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VINCENT VAN GOGH



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LA VITA



Pittore olandese, lio di un pastore protestante, ha un'infanzia infelice e tormentata, e dopo un'esperienza come impiegato alla galleria d'arte 'Goupil' si dedica all'attività di apostolato evangelico presso i minatori olandesi.
In quest'ambiente poverissimo nascono i primi disegni e i primi dipinti, caratterizzati da colori molto cupi.
Da questa esperienza Van Gogh prende coscienza della sua vocazione alla pittura scegliendo di rappresentare la vita e le condizioni umane dei lavoratori più umili.
Assieme ad altri autori come Gauguin, Toulose- Lautrec, Cezanne, è considerato uno degli iniziatori della trasformazione che porterà al Divisionismo, al Fauvismo, all'Espressionismo e al Cubismo.
Dedicatosi esclusivamente alla pittura, nel 1886 si trasferisce a Parigi ospitato dal fratello Theo che lo aiuterà per tutta la vita. Qui Van Gogh scopre un ambiente artistico effervescente ed entra in contatto con artisti d'avanguardia come Toulouse Lautrec ed Emile Bernard.
Si impadronisce subito delle innovazione dell'impressionismo, ormai affermato, e l'effetto immediato è la conversione al colore: «doveva solo liberare la tavolozza e lasciarla vibrare», come si può vedere da La guinguettet (Taverna all'aperto) del 1886, La restaurant de la Sirène del 1887, L'italienne 1887 (L'italiana). Nel 1888 va ad Arles, nel sud della Francia e rimane attratto dalla luce e dai colori di questa terra. Qui inizia in solitudine una febbrile attività che lo porterà ad una pittura violenta , in cui il colore «esplode» sulla tela esprimendo il suo tormento interiore. Le pennellate, frantumate, grosse e violente, rivelano il suo stato d'animo e mettono a nudo il suo male di vivere. Scrive Van Gogh:«le emozioni sono talvolta così forti che le pennellate si susseguono senza fine».
Di questo periodo sono L'Arlesienne (Madame Ginoux) e La Salle de danse à Arles (La sala da ballo ad Arles), Les Tournesols (I girasoli), Le facteur Roulin (Il postino Roulin).
Appena arrivato ad Arles Van Gogh si diede da fare perché Gauguin, da cui era completamente affascinato lo raggiungesse. Le salle de danse ˆ Arles è senza dubbio l'opera di Van Gogh in cui è più evidente l'influsso di Gauguin e, attraverso Gauguin anche quello di Emile Bernard, il giovane allievo di Gauguin a Pont Aven.
È proprio a causa del fascino provato per Gauguin che Van Gogh, per autopunirsi, a seguito di una lite con lo stesso, si taglia il lobo dell'orecchio destro. Di tutto ciò esiste testimonianza nell'opera Autoportrait à l'oreille coupèe (autoritratto con l'orecchio tagliato), dipinto nel 1889 che si inserisce nella folta serie di autoritratti (circa 40) che Van Gogh dipinse nel corso della sua vita.
Non deve sorprendere il fatto che quest'uomo, mentalmente instabile e spesso soggetto a violente crisi nervose, abbia cercato di esorcizzare i suoi demoni proiettandoli nell'arte. L'incomprensione sofferta durante tutta la vita, le difficoltà economiche, la malattia, lo indussero al suicidio; si sparò un colpo di rivoltella allo stomaco in uno di quei campi 'Auvers' che aveva rappresentato nei suoi ultimi quadri.



































LA CAMERA DA LETTO







DI


VINCENT VAN GOGH











KATIA ROSSI

QUINTA LICEO






DESCRIZIONE DELL'OPERA DA PARTE DI VAN GOGH






Così Van Gogh parla del quadro nella lettera 554 a Theo, a cui è accluso uno schizzo: «Finalmente ti mando un bozzetto per darti almeno un’idea della piega che sta prendendo il lavoro. Questa volta si tratta semplicemente della mia camera da letto; in questo caso deve farla soltanto il colore, e poiché con il suo effetto semplificante conferisce maggiore stile alle cose, esso dovrà, nell’insieme, suggerire la calma del sonno. I muri sono di un viola pallido. Il pavimento è ricoperto di mattoni rossi, le testate di legno del letto e le seggiole sono gialle come il burro fresco, le lenzuola e i cuscini sono di un giallo limone chiarissimo. La coperta è rosso scarlatto. La finestra verde. Il tavolo da toilette color arancio, il catino blu. Le porte lilla [] Dei ritratti al muro, un asciugamano, e alcuni indumenti».
















