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IL NUOVO MONDO PRIMA DEGLI EUROPEI, I PORTOGHESI E LA VIA DELL’ AFRICA VERSO LE INDIE, LE VIE DEL MARE IN NUMERO CRESCENTE E LE SCOPERTE GEOGRAFICHE,



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IL NUOVO MONDO PRIMA DEGLI EUROPEI

Già migliaia di anni prima di Cristo popolazioni proveniente dall’ Asia settentrionali avevano attraversato lo streddo di Bering e nelle loro migrazioni si erano sparliate per tutto il continente. In alcune aree si svilupparono civiltà caratterizzate da una forte organizzazione statale, con un livello tecnologico e culturale avanzato (come nell’ astronomia). Questi sono i maya, i toltechi e gli aztechi nell’ america centrale e i quechua nell’ america meridionale. La crescita di questi stati fu segnata da un’ accesa e ininterrotta  conflittualità nei confronti delle altre popolazioni indigene: l’esigenza di rifornire i loro altari di vittime sacrificali spingeva gli aztechi a una politica di perenne aggressività. L’ impero dei quechua, il cui sovrano era chiamato inca, aveva capitale a Cuzco, e formatosi nel XV secolo occupava più di 900mila chilometri quadrati. Lo stato degli inca poteva cotnare su un efficiente sistema di comunicazioni basato sullo sviluppo di una rete viaria e su un sistema di corrieri e funzionava grazie a un apparato burocratico, incaricato di sovrintendere alla riscossione delle imposte e al lavoro obbligatorio su terre di proprietà pubblica. Queste civiltà, avevano tutte alcune caratteristiche connesse alla loro vita materiale destinate a metterle in una posizione di svantaggio nel momento dello scontro con gli invasori europeo. In america mancavano animali addomesticabili per il trasporto e utili per l’allevamento a fine alimentare; l’uso dei metalli era limitato, per le lame delle armi si ricorreva ancora all’ ossidiana, ma soprattutto era ignorato l’uso della ruota !



I PORTOGHESI E LA VIA DELL’ AFRICA VERSO LE INDIE

I primi europei a tentare nuove vie per aggirare il blocco turco erano stati i portoghesi, sin dai primi del quattrocento avevano inziziato a interessarsi all’ Africa nord-occidentale, e nel Bartolomeo Diaz riuscì a circumnavigare l’ Africa. Venne così aperta una nuova strada per le Indie, che nonostante la sua lunghezza, presentava non pochi vantaggi: oltre a instituire un rapporto diretto con i centri di produzione delle merci desiderate, ottenendo così un adrastica riduzione dei prezzi), l’ impero turco venne aggirato e colpito alle spalle. Così nel volgere di pochi anni, il Portogallo si conquistò un impero coloniale nell’ oceano indiano, e nel venne fondata una piccola colonia in territorio cinese, Macao

LE VIE DEL MARE IN NUMERO CRESCENTE E LE SCOPERTE GEOGRAFICHE

La ricerca di percorsi liberi indusse i sovrani di sna Ferdinando d’ Aragona e Isabella di Castiglia, ad accettare l’impresa proposta da Cristoforo Colombo. Il navigatore era convinto che la circonferenza terrestre fosse molto + piccola di quanto non lo sia in realtà, e pensava di poter raggiungere in breve tempo la Cina. Nel 1492 sbarcò a San Salvador e continuò così l’ esplorazione dei caraibi, ma era convinto di aver raggiunto gli estremi del continente asiatico. Nel Amerigo Vespucci con le sue esplorazioni lungo le coste del Brasile e dell’ Argentina, aveva intuito che le nuove terre facevano parte di un nuovo continente.

Così nel 1493 il re di Sna aveva ottenuto una bolla pontificia con il quale si approvava il suo operato e si concedeva alla corona di castiglia una sorta di monopolio su tutte le terre scoperte e cristianizzate al di la di una linea teorica, che correva da nord a sud a circa trecento miglia marittime dalle isole atlantiche delle Azzorre. Tuttavia, già l’anno dopo, i sovrani di sna dovettero scendere a un compromesso con il re del portogallo, spostando la linea di demarcazione per altre circa 800 miglia. Lentamente le esplorazioni continuarono.

Nel frattempo anche i portoghesi avevano compituo viaggi di esplorazione. Nel una flotta toccò la costa del Brasile, ma la costa atlantica sudamericana non presentava molte attrattive: non vi erano popoli ricchi da saccheggiare e da sottomettere, così i portoghesi preferirono continuare sulla più lucrosa rotta orientale per le indie.

Il portoghese Ferdinando Magellano, avendo ricevuto dal re un rifiuto al suo progetto di cercare una nuvoa rotta occidentale, si mise al servizio del re di sna, e attraversato l’ oceano atlantico e costeggiata l’ america meridionale, cercò un passaggio a sud-ovest verso il pacifico, finchè nel ne trovò uno e poi puntò verso l’ equatore. Toccate le isole Marianne, Magellano arrivò alle isole Filippine, dove venne ucciso dagli indigeni per una cazzata (hahaha). I marinai superstiti riuscirono a tornare a casa nel così venne circumnavigata completamente la terra.

