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IL 1940: IL TRIONFO DELLA GERMANIA

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IL 1940: IL TRIONFO DELLA GERMANIA



La conquista della Norvegia e della Danimarca


La Danimarca e la Norvegia avevano una grossa importanza per le due parti in guerra: attraverso la Norvegia passavano i rifornimenti di ferro svedese alla Germania, i porti danesi e norvegesi avrebbero potuto servire come basi per gli Inglesi; la Norvegia possedeva un quinto circa delle navi petroliere mondiali, ecc. Tutte e due le parti quindi avevano posto gli occhi su questi stati, ma i Tedeschi arrivarono prima.

Il 9 aprile la Danimarca venne invasa e tutto il paese fu occupato senza incontrare resistenza. Lo stesso giorno le truppe tedesche invasero anche la Norvegia e in due mesi esatti la occuparono.



La conquista della Francia


Nel frattempo, sul fronte occidentale, improvvisamente era esplosa la guerra. Nella notte fra il 9 e il 10 maggio la Germania attaccò la Francia, e ancora una volta, come venticinque anni prima, porte d’ingresso furono il Belgio e l’Olanda. Il giorno 10 i due piccoli stati furono invasi. Dopo bombardamenti aerei di violenza incredibile, più di un milione di uomini, sostenuti da quattromila carri armati, avanzarono su un fronte che andava dal mare del nord fino a Metz.

L’attacco fu condotto con tremenda violenza e decisione: il 15 maggio modulò l’esercito olandese, il 28 quello belga, e i Tedeschi penetrarono in Francia e dilagarono.

L’esercito francese andò in frantumi. Il 14 giugno le truppe tedesche entravano a Parigi e sfilavano sotto l’arco di trionfo.

Il 22 giugno fu firmato l’armistizio con la Germania.

Nella zona non occupata dai Tedeschi fu stabilito un governo francese, con sede a Vichy , che attuò una politica di collaborazione con la Germania. Ma il generale Charles Degaulle, riparato a Londra, costituì là un governo francese in esilio, che mantenne viva l’ostilità dei Francesi contro la Germania.


L’entrata in guerra dell’Italia


Il  10 giugno 1940, come abbiamo già visto a . 2997, l’Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Le operazioni si ridussero a un’offensiva che portò alla conquista di Mentone, e il 24 giugno venne firmato a Roma l’armistizio con la Francia.


La spartizione dell’Europa


La guerra sul continente era per il momento finita, e Hitler ne approfittò per sistemare l’Europa alla sua maniera. La Germania si  prese l’Austria, l’Alsazia, la Lorena e il Lussemburgo. Mezza Polonia, Norvegia, Olanda, Belgio, la Moravia e la Slovacchia entrarono a far parte della comunità tedesca. La Russia, dal canto suo, non stette a con le mani in mano: oltre a mezza Polonia, si prese Estonia, Lettonia, Lituania, parte della Finlandia (dopo una guerra di aggressione) e alcuni territori della Romania.




Altre aggressioni


Il 1940 sembrava ormai concludersi con la definitiva vittoria nazista, ma nessuno poteva immaginare che la vera, spaventosa tragedia doveva ancora cominciare. Nell’ottobre e novembre 1940 Hitler, preoccupato per l’espansione russa, occupò Romania, Ungheria e Bulgaria. Anche l’Italia volle estendere la sua zone d’influenza, e il 28 ottobre partendo dall’Albania (che era già stata occupata nell’aprile dell’anno precedente) invase con le sue truppe la Grecia. L’impresa politicamente fu una aggressione senza scusanti, militarmente fu un criminale errore. Le nostre truppe dovettero affrontare nel gelido inverno un nemico agguerritissimo, e subirono spaventose perdite senza riuscire a piegarlo.







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