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Il 700 e il secolo dei lumi



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Il 700 e il secolo dei lumi




Il 700 fu definito secolo dei lumi. In questo periodo gli ideali umani mutano: la ragione prevale sul sentimento. In tutti i campi del sapere si avverti il bisogno di sperimentare la realtà.

Gia nel 600, la rivoluzione scientifica, l’opera di Galileo Galilei, influirono sulle conoscenze umane ribaltando la visione teocentrica e promuovendo la visione antropocentrica.

L’uomo al centro della terra era padrone del mondo sensibile.

Questa filosofia porto alla conclusione che bisogna rifiutare tutto ciò che non era possibile sperimentare o spiegare razionalmente.

In conclusione la “fede” iluminista si basava sul materialismo, questa teoria fini col riflettersi in tutti i campi del sapere:

Nelle arti visive, il neoclassicicsmo elimina la grandezza e la maestosità dei monumenti che tendono verso l’alto (quindi verso dio), e compaiono equilibrio, simmetria, regolarità e linearità. Ved (Filippo Juvarra).



In pittura, invece si prediliggono temi quotidiani fortemente umanizzati e realistici.

Il 700 fu anche il secolo degli scrittori-filosofi fortemente impegnati in temi sociali come cesare Beccaria che tratto nella sua maggiore opera “dei delitti e delle pene” della crudeltà della pena di morte.

La sua opera può essere considerata un manifesto della democrazia

E della liberata, temi che avrebbero di li a poco preparato gli animi all’avvento della rivoluzione francese.

Anche Voltarire e Montesquieu, espressero la propria opinione in proposito e trattarono temi riguardanti la miglior forma di governo, introducendo argomenti come il diritto di natura, che comprendeva altri diritti, di liberta,uguaglianza e di proprietà.

Fondamentale per la diffusione di queste idee fu il circolo del caffè sorto a Milano dove i suoi aderenti potevano riunirsi e discutere di tutti i temi più importanti della cultura.

Nello stesso periodo in Francia nasceva la prima grande enciclopedia, per opera di due grandi studiosi d’Anblert e Diderot.

Quest’opera, non fu rivolta alla massa ma certamente venne acquistata in tutta Europa e segno la fiducia nell’età della ragione. Popolari e utili alla diffusione della cultura, dell’ informazione e dell’alfabetizzazione, furono giornali e pamphlets.-


I processi di rivoluzione e di cambiamento fin qui descritti diedero impulso alla rivoluzione industriale che si sviluppo in tutta Europa e interesso non solo la prospettiva economica ma anche sociale.

La rivoluzione industriale si manifesto in Europa nel 18 secolo.

Il suo centro di irradiazione fu l’Inghilterra:

La posizione geografica della Gran Bretagna favori gli scambi commerciali, la politica del governo miro i sui interessi economici attraverso il colonialismo; la ricchezza dell’Inghilterra, derivata anche dalla tratta dei negri, apporto maggiore benessere alla popolazione.

Prese piede la “febbre” del benessere si inurbarono le città, con il conseguente spopolamento delle camne.

Le braccia dei contadini furono sostituite dall’ausilio delle macchine, nacquero la ura dell’imprenditore e del dirigente, all’interno delle fabbriche.



Aumentarono i beni di lusso specialmente l’importazione di prodotti esotici, di 1 e 2 genere.

Chi conobbe il volto felice della rivoluzione industriale furono i nobili, infatti i poveri continuarono a vivere miseramente.

Impiegati nelle fabbriche svolgevano lavori con ritmi massacranti, venivano sottoati e rischiavano la vita, in ambienti chiusi, soffocanti, fumosi ed insalubri.

Per di più gli operai era gente riciclata dalle camne e non abituata alla monotonia del lavoro operaio.

Una delle piaghe più grandi di questa rivoluzione, fu lo sfruttamento della manodopera infantile che ata pochissimo, fu maggiormente sfruttata.

Ben presto, quindi sorsero dei movimenti di rivolta a favore degli operai come quello luddista che compirono azioni dure, e violente, come la distruzione delle macchine dentro le fabbriche.

Questo ed altri movimenti, che perseguirono lo stesso fine, furono condannati dal parlamento inglese che pochi anni più tardi promulgo delle leggi contro qualunque forma di sindacato.

Il fenomeno della rivoluzione industriale interesso il giudizio critico di alcuni storici, alcuni chiamarono gradualista la loro teoria e affermarono che questo fenomeno si sviluppo gradualmente nei secoli nel quale si sono intrecciati simultaneamente gli effetti di lungo periodo della rivoluzione agricola, di quella commerciale e di quella dei trasporti, e l’emergere sin dal 600 di una mentalità scientifica rivolta all’innovazione tecnologica.

Opposta a questa teoria fu quella portata avanti dai marxisti che affermava la breve evoluzione del processo per cui era passata la rivoluzione.

In questo secolo, furono molte, le innovazioni tecnologiche spinte prima di tutto dalla commercializzazione dei prodotti, come lana, cotone, nuovi tessuti importati dall’oriente tipo la seta.

Tutto ciò condusse alla realizzazione, da parte di scienziati e inventori a creare nuove macchine che dessero la possibilità di risparmiare fatica umana. Da qui si arrivo alla costruzione dei primi telai meccanici e in seguito all’evento della macchina a vapore che rivoluziono non solo tutti i sistemi di produzione ma incremento il commercio dei prodotti.

Grande ed utile fu il suo impiego, specialmente nelle imbarcazioni che prima sfruttavano l’energia eolica.







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