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L’EUROPA TRA DUE SECOLI - LE NUOVE ALLEANZE, LA BELLE EPOQUE E LE SUE CONTRADDIZIONI, LA FRANCIA TRA DEMOCRAZIA E REAZIONE, LA GERMANIA GUGLIELMINA, I

L’EUROPA TRA DUE SECOLI - LE NUOVE ALLEANZE, LA BELLE EPOQUE E LE SUE CONTRADDIZIONI, LA FRANCIA TRA DEMOCRAZIA E REAZIONE, LA GERMANIA GUGLIELMINA, I
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L’EUROPA TRA DUE SECOLI


LE NUOVE ALLEANZE

Tra l’ultimo decennio dell’80 e i primi anni del ‘900 si delineò un mutamento nelle alleanze che segnò la crisi del sistema bismarckiano

I fattori che misero in crisi le alleanze furono:

la scelta del nuovo imperatore tedesco Guglielmo II di una politica mondiale + dinamica e aggressiva di quella praticata da Bismatck dopo il ’70

la difficoltà per la Germania di tenersi uniti i suoi due alleati: gli imperi austro-ungarico e russo. Infatti mentre Bismarck era riuscito a legare a sé entrambe le potenze, i suoi successori optarono per l’alleanza con l’Austria. Essi, infatti, non rinnovarono nel 1890 il trattato di controassicurazione stipulato 3anni prima con la Russia il quale prevedeva che la Russia non avrebbe aiutato la Francia in caso di attacco alla Germania e la Russia non avrebbe aiutato la Francia in caso di attacco alla Germania e la Germania non si sarebbe unita all’Austria in una guerra contro la Russia.



Nel 1891 venne stipulato il primo accordo franco-russo che successivamente si trasformò in una vera e propria alleanza militare inoltre la Francia si impegnò in una serie di prestiti alla Russia che stava cercando di avviare un processo di industrializzazione. Con la stipulazione della Duplice franco-russa veniva meno il pilastro su cui era fondato il sistema bismarckiano, l’isolamento della Francia.

Nel frattempo la Germania iniziò la costruzione di una potente flotta di guerra capace di contrastare la superiorità britannica sul Mare del Nord. Ciò provocò degli inasprimenti dei rapporti tra Germania e Inghilterra. L’Inghilterra reagì impegnandosi in una vera e propria corsa agli armamenti navali.

L’Inghilterra, però, si stava sempre di + avvicinando alla Francia e ciò portò le due potenze a sistemare le vecchie vertenze coloniali in Africa e a stipulare nel 1904 un accordo che però non era una vera e propria alleanza che prese il nome di Intesa cordiale.

Quando poi l’Inghilterra regolò anche i suoi contrasti in Asia con la Russia, si delineò definitivamente le due alleanze, la triplice intesa e la triplice alleanza dove l’Italia cercava una sempre maggiore autonomia.

La triplice intesa era un blocco meno omogeneo e compatto della triplice alleanza, ma dal punto di vista diplomatico molto + forte per risorse e popolazione.


LA BELLE EPOQUE E LE SUE CONTRADDIZIONI

Fu chiamato “belle époque” l’ultimo momento di gloria dell’Europa prima della I guerra mondiale caratterizzato da:

una crescita complessiva della società europea:

l’aumento delle spese militari si accomnava quasi ovunque a un parallelo aumento della spesa sociale

spesso città come la quelle francesi accolsero poeti e pittori che ebbero una vita culturale attivissima

in parecchi paesi ci fu la tendenza all’allargamento della partecipazione alla vita politica

slancio dell’economia à ottimismo borghese

forti contrasti politici e sociali

I miglioramenti nelle condizioni di vita dei ceti popolari furono conquistati a prezzo di lotte aspre e prolungate

le correnti democratiche trovarono in qualunque stato la resistenza dei gruppi conservatori.

