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Dall'anarchia militare all'avvento di Diocleziano (235-284)



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Dall'anarchia militare all'avvento di Diocleziano (235-284)

Il periodo successivo alla morte di Alessandro Severo corrispose a una fase estremamente confusa nella storia dell'impero. Quasi tutti gli imperatori che regnarono negli anni seguenti morirono di morte violenta, spesso per mano degli stessi soldati che li avevano posti sul trono. Essi furono, dopo Massimino, gli africani Gordiano I e Gordiano II (238); gli anziani senatori Pupieno e Balbino (238); il giovanissimo Gordiano III (238-244); l'ex prefetto del pretorio Filippo l'Arabo (244-249); il generale Decio (249-251), feroce persecutore dei cristiani; Treboniano Gallo (251-253); Emiliano (253); Valeriano (253-260), che regnò col lio Gallieno (253-268), che gli sopravvisse e fu fautore di una politica di stampo orientalizzante, in una fase in cui gravissimi problemi militari ed economici angustiavano l'impero. Tutto ciò senza contare i numerosi usurpatori (tra i quali Postumo, Ingenuo, Regaliano, Macriano, Quieto, Aureolo, Vittorino), che periodicamente venivano acclamati principi in varie località dell'impero.

Con gli imperatori illirici, originari dell'area oggi conosciuta come Dalmazia, vi fu una fase di ripresa del prestigio di Roma: Claudio II, soprannominato il Gotico (268-270), ricacciò i goti oltre i confini, mentre Aureliano, che regnò tra il 270 e il 275 (dopo il regno di Quintillo, durato solo pochi giorni) sconfisse i goti, i germani e Zenobia, regina di Palmira, che aveva occupato parte dell'Egitto e dell'Asia Minore costituendovi un regno autonomo. Aureliano promosse anche numerose riforme in ambito economico (con una pesante svalutazione della moneta), sociale (riorganizzando le associazioni professionali) e religioso (trasformando il culto solare nel culto supremo ufficiale dello stato).



Il regno di Aureliano fu seguito da una rapida successione di imperatori di durata relativamente breve Claudio Tacito (275-276), Floriano (276), Probo (276-282), Caro (282-283), Carino (283-285) e Numeriano (283-285) che dovettero difendere i confini dell'impero da numerose incursioni nemiche e allo stesso tempo lottare contro gli ormai consueti usurpatori, particolarmente frequenti nella regione gallica (tra i quali Tetrico, Vaballato, Proculo, Bonoso): tutto ciò fino all'ascesa al trono nel 284 di Diocleziano, anch'egli di origine illirica e di estrazione militare.








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