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POST-IMPRESSIONISMO : Caratteristiche generali

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POST-IMPRESSIONISMO : Caratteristiche generali

è      

Con le “tendenze post-impressioniste” si indicano quegli orientamenti artistici che si svilupparono in Francia, poi nel resto d’Europa, e furono fondamentali per lo sviluppo delle Avanguardie storiche e per la nascita dell’arte del Novecento. I caratteri comuni ai Postimpressionisti (Cézanne, Seurat, Gauguin, Van Gogh)furono: il rifiuto della sola espressione visiva, la tendenza a cercare la solidità dell’immagine, la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore. Ma tutti i Postimpressionisti ebbero inizi impressionisti.


è       Paul Cézanne



Studiò nel collegio di Bourbon dove ebbe come compagno Emile Zola, al quale restò legato per anni. Passò alcuni anni a Parigi per dedicarsi alla pittura; qui entrò in contatto con i pittori Impressionisti e partecipò anche alla loro prima esposizione (1874), ma nel 1879 si allontanò. Le sue opere degli inizi degli anni Ottanta mostrano già significative differenze rispetto al movimento impressionista. Da questo apprese il dipingere en plein air e la ricerca della massima luminosità di colori. Il disegno è deciso e realizzato con linee ondulate, talvolta al disegno a matita si aggiungevano macchi di acquarello. Gli acquarelli sovrapposti l’uno all’altro, dopo che la pennellata sottostante si era già asciugata, impediva ai colori di mischiarsi e la loro sovrapposizione creava i vari piani determinanti lo spazio. L’artista lasciava bianco il foglio nei punti colpiti direttamente dalla luce. Il successo arrivò tardi per Cézanne, che per tutta la vita cercò invano di farsi accettare dai Salon ufficiali.

opera

La montagna Sainte-Victoire

grandezza

73 x 91 cm

Data di

realizzazione

1904-l906

Tipo di opera

Olio su tela

Esposizione

odierna

Philadelphia Museum of Art,

Philadelphia

Soggetto

Il paesaggio che vedeva da bambino


è       728 – La montagna Sainte-Victoire

Negli ultimi anni l’artista si ossessionò dal paesaggio che era abituato a vedere da bambino, quello dominato dalla montagna Sainte-Victoire. Questi la dipingerà innumerevoli volte se sempre in modo diverso. Nel dipinto l’artista ricercherà la profondità senza prospettiva geometrica, ma attuata tramite colori. La natura è vinta e svelata, sezionata e poi ricomposta, l’aria e il cielo assumono anche i colori delle case e degli alberi.



è       Vincent Van Gogh

Uomo istintivo, dai sentimenti forti e violenti, fu aiutato dal fratello Theo agli inizi. La consapevolezza di essere incompreso, l’ansia di capire se stesso e di trovare i modi attraverso cui esprimere la propria interiorità, la ricerca di un ben definito ruolo umano e professionale seguite dagli insuccessi, dai rifiuti e dall’isolamento, lo fecero piombare in una profonda depressione, che si sviluppò in una forma di alienazione mentale e che lo portò al suicidio nel 1890. I suoi studi furono incostanti, studiò anatomia, disegno prospettico, prese lezioni di pittura, studiò nell’atelier dei Fernand Cormon dove conobbe Henri de Toulouse-Lautrec. Entrò in contatto con Monet, Degas, Renoir e Seurat. Importante fu l’amicizia con Gauguin che si concluse per le differenti opinioni artistiche.

I primi disegni hanno funzione di esperimentazione di tecniche grafiche, anche se la scelta dei soggetti rispecchia inevitabilmente lo stato d’animo dell’artista.

opera

I mangiatori di patate

grandezza

81,5 x 114,5 cm

Data di

realizzazione


Tipo di opera

Olio su tela

Esposizione



odierna

Rijksmuseum Vincent Van Gogh,

Amsterdam

Soggetto

La cena di cinque contadini


è       740 – I mangiatori di patate

Preceduto da versione preparatorie, fu il primo capolavoro eseguito durante gli esordi olandesi. In una povera capanna cinque contadini stanno consumando il loro modesto pasto composto da patate e caffè nero, immersi in un’oscurità appena rischiarata dal lume di lambada a petrolio. Le mani nodose e i volti spigolosi sono elementi essenziali del dipinto. I colori terrosi si limitano all’ocra, marrone e verde cupo, e danno l’impressione di un dipinto monocromo. La messa a nudo della povertà mostra un artista compassionevole e disposto ad affrontare i temi sociali più impressionanti.