In alcuni stati le tendenze democratiche riuscirono a prevalere, ma in altri come in Russia, Germania e nell’impero asburgico vennero represse


LA FRANCIA TRA DEMOCRAZIA E REAZIONE

In Francia, alla fine del secolo, restavano forti le correnti contrarie alle istituzioni repubblicane.

Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 queste correnti si coagularono intorno al caso del capitano Dreyfus, un ufficiale ebreo dell’esercito francese che era stato condannato ingiustamente per spionaggio cioè con l’accusa di aver fornito documenti riservati all’ambasciata tedesca. Infatti la sentenza che fornì alla destra il pretesto per un’ampia camna a ntisemita, era basata su indizi falsi. Ma il fatto + grave non fu l’errore giudiziario, ma il fatto che si rifiutò di procedere a una revisione del processo al punto di falsificare documenti e di coprire i veri colpevoli.

1898 Zola, letterato naturalista francese, pubblicò un clamoroso atto di accusa contro lo stato per aver nascosto la verità, ma fu processato e condannato per offese all'’sercito.

Tale fatto divenne simbolo della spaccatura dell’opinione pubblica la quale prevedeva due schieramenti contrapposti: i socialisti, radicali e una parte dei repubblicani moderati che dichiaravano l’ufficiale innocente e i clericali, monarchici, i nazionalisti di destra e una parte dei moderati che lo definivano colpevole. Il contrasto giudiziario si trasformò ben presto in uno scontro politico dove venne dichiarato innocente. Nonostante la sconfitta sul piano giudiziario, le forze progressiste ebbero la vittoria sul piano elettorale e diedero inizio a un periodo di governi radicali che si presero le proprie rivincite su nazionalisti e clericali. Alcune associazioni di estrema destra vennero sciolte e i loro capi arrestati




LA GERMANIA GUGLIELMINA

Il “nuovo corso” di Guglielmo II non segnò, nonostante l’allontanamento di Bismarck nel 1890, un effettivo mutamento di indirizzi politici nonostante Guglielmo volesse una vera e propria evoluzione liberale.

La politica estera della Germania guglielmina rafforzava, anzi, la tradizionale alleanza tra grande industria, aristocrazia terrena e i vertici militari. Guglielmo II applicò una politica mondiale armando la flotta che divenne la I flotta mondiale e promuovendo la crescita industriale superando economicamente la potenza inglese. È proprio grazie a Guglielmo la Germania si “apre al mondo” (arma una flotta, crescita industriale). La coscienza di questa superiorità accentuò sia nella classe dirigente sia nel popolo le tendenze nazionaliste e imperialiste. La Germania, infatti, pur essendo un paese ricco di risorse naturali, era privo di un grande impero coloniale e, dunque, di materie prime.

Inoltre Guglielmo II, grazie a tale spinta nazionalista, era riuscito ad ottenere l’appoggio di tutte le forze politiche (conservatori, nazional-liberali, liberal-progressisti, cattolici . ) tranne però i socialdemocratici.


I CONFLITTI DI NAZIONALITA’ IN AUSTRIA-UNGHERIA

Nell’impero asburgico

il sistema politico e la struttura sociale delle camne erano caratterizzati da un sostanziale immobilismo e della persistenza di strutture sociali tradizionali dominata dalla Chiesa e dai grandi proprietari.

L’Impero era ancora un paese essenzialmente agricolo complessivamente + povero della Germania e della Francia, ma poco + ricco dell’Italia

alcune isole erano altamente urbanizzate e industrializzate.(Vienna, Boemia, porto di Trieste)

