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I MOVIMENTI DI RESISTENZA IN EUROPA, IL COLLASSO DELL’ITALIA E LA CADUTA DEL REGIME FASCISTA (1943)

I MOVIMENTI DI RESISTENZA IN EUROPA, IL COLLASSO DELL’ITALIA E LA CADUTA DEL REGIME FASCISTA (1943)
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I MOVIMENTI DI RESISTENZA IN EUROPA, IL COLLASSO DELL’ITALIA E LA CADUTA DEL REGIME FASCISTA (1943)


LA RESISTENZA EUROPEA


La Germania dominava ancora su gran parte del continente europeo e il Giappone conservava intatto il suo immenso impero asiatico.

L’allargarsi della guerra, l’ampiezza dei territori controllati incominciavano però a giocare contro il predominio tedesco e giapponese.

La dittatura nazista e il controllo delle SS si erano sempre più imposti con la forza.



Estensione della persecuzione contro gli ebrei e contro le altre minoranze etniche; trattamento inflitto ai prigionieri di guerra e civili. Deportazioni nei campi di sterminio, organizzati da Himmler. Stragi nel ghetto di Varsavia.

Frattanto, sorgevano nei diversi Paesi gruppi organizzati, che cominciavano ad alimentare movimenti di resistenza, applicando la guerriglia partigiana: ribellione morale alle atrocità naziste, reazione nazionale all’occupazione tedesca, rifiuto di servire il regime, antifascismo, aspirazioni rivoluzionarie.

Maggio 1943: scioglimento del Comintern e alleanza tra l’URSS e le democrazie occidentali.

Conflitti tra i movimenti resistenziali, là dove esistevano forze collegate ai governi in esilio, più vicini agli occidentali, accanto a forze di ispirazione comunista: Polonia, Grecia e Jugoslavia (comunisti di Tito contro i monarchici di Mihajlovic).

In Belgio, in Norvegia e in Olanda, la lotta partigiana ebbe connotati di guerra nazionale.

In Francia, i rapporti tra la Francia libera di De Gaulle e i gruppi partigiani non furono buoni.

In Germania, i casi di aperto dissenso erano molto sporadici e subito soffocati.

Solo nel 1944 un gruppo di ex funzionari dell’impero ordinarono una congiura => fallito attentato a Hitler (20 luglio 1944).



LA CRISI DEL REGIME FASCISTA IN ITALIA


In Italia, i gruppi antifascisti, che operavano nella clandestinità, erano collegati con gli antifascisti in esilio, i quali avevano dato vita a tentativi di organizzazione unitaria.

All’indebolimento dell’antifascismo in esilio aveva corrisposto un rafforzamento di quello in patria (formazioni politiche antifasciste, dal 1941).

Furono i comunisti tra i primi a stringere le fila dei loro militanti; con il movimento “Giustizia e Libertà” dei fratelli Rosselli, sorse il Nuovo Partito d’Azione, di ispirazione liberalsocialista.

PARTITO SOCIALISTA di unità proletaria

Opposizione liberale PARTITO LIBERALE e DEMOCRAZIA DEL LAVORO

Incontro dei cattolici DEMOCRAZIA CRISTIANA (1943)


Tra questi gruppi politici incominciarono a intrecciarsi contatti locali che portarono alla formazione di diversi Comitati delle opposizioni, nucleo dei futuri Comitati di Liberazione Nazionale.


Il fascismo vacillava: nel marzo 1943 si verificarono una serie di grandi scioperi.

Molti capi del fascismo (Bottai, De Bono, Ciano, Dino Grandi) pensavano che la guerra fosse perduta e cercavano di salvare se stessi: vennero allontanati dal potere.

Il re Vittorio Emanuele III stringeva contatti con antifascisti ed esponenti della Chiesa.



