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LE ORIGINI DELLA CIVILTA GRECA

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LE ORIGINI DELLA CIVILTA GRECA


  1. IL MEDITTERANEO ORIENTALE

Fatta eccezione per i Fenici, le culture del Vicino Oriente, non sviluppano un’attività marinara di rilievo. Ciò nonostante, il Meditteranea orientale, in particolare il Mar Egeo, disseminato di isole, diviene un’importante via di comunicazione e luogo di sviluppo di grandi civiltà marinare. L’Isola di Cipro, ricca di giacimenti e con un agricoltura sviluppata, diviene, intorno la 2000 a.c. , una forte potenza commerciale con una rete di relazioni che va dall’Anatolia alla Siria e all’Egitto, fino a quando la civiltà entra in crisi con il passaggio dei Popoli del Mare.


  1. CRETA E LA CIVILTÀ MINOICA

Tra il 2000 e il 4000 a.C. fiorì nell’isola di Creta un popolo importante quanto misteriosa: la civiltà cretese o minoica (dal nome di Minosse, leggendario re dell’isola). La fiorente economia era dovuta alla principale risorsa naturale dell’isola, il legname. Ma assai diffusi erano l’agricoltura e l’allevamento, in particolare ovino, dal quale si ricavava lana molto pregiata, che veniva lavorata e venduta all’estero.



Ma la vera ricchezza di Creta dipendeva dal dominio incontrastato che aveva sui mari, la talassocrazia. Con le loro grandi navi svolgevano traffici di avariato genere, vendendo prodotti agricoli, i loro tessuti e il legname, procurandosi così metalli preziosi e altri ben idi cui erano privi. Tutte queste attività erano programmate e controllate dalla burocrazia di palazzo, costituita dalla categoria degli scribi. I tre principali palazzi, Crosso, Festo e Mallia, costituivano il centro della vita sociale ed economica dell’ isola. Il problema fondamentale della civiltà cretese è rappresentato dalla scrittura, documentata nel Disco di Festo, consiste in pittogrammi. Una successiva scrittura più diffusa, la Lineare A, corrisponde con le più antiche testimonianze risalenti ai primi palazzi, ma non è ancora sta decifrata e non conosciamo neppure a quale lingua si potesse riferire. Un’altra caratteristica sorprendente è il fatto che i palazzi cretesi erano privi di mura o di qualunque fortificazione. Questo particolare, si pensa sia dovuto all’aspetto pacifico della popolazione. Un’ eventuale spiegazione è che i re cretesi non temessero aggressioni esterne siccome possedevano un’imponente flotta che non temeva rivali. Rimane invece sconosciuto il meccanismo che impedisse l’esplosione di rivolte interne.

La fine della civiltà minoica si aggira intorno al 1400 a.C. per motivi ancora a noi sconosciuti. Esistono varie ipotesi riguardo ad una catastrofe naturale, ad un’improvvisa invasione o anche entrambi gli eventi.


  1. LA SCOPERTA DEI MICENEI E I POEMI OMERICI

Al termine della civiltà cretese, un popolo ne approfittò, invadendo ed occupando parte della Grecia continentale. Qui dal 1900 a.C. , si insediò un popolo indoeuropeo di lingua greca, i Micenei. Coloro che si stabilirono a Creta, utilizzarono a scopo amministrativo la cosiddetta Lineare B, molto simile alla Lineare A, con l’unica differenza che è stata decifrata. È stato cos’ possibile scoprire che la Lineare B altri, non si trattava di uno tra i primi dialetti greci. I palazzi micenei, a differenza di quelli minoici, erano fortificati da mura ciclopiche; oltre al più importante centro, Micene, ricordiamo Tirinto, Pilo, Tebe, Gla e Iolco. Delle tradizioni, dei costumi e degli usi di questi regni dobbiamo molto ai due poemi attribuiti ad Omero, l’Iliade e l’Odissea. In principio si pensava che fossero opere puramente fantasiose ma lo studioso, nonché ricco commerciale, Heinrich Schilemann, nel 1870 ritrovo il sito della città di Troia e la Rocca di Micene, entrambi presenti nel testo dell’Iliade. È un’idea ormai affermata da vari studiosi, che i poemi omerici non sono altro che il frutto di composizioni e rielaborazioni poetiche trasmesse oralmente da generazioni di aedi (cantori) o rapsodi (cucitori di canti).



  1. LA SOCIETà MICENEA

Le nostre conoscenze riguardanti la società micenea, sono dovute alle migliaia di tavolette in lineare B ritrovate nei principali insediamenti. Queste però trattano principalmente della vita amministrativa del regno, lasciando ancora molti dubbi sulla vita quotidiana.

Al vertice della comunità stava il signore detto Wànax, affiancato da un comandante militare e da un’aristocrazia guerriera e sacerdotale e una schiera di scribi per l’esercizio delle funzioni amministrative. L’economia si basava soprattutto dall’agricoltura, integrata dalla pesca. Tra i prodotti artigianali di maggior produzione ricordiamo i tessuti di lana e lino e la metallurgia del bronzo. L’oreficeria i lusso micenea raggiunse livelli i raffinatezza pari a quella cretese, perfezionandosi proprio grazie a quest’ultima. La civiltà micenea era infatti aperta sul Meditteranea, e importanti influssi cretesi sulla sua cultura sono innegabili. La ceramica micenea è stata rinvenuta un po’ in tutto il Mediterraneo, sia nella zona orientale che in quella più occidentale, ciò è probabilmente dovuto all’intermediazione commerciale cipriota e minoica.









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