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LE RIFORME DI DIOCLEZIANO

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LE RIFORME DI DIOCLEZIANO

  1. Le insidie e le minacce contro l’Impero erano molteplici, per cui qualsiasi istituzione non avrebbe potuto resistere a lungo; ma l’Impero romano riuscì a reggersi per altri 2 secoli. Bisogna ricordare che alcuni imperatori riuscirono a fronteggiare questo processo:detti “difensori o illirici”. Erano abili condottieri amanti dello Stato, poco colti ma molto valorosi. Primo fra questi imperatori fu M. Aurelio Claudio detto Gotico; gli successe Aureliano che riuscì a liberare l’Italia da un’incursione dei barbari, restaurò l’unità dell’Impero e riformò l’amministrazione dello stato. Per evitare incursioni cinse Roma di massicce mura di difesa, dette mura aureliane, ma venne ucciso per vendetta privata. Dopo la sua morte si ripeterono 10 anni di lotte per la successione al trono, sul quale salì Aurelio Valerio Diocleziano.
  2. L’ascesa di Diocleziano segnò un deciso consolidamento dello stato; infatti fu una fortuna che il governo passò nelle mani di un uomo che s’impegnò a salvare l’Impero e la sua civiltà, nonostante la propria rozzezza come soldato e le scarse conoscenze che aveva della romanità. Era convinto che per ben difendere i confini occorreva rafforzare il governo e provvedere alla sicurezza interna. Perciò divise l’Impero in 2 parti:l’oriente con capitale Nicomedia


    e l’occidente con capitale Milano. Egli andò a Nicomedia e pose in occidente Massimiano. Presero il titolo di Augusto, e per farsi aiutare nel governo e per evitare lotte di successione, scelsero 2 Cesari in Galerio e Cloro ;tipo di governo detto tetrarchia. Ma il trasferimento del governo in altre 4 città fece diminuire l’importanza di Roma, che, pur continuando ad essere il centro spirituale dell’Impero, decadde dall’alto prestigio di capitale di uno Stato unitario.
  3. Diocleziano con il sistema della tetrarchia continuò a sottrarre la nomina imperiale alla designazione del Senato,e per trovare una valida giustificazione a questo sistema assunse il titolo di Iovius, l’inviato di Giove, e si ponevano le basi per l’affermazione del potere teocratico, e Massimiano assunse il titolo di Herculius, l’inviato di Ercole. Tuttavia Diocleziano cercò di porre rimedio allo sgretolamento dell’Impero con le persecuzioni dei cristiani, ma il cristianesimo risorse più forte e vigoroso che mai.
  4. le province vennero divise in circoscrizioni minori più facilmente controllabili. A loro volta queste minori province vennero raggruppate in 12 diocesi. A capo delle province furono posti i presidi per l’amministrazione civile e i duci per la difesa militare, mentre i vicarii furono messi a capo delle diocesi; queste categorie vennero prese dal ceto senatorio. Le più piccole unità della nuova organizzazione statale erano i municipii governati dalle curie. Si venne a creare una numerosa e costosa burocrazia e svero le autonomie locali. Particolari cure Diocleziano pose nella riorganizzazione dell’esercito. I reparti dell’esercito erano costituiti da soldati scelti dislocati ai confini dell’Impero. Diocleziano volle anche affrontare la crisi agricola, in quanto i campi spesso venivano abbandonati dai contadini che preferivano la città. Obbligò i li a seguire il mestiere dei genitori e perciò si venne a creare un vero e proprio sistema di caste ereditarie. Ma tali vincoli ereditari furono suggeriti anche da esigenze fiscali, in quanto le terre coltivate dalle singole province vennero gravate di un’imposta commisurata al suo reddito e al numero dei coloni ivi impegnati. Per fermare il costante rincaro dei prezzi, Diocleziano emanò un Editto sui prezzi con cui vennero fissate le tariffe di vendita dei generi di consumo e delle merci varie di tutto l’Impero. Tale provvedimento provocò una reazione contraria a quanto si proponeva l’imperatore: i prodotti svero, i prezzi aumentarono, il mercato clandestino prosperò e la produzione diminuì, onde dopo un anno dovette essere abrogato.


  5. Il sistema della tetrarchia avrebbe potuto funzionare solo se fosse esistito un perfetto accordo tra i 4 colleghi; quindi, il rimedio che si era cercato di trovare poteva dimostrarsi più pericoloso dei precedenti sistemi. Anche le riforme che tendevano a rafforzare l’assolutismo dell’imperatore produssero l’effetto di creare un dispotismo monarchico, secondo cui l’imperatore era l’incontrastato despota dalla cui volontà dipendeva la vita dei sudditi e dello Stato. Diocleziano, dopo venti anni di regno abdicò e i due cesari divennero augusti, mentre Flavio Severo e Massimino Daia divenivano al loro posto cesari. Il sistema tetrarchico sembrava funzionare, ma l’anno dopo, con la morte di Costanzo Cloro, poiché il lio Costantino si fece proclamare imperatore contrapponendosi a Flavio Severo, al quale toccava il trono per diritto. Si accesero quindi sanguinose lotte di successione. Nel frattempo Diocleziano andò a vivere in un sontuoso palazzo a Salona.





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