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OMERO - L’Iliade, L’Odissea

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OMERO

Nell’antichità greca e, in forme diverse, nella cultura mesopotamica e indiana vennero scritti molti poemi epici, oggi in gran parte perduti. Essi tramandavano credenze religiose oppure vicende attribuite alle divinità, ma conservavano anche il ricordo di vicende storiche e di realtà del passato, pur rielaborate in vario modo. Per questi motivi, tali poemi erano sentiti dai popoli come un patrimonio comune, una testimonianza della propria civiltà: in particolare, l’Iliade e l’Odissea erano considerate dai greci come libri su cui compiere la propria educazione e forse proprio l’amore e la venerazione da cui furono circondate ha permesso loro di giungere fino a noi.Ma questi testi furono sempre giudicati opere di altissimo valore poetico, un punto di riferimento per tutti gli scrittori. Perciò molti secoli dopo, quando il poeta latino Virgilio si accinse a comporre l’Eneide, considerò quei modelli come il modello a cui ispirarsi.

L’Iliade e l’Odissea vengono entrambe considerate opere di Omero. è questo il nome che ci hanno tramandato i Greci, i quali però nulla sapevano di preciso su di lui: né dove fosse nato, né in quale periodo fosse vissuto, né come si fosse svolta la sua vita. Le Vite di Omero che ci sono giunte presentano caratteri leggendari,  tuttavia gli antichi sostenevano che avesse composto le due opere e altre ancora; lo chiamavano aedo o cantore, affermando che fosse cieco e come tale lo rappresentavano, mentre cantava sulle rovine fumanti di Troia, in statue e sculture.

Il grande interesse che l’Iliade e l’Odissea hanno sempre suscitato ha fatto si che per secoli, dai tempi antichi fino ai nostri giorni, numerosissimi studiosi e ricercatori si siano appassionati a quella che è stata definita la “ questione Omerica” .



Nell’antichità non si dubitò dell’esistenza di Omero ma su quale fosse la sua patria: varie città si vantavano infatti di aver dato i natali al celeberrimo poeta, in particolare le maggiori pretese della città di Chio nascevano dal fatto che in quella città si era sviluppata una corporazione di cantori detti Omeridi.

Per quanto concerne le opere attribuite ad Omero, generalmente gli si attribuivano l’Iliade e l’Odissea, ma poiché le due opere appartengono a due fasi storiche diverse e presentano strutture lessicali differenti (piu antica quella dell’Iliade, piu  recente quella dell’Odissea) si è pensato a due autori differenti ma la versione piu accreditata è quella che l’Iliade sia il poema della giovinezza e l’Odissea quello della vecchiaia. Oggetto della “ questione Omerica” è analizzare se le due opere fossero il prodotto di molteplici versi poi assemblati insieme (analisti) o reputarli frutto di una sola mente ( unitari).Oggi si crede che le due opere siano frutto di una tradizione orale, parzialmente guidata, poiché entrambi i testi presentano caratteristiche tipiche di una tradizione orale.Quindi il cantore si affidava alla propria memoria aiutandosi con tecniche, come l’uso di ripetizioni ed epiteti, e ogni recita del poema diveniva occasione per aggiunte o eliminazioni, per rimaneggiamenti e sistemazioni.






L’Iliade


L’Iliade (poema di Ilio) è un opera epica suddivisa in esametri e consta di ventiquattro canti  per un totale di 15696 versi. Racconta la guerra degli Achei contro la città di Ilio o Troia; di questa guerra, che la tradizione fa durare dieci anni, l’Iliade narra solo 51 giorni, quando la vicenda sta volgendo all’epilogo. Ma la fine della città di Troia, cioè l’espugnazione da parte dei greci col famoso incendio non è narrata, come non sono trattati gli antefatti e i ritorni mitici della guerra: questi altri episodi vengono narrati in parte nell’Odissea in parte in altri poemi pervenutici in forma frammentaria o indiretta.



I fatti narrati nell'Iliade si svolgono nel decimo, e ultimo, anno della guerra di Troia, in cui si scontrano i troiani e gli achei, nonché gli dei dell'Olimpo schierati con gli uni o con gli altri. La guerra fa da sfondo al tema centrale: l'ira di Achille, offeso dal sommo comandante dell'esercito acheo, Agamennone. Sebbene la decisione dell'eroe di ritirarsi dal conflitto provochi gravi perdite agli achei, Achille respinge ogni tentativo di conciliazione; concede però all'amico Patroclo di partecipare a una battaglia in vece sua. Patroclo si scontra con Ettore, lio del re Priamo, e viene ucciso. Achille, in preda alla furia e al dolore, riprende le armi, sfida a duello Ettore e lo uccide, infierendo sul cadavere. Alla fine, commosso dal dolore di Priamo che viene a supplicarlo nella sua tenda, Achille rende il corpo di Ettore perché riceva degna sepoltura

L’Odissea

L’Odissea è il poema piu “famoso”insieme all’Iliade,racconta le avventure di Odisseo, che per i latini è Ulisse,e alterna nel racconto avventure reali ed irreali, battaglie tra i mari e episodi fiabeschi. Ulisse è raccontato come l’eroe dalle molteplici qualità e tutto il racconto sfocia in un solo episodio, cioè quello della guerra di troia.In confronto all’Iliade il poema ha una struttura piu articolata, in quanto il protagonista entra in scena solo nel quinto libro!

Le scene iniziali illustrano lo sconvolgimento verificatosi nella reggia di Odisseo, re di Itaca, al quale, a dieci anni dalla fine della guerra di Troia, gli déi ostili impediscono ancora il ritorno in patria. Ulisse viene creduto morto e nella sua reggia si stabiliscono i proci, che sperperano le sue ricchezze e aspirano alla mano della regina Penelope. Durante il lungo peregrinare nel Mediterraneo, Ulisse perde i comni in molteplici sciagure, affronta creature mostruose come le arpie, le sirene, i lotofagi, il ciclope Polifemo divoratore di uomini, e rifiuta le lusinghe tentatrici di maghe e ninfe come Circe e Calipso.







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