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Vincent Van Gogh: (1853-1890)



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Vincent Van Gogh: (1853-l890)

Vita: uomo istintivo e forte, dai sentimenti violenti, che solo il fratello forse seppe comprendere, tentava di esprimere la propria interiorità passando dall’isolamento ai numerosi rifiuti, fino a giungere alla completa alienazione mentale, che lo portò al suicidio. Naque in Olanda da una modesta famiglia il cui padre, un rigido protestante, lo portò a credere di essere portato ad una vita da predicatore fin quando, si avvicinò maggiormente all’arte. Entrò in contatto con Impressionisti e Divisionisti (?) e fece amicizia con Gauguin, con il quale ebbe il litigio che lo portò a tagliarsi un orecchio. Andò in ospedale per eccessi di follia, si fece internare e alla fine si suicidò, tornato a Nord.

Caratteristiche: la sua pittura eredita l’inquietudine dalla sua vita tormentata e angosciosa, e la vediamo dunque costellata di pennellate violente e veloci di colori complementari,

Autoritratto con il cappello di feltro grigio: il pittore rappresenta se stesso trattando la giacca con rapidi tocchi di colore accostati l’uno all’altro, così come accade per il volto, modellato con lingue di colore che cambiano direzione plasmandone la forma. Lo sfondo è di colore violetto e azzurro, con pennellate di media lunghezza che nella loro irrequietezza esaltano il senso di tormento che l’espressione stessa dell’uomo ci trasmette, con le sue labbra strette e curvate in basso, gli occhi irrequieti e l’eccessiva magrezza.

La Veduta di Arles con Iris in primo piano: si tratta di un quadro che rende memoria ad un ricordo felice, trascorso a Sud della Francia. L’orizzonte è alto e il punto di fuga è esterno, sulla sinistra della tela. I colori complementari da cui il dipinto è formato, ne esaltano la luce così come i vari accostamenti, per esempio i tetti delle case. Il cielo è celeste e verdastro, a volte violetto, mentre gli alberi in secondo piano fanno quasi da “cucitura” tra terra e cielo, schiarendo il proprio colore lentamente e quasi fondendosi con quest’ultimo.



Campo di grano con volo di corvi: Si tratta di una tempesta, quasi presagio di lutto, che sta per abbattersi su un campo di grano che si muove con il vento, tagliato da tre viottoli bordati di verde, al di sopra del quale volano dei corvi neri. Nel dipinto si vede chiaramente la violenza delle pennellate, quasi frustate di colore spesso, accentuato dal contrasto di blu e giallo. Dice il libro: la luminosità del cielo e l’oro lucente del grano stanno per soccombere vinti dal colore scuro che li copre inesorabilmente. Bah. L’artista tuttavia ne è fuori, osservando impotente tale spettacolo.


Belle Epoque: negli ultimi decenni del 19 secolo, dopo la formazione degli Stati nazionali, l’Europa conosce un periodo di stabilità in cui il benessere economico arriva a interessare vari settori della borghesia media e piccola, sebbene questo periodo, chiamato Belle Epoque, non sia altro che un’illusione. In verità, nonostante le numerosissime iniziative culturali e artistiche, oltre che il rinnovarsi delle città, la società diveniva sempre più classista, dando spazio a numerose contraddizioni. La maggior parte dei capitali era conservata nelle mani di pochi e il malessere è ancora diffuso. Si riesce comunque a proseguire nella politica di espansione e colonizzazione, che da’ la possibilità di usare nuove materie prime.


Presupposti dell’Art Nouveau: le camne si spopolano e le città non sono preparate ad accogliere un’immigrazione così vasta, quindi i salari si abbassano e le attività, tra l’altro, sono alienanti  tutt’altro che gratificanti. ½ era un’enorme differenza tra i prodotti decorativi e costosi e quelli di uso comune, che mancavano totalmente di buon gusto. William Morris però, ritenendo che bisognasse ridare all’operaio maggior motivazione, affermò che gli oggetti prodotti dovessero essere anche belli, oltre che utili, dando più soddisfazione a chi li produceva. Si fece in modo, nella sua azienda, che anche le cose a basso prezzo avessero un bel disegno. Comincia a spuntare, comunque, un forte decorativismo nel quale, attraverso disegni floreali e linee sinuose, si cercava di decorare anche gli oggetti di uso più comune, il che era il presupposto per l’Art Nouveau.




L’Art Nouveau: in contrasto con i prodotti industriali, privi di alcuna personalità, tutti uguali e rispondenti a precisi standard di finitura, pronti a sacrificare la qualità di un oggetto piuttosto che la quantità, questa nuova arte, detta anche Liberty, pur non volendo essere un’arte di evasione, produce oggetti nuovi, di uso quotidiano, poco costosi ma raffinati e ben decorati. Le linee sono morbide e sinuose, derivate dalla natura e reinterpretate in chiave decorativa, e danno vita a questo movimento che si diffonderà in tutta Europa verso la fine dell’Ottocento, anche grazie ad una forte proanda. Persino gli stilisti cambiano i loro disegni degli abiti, adattandoli a questa nuova corrente che li fa diventare più leggeri e sinuosi, più fascianti, così come le ceramiche dalle dolci torsioni e trasparenze. Tutto ciò contribuisce inoltre a educare al buon gusto le masse.

Si sviluppa in particolare l’uso di ferro e ghise, e le strutture stesse divengono decorazione, attingendo al mondo naturale.







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