ePerTutti


Appunti, Tesina di, appunto storia

UN UOMO, UN MITO: ERNESTO "CHE" GUEVARA - L'' INFANZIA DI UN CAPO, UN SOLDATO DELL'AMERICA, LA LOTTA CONTRO BATISTA, IN BOLIVIA



ricerca 1
ricerca 2
Seleziona una categoria

UN UOMO, UN MITO: ERNESTO "CHE" GUEVARA



L'' INFANZIA DI UN CAPO


Il 14 luglio 1928 a Rosario (Argentina) nasce Ernesto Guevara, detto "CHE".

Quattro anni dopo la famiglia Guevara si trasferisce a Cordoba su consiglio di un medico il quale prescrive un clima più secco per l'asma di cui soffre il piccolo Ernesto.



Qui il "Che" compie i primi studi in casa, poi frequenta la scuola media e il liceo; nel 1947 la famiglia Guevara si trasferisce a Buenos Aires per stare vicino ad Ernesto che a 19 anni si iscrive all'Università. Ernesto, studente, decise di fare medicina quando la nonna si ammalò di tumore alla gola.




UN SOLDATO DELL'AMERICA


Dopo alcuni anni di studio, decide di partire per il primo viaggio nell'America Latina insieme al suo amico Alberto Granados, viaggio che durò oltre un anno. Visitando i vari paesi Alberto Granados - già laureato in medicina - decide di rimanere e prestare la sua opera presso un lebbrosario in Venezuela. Ernesto promette di unirsi a lui non appena terminati gli ultimi esami e rientra a Buenos Aires con questo proposito. Più che una scelta professionale diventa una scelta morale, alla quale Guevara non verrà più meno.

Nel 1953 Ernesto si laurea superando in pochi mesi gli undici esami rimasti poi riparte per mantenere la promessa fatta a Granados. Al momento della partenza il "Che" non è ancora interessato al problemi politici ma il suo destino va prendendo forma. Per raggiungere il suo amico Granados il "Che" prende i mezzi meno costosi. Il treno lo ferma a La-Paz (capitale della Bolivia).

Lì incontra un suo connazionale Ricardo Rojo, con il quale studia il corso rivoluzionario nel paese.

Oramai affascinato dal senso della " revolution", nel 1954 Guevara giunge a Città di Guatemala ove frequenta l' ambiente rivoluzionario; Li conosce una rivoluzionaria: è Hilda Gadea che successivamente diverrà la prima moglie.

Nei primi mesi del '54, a Caracas, il segretario di Stato americano riesce a far votare alla X Conferenza dell' Organizzazione degli Stati Uniti una risoluzione in cui il Guatemala è condannato come pericolo emisferico; nel successivo mese di giugno , aerei bombardano Città del Guatemala, mentre forze armate, provenienti dall'Hondura invadono il paese. In quei giorni Guevara tenta di organizzare una resistenza, mettendo insieme un gruppo di giovani per combattere contro i mercenari della United Fruit. Nessuno però gli fa caso. Sul piano concreto la sua frenetica attività di questi giorni è un fallimento; sul piano della formazione politica è probabilmente una pietra miliare. Il regime sta ormai per crollare e Guevara è ancora in giro per tentare di organizzare il suo gruppo di giovani quando viene informato che il suo nome è compreso in una lista di "comunisti" da eliminare al più presto.

Guevara decide di recarsi in Messico e parte, definitivamente convinto, della necessità di combattere contro l'imperialismo, di passare all'offensiva con le armi. Successivamente viene raggiunto dalla moglie Hilda Gadea e assunto all'Ospedale di Città del Messico. Nel 1955 , Guevara incontra Nico Lopez che lo presenta a Raul e a Fidel Castro che è già un leader di statura nazionale, sebbene la strategia rivoluzionaria del "Movimento 26 luglio" è ancora imprecisa. Insieme ai cubani, Guevara partecipa all'addestramento rivoluzionario. Con loro impara a sparare, a costruire e lanciare bombe, a tendere imboscate, a sabotare ponti. Per Guevara sono però anche mesi di lettura e di studio in cui la sua cultura politica e la sua vocazione ideologica vanno precisandosi. Non è più soltanto un ribelle ma un vero rivoluzionario.





LA LOTTA CONTRO BATISTA



Il 25 novembre del 1956 un gruppo composto da 82 rivoluzionari parte per Cuba a bordo dello yacht "Granma". Tra di loro vi è anche il "Che". Il viaggio dura moltissimo a causa del maltempo e termina sulle coste cubane il 2 dicembre, in ritardo , cioè quando l'insurrezione di Santiago, che avrebbe dovuto scoppiare in coincidenza con lo sbarco, è stata repressa nel sangue; inoltre l'arrivo del "Granma" viene segnalato all'esercito di Batista. Tre giorni dopo, l'esercito batistiano piomba addosso al gruppo dei rivoluzionari. E' un massacro. Degli 82 uomini ne restano vivi solo 15 che si dividono in quattro gruppi e si disperdono nei canneti. Il "Che" è tra i superstiti ma e stato ferito. Ha partecipato alla spedizione come medico ma le cose prendono una piega tale che deve scegliere tra le bende e il fucile; sceglie senza esitazioni il fucile e inizia la sua vita rivoluzionaria e dopo pochi mesi - il 12 luglio del '57 - viene nominato comandante della "Colonna 4".

