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GLI ETRUSCHI

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GLI ETRUSCHI

Il problema dell’origine degli Etruschi

Secondo Erodoto, gli Etruschi sarebbero arrivati in Italia alla metà del II millennio a.C. dall’Anatolia, precisamente dalla città di Tirra. Ma una flotta non poteva trasportare un intero popolo.

Secondo Dionigi di Alicarnasso gli Etruschi sarebbero un antichissimo popolo indigeno, sopravvissuto senza fondersi con i vicini. Gli studiosi ritengono più probabile la seconda ipotesi.

Non potremo esserne certi finché non avremo decifrato la loro lingua. Noi la leggiamo benissimo: scrivevano da destra a sinistra con caratteri greci rovesciati. Ci rimangono diecimila iscrizioni, ma brevi e ripetitive, perché per tradurre manca un testo in più lingue che dia una chiave sicura per la comprensione.


Le città etrusche



La potenza degli Etruschi ci è dimostrata dalle città e dalle necropoli ed anche se i romani si sono sovrapposti a questo popolo ne sono rimasti alcuni resti.

L’impiego dell’arco fu un grandissimo progresso in architettura, infatti questo può sopportare sopra di se un grande peso. Gli etruschi furono anche molto abili a scavare canali, a bonificare terreni e a costruire strade. Le conoscenze minerarie consentirono loro di sfruttare a fondo un ricco territorio.


L’organizzazione politica e sociale

Le città etrusche erano città-stato unite in confederazioni. I legami erano però religiosi ed economici.

Le città furono rette inizialmente da un re, il lucumone, in seguito dai magistrati elettivi. Il re era accomnato da dodici littori che portavano sulle spalle un fascio di verghe legate insieme ad una scure simbolo del potere del re.

La civiltà etrusca ebbe un carattere fortemente aristocratico; il potere era nelle mani di una classe di nobili e di un ceto medio che viveva di traffici e commerci.


L’espansione in Italia e il predominio sul Tirreno

La civiltà etrusca nacque e si sviluppò nel territorio toscano, del Lazio settentrionale e di una parte dell’Umbria. Da questo nucleo si estese sia verso sud che verso nord. Nel periodo del suo massimo splendore le città etrusche erano sparse in tutta Italia.

Gli etruschi furono commercianti e navigatori, entrando in contatto con i greci e con i fenici da cui furono profondamente influenzati. Questi li accusarono spesso di pirateria perché le loro navi erano munite di rostri. In realtà gli etruschi furono per lungo tempo i padroni del mare tanto da lasciare il loro nome al  mare Tirreno.




Decadenza degli Etruschi

Le città etrusche raggiunsero la massima potenza nel VI secolo a.C. A Roma per tutto questo secolo regnarono i Tarquini, re appartenenti ad una dinastia etrusca. Poi gli attacchi dei Greci al sud e dei celti a nord ridussero notevolmente il territorio etrusco. Con Roma si susseguirono momenti di guerra e di pace. Ad esempio si scontrarono per il controllo delle saline, infatti il sale era molto importante per quei tempi.

L’ultima città etrusca ad essere conquistata da Roma fu l’odierna Orvieto, poi il popolo etrusco decadde e Roma divenne l’unica protagonista in Italia, anche se accolse molte consuetudini di questo popolo.


La sepoltura dei defunti

I morti venivano adagiati, con i loro abiti e gioielli e con tutto quello che potesse essere utile per continuare a vivere bene, su letti di pietra o chiusi entro sarcofagi di terracotta che li rappresentavano stesi sul letto a banchettare. Gli etruschi costruivano dimore belle e confortevoli per l’aldilà. Pensavano anche che i defunti potessero essere minacciati da demoni malvagi. Questi venivano rappresentati sulle antefisse dei tempi per tenere lontano il male.


La cultura    

Gli etruschi erano abili nella lavorazione dell’argilla e dei metalli e molta della loro cultura passera poi ai romani.

Ogni città aveva al suo interno vari templi, almeno uno dedicato a Tinia, Uni e Menrva. Gli etruschi pensavano che con preghiere ed offerte agli dei potessero modificare il loro destino e per questo bisognava conoscere il futuro assegnato, osservando i fulmini o il volo degli uccelli (àuguri) o esaminando con cura il fegato delle vittime sacrificate, dividendolo in 16 zone (auspici).







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