dove si iscrive all’arte dei medici e degli speziali (una corporazione). La sua formazione quindi è a Firenze e si intuisce da un’immediata applicazione delle novità rinascimentali nelle sue opere. Vasari (nel ‘500) sostiene che Masaccio è un dispregiativo del nome Tommaso, ma non nei confronti delle sue opere o della sua persona, ma allude alla sua trascuratezza. Frequenta Brunelleschi, Ghiberti . lavora a Firenze, Pisa e a Roma dove a 27 anni morirà improvvisamente.

Lo si definiva allievo di Masolino (pittore fiorentino che aveva una bottega, abbastanza importante), ma questa convinzione è abbastanza superata: in alcune opere i due collaborano, ma alla pari.


Cappella brancacci


Ciclo di Firenze, nella chiesa del Carmine, in una cappella verso il fondo che nel 1424 viene affidata a Masaccio con Masolino (anche a Roma Masolino da Panicale: più anziano, fra tardo gotico e rinascimento, la tradizione lo definiva maestro di Masaccio, ipotesi non giù tanto accettata)



Brancacci era un ricco mercante fiorentino.

L’unico ciclo di Masaccio; si dice ne abbia fatto un altro nella sua breve carriera a Roma, ma è mooolto discusso!

Questo ciclo è a cura di Masaccio e Masolino ed è stato commissionato dai Brancacci: su due registri sovrapposti ci sono svariate scene della vita di San Pietro con l’aggiunta di episodi tratti dalla Genesi.

Ricco maestro fiorentino, Felice Brancacci è il committente dell’opera. Le storie narrate sono legate alla vita di San Pietro e ad alcune scene dell’antico testamento; continuità ideale tra antico e nuovo testamento; alcune di mano di Masaccio altre di Masolino.


Scena del tributo delle monete



Raccontata nel vangelo: Cristo e gli apostoli giunti a Cafarnao vengono fermati ed un gabelliere chiede loro una tassa per entrare; tributo per il tempio.

Gesù risponde che non è giusto che lui debba are per la casa del padre ma per non creare problemi a. Ordina a dietro di andare a pescare un pesce e di aprirne la bocca: all’interno avrebbe trovato la moneta per are il tributo.

La scena è divisa in tre momenti: la richiesta (al centro) con Cristo che indica la riva e Pietro che ripete il gesto; Pietro sulla riva, a sinistra; infine, Pietro che consegna il tributo al gabelliere (a destra).

C’è un’inversione dei momenti: in prima posizione il secondo momento. Il miracolo è molto decentrato (in contrapposizione ai canoni medievali, che l’avrebbero esaltato); è più importante l’unità di Cristo con i suoi Apostoli.

C’è tridimensionalità, una prospettiva esatta, ombre portate coerenti con una provenienza laterale della luce.

Conferma l’idea di artista-intellettuale, optando per queste scelte.

La scena è divisa in 3, ma masaccio ne cambia l’ordine: viene prima la 2 scena poi la prima e la terza. Ritiene quindi molto più importante la seconda scena di quella del miracolo, cosa che un’altra mentalità avrebbe posto al centro.

Al centro c’è la ura di Cristo con gesto solenne ed autorevole contornato dai suoi discepoli, trasmette l’unità che lo lega agli apostoli.

Dipinto parallelo ad una realtà concreta della Firenze del tempo.

Era stata definita una tassa definita catasta ed in rapporto alla propria ricchezza si doveva are.

Le famiglie ricche contestavano questa legge perché i li di Firenze si trovavano penalizzati.

La risposta di Gesù è : è giusto che i li debbano are? Viene scelta appunto questa scena da una di queste ricche famiglie.

Felice Brancacci si dispone comunque al amento per il bene della città.

La prospettiva è perfetta, lo spazio reale, anche le montagne sono come degradanti. ure con volti quasi scultorei caratterizzati, diversi ed espressivi, il chiaroscuro è abbastanza accentuato, ci sono ombre proprie ed ombre portate; idea dello spazio e della fisicità.


La cacciata dal paradiso terrestre


Masaccio: Adamo ed Eva che escono dalla porta, dramma non c’è niente al di fuori. Adamo si copre il volto la schiena è curva per il peso del peccato e si dispera. Eva si copre, si accorgono di essere nudi. Testa all’indietro, occhi chiusi e bocca aperta.

Adamo ha un piede nel Paradiso. C’è un solo elemento architettonico: la porta del Paradiso, fuori da essa solo roccia scarna, dove c’è la loro ombra.



Masolino (la tentazione): ure meno scultoree, sembrano danzanti, grazia e fondo gotico, scuro ed uniformo senza definizione di spazio. ure con eleganza un po’ tardo-gotica. Non c’è spazio profondo, lo sfondo è nero ed uniforme. Adamo ed Eva guardano in direzioni diverse. C’è una notevole differenza con Masaccio.



Trittico di san Giovenale

Cascia di Regello; scoperta recentemente in un piccolo paesino.

Opera con masolino.

Datata 1422, a 21 anni.

Fondo d’oro, forma del trittico.

Pala d’altare a forma di trittico (3 tavole), centrale la madonna in trono con bambino ai lati i santi.

Novità: trono definito da una prospettiva esatta, unitaria che anche se la scena è divisa in tre tavole, la prospettiva è unica. Nuova concezione.