Il più grave problema per l’Impero era rappresentato dalle agitazioni delle varie nazionalità soprattutto cechi e slavi (serbi e croati) i quali erano ostili al centralismo imperiale e rivendicavano la propria autonomia e indipendenza dall’impero. Ricordiamo i giovani cechi che si batterono contro la politica di germanizzazione del governo di Vienna. Fino alla fine dell’800 il potere imperiale era riuscito a controllare la situazione dando qualche concessione alle masse contadine. Una parte della classe dirigente decise, così, di trasformare la monarchia da dualistica in trialistica cioè di concedere l’indipendenza agli slavi del sud dall’Ungheria e di creare così un terzo polo accanto a quello tedesco e magiaro. Ciò suscitò la reazione degli ungheresi e dei nazionalisti serbi e croati che miravano alla fondazione di un unico stato slavo indipendente. Questa tensione portò nel 1914 allo scoppio della guerra europea e alla dissoluzione dell’impero austro-ungarico


LA RUSSIA TRA INDUSTRIALIZZAZIONE E AUTOCRAZIA governo autoritario quasi assolutistico

Alla fine dell’800 la Russia era il solo stato autocratico, nemmeno temperato da forme di limitato costituzionalismo simili a quella presenti in Germania e in Austria-Ungheria. Parecchi furono i tentativi di occidentalizzare lo stato, ma nessuno ebbe successo. Grazie ad Alessandro III e successivamente a Nicola II

vennero ridotti i poteri degli organi di autogoverno locale (zemstvo) principali punti di riferimento per la borghesia e l’aristocrazia di tendenza liberale

fu rafforzato il controllo sulla giustizia e sull’istruzione

fu intensificata l’opera di “russificazione” delle minoranze nazionali

si aggravarono le vessazioni (sottoporre qualcuno a continui maltrattamenti) gli ebrei



Grazie all’intervento diretto dello stato e all’afflusso di capitali stranieri (soprattutto francesi) si verificò, nella Russia degli anni ’90, un primo decollo industriale. Si trattò di uno sviluppo fortemente concentrato sia dal punto di vista geografico sia per le dimensioni delle imprese il quale non riuscì ad elevare in misura significative il tenore di vita della popolazione e a sviluppare l’agricoltura. La società russa rimaneva, perciò, fortemente arretrata. Questo malcontento si manifestò durante la rivoluzione del 1905.


LA RIVOLUZIONE RUSSA DEL 1905

La protesta politica e sociale nella Russia zarista finì col coagularsi in un moto rivoluzionario.

A far precipitare gli eventi contribuì lo scoppio nel 1904 della guerra col Giappone che provocò un brusco aumento dei prezzi.

In una domenica di gennaio del 1905, chiamata domenica di sangue, a Pietroburgo un corteo di 150.000 persone si diresse verso il Palazzo d’Inverno dove risiedeva lo zar per presentargli una petizione dove si chiedeva maggior libertà politiche e interventi per alleviare il disagio delle classi popolari. Ma tale corteo fu accolto a fucilate dall’esercito. Tale repressione scatenò delle vere e proprie sommosse.

Fra la primavera e l’autunno del 1905 la Russia visse in uno stato di semiananrchia in quanto la maggior parte dell’esercito era occupato nei conflitti in Estremo Oriente e quello rimasto in Russia non riusciva a riportare l’ordine. Nacquero nuovi organismi rivoluzionari chiamati soviet (consigli). Erano rappresentanze popolari elette sui luoghi di lavoro secondo il principio di democrazia diretta e costituite da membri continuamente revocabili. Il + importante fu quello di Pietroburgo che assunse la guida del movimento rivoluzionario nella capitale.

Lo zar parve disposto a cedere e promise libertà politiche e istituzioni rappresentative. Nel frattempo si andavano formando le famigerate Centurie nere, movimenti paramilitari di estrema destra i quali organizzavano spedizioni contro i rivoluzionari e gli ebrei. Alla fine dell’anno, con la fine della guerra contro il Giappone e il rientro degli eserciti, furono arrestati tutti i membri del soviet di Pietroburgo e schiacciate le rivolte.

