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FEDERICO BARBAROSSA E I COMUNI

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FEDERICO BARBAROSSA E I COMUNI



SITUZIONE DEI COMUNI NELLA SECONDA META’ DEL XII sec.


I comuni nascono intorno alla fine del XI secolo, e sono riusciti a svilupparsi senza problemi per due motivi principali:

v     La dinastia imperiale non era influente e non si occupava dell’evoluzione dei comuni



v     In Germania si stavano affermando due importanti schieramenti politici: i guelfi e i ghibellini.


FAZIONI

GUELFI

GHIBELLINI

ORIGINE

Sostenitori dei duchi di Baviera

Sostenitori dei duchi di Svevia

IDEE POLITICHE

Favorevoli ad un’alleanza con il Papato

Difendevano le prerogative dell’impero contro il Papato


I comuni erano ormai diventati dei piccoli Stati indipendenti: avevano una propria moneta, una propria autonomia, e soprattutto avevano la gestione interna dei tributi.


L’AVVENTO DI FEDERICO BARBAROSSA.


Tra la lotta delle due fazioni, ne uscì una nuova ura imperiale, Federico I di Svevia, chiamato Federico Barbarossa, imparentato con le due dinastie.
Egli aveva come obiettivo principale il ripristino dell’autorità imperiale, alla quale dovevano sottostare i nobili e i Comuni.

v     PERCHE?
Barbarossa si rendeva conto che il concetto di gestione interna dei TRIBUTI da parte dei Comuni, era uno sconveniente, in quanto i soldi che doveva ricevere lo Stato, venivano invece incassati dai Comuni stessi.


v     COME?

Scende in Italia e assume il titolo d’imperatore, concesso anche dal Papa.


Convoca a Roncaglia la prima dieta (assemblea, parlamento germanico) alla fine della quale:

riconferma i suoi poteri

ottiene, però, disapprovazioni da parte dei Comuni


Decide di scendere in Italia la seconda volta, armato di esercito, convocando una seconda dieta, alla fine della quale:

si riappropria delle regalie (diritti del sovrano)

stabilisce che in ogni città si insedi un governatore imperiale

nega l’esistenza dei Comuni, e di conseguenza la CONIURATIO

abbatte le mura e deporta gli abitanti dei Comuni per qualche decennio, per sottolineare l’inesistenza di queste entità.

v     COME REAGISCONO I COMUNI?

Milano e Crema insorgono per prime, ma vengono immediatamente rase al suolo dalle truppe armate di Federico Barbarossa

Di conseguenza 22 città dell’Italia settentrionale si uniscono per formare la Lega Lombarda.


LA LEGA LOMBARDA


La lega lombarda è un’associazione di 22 comuni dell’Italia settentrionale, che hanno lo scopo comune di combattere la supremazia dell’imperatore.
Nasce con un giuramento, celebrato a
Pontida nel 1167, durante il quale si istituisce anche una nuova città: Alessandria.
Perché è importante?

Gli ideali forti e coinvolgenti che la caratterizzavano, consentirono ai Comuni di vincere la battaglia di Legnano contro l’Imperatore.



Accettarono un trattato di pace, la pace di Costanza, secondo la quale apparentemente era l’imperatore a concedere l’autonomia ai Comuni, ma in realtà erano i Comuni ad avere il potere.







SITUAZIONE ITALIANA DOPO LA VITTORIA DEI COMUNI


In Italia, dopo la vittoria dei Comuni, l’autorità di Federico Barbarossa era ormai inesistente.

Prendendo esempio dalla Germania, anche in Italia si formarono le due fazioni politiche, che però nel contesto italiano assumevano significati diversi:

I GUELFI: erano quelli che nella lotta tra Papato e Impero sostenevano il Papa

I GHIBELLINI: erano quelli che nella lotta tra Papato e Impero sostenevano l’imperatore.


ENRICO VI E IL RUOLO DELLA CHIESA


Dopo la morte dell’imperatore Federico Barbarossa, gli succedette il lio Enrico VI, che ambiva a ripristinare l’Impero, riconquistando tutti i territori bizantini.

Opera alquanto utopica, in quanto faticava addirittura a controllare l’avanzata delle pretese dei suoi feudatari, ed in più il suo progetto era discriminato dal Papato.
La Chiesa, infatti, aveva due principali obiettivi:

SOVRASTARE IL POTERE IMPERIALE

EVITARE L’UNIFICAZIONE DELLE DUE CORONE (NORD E SUD), in quanto se così fosse accaduto, lo stato della Chiesa si sarebbe dovuto arrendere alla volontà dello Stato unito.

INNOCENZO III E LA SUA POLITICA


La Chiesa, in questo periodo ebbe il suo massimo esponente in Innocenzo III, papa eletto nel 1198, personaggio molto colto e convinto della supremazia assoluta della Chiesa di Dio.

La sua convinzione gli diede modo di avviare una politica TEOCRATICA, secondo la quale il potere imperiale era sottomesso all’autorità e alle leggi religiose.
Per metterla in pratica, Innocenzo III decise di puntare tutto sul successore di Enrico VI, Federico II, del quale era tutore, in quanto, salendo al trono molto giovane, era più facile condizionare la sua politica, e influenzare le sue scelte.


LA LOTTA ALLE ERESIE


Innocenzo III venne in aiuto alla Chiesa, con la quale avviò una serie di persecuzioni contro gli eretici, che proponevano un modello di chiesa umile e povera, attirando i fedeli e svalutando l’importanza della Chiesa.
La lotta contro le eresie era soprattutto indirizzata al movimento dei VALDESI e dei CATARI.

I VALDESI.
Il movimento dei valdesi nasce a Lione, e consisteva in una predicazione laica itinerante. Questo movimento, però, fu uno dei primi condannati dalla Chiesa, e ancora oggi, per questo motivo i Valdesi non credono nella ura del Papa.

I CATARI.
Il movimento dei Catari nasce nel Sud della Francia, nella città di Albi, e consisteva nella credenza di due principi: il Bene e il Male, e siccome si credeva che il mondo fosse creato dal Male, era necessario purificarlo, privandosi dei piaceri e dei lussi della vita.
 

GLI ORDINI MENDICANTI


Innocenzo III, però, si rese presto conto che la lotta alle eresie, da sola, non portava nessun risultato, e quindi decise di istituire, in seguito alla riforma della Chiesa attuata dal Concilio Lateranense, gli ORDINI MENDICANTI, i quali riproponevano gli stessi ideali delle eresie: una chiesa umile, povera e missionaria.
Lo scopo di questi ordini consisteva nell’ottenere più adesioni possibili, in modo da contrastare la “concorrenza” delle eresie.
I fedeli erano, infatti, portati a aderire agli ordini mendicanti, in quanto la Chiesa offriva più disponibilità e agevolazioni dal punto di vista pratico (piazze, spazi aperti . ).

Gli ordini più rilevanti sono i domenicani e i francescani


v     DOMENICANI

L’ordine dei domenicani fu fondato da Domenico di Guzman, e aveva come obiettivi principali:

LA CONOSCENZA DELLA TEOLOGIA

LA DIFFUSIONE DELLA COMUNICAZIONE, usando un linguaggio comprensibile a tutti

I domenicani furono molto attivi nelle Università e nell’Inquisizione ( furono poi chiamati CANI NERI).


v      FRANCESCANI

L’ordine francescano fu fondato da Francesco d’Assisi, ed era rivolto essenzialmente ai più poveri e emarginati.
Qualche tempo dopo vennero coinvolte anche le donne, e si istituì l’ordine delle suore clarisse.







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