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DESCRIZIONE GENERALE

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DESCRIZIONE GENERALE


Gli interni della casa giapponese sono così semplici e così diversi da quelli delle nostre case, che è difficile trovare i termini adeguati per descriverli.

Quando si entra in una casa giapponese, la prima cosa che colpisce sono le dimensioni minuscole delle stanze. I soffitti sono talmente bassi che in molti casi si possono toccare agevolmente, e passando da una stanza all'altra si rischia di picchiare la testa contro il kamoi o architrave. Inoltre sono visibili dappertutto elementi strutturali scoperti: pilastri, sostegni, traverse e così via in legno massiccio. I tratti salienti sono: la forma rettangolare delle stanze e la generale assenza di nicchie e rientranze, salvo il tokonoma e la nicchia attigua che si trovano nella stanza principale in cui si ricevono gli ospiti. Queste nicchie hanno una profondità che varia da due a tre piedi o più, a seconda delle dimensioni della stanza, e sono quasi sempre sulla parete che fa angolo con la veranda o, se al secondo piano, con la parete che fa angolo con il balcone. La tramezza fra le nicchie è una sottile parete, chiusa totalmente o parzialmente, che di solito divide la nicchia in due vani uguali: quello accanto alla veranda si chiama tokonoma. Al suo interno sono appesi uno o due dipinti, normalmente uno, e sul pavimento, che è leggermente rialzato rispetto a quello principale di tatami, è posato un vaso o qualche altro oggetto ornamentale. La nicchia attigua di solito contiene un armadietto o un cassettone chiuso da pannelli scorrevoli con sopra uno o due ripiani, e poi, vicino al soffitto, un altro lungo ripiano completamente chiuso da pannelli scorrevoli.



Nelle case giapponesi è frequente l'uso di tramezze mobili fra le stanze, formate da leggeri telai di legno rivestiti di carta. Sono alti circa sei piedi e larghi circa tre. L'intelaiatura della casa viene preparata con esplicito riferimento ai pannelli mobili, al numero di tatami che devono coprire il pavimento. In ogni angolo della stanza c'è una trave squadrata e, a una distanza di diciotto pollici o di due piedi dal soffitto, ci sono pilastri trasversali che collegano le travi. Sulla parete inferiore di questi pilastri ci sono delle scanalature in cui scorrono i pannelli mobile. La maggior parte dei divisori fra queste stanze, e anche molte pareti esterne, è costituita da questi congegni semplici e regolabili. Una casa può avere tre o quattro stanze consecutive e comunicanti, e le pareti esterne formate solo da questi pannelli mobili e dai pilastri necessari per sostenere il tetto (i pilastri si trovano negli angoli delle stanze e segnano i limiti fra una e l'altra). I pannelli esterni sono rivestiti di carta bianca e, quando sono chiusi, lasciano filtrare nelle stanze una luce smorzata e diffusa. Si possono togliere in un attimo, e la facciata della casa si spalanca completamente all'aria e al sole. I pannelli tra le stanze sono rivestiti di carta spessa, che può essere priva di decorazioni oppure ornata con ure appena abbozzate o disegnate minuziosamente.

Salta subito all'occhio la quasi totale mancanza di porte a battente, benché talvolta ce ne siano in certe parti della casa. E si nota immediatamente l'assenza di tutte quelle tinteggiature, verniciature, pitture ad olio o a stucco. I giapponesi conservano il legno esattamente come lo ha lasciato l'ebanista, con la superficie naturale, levigata ma non lucidata; si trovano però anche superfici lucide. Spesso, in certi punti della casa viene lasciata la superficie originale del legno, e talvolta persino la corteccia. L'artigiano giapponese è ben felice quando può conservare un frammento di Natura. E non rinuncia certo a sfruttare tutte le caratteristiche bizzarre del legno: che si tratti dell'effetto di uno sviluppo troppo rapido di un bambù che ha lasciato una curiosa traccia, dai ghirigori disegnati dalle larve dei coleotteri, che spesso ricamano strane ure sulla superficie del legno, appena sotto la corteccia oppure di un nodo o di una protuberanza. Quando si occupa delle rifiniture di una stanza non gli sfuggono mai queste particolarità.



I pavimenti sono spesso lasciati al grezzo, perché vanno completamente coperti con tatami del spessore di due o tre pollici. Alle dimensioni dei tatami si è già accennato nel corso della descrizione della struttura della casa.






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