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Imperialismo e colonialismo

Imperialismo e colonialismo
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Imperialismo e colonialismo



Origine del colonialismo (dal capitalismo maturo):

come sbocco per manodopera eccedente (crisi agricola e incremento demografico)

come ricerca di nuovi mercati per sovrapproduzione interna (1873-96: grande depressione)

per il bisogno di risorse prime



Imperialismo (il termine nasce in FR con Napoleone III, si afferma in UK):

come categoria storiografica (seconda metà Ottocento)

come indirizzo economico (colonialismo e ricerca di nuovi mercati)

come orientamento politico (nazionalismo, egemonia, razzismo)

Iniziale disinteresse (1852, Disraeli: le colonie come “pietre legate al collo” del Paese) e successiva corsa all’espansione (Disraeli definisce gli Inglesi come “razza dominatrice”; Kipling parla – in termini paternalistici - dell’onere occidentale della civilizzazione dei selvaggi come “fardello dell’uomo bianco”

I grandi esploratori (David Livingstone, anni ’50, e Henry Stanley, anni ’70)


Effetti economici della colonizzazione: modernizzazione agricola, nuove infrastrutture e attività industriali, ma sempre al prezzo di un continuo impoverimento di risorse materiali e umane (dalla povertà al sottosviluppo)

Effetti culturali (UK più rispettosa, FR più invasiva): resistono i sistemi di solida tradizione (Asia, Nord Africa), cedono quelli pi arcaici e orali (resto dell’Africa)

: una comnia internazionale controllata da UK e FR inaugura il canale di Suez (Mediterraneo e Oceano indiano collegati tramite il mar Rosso) dando nuovo impulso all’espansione coloniale delle grandi potenze


INDIA - L’India dal ‘700 è sotto il controllo inglese tramite la comnia privata delle Indie Orientali. Sbocco dei manufatti inglesi (vs industria cotoniera indiana). Popolazione in continua crescita ma poverissima e legata al sistema delle caste. UK si appoggia ai signori locali, i sacerdoti induisti (brahmini) per riscossione tasse e garanzia di ordine interno. UK vs tradizioni religiose (vedove al rogo coi mariti): reazioni e rivolte popolari.

La rivolta dei Sepoys (militari indigeni) del 1857 è soppressa nel sangue

– Soppressa la comnia delle Indie, l’India passa sotto il diretto controllo di un viceré britannico (la regina Vittoria è proclamata imperatrice d’India nel 1876)


INDOCINA – Per emulare l’UK, la FR penetra in Indocina, costituita da regni buddisti sotto influenza dell’Impero Cinese. Dopo una prima penetrazione con la Seconda Guerra dell’Oppio (1856-60), con la scusa di persecuzioni contro i missionari la FR interviene nel 1862 e occupa il sud dell’Annam (Vietnam) e controlla la Cambogia. Dopo una guerra con la Cina (1883-85), controllo della FR su tutto l’Annam. Reazione dell’UK a tutela dell’India e occupazione del Regno di Birmania (1885-87). La FR replica occupando il Laos (1893). FR e UK si accordano per l’indipendenza del Siam (Thailandia) come stato-cuscinetto.


RUSSIA – Colonizzata la Siberia negli anni ’30, viene costruito il porto di Vladivostok sul mar del Giappone (1860); vendita dell’Alaska agli USA nel 1867. Ferrovia transiberiana (1891-l904), oltre 9.000 km da Mosca a Vladivostok. L’impero zarista conquista il Turchestan (1885): l’UK vede l’India minacciata a est dalla FR, a nord dalla Russia. RUS e UK si fronteggiano per procura, tramite conflitti delle tribù locali.

1885: accordo e riconoscimento confini tra Turchestan e Afghanistan, mantenuto indipendente (ma sotto influenza inglese) come stato cuscinetto (come il Siam)


PACIFICO – l’UK che già controlla Australia e Nuova Zelanda occupa anche le isole Fiji, Salomone e Marianne, spartendo la Nuova Guinea con i Tedeschi.


GIAPPONE – Il JAP sconge la Cina (1894-95) che rinuncia all’influenza in Corea e deve cedere l’isola di Formosa (Taiwan).



CINA – Reazione alla sconfitta col JAP: un movimento nazionalista e xenofobo porta alla rivolta dei boxers (1900), per sedare la quale le potenze occidentali, Usa e Jap occupano Pechino. La sconfitta prepara il terreno per un movimento democratico.


USA – Nati da una rivoluzione anticoloniale, non si astengono però da una certa forma di imperialismo (esportazioni di merci, capitali e valori, secondo quanto teorizzato dal Manifest Destiny di John Fiske).