Parte centrale: fondo d’oro (medievale), prospettiva gerarchica. Estremamente aggiornata sulle novità rinascimentali: prospettiva unitaria, un’unica prospettiva con punto di fuga nel volto della Vergine, una prospettiva esatta, quattrocentesca.

I personaggi hanno una certa plasticità,il bambino compie un gesto molto umano ovvero si succhia le dita. Questo gesto ha un significato simbolico, messo in relazione con un’altra opera dove il bambino da una parte si succhia il dito e dall’ altra tocca l’uva nera, simbolo del sacrificio eucaristico. Molta attenzione alla realtà.


Sant’Anna  Metterza (dialettale, messa per terza)

Firenze 1424-l425 storpiatura di una definizione dialettale “messa come terza”. Anna, madre della Madonna, Madonna e Gesù bambino, nell’ordine. Si trova agli uffizi adesso. Veniva considerata la I opera di Masaccio, in collaborazione con Masolino, prima della scoperta dell’opera precedentemente trattata.

Sant’Anna è stata dipinta da Masolino, la Madonna col Bambino da Masaccio. Sugli angeli ci sono dubbi.

Risulta evidente che si tratta di un lavoro eseguito da due mani diverse; la Madonna è più scultorea, plastica rispetto a Sant’Anna, che presenta un’inesattezza dal punto di vista anatomico: la mano in avanti sembra sbuchi dalla manica senza un braccio. C’è poca definizione.

Lo spazio, abbastanza ristretto, presentava un trono in prospettiva.

Masolino era meno abile rispetto al giovane Masaccio.



Polittico

Originariamente era di Pisa, per la chiesa del Carmine.

È stato poi come spesso accade smembrato e venduto . in anni recenti gli studiosi hanno ritrovato ed ipotizzato una sua ricostruzione m mancano alcune parti. Oggi si trovano in diversi musei.

Parte centrale:

madonna in trono con bambino e quattro angeli;

Il volto della Madonna è un volto maturo, non particolarmente bello, pensieroso (destino del lio

gesto del bambino che si succhia le dita con l’ altra mano tocca l’uva eucaristia, sangue di Cristo.

Le ure sono veramente scultoree tipico di Masaccio, la madonna è sotto al mantello molto panneggiato, un chiaroscuro marcato che fa sentire il corpo al di sotto.



Trono perfettamente prospettico, particolare; inserisce elementi architettonici classici, capitelli corinzi, colonnine, rosette a rilievo e sul basamento c’è una decorazione ad S tipica dei sarcofagi romani.

Citazioni all’antico, Masaccio va a Roma ed osserva.

L’aureola del bambino, è come se fosse un cerchio solido messo in prospettiva dunque che prende una forma ellittica e non più frontale; estremo realismo nelle cose, diventa il simbolo una cosa vera.

Crocifissione.

Da un lato la Madonna, San Giovanni e la Maddalena.

Fondo d’oro che da comunque l’idea di spazio senza elementi architettonici, c’è una linea del pavimento, il braccio orizzontale della croce ha un certo spessore, il P.V è posto in basso.

La ura del Cristo ha delle parti che vengono fuori, la testa è incassata nelle palle, idea di un uomo crocifisso e non di un Cristo bello ed armonioso.

Il corpo è composto dalla morte in croce, le gambe divergono, Masaccio privilegia il realismo come Donatello nel crocifisso ligneo. Gli occhi sono socchiusi, è realistico, espressivo.

San Giovanni ha le mani incrociate per la disperazione.

La Maddalena è di spalle, è quella che esprime di più il dramma, le braccia protese in avanti, i capelli sulle spalle disordinati, la testa in basso, l’abito è rosso simbolo di passione, di sangue.

La cosa che veramente misura lo spazio sono le braccia di Maddalena.

Lo spazio è pieno del dramma umano, idea di disperazione. La testa è uno dei vertici del triangolo, le braccia ne sono i lati.

Si forma dunque un triangolo, simbolo di divino, di trinità, un disegno divino.

Dramma che doveva compiersi per un disegno divino.


Trinità


Ultima opera di Masaccio. Affresco a Santa Maria Novella.

Cristo crocifisso, Dio padre, una colonna tra loro simbolo di spirito santo.

La parte più importante è la trinità.

Compaiono maria e san Giovanni al di sotto e due laici ancora più sotto che sono i committenti.

Il tutto, la trinità e maria e Giovanni dentro una complessa architettura a volte a botte dove sono introdotti da un arco che poggia su due colonne ioniche precedute da due paraste su capitello corinzi.

Richiamo al classico, arco a tutto sesto. Ci sono capitelli ionici e corinzi, lesene, cornici (elementi classici), una volta a botte “cassettonata” e un arco a tutto sesto .

Si è ipotizzato che la progettazione di questa architettura sia dovuta a brunelleschi.

Ci sono diversi piani di profondità. Prospettiva centrale.

La parte inferiore che sembra rientrare dove c’è il sarcofago affiancato da elementi di tipo classico ha sopra una scritta.

Elemento mortis richiamo alla morte

Sulla parte del dipinto in prossimità c’era una porta che introduceva al campo Santo, una volta i cimiteri si trovavano a fianco la chiesa. Il senso dell’affresco, messaggio di speranza . ricordo della morte ma nella concezione cristiana attraverso le preghiere e l’intervisione di santi si giunge alla gloria della resurrezione.

La sconfitta della morte spirituale di Cristo.







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