SPEDIZIONE DEL DIPINTO AL FRATELLO THEO





Il dipinto fu realizzato verso la metà di ottobre del 1888; nel maggio 1889 la spedì arrotolata a Theo e poco tempo dopo gli raccomandava di foderare la tela che era stata danneggiata dall’umidità durante il periodo trascorso da Van Gogh nell’ospedale di Arles. Theo, visti i rischi dell’operazione di rifoderatura, gli restituì il dipinto, in modo che Vincent potesse realizzarne una copia. Fece così la versione oggi a Chicago e, entusiasta del risultato, ne realizzò una terza versione oggi al Musée d’Orsay di Parigi, da spedire alla madre e alla sorella

























IL SENSO DI ANGOSCIA






In quest’opera l’autore trasforma la piccola stanza , della quale, come egli dice, vorrebbe aver reso il “riposo assoluto”, in un ambiente mosso e traballante, che esprime, piuttosto, angoscia, per mezzo della tensione delle linee prospettiche del pavimento, spezzate dalle commettiture trasversali, per mezzo di decisi segni scuri che disegnano i mobili (le sedie, il tavolino, alcune parti del letto).

Lo spazio che circonda l’autore non ha punti fermi; la prospettiva in quest’opera è molto forzata.























IL SIGNIFICATO DELLA CAMERA




La camera, solitamente, viene definita come il luogo più intimo dove una persona può rifugiarsi. Si può affermare questo perché questa stanza è la proiezione della parte più intima di se stessi.

Questo è molto evidente nell’opera di Van Gogh; infatti la camera è rappresentata dall’autore in modo instabile, senza punti fermi, come la sua vita. Nell’opera la prospettiva è forzata perché lui è tormentato interiormente e non ha punti fermi.

La camera è il luogo dove una persona vive le sue emozioni, medita e si riposa in solitudine senza la comnia di nessuno, insomma un luogo da vivere ed esplorare individualmente.
























VINCENT E PAUL, UNA CONVIVENZA DIFFICILE




Van Gogh e Gauguin hanno convissuto insieme per un periodo. I primi giorni di convivenza ad Arles sono piacevoli.


I pittori hanno molto in comune:


Idee rivoluzionarie sulla pittura


Bisogno di vivere pienamente la loro condizione di artisti


Una potente forza creativa


Scarse finanze


In principio si organizzano razionalmente, si dividono i compiti. Guaguin, di natura più ordinata, gestisce la casa e i denari. La sera fumano insieme in qualche locale malfamato e si accomnano a prostitute con cui, in genere, instaurano un rapporto umano, quasi amichevole.

Col passare dei giorni Vincent diventa possessivo, Gauguin è per lui un’ancora di salvezza, e vorrebbe garantirsi per sempre la sua amicizia.


Ci sono delle divergenze pittoriche che li separano:


Gauguin spirito robusto ma equilibrato non tollera gli accessi d’ira di Vincent; “Sei un matto!” gli urlava spesso.


Uno dei motivi della loro separazione  è una tela, dipinta da Gauguin e rafurante l’amico che dipinge i suoi amati girasoli.

Quando Vincent osserva la tela esclama: “ Sono proprio io, ma sono io diventato pazzo”.  L’impietoso Gauguin ha infatti dipinto l’amico esasperandone il volto ossuto e quasi ottuso.




LA CAMERA : LA PROIEZIONE DI SE STESSO




La camera ai giorni nostri è considerata come la proiezione della parte più intima di ogni persona. Anche per Van Gogh avviene questo: la stanza che lui rappresenta è la proiezione della parte più intima di se stesso. Tutto ciò che rappresenta gli appartiene anche se il clima  è molto intenso e l’ambiente è reso dall’autore in modo angoscioso e libero da certezze e punti fermi.

All’interno della stanza tutto è reso in modo molto malinconico e si percepisce dall’uso dei colori e dalla geometria una forte solitudine e un forte tormento.


























LE PARETI







Sulle pareti della camera di Van Gogh si nota che vi sono appesi

solamente suoi quadri.


TUTTO QUESTO HA UN SIGNIFICATO?


