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“VERSO LA SOCIETA’ DI MASSA”

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“VERSO LA SOCIETA’ DI MASSA”


Fine dell’800 Nascita della società di massa (“massa” = aggregato omogeneo in cui i singoli tendono a sire rispetto al gruppo).

Maggioranza di cittadini vive in grandi e medi agglomerati urbani à più stretto contatto tra gli uomini (rapporti di tipo anonimo e impersonale) à sistema delle relazioni sociali che fa capo alle grandi istituzioni nazionali e non passa più attraverso le piccole comunità tradizionali.



Maggioranza dei cittadini esce dalla dimensione dell’autoconsumo e entra, da produttore o da consumatore, nel circolo dell’ economia di mercato.

Comportamenti e mentalità si uniformano secondo nuovi modelli generali, stili di vita un tempo minoritari si diffondono tra strati sociali sempre più larghi.

Opinione negativa e preoccupata di chi teme che il dominio delle masse porti ad appiattimento generale e minaccia delle libertà individuali.

Opinione positiva di chi vede l’ascesa delle masse come frutto della democratizzazione e della diffusione del benessere.


“LE NUOVE STRATIFICAZIONI SOCIALI”

Nella classe operaia à distinzione più accentuata tra manodopera generica (il grosso del proletariato) e lavoratori qualificati (le cosiddette “aristocrazie operaie”).

Espansione del settore dei servizi e crescita degli apparati burocratici à aumento di un ceto medio urbano, ingrossato sia dalla crescita dei lavoratori autonomi (dovuta alla moltiplicazione degli esercizi commerciali e all’emergere di nuove attività in parallelo al declino di botteghe artigiane e di alcuni vecchi mestieri), sia dall’allargamento della categoria dei dipendenti pubblici (dovuto all’aumento delle competenze dello Stato in materia di sanità, istruzione, trasporti e dei servizi in generale).

Inoltre crescita anche della massa degli addetti al settore privato, che svolgono mansioni non manuali = “colletti bianchi”.

REDDITI à ceti medi impiegatizi più vicini agli strati privilegiati della classe operaia che a quelli dell’alta borghesia.

CULTURA, MENTALITÀ E VALORI à ceti medi contrappongono i valori storici della borghesia (individualismo, rispettabilità, proprietà privata, risparmio, senso della gerarchia e patriottismo) a quelli tipici della tradizione operaia (solidarietà, spirito di classe, internazionalismo) e a quelli nascenti dell’alta borghesia industriale, che tendeva a diventare cosmopolita e ad assumere modelli delle classi aristocratiche.


“ISTRUZIONE E INFORMAZIONE”

A partire dagli anni ’70 – Governi europei si impegnano in un processo di laicizzazione e statizzazione del sistema scolastico: elementare obbligatoria e gratuita, media e superiore più sviluppata (tempi, forme e risultati diversi a seconda dei paesi) à aumento generalizzato della frequenza scolastica e conseguente diminuizione del tasso di analfabetismo.

Fenomeno visto negativamente dai più tradizionalisti che vedevano nell’istruzione popolare un’arma pericolosa e positivamente dalle classe dirigenti che la vedevano in chiave di strumento pacifico di promozione sociale, educativo nei confronti del popolo e proandistico dal punto di vista dei valori dell Stato.

Contemporaneamente si assiste a un incremento nella diffusione della stampa quotidiana e periodica à crescono le pubblicazioni e il numero dei lettori, nascono i giornali popolari e aumenta così il numero di coloro che contribuivano a formare l’opinione pubblica.


“GLI ESERCITI DI MASSA”

A partire dagli anni ’70 – Riforme degli ordinamenti militari in Europa (esclusa Gran Bretagna) à servizio militare obbligatorio maschile à trasformazione degli eserciti a lunga ferma in eserciti a ferma più o meno breve.

OSTACOLI:

1) Carattere economico à risorse finanziarie insufficienti a mantenere tutti gli uomini giudicati abili à persistenza di criteri di scelta arbitrari, talvolta basati sul privilegio economico e altre volte affidati alla sorte stessa.

2) Carattere politico à le classi dirigenti moderate non potevano negare a lungo il diritto di voto a tutti i cittadini che mettevano la loro vita a rischio per lo Stato e inoltre sembrava pericoloso addestrare alla guerra masse potenzialmente rivoluzionarie.


FATTORI A FAVORE:

1) Carattere politico-militare à solo la disponibilità di grandi masse permetteva all’esercito di essere utile e pronto anche in tempo di pace.

2) Carattere economico e di sviluppo à la tecnologia e l’industria consentivano la produzione in serie di armi atta a coprire le esigenze di un grande esercito e inoltre lo sviluppo delle ferrovie offriva agli stessi eserciti la possibilità di spostamento veloce.

