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IL RISORGIMENTO ITALIANO - I MOTI DEL 1831, MAZZINI E LA GIOVINE ITALIA, LE NUOVE CORRENTI POLITICHE, LE RIFORME DEL 1846/47

IL RISORGIMENTO ITALIANO - I MOTI DEL 1831, MAZZINI E LA GIOVINE ITALIA, LE NUOVE CORRENTI POLITICHE, LE RIFORME DEL 1846/47
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IL RISORGIMENTO ITALIANO


Þ I MOTI DEL 1831


Nel 1800 anche l’Italia rivendica la propria identità; questo processo viene definito Risorgimento proprio per indicare il suo carattere di rinascita culturale e politica.

Anche se l’Italia come stato non era mai esistito, se non nel pensiero degli intellettuali, una nazione italiana, in quanto comunità sociale, era tale già dall’epoca dei comuni.


I moti del 1831 nei Ducati di Modena e Parma e nelle Legazioni pontificie hanno origine, oltre che dalla rivoluzione di luglio in Francia, dalla cospirazione che tenta di coinvolgere anche il duca Francesco IV; questo però, spaventato dalla reazione dell’Austria, fa arrestare i capi della congiura, ma la rivolta si scatena ugualmente e viene poi bloccata dall’intervento austriaco.

La novità di questi moti sta nei suoi protagonisti:

CETI BORGHESI, appoggiati dall’ARISTOCRAZIA LIBERALE e dal POPOLO



Þ MAZZINI E LA GIOVINE ITALIA


Il fallimento dei moti del ’31 provoca la crisi della carboneria e l’intento di realizzare l’indipendenza attraverso una lotta di popolo si traduce in una nuova dottrina che ha come protagonista GIUSEPPE MAZZINI

ispirazione democratica, con una forte componente religiosa:

religiosità romantica

consapevolezza dei diritti e dei doveri dell’uomo

coscienza di una missione spettante ai popoli quali strumenti di un disegno divino, una missione che si realizza solo quando i popoli sono uniti in nazioni

principio di associazione

l’indipendenza si può raggiungere solo con un’insurrezione di popolo

l’ Italia deve essere UNA, INDIPENDENTE, REPUBBLICANA


Fondata la GIOVINE ITALIA, Mazzini si impegna ad organizzare molte insurrezioni, ma il fallimento di varie iniziative suscita critiche alla sua impostazione, e la conseguente nascita di nuovi orientamenti politici.



Þ LE NUOVE CORRENTI POLITICHE


NEOGUELFISMO (GIOBERTI):

è una corrente moderata, che ricerca soluzioni graduali che non comportino l’uso della violenza

c’è il tentativo di conciliare la causa liberale e patriottica con la religione cattolica

importante è l’elemento federalista: l’Italia deve puntare a essere una confederazione fondata sull’autorità del Papa e sulla forza militare del Regno di Sardegna

BALBO:

auspica che il ritiro dell’Austria avvenga con mezzi diplomatici

anche lui porta avanti la tesi federalista

D’AZEGLIO:

è un esponente del liberalismo moderato

critica il malgoverno pontificio e le insurrezioni

propone la via delle riforme graduali, senza però escludere un intervento militare del Regno sabaudo

CATTANEO

è il caposcuola di una corrente federalista, democratica e repubblicana

punta sulle riforme politiche e sullo sviluppo economico

il suo obiettivo finale è una confederazione repubblicana, che lasci ampia autonomia



Þ LE RIFORME DEL 1846/47


L’elezione al pontificato di PIO IX nel 1846 suscita molto entusiasmo tra la popolazione perché:

è stato scelto in alternativa a un cardinale conservatore

concede un’ampia amnistia ai detenuti politici

Questo clima induce il Papa a fare altre concessioni:

viene convocata una Consulta di Stato

è istituita una Guardia Civica

viene attenuata la censura sulla stampa

Di fronte alle nuove manifestazioni popolari altri stati italiani, escluso il Regno delle due Sicilie, concedono delle limitate riforme:

In Toscana sono istituite Consulta di Stato e Guardia Civica

Piemonte, Toscana e Chiesa firmano accordi per una Lega doganale italiana 


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