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Picasso - Mateu Fernández Soto, 1901

Picasso - Mateu Fernández Soto, 1901
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Picasso






Nasce a Malaga, in Sna, il 25 ottobre 1881. Per la forza creativa che trapela dalla sua opera è ritenuto uno dei massimi artisti del secolo. lio di José Ruiz Blasco e di Maria Picasso, scelse di assumere il cognome della madre, perché secondo lui tutti i maggiori artisti del mondo avevano un cognome con la doppia esse (es. Matisse, Rousseau etc..). Il padre era professore di disegno alla Escuela de Artes Oficios di Màlaga, da cui egli trasse i primi insegnamenti.

A dieci anni si trasferì con la sua famiglia a La Coruna, dove iniziò a frequentare la scuola di Belle Arti locale. Quattro anni dopo traslocò a Barcellona, dove continuò gli studi che integrò anche con corsi di pittura a Madrid.

Nel 1897 Picasso si legò all'ambiente artistico e letterario del cabaret Els Quatre Gats e iniziò a svolgere attività di illustratore per alcune riviste. Dopo un primo viaggio a Parigi, la capitale artistica d’Europa, l'artista condusse le sue prime e positive esperienze artistiche operando nel filone del realismo snolo. Dopo un secondo soggiorno a Parigi le opere dell'artista si ispirarono ad aspetti della condizione umana, alla cui resa drammatica contribuirono i ricordi della Sna e l'essenzialità di visione di H. Toulose Lautrec. Egli ricorse all'uso di una monocromia azzurra che si adatta bene alle sue dolorose e malinconiche immagini di persone povere ed emarginati e che caratterizza quello che fu definito il 'periodo blu', protrattosi fino alla primavera del 1904.





Mateu Fernández Soto, 1901

Il ritratto è immerso in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, in un'assoluta assenza di movimento. Picasso sceglie la monocromia, gioca tutta la composizione sui toni del blu, del verde, dell’azzurro spento e del grigio, con una tale insistenza da portare i critici a denominare gli anni tra il 1901 e il 1904 come 'il periodo blu'. La scelta del colore non è casuale, ma si richiama alla tradizione pittorica precedente, a cominciare da quella cristiana medievale che attribuisce al blu una forte spiritualità. Picasso sfrutta questi significati molteplici e ne potenzia la valenza emotiva, alla ricerca di una verità profonda e interiore, in grado di trasformare la semplice rappresentazione in una riflessione sull'esistenza. I quadri di questo periodo sono infatti venati da tristezza e malinconia, le ure che si ripetono con insistenza sono quelle di mendicanti, prostitute, vecchi e malati, tutti soli e disperati, emarginati dalla società, eroi della faccia oscura e torbida della metropoli parigina, forse quella più sincera.

Nella primavera del 1904 l'artista lasciò la Sna per trasferirsi a Parigi, dove trovò studio presso P.Durio a Montmartre, nell'edificio divenuto poi famoso come Bateau Lavoir, dove fu attivo uno dei primi gruppi del cubismo. Il mondo del circo fu tema ricorrente della maggior parte delle opere di quegli anni , realizzate con colori caldi e tonalità del lilla e del rosa, che caratterizzò tra il 1905 e il 1906 il 'periodo rosa'.

In quegli anni si innamorò di Fernande Olivier e conobbe anche Henry Matisse, che gli aprì gli occhi riguardo l’essenza dell’immagine. Infatti era riuscito a fargli comprendere l’importanza della semplicità e dell’essenzialità dell’arte primitiva africana.

Nel 1907 anno di incontro con D.H. Kahnweiler, G. Braque e A. Derain, l'artista realizzò 'Les demoiselles d'Avignon'. Esso nacque nell'anno in cui si tenne a Parigi la grande mostra retrospettiva di P. Cézanne, la cui opera segnò il punto di partenza del cubismo. Da questa mostra, che rappresenteva la realtà solidificata, Picasso prese spunto per la sua opera, utilizzando una forma semplificata e schematizzata e rappresentando solo volumi geometrici. Con Braque, Picasso ricercò la soluzione al problema della terza dimensione e le tappe di questa ricerca sono segnate nella resa volumetrica dei paesaggi geometrici e sfaccettati eseguiti da Picasso nell'estate del 1908 e La Rue des Bois. I primi paesaggi cubisti dell'iniziale fase analitica, dove le forme vengono analizzate e scomposte fino a diventare bidimensionali, furono quelli eseguiti da Picasso nell'estate del 1909 a Horta de Hebro. Negli anni 1911-l2 l'artista, nel suo soggiorno a Céret, ebbe il momento di maggiore contatto con la pittura di Braque, che di quel movimento fu il teorico più convinto.



Nel 1912 fu attivo ad Avignone, a Céret e poi a Sorgues, dove ancora a stretto contatto con Braque diede vita alle maggiori opere cubiste, utilizzando nuove tecniche come la pittura con colori ad olio ed il collage con sectiune di giornale (perché hanno diverse qualità tattili e rappresentano qualcosa di vissuto e reale), invenzione che, accanto a quella del papier collé di Braque, ebbe importanti conseguenze nello sviluppo dell'arte dadaista e poi surrealista. Negli anni 1913-l4 maturò l'esperienza del cubismo sintetico, per cui l'oggetto tende a essere ricostruito in piani semplificati secondo l’ersperienza e l’originalità dello stesso artista.

Nel 1925 esaurita l'ispirazione cubista, Picasso approdò al surrealismo. Le esperienze successive dell'artista, dalle piccole composizioni di acceso cromatismo eseguite nel 1928 a Dinard fino alle creazioni del cosiddetto 'periodo dei mostri', costituiscono imprevedibili superamenti di un linguaggio artistico destinato sempre a rinnovarsi.

Nel 1932 conobbe Marie-Therese Walter che divenne la sua modella e nel 1935 diede alla luce Maia. In quello stesso anno soggiornò in Sna riprendendo il prediletto tema della corrida. Dopo la parentesi surrealista Picasso fece emergere in tutta pienezza di segno e di colore il suo fondo espressionista con il capolavoro, riassuntivo della moderna interpretazione degli orrori della guerra come 'Guernica' nel 1937 dove l'ispirazione fu il bombardamento tedesco del piccolo villaggio snolo. Negli anni del dopoguerra l'attività di Picasso si esplicò in molteplici settori. Oltre alla numerosa produzione litografica degli anni 1945-46, particolarmente intensa fu la sua opera di ceramista e l'attività scultorea. Nel dopoguerra conobbe Francoise Gilot, la nuova comna che gli regalò una nuova felicità, con la nascita di Claude e Paloma. Trascorse il resto dei suoi anni in tranquillità nelle ville di Cannes, Vauvenargues e Mougins, in comnia di Jaqueline Roque, che sposò nel 1961. Morì a Mougins, l’ 8 aprile del 1973 per un attacco cardiaco.


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