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LA GUERRA CIVILE in RUSSIA

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LA GUERRA CIVILE in RUSSIA


Lenin voleva istituire la struttura economica socialista. In Russia c’erano ancora le vecchie strutture economiche che Lenin voleva sradicare per poi istaurare la struttura economica socialista. Lenin era convintocce solo il partito bolscevico fosse consapevole dei problemi del proletariato. Alcune zone della Russia reparti dell’esercito erano legati allo Zar e non riconoscevano il potere di Lenin e iniziarono combatterlo nel novembre del 1918. Lenin però aveva molti nemici come i borghesi (a cui voleva togliere tutte le proprietà), i contadini che erano favorevoli all’abolizione della proprietà privata non vedevano di buon occhio Lenin  perché anti-religioso. Poi c’erano oppositori politici come anarchici ecc.. Questo scontro da vita alla GUERRA CIVILE che venne combattuta dal 1918 al 1920, si combatte tra bianche e rossi. Tra i bianchi troviamo generali zaristi e tutta l’opposizione di Lenin, anche i menscevichi. Le truppe bianche si formavano in quelle regioni in cui il potere dello stato o dei soviet non arrivava. In aiuto alle truppe bianche troviamo anche reparti dell’esercito italiano e tedesco, che però non investirono tutte le loro forze, per paura che i soldati si alleassero con la forza russa e si ribellassero al proprio governo. Lenin vince per la poca pressione delle truppe alleate, ma anche grazie al suo esercito guidato da LEV TROCKIJ, un leader bolscevico molto vicino a Lenin. Decisiva, inoltre, per la vittoria la posizione dei contadini (che erano la maggior parte della popolazione), che si schieravano con Lenin per paura di perdere tutte le terre che avevano appena ottenuto.

Durante la guerra civile la Polonia si stava formando e decise di approfittare della debolezza Russa per invadere il suo territorio (1919), ma l’armata rossa con la sua offensiva arrivò fino alle porte di Varsavia, dove pensava di trovare proletariati polacchi pronti ad appoggiarli, ma non fu così. I proletariati polacchi si schierarono dalla parte della loro nazione e fecero ritirare l’armata rossa. Nel marzo del 1921 si stipulò la pace, e la Russia dovette ritirare i suoi confini di ben 200 km.

Nel 1920 la guerra civile si concluse con la VITTORIA DELL’ARMATA ROSSA. Lenin applicò il cosiddetto COMUNISMO DI GUERRA, cioè organizzò la requisizione dei raccolti che i contadini accumulavano e consumavano. I contadini insorsero e l’armata rossa ricorse ai CAMPI DI CONCENTRAMENTO, dove venivano richiusi in spazi chiusi circondati da filo spinato i contadini ribelli, ma anche i civili che li avevano aiutati, la stampa Russa non poteva criticare questa iniziativa perché non c’era libertà di stampa e di parola.

Anche le fabbriche diventato dello stato. Inoltre, Lenin, sparge terrore attraverso i COMMISSARI POLITICI, uomini fidati di Lenin che avevano i pieni poteri dello stato, anche quello di uccidere.

Passata la grave crisi della guerra civile, Lenin è il padrone assoluto dello stato russo, nel marzo del 1921 decide si attuare la NEP (Nuova Politica Economica)per cercare di fermare la carestia che aveva preso di mira le camne per colpa del comunismo di guerra. Lenin stesso la definì una RITIRATA, perché reintroduce nelle camne il LIBERO MERCATO, si allentava il cordone dell’economia, i contadini DOVEVANO VERSARE ALLO STATO UNA PERCENTUALE DELLA PRODUZIONE E IL RESTO DEL RACCOLTO POTEVANO COMMERCIALIZZARLO. Nasce così quella fascia di popolazione che viveva di libere iniziative, si forma una piccola fascia di borghesia, la NEP crea condizioni di vita migliori.

Nel 1922 nasce l’URSS.

















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