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L'Europa a inizio 1500

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L'Europa a inizio 1500


La situazione in Europa


All'inizio 1500 l'Europa centrale è ancora occupato dal Sacro Romano Impero di nazione Germanica. Quest'ultimo è diviso in principati e città libere ed è retto di diritto dall'Imperatore elettivo designato dai sette grandi elettori indicati dalla bolla d'oro, ma dal 1437 è sempre affidato esponenti della casa d'Asburgo che però fondano la loro potenza di più sui domini diretti di Austria e regioni vicine che sull'autorità imperiale che è precaria e problematica.

L'impero nel 1500 è un residuo di Medio Evo privo di consistenza, che comprende sulla carta sia i cantoni svizzeri che da tempo sono ormai indipendenti, sia la Boemia cioè la Cecoslovacchia, apertamente ostile alla nazione germanica.

La Francia, dopo la guerra dei 100 anni, ha visto rafforzarsi il potere monarchico a scapito della nobiltà che durante il conflitto si è in parte schierata a fianco dei nemici inglesi. La monarchia resta così per i francesi l'unico punto di riferimento autorevole.



In Inghilterra dopo la guerra delle due rose è forte la dinastia dei Tudor.

La Sna, una  volta unificate Aragona e Castiglia grazie al matrimonio di Ferdinando e Isabella porta nel 1492 a termine la cacciata dei mori con l'occupazione del regno di Granada.

Un nucleo di nazionalità non ancora identificabile in uno Stato è presente nei Paesi Bassi.

La Russia continua nel 1500 il processo di integrazione territoriale grazie all'iniziativa dello zar Ivan IV detto il Terribile. Venne definito così per le lotte spietate da lui condotte contro i boiari, nobili terrieri che avevano insidiato il suo potere e che furono da lui spietatamente combattuti.

La Polonia resta debole sia per la fragilità delle sue frontiere sia per il mancato sviluppo di una borghesia che sostenga la monarchia e permetta di tener testa ai nobili. Quando nel 1572 si estinguerà la dinastia degli Jagelloni la monarchia diviene elettiva e questo comporterà un progressivo indebolimento della Polonia che nei secoli herà la sua debolezza con la perdita dell’indipendenza.

Sul Mar Baltico si era formata l'unione di Kalmar che vede assieme Sa Norvegia e Danimarca sotto la corona danese anche se sono molto forti le tendenze autonomistiche della Sa.

Cresce per potere e invece nel sud-est del continente europeo l'impero ottomano padrone del Bosforo e dei Dardanelli che quindi controlla il passaggio dal Mar Nero al Mar Mediterraneo e cerca di estendere il suo potere verso nord.


La situazione in Italia


Una situazione particolare viene vissuta dall'Italia che, dopo la morte di Lorenzo il magnifico, si ritrova divisa in Stati regionali incapaci di raggiungere delle intese volte a prevenire il rischio di un'invasione da parte delle grandi potenze europee.

Una delle poche ure in grado di intuire i rischi di quella situazione è Machiavelli che invoca l'intervento di un principe capace di avviare un processo di unificazione politica dell'Italia.

La cultura italiana, nella sua eccellenza del suo primato artistico, dal punto di vista politico, però, non sa elaborare una proposta atta a salvaguardare l'indipendenza della penisola.


Carlo VIII in Italia


Carlo VIII, lio e successore di Luigi XI, sembrava inizialmente impegnato in una politica di integrazione del territorio francese. Si unì in matrimonio ad Anna di Bretagna che portò le proprie terre in dote.

Condusse poi una spedizione in Italia per rivendicare l'eredità del regno di Napoli e liquidare la dinastia aragonese che si era insediata agli inizi del 1400 e diede la dimostrazione di muoversi secondo una linea politica ispirata a principi che andavano ben oltre gli interessi nazionali francesi.

In Italia la pace di Lodi aveva lasciato un periodo di tranquillità dei principali stati che  si erano uniti, nel 1455, in una lega che garantiva reciproca amicizia.

Nessun processo unitario però scaturì dalla pace di Lodi e quindi quell'alleanza sembrava comunque lia di una comune debolezza più che di una positiva solidarietà volta a costruire uno Stato italiano.

La situazione mutò da un punto di vista internazionale alla fine del 1400.

Carlo VIII non riteneva di avere concorrenti temibili in Europa:

la Sna era un agglomerato di feudi che ha appena iniziato il processo di unificazione,

l'Inghilterra è da poco uscito dalla guerra delle due rose

Carlo VIII quindi si sentiva libero di poter estendere il suo dominio sul territorio europeo partendo dalla regione più debole e più facilmente attaccabile: l'Italia.

Per questo Carlo VIII approfittò di un invito rivolto da Ludovico il Moro a Milano che usurpò il potere del nipote Gian Galeazzo imparentato con gli Aragonesi di Napoli e temeva che costoro potessero tramare contro di lui per restaurare a Milano l'autorità del nipote.

