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Pittura Fiamminga o Rinascimento nordico

Pittura Fiamminga o Rinascimento nordico


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Pittura Fiamminga o Rinascimento nordico

Occupa tutta la prima parte del ‘500 (1430) nelle Fiandre (Paesi Bassi, Olanda . ).

È un fenomeno legato a una grande prosperità economica di quei paesi che si incarna nell’istituzione bancaria e in modo particolare banche italiane aprono filiali nelle fiandre (2 famiglie: PORTINARI di Firenze e ARNOLFINI da Lucca). La tradizione culturale fiamminga è ancora gotica con particolare sensibilità verso la raffinatezza degli oggetti, sostenuta da un artigianato lussuoso.

Gli artisti principali che rivoluzionarono la pittura fiamminga passando dal gotico al rinascimento sono: Jan Van Eyck (La Madonna Rolin, Parigi LouvreI coniugi Arnolfini, Londra National Gallery), Hugo Van der Goes (Trittico Portinari, Firenze Uffizi), Robert Camping (Trittico annunciazione, New York Metropolitan).

La tecnica innovativa è la pittura ad olio e, secondo Vasari, l’invenzione di questa tecnica è da attribuire a Van Eyck. Non è più una tecnica all’uovo che asciugava in fretta ma obbligava all’accostamento delle campiture di colore e non alla sovrapposizione. È una tecnica basata su una nuova ricetta che la rende duttile alla pittura basata sull’olio di lino e di noce mescolati alla trementina, un’essenza che deriva dalle conifere e dal rosmarino. Questa tecnica permette di raffinare alcune abilità dell’artista, prima fra tutti, l’esattezza: l’artista riesce a rendere la realtà in modo lenticolare, riesce a rendere il fenomeno mimetico della luminosità, poi riesce a rendere gli effetti di lontananza. Infatti la tecnica permette graduali passaggi di tono e di sfumature cromatiche, è basata sulla velatura, cioè su strati trasparenti di colore lasciati essiccare.

Di conseguenza ci fu un rinnovamento del linguaggio, un linguaggio artistico basato su una nuova resa della luce e dello spazio.

La luce della pittura fiamminga porta ad una visione analitica della realtà, l’artista è in grado di evocare la materia, la sostanza, il tessuto con cui sono fatte le cose. Si parla di verità visiva di ogni singolo particolare. L’artista fiammingo parte da una visione empirica basata sul particolare e sulla somma di un particolare all’altro. La resa dello spazio segue regole basate su più punti di vista a differenza di quello toscano (basato su un unico punto di vista matematico e proporzionale). Lo spettatore è incluso nello spazio rappresentato.

La committenza della pittura fiamminga è legata all’economia europea di quel tempo. È una committenza borghese fatta di mercanti, imprenditori e banchieri. L’artista spesso ha incarichi anche politici e diplomatici. L’artista diventa ambasciatore, quindi l’arte si lega alla proanda politica.

La pittura fiamminga influenzerà la pittura italiana nella seconda metà del ‘400. Piero della Francesca e Veneziano usano la tempera ad olio.

La pittura di Masaccio si basa su una visione sintetica e razionale. La prospettiva è l’elemento unificante della rappresentanza. La pittura di Van Eyck si basa su una visione analitica tesa alla riproduzione di ogni singola cosa nella sua verità visiva nel tessuto luminoso. La luce è l’elemento ordinatore e unificante della rappresentazione. Egli studia gli effetti di lustro (il reagire della luce sui corpi), gli effetti di resa dei lontani fino all’orizzonte. Lo sguardo di Van Eyck non è mai stanco di osservare.




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