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L’ARMISTIZIO DELL’ITALIA

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L’ARMISTIZIO DELL’ITALIA


Il 13 maggio 1943, dopo due mesi di violentissimi combattimenti, il corpo di spedizione italo-tedesco in Tunisia cessava ogni resistenza. Con ciò, era aperta la via, per l’ invasione dell’Italia . Il 10 luglio, dopo un intenso martellamento aereo, una armata americana e una britannica sbarcarono sulle coste della Sicilia. In trentanove giorni l’isola fu conquistata.

Intanto, la situazione politica interna del nostro paese diveniva sempre più grave; l’avversione per il regime che aveva portato l’Italia alla catastrofe cresceva ogni giorno. Finchè , il 25 luglio, il Gran Consiglio del fascismo votò la sfiducia a Mussolini; il Re allora lo fece arrestare e affidò il governo al generale Badoglio. Non c’era altro da fare che chiedere l’armistizio, e Badoglio lo chiese: esso fu firmato il 3 settembre a Cassibile (Siracusa).

Il fascismo era corllato; l’Italia usciva sconfitta dalla guerra, ma per essa il peggio doveva ancora venire. Infatti appena fu conosciuta la resa dell’Italia, fulmineamente i Tedeschi occuparono il paese, reprimendo con spietata durezza la resistenza dei pochi reparti italiani rimasti ai loro posti dopo lo sfasciamento dell’esercito.

Fu quello un periodo triste e terribile: migliaia di Italiani furono uccisi, altri vennero catturati e deportati in Germania. Ma fu proprio in quei giorni che soldati e patrioti si ritirarono sui monti, unirono in gruppi armati e organizzarono la Resistenza contro i nazisti.







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