Fra il 1870 e il 1914 – Nascita dei moderni “eserciti di massa” à estensione della capacità di controllo dei poteri statali sulla società civile.


“SUFFRAGIO UNIVERSALE, PARTITI DI MASSA, SINDACATI

Società di massa ≠ società democratica, però in Europa in questo periodo (fine ‘800 inizio ‘900) si registra una tendenza costante verso una più larga partecipazione alla vita politica.



Suffragio universale maschile praticato più o meno ovunque nei 25 anni dopo il 1890. In Italia, con alcune limitazioni, fu introdotto nel 1912.

Mutamenti nelle forme organizzative e nei meccanismi della lotta politica à nuovo modello del partito di massa à inquadramento di larghi strati della popolazione attraverso una struttura permanente articolata in organizzazioni locali (sezioni, federazioni) e facente capo a un unico centro dirigente.

Inoltre, rapida crescita delle organizzazioni sindacali (sotto l’impulso del movimento socialista e sull’esempio delle Trade Unions inglesi) à un po’ ovunque i sindacati si federarono in grandi organismi nazionali (in Italia nel 1906 è costituita la Cgl, “Confederazione Generale del Lavoro”).

Grande rilievo ebbero anche le associazioni sindacali cattoliche.


“LA QUESTIONE FEMMINILE”

Fine ‘800 – Donne escluse dappertutto dall’elettorato attivo e passivo e in alcuni Paesi anche dalle professioni e dagli studi universitari. Coloro che lavoravano avevano un trattamento economico nettamente inferiore a quello maschile e comunque per loro il lavoro extradomestico non era una scelta di emancipazione, ma una dura necessità e non erano così neanche liberate dai duri obblighi familiari.

Però, maggiori contatti con il mondo esterno à più viva coscienza di diritti e rivendicazioni.

In Gran Bretagna à suffragette à sotto la guida di Emmeline Pankhurst protestavano anche in modo deciso per il diritto al suffragio. Tale lotta ebbe però pochi appoggi anche nel movimento operaio.

– Donne ancora escluse dal diritto di voto e pesantemente discriminate sul luogo di lavoro.


“RIFORME E LEGISLAZIONE SOCIALE”

Fine ‘800, inizio ‘900 – Classi dirigenti costrette a tener conto di più delle esigenze delle classi subalterne (anche grazie ai sindacati) à forme di legislazione sociale variamente ispirate a quelle della Germania Bismarckiana à assicurazione contro gli infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi per i disoccupati, controlli nelle fabbriche, limitazioni sull’età e le ore di lavoro, diritto al riposo settimanale.

Inoltre, soprattutto nei grandi centri urbani à azione delle amministrazioni locali à estensione dei servizi pubblici ad opera degli stessi comuni con aziende pubbliche appositamente create.

Per sopperire all’aumento delle spese à nuove forme di imposizione fiscale à tendenza ad aumentare il peso delle imposte dirette (gravano sul reddito di persone o società) a scapito di quelle indirette (gravano sui consumi e le attività economiche; colpiscono soprattutto i ceti popolari), introduzione del principio di progressività (aumento delle aliquote fiscali in relazione all’aumento del reddito).


“I PARTITI SOCIALISTI E LA SECONDA INTERNAZIONALE”

Fine ‘800 – Sorgono in tutta Europa partiti socialisti che, a differenza dei decenni precedenti, cercano di organizzarsi su base nazionale e affiancano al proselitismo rivoluzionario un’azione legale all’interno delle istituzioni.

Primo e più importante à partito socialdemocratico tedesco (1875) à compattezza ideologica fornita dal marxismo, esempio e modello per gli altri partiti nazionali.

Francia à 1882 – “Parti ouvrier français” di ispirazione marxista; si scisse subito in diversi tronconi che si fecero accanita concorrenza fino alla riunificazione in un nuovo partito (Sfio1905).

Gran Bretagna à i gruppi socialdemocratici non riuscirono ad imporsi sulla struttura già radicata delle Trade Unions e furono gli organismi sindacali a creare una formazione politica, espressione dell’intero movimento operaio à “Partito Laburista” – 1906, privo di una caratterizzazione ideologica ben definita.

Comunque all’inizio del 900 i partiti operai europei avevano una piattaforma in larga parte comune: si proponevano il superamento del sistema capitalistico e la gestione sociale dell’economia, avevano ideali internazionalisti e pacifisti, facevano capo a un’ organizzazione di tipo socialdemocratico, sulla base di teorie marxiste (divulgate soprattutto dai leader della socialdemocrazia tedesca, per es. Karl Kautsky).

