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PAOLINA BORGHESE COME VENERE VINCITRICE (1804-1808)

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PAOLINA BORGHESE COME VENERE VINCITRICE (1804-l808)

MATERIALE E TECNICA DI ESECUZIONE: Scultura in marmo.

Il soggetto scolpito da Canova è Paolina Borghese, sorella di Napoleone e moglie di Camillo Borghese che viene rafurata come Venere vincitrice. Infatti con gesto grazioso tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea giudicata da lui la più bella. Nella rappresentazione di un personaggio storico a lui contemporaneo, Canova rafura Paolina Borghese attingendo dalla mitologia greco-romana, seguendo il gusto ed i principi del neoclassicismo. La giovane donna è rappresentata adagiata su un divano con una sponda rialzata. Il busto sollevato e appoggiato a due cuscini, è nudo fino all’inguine, mentre la parte inferiore del corpo è coperta da un drappo che, evidenziando e sostituendo le pieghe inguinali, carica il ritratto di evidente erotismo. Erotismo che sarebbe mancato tuttavia, se la statua fosse stata scolpita completamente nuda. I contorni ben definiti del velo che la copre ricordano volutamente il drappeggio bagnato della statuaria antica greca, così come il volto idealizzato e le sembianze divine che collocano Paolina al di fuori della realtà terrena. Il Canova per restituire la scultura al mondo umano, spalma della cera rosata sulle parti nude della statua, inoltre un ingranaggio situato dentro il letto di legno su cui poggia il marmo consentiva alla scultura di ruotare, in modo da essere più o meno ombreggiata, variando l’aspetto all’infinito. La scultura è attualmente custodita alla Galleria Borghese di Roma.







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