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L’ECONOMIA DEGLI STATI ITALIANI DAL 1830 AL 1848

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L’ECONOMIA DEGLI STATI ITALIANI DAL 1830 AL 1848

anke in I ci fu un risveglio delle attività economike dopo il 1830. Ebbe il suo punto di forza nell’agricoltura che nel ‘700 aveva iniziato 1 processo di modernizzazione.in Piemonte e in Lombardia la rinascita economica fu guidata dalla crescita della produzione e dai prezzi della seta. Poi si svilupparono le colture foraggiere e risicole nella pianura padane e in Lombardia.vi era 1 agric.ad alto rendimento e legata a tecnike moderne di canalizzazione e irrigazione.vi era inoltre una larga diffusione della mezzadria,qui sopravvisse a lungo!nelle regioni centrali e meridionali l’agric.era molto + arretrata,qui vi erano i grandi latifondi sfruttati in modo estensivo invece ke intensivo affiancati alla piccola proprietà ke nn assicurava nemmeno il min.vitale alle famiglie dei contadini.molto estese erano,ancora, le terre di proprietà ecclesiastica(manomorta). Lo sviluppo dell’attività manifatturiera dipese da quella agricola x 2 motivi:1)si trattava di 1 industria ancora dominata dal lavoro svolto a domicilio con uso di manodoxa femminile 2)erano di solito gli imprenditori agricoli ke disponevano di capitali x l’impianto delle attività manifatturiere,diventando commercianti dei loro prodotti.nacque la piccola industria laniera(Biella,prato mi) lavorazione della lana e del cotone(nella valle del Liri).molto + arretrata restò l’attività estrattiva,limitata alle scarse miniere di ferro(toscana) carbone(Sardegna) zolfo(Sicilia).

Gli ostacoli allo sviluppo economico   

si opponevano 2 ostacoli allo sviluppo dell’economia in I.: scarsità dei capitali e ristrettezza dei mercati. Il sistema creditizio era arcaico e asfittico.la dominante mentalità si manifestava nell’impiego prevalente dei capitali nell’acquisto di terre e nn tanto x i profitti ke ne potevano trarre quanto x la magg.sicurezza ke la terra offriva. La raccolta del risparmio era affidata alla Cassa di Risparmio, nello stesso tempo nacquero le società assicurative e quelle x azioni limitate ai servizi di trasporto, di illuminazione a gas,di acquedotti. La ristrettezza dei mercati era la conseg.della divisione politica della penisola e delle cattive comunic.inoltre della scarsa capacità d’acquisto delle popol.contadine abituate all’autosufficienza economica. La politica doganale dei governi era stata improntata all’inserimento di quelle regioni nel sistema econom.degli stati absburgici. A questo si aggiungeva l’arretratezza delle comunicazioni: le strade erano rimaste quelle costruite nel 700,le ferrovie erano quasi inesistenti, poi, dopo il 1840 si iniziò con tratti + lunghi di ferrovie tipo Mi-Ve!di questo ritardo delle ferrovie ne erano responsabili i governi ke erano contrari a tutto quello ke poteva sembrare abbattimento o suxamento delle frontiere.la questione doganale,ferroviaria e fiscale furono al centro degli interessi e dei dibattiti dei rappres.+ attenti della cultura e dell’economia assumendo 1 rilevanza politica. Nel complesso, l’unità nazionale italiana nacque prima come idea e programma politico ke come necessità economica







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