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Scheda dell’opera d’arte

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Scheda dell’opera d’arte





Dati tecnici:

Titolo: Eannàtum, orante sumero

Autore: Artista Sumero sconosciuto

Genere: Scultura (abbozzo)

Tecnica: scultura su pietra calcarea      

Data: ca 2500 a.C

Collocazione: Houston, Menil Collection

 





Descrizione dell’opera:

Questa statuetta è alta circa 30 cm ed è realizzata in alabastro, pietra calcarea di aspetto marmoreo che da una colorazione giallastra alla ura. La scultura si presenta abbastanza lucida per via dell’alabastro ed è pervasa da venature anch’esse tipiche del materiale della statua. Oltre all’alabastro, nell’opera sono presenti anche parti di lapislazzuli: i quali, infatti, vanno a formare le pupille degli occhi.



Riferimenti storici:

É di realizzazione sumera, proveniente dalla Mesopotamia durante lo sviluppo delle prime società civili: infatti quella sumera è la prima popolazione sedentaria che possa essere definita “civilizzata”. Questo popolo è proveniente dall’India nordoccidentale e cominciò a stabilirsi nella pianura tra i fiumi Tigri ed Eufrate a partire dal 5000 a.C. qui i sumeri diedero vita ad una civiltà fiorente, che viveva prevalentemente di agricoltura. Vivevano in città-stato indipendenti ed avevano una rigida gerarchia classista che metteva in primo piano i sacerdoti, incaricati di comunicare direttamente con gli dei. La civiltà sumera, dal III millennio a.C. vide l’alternarsi, alla propria guida, di una serie di dinastie, intorno al 1950 a.C., le pressioni delle civiltà confinanti divennero insostenibili. Dopodichè dovette cedere il passo alla società babilonese, popolazione che giungeva in quegli anni in Mesopotamia. Si deve alla popolazione sumera la prima forma di scrittura, detta cuneiforme, l’invenzione della ruota, di un importante sistema di numerazione e anche di una prima idea di recinzione al fine di circondare il bestiame.





Commento critico:

L’opera rafura il re Eannàtum, secondo della dinastia dei re di Lagash, nell’atto di preghiera. Per questo la scultura prende il nome di “orante” cioè “colui che prega”. La ura è rivestita da un gonnellino di pelle e piume, caratteristico della civiltà sumera. Si nota anche che l’artista scolpendo la testa proporzionalmente più grossa del corpo, intendeva evidenziare lo stato di stupore del re il quale possiede gli sgranati intenti a guardare la divinità. Per marcare maggiormente ciò, le pupille degli occhi infatti sono stati realizzati in lapislazzuli che donano un azzurro acceso allo sguardo dell’orante.









Bibliografia/Sitografia:[M1] 


https://it.wikipedia.org/wiki/Sumeri

Autori vari, Enciclopedia Dei Ragazzi, La Storia vol. 1, Rizzoli/Corriere Della Sera, Brugherio (MI), 2006

Giorgio Cricco/Francesco Paolo Di Teodoro, Itinerari nell’Arte, vol. 1, Zanichelli, Bologna, 2003


 [M1]Citazione per libro:


Autore/i, Titolo, vol. n., Casa editrice, Luogo di edizione, Anno 1° Edizione






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