Van Gogh rappresenta le pareti interamente tappezzate dai suoi quadri perché essi sono i suoi unici interlocutori, lui riesce ad esprimersi e a sfogare le proprie inquietudini interiori solamente attraverso essi.


PERCHE’ SONO STORTI?


La disposizione dei quadri in maniera storta ha un significato simbolico: sono simbolo delle attese disilluse.





















L'APERTURA AL MONDO ESTERNO






LA FINESTRA DELLA CAMERA HA UN VALORE SIMBOLICO?


La finestra della camera rappresenta la società.


PERCHE’ LA  FINESTRA E’ SOCCHIUSA?


La finestra è socchiusa perché il pittore vorrebbe che qualcuno entrasse per stare in comnia di qualcuno, poter conversare con lui, esprimere le proprie angosce e confidare le proprie paure.






















LE SEDIE





Le sedie che l’autore rappresenta hanno un significato simbolico molto importante:

sono le volte in cui l’autore avrebbe voluto parlare con qualcuno e invece ha dovuto parlarsi da sé.


PERCHE’ LE SEDIE SONO VUOTE?


Le sedie sono vuote perché le persone invitate a sedervisi

hanno rifiutato l’invito.























LA COPERTA SUL LETTO







Sopra il letto giace una coperta rossa.


HA UN SIGNIFICATO SIMBOLICO?


Il colore rosso della coperta ha un valore simbolico:

è simbolo di violenza

Il rosso contribuisce a creare quel senso di angoscia e di paura che il

quadro ci comunica.

L’autore definisce il colore rosso che usa per dipingere il quadro

nel seguente modo:


“ROSSO SANGUE”





















IL COLORE






Dipinta di solo colore, la Camera da letto presenta un uso coraggioso delle tre coppie di colori complementari rosso-verde, giallo-viola, blu-arancio, alle quali l’autore aggiunge la coppia bianco-nero. Van Gogh usava il bianco per alleggerire l’effetto dei colori violenti, secondo i dettami della Grammaire des arts et du dessin di Charles Blanc.


I colori sono colori senza ombre,

accuratamente descritti dall’autore:


“A tinte piatte stese grossolanamente, a tutto impasto, i muri di un lilla pallido, il pavimento di un rosso spezzato e stinto, le sedie e il letto giallo cromo,  i cuscini e il lenzuolo di un verde limone molto pallido, la coperta rosso sangue, la toilette arancione, il catino blu, la finestra verde” .


Quindi Van Gogh trasforma il colore reale per renderlo

“suggestivo” .

Dunque non un colore vero

“dal punto di vista realistico del trompe-l’oeil,

ma un colore che suggerisce l’emozione”.



L’autore dice le seguenti parole:

“anziché cercar di dipingere con esattezza ciò che ho sotto

gli occhi mi servo del colore nel modo più arbitrario,

per esprimermi con maggiore forza” (1888)





PRIMO CONFRONTO





AUTORE:

Piero della Francesca


TITOLO:

“Flagellazione di Cristo”


TECNICA:

Tempera su tavola


DIMENSIONI:

cm 59X81.5


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Urbino, Galleria Nazionale delle Marche



















COMMENTO





Nell’opera di Piero della Francesca si può notare che l’uso della prospettiva che compone le righe del pavimento è molto forzata.

In generale in quasi tutte le opere degli artisti rinascimentali c’è un uso molto forzato della prospettiva.

L’uso della prospettiva in maniera molto forzata è presenta anche nell’opera di Van Gogh dove si nota che la prospettiva che compone le linee del pavimento crea uno spazio privo di punti fermi e di instabilità.

L’uso della prospettiva in maniera forzata è voluta esplicitamente

dai due artisti.























SECONDO CONFRONTO






AUTORE:

Sandro Botticelli


TITOLO:

“La scoperta del cadavere di Oloferne”


TECNICA:

Tempera su tavola


DIMENSIONI:

cm 31x25


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Firenze, Galleria degli Uffizi





















COMMENTO







Nell’opera di Botticelli un colore prevale su tutti: il rosso. Questo colore è simbolo di violenza e del dramma. Anche nell’opera di Van Gogh si nota come un elemento che appartiene alla camera è di colore rosso: la coperta.