LA DISTRUZIONE DELL’ “ALTRO” : CONQUISTADORES E MISSIONARI

Colombo era motivato dal desiderio di accumulare un immenso tesoro e armare un esercito per riconquistare il Santo Sepolcro (bella cazzata, complimenti), mentre gli altri erano mossi da intenti + materiali: arricchirsi asservendo e depredando le popolazioni amerinde (così si fa). Bisognava trovare popolazioni di civiltà + evoluta, già abituate al lavoro servile necessario per le miniere e per le piantagioni: ma gli abitanti delle isole caraibiche non si adattavano a questo regime di schiavitù e morivano in gran numero per gli stenti e la fatica. Nel venne così permesso il commercio di schiavi verso il nuovo mondo.

Fra il 1501 e il 1513 gli snoli esplorarono e conquistarono le isole delle Antille e le coste atlantiche dell’america centrale, nella regione di Panama. Poi nel Hernàn Cortés sbarcò sulle coste del Messico, fondo la città di Vera Cruz e mosse alla conquista delle regioni interne: nel giro di appena due anni riuscì ad annientare l’impero degli aztechi. Il conquistador distrusse la capitale atzeca e al suo posto costruì una nuova città, la capitale del messico snolo. Così in pochi anni vennero consolidate le conquiste snole in america centrale, curando anche l’ insediamento sul versante occidentale, lungo la costa del pacifico



Nel Francisco Pizarro ottenne dal re di sna il permesso ufficale all’ impresa, e con poco più di duecento uomini, iniziò la sua marcia di conquista del Perù. Nel Cuzco (la capitale) venne occupata e saccheggiata. Pizzarro preferì fondare la capitale del nuovo dominio snolo a Lima, una località meno disagevole e più vicina alla costa del pacifico. Tuttavia la colonizzazione non procedette con relativa facilità come per quella snola: in più riprese le popolazioni andine si ribellarono contro gli invasori: solo nel gli snoli riuscirono a catturare l’ultimo leggittimo inca. Da parte loro, i conquistatori si divisero in bande armate intente soltanto alla conquista di regni personali. In alcuni casi questi avventurieri riuscirono nel loro intento. Più spesso i conquistatori si dissanguarono in guerre fratricide per accaparrarsi il dominio sui territori.


LE COLONIE SPAGNOLE E PORTOGHESI NELL’ AMERICA CENTRO-MERIDIONALE

I primi tempi dell’ avventura coloniale snola furono caratterizzati dalla creazione di un sistema politico-economico di tipo feudale, la cosiddetta encomienda: ai conquistatori la corona concedeva distretti più o meno grandi, comprendenti terre e uomini, con il compito di provvedere alla cristianizzazione degli indigeni. In cambio gli encomenderos potevano usare la loro forza lavoro degli indiani nelle piantagioni, nella pesca delle perle, nelle miniere d’oro e d’argento: iniziò così uno sfruttamento feroce, che portò in pochi anni al saccheggio e alla distruzione di immense risorse umane e materiali. Gli indigeni vennero ridotti in schiavitù e la miscela di fatica, di insufficiente alimentazione, di atroci punizioni e di malattie importate dagli europei provocò un vero sterminio.

L’ opera di cristianizzazione, per lo più imposta con metodi brutali, si risolveva frequentemente nella feroce repressione dei costumi tradizionali delle popolazioni americane: dagli antichi culti locali alla poligamia, dal nudismo diffuso fino a certe forme di omosessualità. Infatti il complesso di credenze e comportamenti di questa gente si prestava facilemente a essere inquadrato, da parte dell’ ideologia cristiana all’ interno di uno schema concettuale preesistente: lo schema della demonologia, cioè della dottrina teologica sul demonio e sui suoi adoratori e seguaci. I conquistadores e i giuristi laici potevano tacitare la propria coscienza appellandosi alla necessità di combattere il demonio, dal quale apparivano dettati i perversi costumi degli amerindi: si giunse persino a negare che gli indiani avessero un’ anima, cioè che fossero veri esseri umani.

Da parte sua poi l’ encomienda si presentava come una struttura incompatibile con l’ assetto istituzionale assunto dall’ imperso snolo (volevano limitare i poteri della feudalità). Perciò venne imposto rapidamente anche nel nuovo mondo lo schema organizzativo tipico della corona di sna: così venne istituito nel il Consiglio Delle Indie come massimo centro di direzione politico amministrativa. Le colonie furono divise nei due viceregni della Nuova Sna ( ) e del Perù ( ). Nelle città coloniali venne adottato il modello comunale già sperimentato in Sna con consigli, i cabildos, di nomina regia. Così i soldati della conquista erano destinati a essere soppiantati rapidamente dalla burocrazia dei contabili e dei letrados, cioè degli esperti in discipline giuridiche. Nel la coronoa con le Nuove Leggi limitò i privilegi degli encomenderos e introdusse, almeno a livello giuridico, una sostanziale moderazione dello stato servile degli indigeni: veniva riconosciuto il diritto alla libertà personale, ma di fatto le condizioni mutarono di poco.

