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IL 1945: L'ANNO DELLA VITTORIA ALLEATA



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IL 1945: L'ANNO DELLA VITTORIA ALLEATA


Settimo anno di guerra. Milioni e milioni di uomini erano morti in tutto il mondo; grandi città come Varsavia, Amsterdam, Londra, Colonia, Amburgo, Berlino, Tokyo semidistrutte da bombardamenti aerei; nazioni intere sconvolte: questa era l'orrenda situazione che il mondo presentava nel 1945; ma fortunatamente la guerra era quasi al termine.


Sul fronte italiano


Gli alleati avevano tentato un primo attacco alla " linea gotica " nell'autunno del '44, ma avevano ottenuto scarsi risultati; e l'offensiva si era arrestata durante l'inverno quasi in vista di Bologna. Fu un duro inverno, quello, per i partigiani italiani che dovettero sopportare violenti attacchi dai nazifascisti ed ebbero gravi perdite ; ma finalmente, il 10 aprile, gli Alleati scatenarono l'azione risolutiva per la riconquista dell'intera Italia settentrionale.



Il 21 aprile fu occupata Bologna e il 23 oltrepassato il Po; il 25 tutte le forze partigiane italiane passarono all'offensiva e liberarono vaste zone del Piemonte, della Lombardia e del Veneto. Per i Tedeschi era la fine; le loro forze si dispersero. Il 28 aprile Mussolini, fuggito da Milano, fu catturato e fucilato presso Como. Il giorno dopo le truppe tedesche ancora in Italia (circa un milione di uomini) si arresero; per l'Italia dopo anni di lutti, di dolore, di distruzioni spaventose, la guerra era finalmente terminata.




Sul fronte orientale


Nel gennaio, le truppe sovietiche si rimisero in moto su tutto il fronte, e penetrarono in territorio tedesco. Entro il mese esse giunsero sull'Oder occupando la Slesia il più importante bacino minerario tedesco dopo la Ruhr. Oltre 3 milioni di uomini dell'esercito sovietico dilagarono con migliaia di carri armati in Germania; il paese aggressore ormai stava provando tutto l'orrore di un invasione nemica. Il 13 febbraio cessò ogni resistenza tedesca a Budapest, alla fine del mese i sovietici erano a 80 chilometri da Berlino.

Una alla volta, tutte le grandi città della Germania orientale caddero in mani russe.

Il 20 aprile. 4000 carri armati sovietici erano già alle porte di Berlino, semidistrutta.

Il 24 fu scatenato l'assalto decisivo: i Tedeschi si difesero con un coraggio e un accanimento incredibili. Intanto, in quei giorni, anche gli Alleati erano giunti a pochi chilometri da Berlino, ma per un accordo intervenuto fra i capi di governo si arrestarono, lasciando che la capitale fosse occupata dai Russi. Il 2 maggio, la guarnigione di quel mare di macerie che era Berlino si arrese alle truppe sovietiche. Hitler, chiuso nel sotterraneo corazzato della Cancelleria, si era ucciso.





Sul fronte orientale


Avvenne praticamente la stessa tragica vicenda del fronte opposto. Il 7 marzo, a Remagen fu varcato il Reno e pochi giorni dopo fu occupata Colonia. Anche qui, sotto una mostruosa valanga di fuoco e davanti all'irrompere delle colonne corazzate, i tedeschi non poterono far altro che sgombrare giorno per giorno il loro territorio. La Germania crollava a pezzi il 1 maggio fu annunciata da radio Amburgo la morte di Itler e la nomina dell' ammiraglio Doenitz a suo successore. Ma che cosa poteva fare ormai Doenitz, mentre le forze alleate dilagavano in tutta la Germania? Il 3 maggio cominciarono le modulazioni delle armate tedesche; e finalmente, il giorno 6 maggio 1945 il generale jodi, capo di stato maggiore dell'esercito germanico giungeva al Quartiere Generale alleato, a offrire la sua resa incondizionata della Germania. L'atto di resa fu firmato il giorno dopo, 7 maggio, alle ore 2,41. Si concludeva così, in Europa, l'ultimo atto della peggior tragedia che avesse mai colpito l'umanità.


Sul fronte pacifico


Il 14 aprile vennero completamente rioccupate le Filippine. Intanto sul Giappone venivano effettuati tremendi bombardamenti aerei che distrussero il centro di Tokyo e di altre città. Poi, fra l'aprile e il giugno, gli americani, conquistarono dopo una lotta atroce, l'isola di Okinawa, che era territorio giapponese. Ora toccava al corpo vero e proprio del Giappone, che si preparava ad una difesa fino all'ultimo uomo. Gli americani, per non perdere soldati decisero di usare una tremenda arma da poco costruita: la bomba atomica.







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