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Tra 1400 e 1500 - L' Umanesimo e il Rinascimento

Tra 1400 e 1500 - L' Umanesimo e il Rinascimento
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Tra 1400 e 1500 -  L' Umanesimo e il Rinascimento


Agli inizi del 1400 viene a maturazione in Italia quel meraviglioso movimento culturale che viene chiamato umanesimo e che si fonda in larga parte sulla riscoperta e la rivalutazione dei classici. Il rinnovamento culturale prese le mosse dalle città italiane e coinvolse poi l'Europa intera. L'inizio è da attribuirsi a una riscoperta dei classici romani e greci. Gli umanisti li studiano andando a riscoprirli da un punto di vista storico e filologico, non più filtrati dalla cultura cattolica, e iniziano ad amarli proprio perché trovano valutazioni sulla vita e sull'uomo estranee al cristianesimo.

I classici sono per gli umanisti la testimonianza di quanto gli uomini possono fare anche grazie alla loro stessa intelligenza la loro stessa forza, anche non assistiti dalla fede.

Questo porta quindi a una scoperta e a  una valorizzazione dell'uomo in quanto tale, dell'uomo non solo destinato al mondo ultraterreno ma dell'uomo nelle sue dimensioni puramente naturale.



L'uomo è capace di creare un proprio destino, di incivilire e dominare il mondo, di esprimersi nell'arte, di dare vita a una convivenza civile.

Questo comporta una revisione dei valori religiosi. Gli umanisti, infatti, non accettano passivamente il cattolicesimo e la tradizione presente ma lo reinterpretano in modo da renderlo compatibile con i loro interessi filosofici e culturali; non rifiutano l'esistenza di un Dio e di valori religiosi ma spostano l'oggetto di attenzione, di indagine (e quindi di lode) dal creatore al creato.

Gli umanisti svalutano gli aspetti collettivi dell'etica religiosa medievale ed esaltano sopra ogni cosa il singolo individuo, le sue capacità personali, le sue scelte.

Se gli eroi medievali erano il Cavaliere che combatteva per la fede e il monaco deciso a mortificare la propria carne per un ideale superiore, gli eroi dell'età umanistico rinascimentali sono i principi geniali , gli artisti che creano, gli animatori di centri di intelligenza e cultura.

Inizia a esserci una visione antropocentrica. Rinascono le arti, l'architettura muta da un gotico che doveva esprimere la grandezza di Dio capace di sovrastare l'uomo, a un nuovo gusto che realizza chiese a misura d'uomo, più luminose.

Anche l'arte, sebbene resti sacra nei soggetti, viene umanizzata, sia con la scoperta nello studio della prospettiva , sia con l'idea di rappresentare una realtà nella maniera più fedele possibile. I Santi nelle opere sacre vengono umanizzati.

Anche la letteratura cambia e l'uomo diventa oggetto della indagine e della produzione letteraria. L'umanesimo è il presupposto di quello sviluppo culturale che troverà all'apice nei primi vent'anni del 1500 con quel periodo che viene chiamato Rinascimento.

Le crescenti esigenze culturali dell'età rinascimentale stimolano la ricerca di metodi più efficienti per la diffusione del sapere fino allora affidata alla comunicazione orale o alle trascrizioni dei monaci amanuensi portando a nuove scoperte.

Fondamentale il passaggio dalla pergamena alla carta che gli europei impararono produrre dagli arabi. Nel 1450 Guttenberg e Costner giungono alla conclusione che i caratteri di stampa non devono essere più scolpiti su tavole di legno ma devono essere mobili, fusi in piombo, in modo da poter essere usati più volte per comporre righe e ine diverse.

Si inventa la stampa a caratteri mobili che ha immediatamente effetti straordinari.



In vent'anni i libri si moltiplicano e cala il  prezzo per ben cinque volte.

La stampa si diffonde in tutta Europa e trova  un terreno particolarmente fertile in Italia.

Inizialmente si stampano testi prevalentemente sacri ma presto vengono diffusi e stampati anche testi profani.

La Chiesa, che inizialmente intravede la possibilità di una maggiore diffusione dei valori cristiani attraverso la stampa dei testi sacri, starà poi molto attenta al controllo di quanto verrà prodotto. Un'altra grande trasformazione del 1400 destinata a modificare profondamente la società è l'invenzione delle armi da fuoco attraverso l'uso della polvere pirica non semplicemente a scopo ludico com'era utilizzata fino a quel momento.

Le armi da fuoco diventano uno strumento di guerra fondamentale del 1500 per i progressi dell'uso del metallo e contribuscono a una trasformazione del modo di fare guerra e anche dell'architettura delle città.

Scompaiono zone feudali inespugnabili e si modifica la costruzione di castelli e città. Alle vecchie mura alte ma sottili vanno a sostituirsi bastioni bassi e massicci, resistenti all'artiglieria e i cannoni.

A questo sviluppo complessivo di tecnica e cultura si accomna un grande sviluppo economico e demografico. Ci sono miglioramenti da un punto di vista agricolo ma anche da un punto di vista minerario siderurgico e metallurgico e un ampliamento degli scambi che prosegue grazie anche alla scoperta dell'America.

L'aumento dei commerci determina un'esigenza maggiore di attribuire valore al tempo. Nascono i primi orologi.

La società vive un complessivo miglioramento; migliora la quantità e la qualità dei prodotti agricoli che vengono diffusi, inizia a esserci una differenziazione tra beni di lusso e beni di ordinario consumo.

È il segno di una società che si sta trasformando, modernizzando e che può garantire qualità di vita migliori a una parte di cittadini.

L'umanesimo completa il processo di trasformazione da società medievale a società moderna.

Il miglioramento complessivo della qualità della vita fa appassionare maggiormente l'uomo anche alla vita su questa terra non semplicemente alla vita nell'aldilà.




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