opera

Autoritratti

Data di

realizzazione

1887-l889

Tipo di opera

Olio su cartone

Soggetto

Autoritratto di Van Gogh


è       740 – Autoritratti

Fu però l’impatto con i dipinti impressionisti e divisionisti che rivelò a Van Gogh un nuovo mondo di colori. Questi istintivamente prese simpatia con il movimento divisionista. L’Autoritratto con il cappello di feltro grigio risale al 1887. La giacca ed il volto sono trattati con rapidi tocchi di colore accostati l’uno all’altro, il modellato è ottenuto con il variare dell’inclinazione delle tante linguette di colore che seguono una disposizione raggiata. Anche il fondo (azzurro e violetto) è composto da pennellate di media lunghezza. I fissi occhi inquieti, le labbra serrate, l’estrema magrezza, fanno trasparire il carattere instabile dell’artista: questi era un artista impulsivo e impaziente, capace di eseguire un numero impressionante di opere in brevissimo tempo e sul medesimo soggetto.


opera

Campo di grano con volo di corvi

grandezza

50.5 x 100.5 cm

Data di

realizzazione


Tipo di opera

Olio su tela

Esposizione

odierna

Rijksmuseum Vicent Van Gogh,

Amsterdam

è       742 – Campo di grano con volo di corvi

Poco prima di suicidarsi l’artista dipinse con rabbia, solitudine e disperazione questa opera, realizzata con una violenza mai vista prima di allora: una tempesta, quasi presagio di lutto, si sta per abbattere su un campo di grano tagliato da tre viottoli dai quali si leva uno stormo scomposto di corvi neri. Il campo di grano è stato trattato con frustate di giallo e il cielo è incupito dal nero delle nubi minacciose. Pare che l’artista guardasse impotente l’evento che si compiva sotto i suoi occhi.



è       734 – Paul Gauguin



La sua vita fu un viaggio continuo fra Europa, Sud America e Oceania. Studiò a Orléans e a Parigi, nel 1865 iniziò a viaggiare per mare toccando i più importanti porti del mondo. Cominciò a dedicarsi alla pittura negli anni Settanta e nel 1880 partecipò a tutte le mostre degli Impressionisti. Si trasferì varie volte, Panama, Martinica, Tahiti. Visse assieme a Van Gogh. Anche per questo artista gli inizi furono impressionisti, ma già dal 1888 il suo modo di dipingere cambiò. I colori erano dati da ampie campiture piatte, egli faceva uso solo dei colori primari (rosso, giallo, blu).

opera

Il Cristo giallo

grandezza

92 x 73 cm

Data di

realizzazione


Tipo di opera

Olio su tela

Esposizione

odierna

Albright-Knox Art Gallery

Buffalo


è       735 – Il Cristo giallo

Il dipinto rafura delle donne brètoni nei loro costumi tradizionali, inginocchiate ai piedi della scultura di uno dei tanti crocifissi nei quali è facile imbattersi nelle campagne della Bretagna. Le colline sono gialle, gli alberi di un rosso vivo e il Cristo, contornato in nero e verde, è totalmente giallo. L’artista recupera la bidimensionalità, importante è il ruolo del colore. Assieme all’antinaturalismo si sottolinea l’essenzialità del personaggio e delle ure. Sintetìsmo è il termine usato da Gauguin di fianco all’Impressionismo. Nel 1889 infatti organizzò una mostra del “Gruppo impressionista e sintetista” che in definiva opposto al Neoimpressionismo.


opera

Da dove veniamo? Chi siamo?

Dove andiamo?

grandezza

139 x 374.5 cm

Data di

realizzazione

1897-l898

Tipo di opera

Olio su tela

Esposizione

odierna

Museum of Fine Arts, Boston

è       737 – Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

Fu dipinto prima del tentativo di suicidio. Questa è una tela di grandi dimensioni, molto esteso quasi simile ad un fregio classico, che avrebbe dovuto essere una sorta di testamento spirituale. I bordi superiori della tela recano la firma, la data di realizzazione e il titolo. Alcuni significati simbolici sono evidenti, altri sono rivelati nella lettera dell’artista: la nascita, la vita, la morte sono rappresentate da un bambino, da giovani donne e da una vecchia. La ura eretta, e unica ura maschile, sta cogliendo un frutto da un albero: questa è la ura più luminosa di tutto il dipinto e può rappresentare l’uomo che coglie la parte migliore dell’esistenza, ma può rinviare al concetto religioso del peccato. Il dipinto cerca, quindi, una sintesi tra religione occidentale e religione orientale (l’idolo sullo sfondo). La vecchia stanca pare riflettere sulla sua vita passata, sui rimorsi e sui rimpianti.











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