Per tutelarsi suggerì a Carlo VIII di entrare in Italia.

Carlo VIII approfittò della situazione.

Si garantì la neutralità della Sna e dell'imperatore e diede inizio alla spedizione nel 1494 in Italia. Da questo momento in poi inizia per l'Italia un periodo di conflitti tra potenze straniere giocati in territorio italiano che rappresentano per secoli una sciagura del nostro paese.



Carlo VIII fu ricevuto a Milano da Ludovico il moro che quindi gli aprì la strada per un libero passaggio in Italia.

Piero dei Medici, successore di Lorenzo il magnifico, si arrese rapidamente a Carlo VIII. Il Papa Alessandro VI gli lasciò via libera rapidamente, quindi Carlo VIII riuscì ad arrivare nel regno di Napoli e prendere il potere. Attraversò l'Italia in quattro soli mesi. Prese il potere tornò in Francia.

A questo punto Venezia, Milano e il Papa si resero conto del pericolo rappresentato per la loro stessa libertà da una massiccia presenza della Francia in Italia e crearono una Lega contro i francesi.

Carlo VIII fu costretto quindi a tornare in Francia e Ferdinando II d'Aragona riuscì a riprendere il potere a Napoli.

Tutto sembrò tornare come prima, ma la realtà fu ben diversa: la debolezza dei principati italiani risultò evidente e il vuoto della penisola attirò presto le mire concorrenti di Francia e Sna.


La Guerra tra Francia e Sna


Carlo VIII morì a soli 28 anni. Gli succedette Luigi XII che ebbe ambizioni non solo su Napoli ma anche su Milano in quanto lontano discendente di una Visconti.

I francesi quindi continuavano a manifestare interesse per i deboli territori italiani.

Luigi XII fece un accordo con Venezia e inviò un esercito in Lombardia che sconfisse Ludovico il Moro e lo portò prigioniero in Francia dove morì nel 1508.

Colui che per primo aveva aperto la strada agli stranieri, ne subì le prime conseguenze

Luigi XII strinse quindi un trattato segreto con Ferdinando II di Sna per una spartizione dei territori di Napoli ma ci fu uno scontro sulla divisione del bottino.

Scoppiò quindi una guerra tra Francia e Sna in cui la Sna ebbe la meglio e Luigi XII dovette sottoscrivere un armistizio con cui riconosceva il dominio snolo sul regno di Napoli.


Cesare Borgia, il Valentino


Nel frattempo il lio del Papa Alessandro VI cercò di creare un forte Stato nell'Italia centrale. Cesare Borgia, infatti, iniziò un'azione contro la Romagna e contro una serie di signorie e feudi che sfidavano apertamente il potere del Papa.

Cesare Borgia, detto il Valentino, ottenne l'appoggio della Francia e, grazie alla propria intelligenza politica e agli aiuti francesi, riuscì a impadronirsi della Romagna usando intrighi, violenze e tradimenti abitualmente praticati dai Nobili del luogo.

Machiavelli vide nel Valentino una plausibile incarnazione del suo ‘Principe’: freddo, realista, disposto a usare qualsiasi mezzo, ma animato dalla nobile intenzione di creare uno stato solido.



Papa Giulio II

Nel 1503, però, Alessandro VI morì e il nuovo papa, Giulio II, nemico giurato dei Borgia fece arrestare il Valentino.

Giulio II entrò subito in urto con Venezia per alcuni territori della Romagna e aderì alla lega di Cambrai, un'alleanza militare contro Venezia che comprendeva Francia, Sna e l'Impero.

Venezia quindi dovette cedere parte dei suoi territori al Papa, alla Sna, e alla Francia.

Non crollò del tutto semplicemente perché Giulio II si rese conto del pericolo che ci sarebbe stato in tutta la penisola per un indebolimento eccessivo di Venezia e strinse con Venezia stessa, con la Sna e con gli inglesi una lega santa volta a cacciare i francesi che nel frattempo si erano fatti troppo potenti.

Giulio II morì nel 1513 riuscendo perlomeno a cacciare temporaneamente i francesi del milanese ma nulla potè fare contro la presenza degli snoli nel napoletano.

Poco dopo la morte di Giulio II, Luigi XII, non rassegnato alla perdita del milanese, tentò una rivincita ma venne bloccato dagli svizzeri. Solo Francesco I, il lio, riuscì nel 1515 a rientrare in Lombardia. Francesco I nel 1516 strinse accordi con il Papa e con la Sna:

Leone X fece un concordato con Francesco I che attribuiva ampi poteri Re sulla Chiesa nazionale francese.

Sottoscrisse poi con una Sna il trattato di Noyon che confermava alla Francia il milanese e alla Sna il napoletano.

La pace in Italia era garantita semplicemente da un processo di spartizione di un accordo di spartizione tra le due principali potenze europee.








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