Una volta stabilito l’ordine rimaneva l’impegno dello zar di convocare un’assemblea rappresentativa (Duma) che avrebbe dovuto ampliare gli spazi di libertà nella vita politica russa. Così nel 1906 fu eletta a suffragio universale la I Duma che fu però sciolta dopo alcune settimane in quanto era un ostacolo per la restaurazione dell’assolutismo. Fu elette così l’anno successivo la II Duma che fu anche questa ben presto sciolta perché rafforzava troppo la destra reazionaria e i socialisti rivoluzionari. Furono così modificate la legge elettorale (il voto di un grande proprietario contava 500 volte quello di un operaio) e fu istituita un’assemblea + docile, composta soprattutto da aristocratici. La Russia tornò così ad essere un regime sostanzialmente assolutista.

Fu eletto primo ministro Stolypin il quale varò una riforma agraria non in grado tuttavia di risolvere gli enormi problemi delle camne. Tale riforma prevedeva che i contadini potessero uscire dalle comunità di villaggio diventando proprietari della terra che coltivavano e godessero di facilitazioni creditizie per l’acquisto di altre terre statali. Lo scopo era quello di creare un ceto di piccola borghesia rurale che potesse modernizzare e portare stabilità all’economia, ma la maggior parte non riuscì a migliorare le proprie condizioni di vita e solo pochissimi divennero contadini ricchi. Ciò provocò un’ulteriore divisione sociale.


Verso la I guerra mondiale

Il decennio precedente alla I guerra mondiale vide un aumento dei contrasti internazionali.

I più pericolosi punti di frizione furono il Marocco e la penisola balcanica. In Marocco si verificarono ben due crisi: quella del 1905 e quella del 1911 in cui mentre la Germania ne usciva sconfitta, la Francia, alleata all’Italia che voleva dei “posti al sole” era riuscita ad ottenere un protettorato sul Marocco. Più gravi furono gli avvenimenti nella penisola balcanica. Già nel 1908 con la cosiddetta rivoluzione dei giovani turchi, composta prevalentemente da intellettuali e da ufficiali i quali volevano una trasformazione dell’impero in una moderna monarchia costituzionale, l’equilibrio dell’impero ottomano fu messo in crisi. L’Austria-Ungheria profittò subito della crisi interna dell’impero ottomano per procedere all’annessione della Bosnia e dell’Erzegovina le quali le erano state assegnate in amministrazione temporanea dal congresso di Berlino del 1878. Ciò provocò un immediato inasprimento della tensione con la Serbia, che voleva unificare sotto il suo regno gli slavi del sud, e con la Russia, la sua grande protettrice. L’Austria riuscì, grazie all’appoggio della Germania, a far accettare a tutte le altre potenze, compresa l’Italia, la sua decisione.

Qualche anno dopo l’Italia occupò la Tripolitania, ma ciò provocò una guerra contro la Turchia in cui l’Ialia venne sconfitta.

Tale mossa italiana stimolò la Serbia, Montenegro, Grecia e la Bulgaria a coalizzarsi contro l’impero ottomano, scongendolo in pochi mesi. Mentre la Turchia perse tutti i possedimenti in Europa, sulla costa meridionale del mar Adriatico, nacquegrazie all’Austria e all’Italia, il principato di Albania il quale impediva alla Serbia uno sbocco sul mare.

Al momento della separazione dei territori acquistati , si ruppe l’alleanza tra gli stati balcanici. Nel 1913 la Bulgaria, che aveva sostenuto il maggior peso nella guerra contro la Turchia, attaccò improvvisamente la Grecia e la Serbia. La Romania, la quale non aveva partecipato alla guerra precedente, e la Turchia si allearono alla Grecia e alla Serbia. La Bulgaria venne sconfitta e dovette cedere alla Turchia una parte della Tracia e alla Romania una striscia di territorio sul mar Nero.

L’Impero turco era stato estromesso dall’Europa, la Bulgaria si era legata alla Germania e all’Austria. La Serbia si era rafforzata raddoppiando il proprio territorio.






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