DALLA CADUTA DEL REGIME FASCISTA ALL’ARMISTIZIO DELL’8 SETTEMBRE


q       Gli alleati erano chiamati a compiere alcune scelte decisive. Nella conferenza anglo-americana di Casablanca (gennaio 1943) Roosevelt e Churchill stabilirono che la guerra sarebbe proseguita fino alla resa degli stati nemici. Tale decisione fu confermata nella conferenza di Teheran (novembre 1943) tra Roosevelt, Churchill e Stalin.

q       I servizi segreti degli USA erano al corrente che i tedeschi stavano raggiungendo risultati eccezionali in vari campi dell’industria bellica.

q       Progetto di aprire un nuovo fronte in Europa (coadiuvare i russi e timore che il loro comunismo giungesse in occidente).

q       Luglio 1943: truppe anglo-americane sbarcarono in Sicilia e aprirono il fronte italiano.


24/25-07-l943: Mussolini fu messo in minoranza al gran consiglio del fascismo; il giorno dopo fu arrestato ed il re affidò al maresciallo Badoglio l’incarico di formare un governo di militari e di tecnici.



Badoglio non voleva un regime democratico: sciolse il partito fascista, ma dichiarò che la guerra continuava a fianco della Germania, pur intrecciando trattative segrete con gli Alleati.

Caduta del fascismo per salvare le istituzioni monarchiche e operare per uno sganciamento dell’Italia dall’alleanza con Hitler e per una pace separata

Costituzione dei Comitati di liberazione nazionale (CLN).


3 settembre 1943: firma dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, a Cassibile in Sicilia.

8 settembre 1943: Badoglio proclama l’armistizio.

9 settembre 1943: truppe Alleate a Salerno e nell’Italia meridionale.

ð          I tedeschi occupano militarmente il Paese

ð          Il re, il suo seguito e il governo si rifugiano precipitosamente a Brindisi.

ð          Sfacelo dell’apparato statale e militare italiano. Regime di occupazione da parte dei tedeschi.


13 settembre: Badoglio dichiara guerra alla Germania, divenendo cobelligerante degli Alleati.

Fine settembre: bloccata l’avanzata degli Alleati a nord di Napoli.


I soldati italiani all’estero furono massacrati dai tedeschi o avviati nei campi di concentramento; in Italia molti presero parte al movimento della Resistenza in varie regioni.

Alla fine del 1943 i gruppi partigiani erano presenti sulle montagne o nelle stesse città, in Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto, Toscana, Lazio, Marche; essi agivano con azioni di guerriglia, sabotaggi e scioperi.

Sorsero:

Brigate Garibaldi: comuniste

Brigate di Giustizia e Libertà: Partito d’Azione

Autonome: militari

Fiamme Verdi: cattoliche

I rapporti tra loro non furono facili; aumentò con il tempo il grado di coordinamento militare e politico mediante i CLN, tra i quali assunse sempre maggior peso quello dell’Alta Italia (CLNAI).


Consapevole aspirazione verso una società più giusta, verso regimi politici diversi non solo dal fascismo, ma dallo stesso stato liberale


è    Repubblica sociale italiana (RSI): aveva come capitale la cittadina di Salò, era stata costituita da Mussolini dopo che un commando tedesco lo aveva avventurosamente liberato dallo stato di detenzione e trasferito in Germania. Era uno Stato illegittimo e creato grazie all’appoggio di alcuni gerarchi rimasti fedeli a Mussolini e di Hitler. Aveva poi formato milizie volontarie, le brigate nere, e una propria polizia per reprimere la Resistenza.

è    Condanna a morte di alcuni gerarchi fascisti traditori (25 luglio) da parte della RSI.

è    Conseguenze della RSI:

a)      La guerra di liberazione si trasformò in guerra civile: i movimenti armati della Resistenza si trovavano di fronte anche reparti e organizzazioni militari e civili composte da italiani.

b)      Rese più precaria e incerta la sorte delle popolazioni civili, dalle quali provenivano uomini della Resistenza e, sull’altro fronte, gli uomini coinvolti nelle organizzazioni e strutture della RSI.

c)      Consentì al fascismo di perpetuarsi dopo il crollo del regime.







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