La dottrina di Monroe (1823) è ripresa per fondare il diritto di tutela politica ed economica sul continente intero: intervento a Cuba contro la repressione dei dominatori snoli (anche per il timore di ripercussioni vs USA sul mercato della canna da zucchero) e proclamazione dell’indipendenza dell’isola (1898; gli USA vi mantengono delle truppe). La Sna deve cedere agli Usa anche le Filippine (l’espansione nel Pacifico è vista come prolungamento della corsa verso l’Ovest che intorno al ’90 era ormai giunta alla frontiera). 1898: annessione agli USA delle isole Hawaii.


AFRICA – colonizzata al 10% nel 1870, è occupata al 90% a inizio del ‘900. Legame religioso nell’Africa sahariana e nord-ovest (regni musulmani); regno indipendente cristiano dell’Etiopia; tribù disaggregate e in conflitto al centro-Sud.

TUNISIA ed EGITTO tentano ambiziosi programmi di modernizzazione che aumentano negli anni ’70 il loro debito estero. La FR teme di perdere i soldi dovutile dalla Tunisia e nel 1881 interviene militarmente (con la scusa di incidenti sul confine algerino) imponendo il protettorato; nel 1882 anche l’UK interviene in Egitto, temendo per il credito estero e per il controllo del canale di Suez. Formalmente indipendente, l’Egitto diviene di fatto una semicolonia inglese. Dall’Egitto l’UK tenta la penetrazione nel SUDAN, controllato dal Mahdi (profeta), leader integralista islamico che fonda uno stato autonomo e impegna l’UK in una guerra santa fino alla resa del 1898.


CONGO – Possedimento personale del re del Belgio Leopoldo II dietro gli apparenti scopi umanitari della Associazione Internazionale Africana. Scoperti giacimenti minerari, il BE aspira a sbocco sull’Atlantico. Ma il Portogallo rivendica la foce del Congo per contiguità con antica colonia dell’Angola.

1884-85: Conferenza di Berlino convocata da Bismarck (che affermava di non essere un colonialista - mirando invece all’egemonia in Europa – ma voleva controllare l’altrui espansione). Si penetra in Africa (1) dando comunicazione dell’acquisizione alle potenze occidentali limitrofe e (2) rispettando l’altrui penetrazione (principio della effettiva occupazione). In base a ciò, lo Stato Libero del Congo (sotto controllo totale del BE) riceve lo sbocco; alla FR va la riva destra del fiume (attuale rep. del Congo) dal quale in dieci anni di sanguinose guerre si assicurerà il possesso degli stati musulmani del Sahara, dall’Atlantico al Sudan; alla GER il protettorato su Togo e Camerun (Africa Occid. Ted.), all’UK la Nigeria (per controllo dell’espansione francese).

L’UK mira all’espansione dal Capo (di Buona Speranza) al Cairo. Occupa Kenya e Uganda, ma si scontra con la presenza tedesca. Accordo del 1890: l’UK riconosce l’Africa Orientale Tedesca (rinuncia all’asse Capo-Il Cairo) ma ottiene la prospiciente isola di Zanzibar (per commercio verso oceano Indiano). Nel 1898 in Sudan accade l’indicente di Fascioda: presso tale fortezza sul Nilo l’esercito britannico incontra una colonna francese che però acconsente a ritirarsi dalla fortezza. Seguono distensione e intesa tra FR e UK.

All’inizio del ‘900 restano indipendenti solo la Liberia (fondata nel 1822 da ex schiavi degli Usa), Etiopia, Libia e Marocco.


SUD AFRICA – Rappresenta un caso particolare di conflitto coloniale tra due popoli bianchi e cristiani. I boeri sono i discendenti degli agricoltori olandesi che nel XVII secolo avevano colonizzato la regione del Capo di Buona Speranza. Al tempo delle guerre napoleoniche la colonia passa all’UK. I Boeri migrano verso nord, fondando le repubbliche dell’Orange e del Transvaal (metà XIX sec.), alle quali mira l’UK dopo la scoperta in esse di diamanti (anni ’60). Accerchiamento delle repubbliche promosso dal Primo Ministro della colonia del Capo Cecil Rhodes (suo il visionario disegno di sovranità inglese “dal Capo al Cairo”) che occupa la Rhodesia. La scoperta di nuovi giacimenti d’oro nelle due repubbliche attira molti inglesi dalla colonia del Capo (febbre dell’oro) ma i Boeri, temendo una nuova colonizzazione, li discriminano. Crescono le tensioni finché i Boeri dichiarano guerra agli inglesi nel 1899. Iniziali vittorie boere e simpatia dell’opinione pubblica europea, poi l’UK si impone (1902), benché la guerriglia di protesta boera sia destinata a durare molti anni ancora. Segue politica di pacificazione: Orange e Transvaal ottengono  autonomia come la colonia del Capo e nel 1910 le tre regioni vengono unite nella Unione Sudafricana. Inglesi e Boeri collaborano allo sfruttamento delle risorse naturali e umane del Sud Africa.






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