I portoghesi invece realizzavano una serie di fattorie e porti fortificati lungo le coste africane e in asia, collocati strategicamente lungo la rotta delle loro navi. Nel Brasile poi, l’ estensione della regione e i suoi caratteri geografici, la bellicosa resistenza dei e le difficoltà di penetrazione nell’ interno favorirono il permanere di una colonizzazione rurale, ristretta alle zone pianeggianti, concentrata su grandi latifondi, i cui propietari importavano dall’ Africa una grande quantità di neri.

INGLESI, FRANCESI E OLANDESI NEL CONTINENTE AMERICANO



Gli inglesi sul finire del quattrocento incaricano i veneziani Giovanni e Sebastiano Caboto di esplorare l’atlantico settentrionale: vennerò scoperti così il Labrador la Groenlandia ), e la baia di Hudson

Più vantaggiosa si rivelò un’altra attivita: la pirateria. In un periodo di costante conflittualità, ora latente ora dichiarata, degli stati iberici prima con la francia e poi con l’inghilterra e l’olanda, l’accumulo di materie prime preziose nei porti americani e il loro trasporto in Europa offriva occasione allettanti per chi intendeva colpire gli interessi snoli.  I primi a dedicarsi a queste attività furono i francesi. Tuttavia i progetti inglesi di occupare stabilmente le basi americane dell’ impero snolo non conseguirono un vero successo. Inoltre gli snoli riuscirono a difendersi organizzando un grande convoglio di navi commerciali ogni anno protette da navi da guerra ben armate.

Anche gli olandesi incominciarono l’esplorazione per il commercio con le indie: dal 1594 al 1597 cominciarono i viaggi verso l’isola di Giava, e nel venne fondata la Comnia olandese unita delle Indie Orientali con lo scopo di impadronirsi del commercio con i centri di produzione del pepe e delle spezie, in indonesia e nelle molucche


LETTURE


Bartolomé de Las Casas 1474-l566 è stato il primo vescovo cattolico del nuovo mondo. La sua concezione religiosa si è ribellata all’ uso strumentale della dottrina cristiana tradizionale per giustificare la spietata ferocia della sopraffazione ai danni delle popolazioni indigene: in lui ha agito una tradizione teologica e filosofica consolidata da secoli, una tradizione che riconosceva il diritto alla vita, alla proprietà, e all’ autonomia politica anche alle società non cristiane.

Michel de Montaigne, pensatore francese laico sostiene che non c’è niente di barbaro e di selvaggio in quei popoli, se non che ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi costumi; sembra ifnatti che noi non abbiamo altro termine di paragone della verità e della ragione, che l’ esempio e l’idea delle opinioni e delle usanze del paese in cui siamo. Loro sono selvaggi, allo stesso modo con cui noi chiamiamo i frutti che la natura ha prodotti da se col suo naturale sviluppo: laddove, in verità, sono quelli che noi abbiamo alterato col nostro artificio e distorti dal comune ordine che dovremmo chiamare piuttosto selvatico.

Nathan Watchel, etnologo, illustra le cause della sconfitta degli indigeni. Dapprima mette in evidenza la superiorità delle armi europee: è la cività del metallo contro la civiltà della pietra: spade d’acciaio contro lance d’ ossidiana, armature metalliche contro tuniche foderate di cotone, archibugi e cannoni contro archi e frecce, e infine cavalleria contro fanteria. Il loro effetto fu soprattuto psicologico: infatti seminarono il panico tra gli indios, perlomeno all’ inizio quando i conquistadores avevano il vantaggio della sorpresa: ma durò poco, e sappiamo che gli indios adeguarono i loro metodi di combattimento al tipo d’armi di cui erano dotati gli europei. Molta + efficacia ebbero le malattie che decimarono gli indios al loro primo contatto con i bianchi. Gli indios inoltre concepivano la guera in modo rituale: il fine del combattimento era fare prigionieri l’avversario per sacrificarlo agli dei, e non eliminarlo. Così è accaduto che i messicani si siano spesso lasciati sfuggire la vittoria nel tentativo di catturare gli snoli anziché ucciderli. Inoltre per gli indios la guerra finiva, nella maggior parte dei casi, con un trattatoche dava ai vinti il diritto di conservare costumi e usi in cambio di un tributo. Eidentemente gli indios non potevano nemmeno immaginare che i cristiani si proponessere di distruggere la loro religione e le loro leggi. In questo senso, la visione che avevano del mondo contribuì alla disfatta.






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