Essa ha un significato di terrore, rappresenta il dramma , l’angoscia e la paura che il quadro ci vuole trasmettere. Anche nell’opera di Botticelli il rosso vuole rappresentare il senso di dramma che i protagonisti hanno quando scoprono il cadavere decapitato di Oloferne.























TERZO CONFRONTO





AUTORE:

Paul Gauguin


TITOLO:

“Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?”


DATAZIONE:



TECNICA:

olio su tela


MISURE:

m 1,41 x 3,76


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Boston, Museum of Fine Arts

















QUARTO CONFRONTO





AUTORE:

Vincent Van Gogh


TITOLO:

“Campo di grano con volo di corvi”


DATAZIONE:



TECNICA:

olio su tela


MISURE:

cm 50,5 x 100,5


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Amsterdam, Rijksmuseum Vincent Van Gogh





QUINTO CONFRONTO



AUTORE:

Paul Gauguin


TITOLO:

Il Cristo giallo


DATAZIONE:



TECNICA:

olio su tela


MISURE

92x73


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Buffalo (New York), Albright Art Gallery

















COMMENTO




Nell’opera di Gauguin si nota il prevalere di due colori : il rosso e il giallo. Tutti gli altri colori non appaiono molto luminosi perché vengono spenti dall’intensità dei due colori primari.

Nelle opere di Gauguin come nelle opere di Van Gogh il colore assume lo stesso significato: è un colore che suggerisce l’emozione, ogni colore ha la capacità di creare stati d’animo differenti in ciascuno di noi.

Il colore reale in entrambe le opere è trasformato in colore “suggestivo”.

Il colore è utilizzato per narrare una situazione psicologica

in entrambe le opere.









COMMENTO






Entrambi gli autori cercano di fuggire da se stessi per fuggire dal dramma interiore che ognuno ha dentro se stesso.


Ma questa fuga avviene in modi diversi.


L’artista Gauguin tenta di fuggire da se stesso e abbandona il paese dove risiede e si reca in Oriente.


Van Gogh scappa si dall’ambiente dove risiede però non fugge lontano ma si rifugia in diversi paesi della Francia , girovagando un po’ e quindi è proprio questo girovagare che gli permette di conoscere le diverse parti geografiche della Francia.




















SESTO CONFRONTO







AUTORE:

Paul Gauiguin

TITOLO:

“Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?”


DATAZIONE:



TECNICA:

olio su tela


MISURE:

m 1,41x 3,76


LUOGO DI CONSERVAZIONE:

Boston, Museum of Fine Arts














COMMENTO




Il messaggio chiave che l’autore vuole comunicare attraverso l’opera “La camera da letto” è la voglia di dialogo che lui desidera ma che non si avvera al punto di portarlo al suicidio.

Nell’opera “Campo di grano con volo di corvi” si riscontra questo messaggio e questo sentimento e desiderio di qualcuno con cui poter dialogare e confrontarsi.

Infatti il campo che egli rappresenta è il luogo dove in seguito compierà un atto molto spiacevole: il suicidio.

Quindi questo dipinto è la stretta conseguenza del quadro dove rappresenta la sua camera da letto.

Perciò siccome nessuno gli è andato incontro lui si suicida.























 BIBLIOGRAFIA E FONTI ICONOGRAFICHE





Adorno Piero, L’arte italiana, G. D’Anna, Messina-Firenze, 1993, volume secondo tomo primo.

Adorno Piero, L’arte italiana, G. D’Anna, Messina-Firenze, 1994, volume terzo tomo primo.


Argan Giulio Carlo, Storia dell’arte italiana, Sansoni, Firenze, 1970, volume terzo.


Bertelli Carlo, Briganti Giuliano, Giuliano Antonio, Storia dell’arte italiana, Electa-Bruno Mondadori, Milano, 1984, volume terzo.


SITI WEB




-www.arianna.it


-www.artonline.it


-www.blunet.it


-www.virgilio.it













LE LINEE DI FORZA






Ho individuato diverse linee di forza; le elenco qui di seguito:


Le linee del pavimento che sono molto marcate e individuano la prospettiva dell’opera.


Le linee che delimitano la parete di fondo.


La linea che compone la porta d’accesso alla porta.



























L'ARREDAMENTO




Nell’immagine ho sottolineato i contorni degli oggetti che compongono l’arredamento della camera di Van Gogh per sottolineare come la linea che contorna questi oggetti sia molto decisa e marcata.











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