- “Seconda Internazionale” (rappresentanti di numerosi partiti europei a Parigi; obiettivo primario = giornata lavorativa di 8 ore; giornata mondiale di lotta = 1 Maggio) à ≠ Prima Internazionale; federazione di partiti nazionali autonomi e sovrani, importante funzione coordinatrice e di scambio di opinioni.

Con il passare del tempo, però, due opposte tendenze:

1) Revisionismo à maggior esponente Eduard Bernstein à società socialista da costruire non con la rivoluzione, ma con una trasformazione graduale realizzata con il lavoro nelle organizzazioni operaie e con il movimento sindacale, possibilità di collaborazione con le forze progressiste.



2) Correnti rivoluzionarie à nuove correnti di estrema sinistra, in particolare guidate in Germania da Liebknecht e Luxemburg, ma diffuse un po’ ovunque.

Due casi inoltre di dissidenza tutta particolare:

a) Socialdemocrazia russa à Nikolaj Lenin si batteva per un partito tutto votato alla lotta e guidato da rivoluzionari di professione. Nel 1903 il partito socialdemocratico russo si scisse in due correnti: quella bolscevica (maggioritaria) di Lenin e quella menscevica di Martov.

b) Sindacalismo rivoluzionario francese à interprete principale Georges Sorel à esaltazione della funzione liberatoria della lotta proletaria e della forma dello sciopero generale rivoluzionario come momento di liberazione definitiva e di caduta della società borghese.


“I CATTOLICI E LA RERUM NOVARUM”

Atteggiamento della Chiesa di fronte ai cambiamenti sociali del periodo del sorgere della “società di massa:

Rifiuto tradizionale della società industriale

Condanna all’individualismo borghese e alle ideologie socialiste

Tentativo di rilanciare la missione della Chiesa in accordo con i mutamenti: declino dei culti e devozioni locali sostituiti con forme di religiosità più individuali ma controllate, nascita di nuovi culti universali

Efficace struttura organizzativa capillare, basata su parrocchie, associazioni caritative e movimenti di azione cattolica

– il Papa Leone XIII emana la Rerum Novarum, enciclica dedicata ai problemi della condizione operaia, che ribadiva la condanna del socialismo e riaffermava l’idea della concordia tra le classi e del rispetto dei doveri spettanti alle parti sociali. Inoltre si incoraggiava apertamente la creazione di società operaie e artigiane ispirate a princìpi cristiani.

Ultimi anni dell’800 – Emerge una nuova tendenza politica, la democrazia cristiana, che mirava a conciliare la dottrina cattolica non solo con l’impegno sociale, ma anche con gli istituti della democrazia.

Inoltre si sviluppa in questi anni una corrente di riforma religiosa, il modernismo, che si propone di rivisitare in chiave moderna le Sacre Scritture con i metodi di critica storica e filologica.

– Sale al soglio pontificio Pio X, tradizionalista, che diminuisce gli spazi di autonomia di tali correnti e arriva addirittura a scomunicare il modernismo (1907).

Tuttavia sul piano politico Pio X non potè arrestare gli sviluppi della democrazia cristiana, che ormai aveva trovato il suo spazio.


“IL NUOVO NAZIONALISMO”

Fine ‘800 – In Europa il concetto di nazionalismo cambia e si evolve. Prima era sinonimo di liberalismo e democrazia, mentre ora, già dai tempi di Bismarck o dell’imperialismo coloniale, tende a legarsi all’idea della superiorità di un determinato popolo sugli altri e assume spesso sfumature derivate al razzismo in voga in questo periodo; si tende a creare una sorta di “gerarchia” tra razze superiori e inferiori.

Francia à nazionalismo innalzato in polemica con la classe dirigente repubblicana; si rivolgeva soprattutto verso i presunti “nemici interni”, gli Ebrei, reputati estranei alla nazione e identificati con l’ambiente della speculazione bancaria

Germania e paesi di lingua tedesca à movimenti pangermanisti, volti alla riunificazione in un unico stato di tutte le popolazioni tedesche; cercavano le proprie basi nel mito del popolo (=comunità di sangue legata “misticamente” alla terra d’origine) e sfociarono spesso in espressioni di antisemitismo antiebraico

Russia e paesi slavi dell’ Europa Orientale à panslavismo à strumento della politica imperiale zarista, di basava su ideologie tradizionaliste e intrise di antisemitismo. Utilizzò il barbaro strumento del pogrom: ripetuti e violenti saccheggi di beni e persone ebrei.

Sionismo (fondato nel 1896 da Theodor Herzl)à tentativo di reazione all’antisemitismo dilagante à ci si proponeva di restituire un’ identità nazionale alle popolazioni israelite sparse per il mondo e di promuoverela costituzione di uno Stato ebraico in Palestina. Tale movimento, nonostante le difficoltà iniziali, riuscì ad imporsi all’ attenzione dell’ opinione pubblica all’ inizio del ‘900.

















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