La linea strategica di Fidel Castro è, in quell'epoca, cercare il più vasto appoggio politico alla guerriglia ed è per questo che, nel 1957 coi rappresentanti dei partiti borghesi firma un Manifesto che segna la nascita di un ampio fronte anti-batista. Ai primi di maggio, 12 mila uomini affluiscono verso la Sierra Maestra e verso la fine del mese cominciano le operazioni. E' un disastro, una serie ininterrotta di sconfitte. Ed è a questo punto che Fidel decide di inviare la colonna guerrigliera n. 8 agli ordini del "Che" che ha come obiettivo di interrompere sistematicamente le comunicazioni fra le due estremità dell'isola.

Guevara e gli altri comandanti riuniscono le loro forze perché le sorti della guerra civile a Cuba si decidono tra Natale 1958 e Capodanno 1959. La battaglia di Santa Clara comincia alle 5 del mattino del 29 dicembre e dura ininterrottamente per più di 3 giorni, sino al pomeriggio del 1 gennaio. Quando cessano i combattimenti il dittatore Batista ha già abbandonato Cuba in aereo. Il 6 gennaio Castro fa il suo ingresso all'Avana; la rivoluzione castrista è al potere. Ai primi di febbraio, un decreto speciale concede al comandante Ernesto Guevara la cittadinanza cubana "per nascita".






IN BOLIVIA


Il nuovo regime si trova ad affrontare direttrici lungo le quali si muoverà la rivoluzione cubana: riforma agraria radicale, nazionalizzazione dei pubblici servizi e trasferimento su piano continentale dell'esempio cubano. Il "Che" si trova ad affrontare una carriera come uomo di Stato. Ricopre molti incarichi importanti; da presidente della Banca di Stato a ministro dell'industria. Nel 1965 Guevara è al culmine della sua carriera come dirigente del regime rivoluzionario cubano. Da anni svolge il ruolo-chiave di rappresentante del governo dell'Avana nell'arena internazionale. Rappresenta Cuba a Punta del Este nel 1961 quando gli Stati Uniti hanno lanciato all'America Latina il loro piano di assistenza "Alleanza per il progresso" e respinge il piano che - dice - è stato concepito contro Cuba, come sfida al giovane regime rivoluizionario. Guevara sostiene che i paesi arretrati d'America rimangono tali non già perché le condizioni generali non ne consentono lo sviluppo ma soprattutto perché gli Stati Uniti non sono disposti a favorire e neanche a permettere questo processo.

Nel 1963, ad Algeri, Guevara è ormai alla vigilia della sua ssa e abbandona ogni cautela spingendo la sua analisi dei rapporti tra mondo industrializzato e mondo sottosviluppato fino alle estreme conseguenze.

Nel 1965, il 3 ottobre, Fidel Castro legge ai cubani la lettera d'addio che Guevara gli ha lasciato . La lettera non reca data, ma Fidel annuncia che risale a sei mesi prima. Da tempo ormai Guevara non si vedeva negli ambienti politici cubani: perché Guevara ha deciso di abbandonare Cuba? Forse per tentare una rivoluzione che ha come obiettivo la nascita di una "Seconda Cuba".

Che Guevara arriva a La Paz il 3 novembre 1966 con un passaporto falso intestato a Adolfo Mena; il 7 novembre giunge alla fattoria di Nancahuazu nella Selva Orientale che sarà teatro dell'intera camna. Perché viene scelta la Bolivia? Le ragioni sono soprattutto strategico-militari. La Bolivia è al centro del Sud America. Confina con Perù, Cile, Paraguay, Argentina e Brasile: la vittoria di una rivoluzione socialista in Bolivia equivarrebbe a far esplodere l'intero continente. In termini ancora più semplici Guevara pensava alla Bolivia come d un "secondo Vietnam" . Nella fattoria di Nancahuazu sono state trasportate armi, munizioni e provviste e, con l'arrivo del "Che" l'addestramento dei guerriglieri comincia. Nel marzo del 1967 vi è un primo scontro a fuoco con una pattuglia di soldati che cade in un'imboscata. La guerriglia boliviana è ufficialmente iniziata. Il passaggio dalla fase dell'addestramento a quello dell'azione è senz'altro prematuro e da esso deriveranno conseguenze fatali. E' ormai chiaro che il gruppo guerrigliero è stato scoperto e che l'esercito sta apprestandosi a dare battaglia. L'inizio della camna registra all'attivo dei guerriglieri una serie di successi mentre l'esercito regolare appare incerto, confuso , sulla difensiva. Le forze armate stimano una consistenza dell'esercito partigiano molto al di sopra della realtà: duecento , trecento, cinquecento uomini. Sembra che il "secondo Vietnam" stia per nascere. La situazione del gruppo guerrigliero, invece, è abbastanza precaria. Innanzi tutto, la sua entità numerica è ancora molto bassa e il reclutamento dei nuovi combattenti si rivela impossibile. Alla fine del dicembre 1966 i guerriglieri sono poco più di una ventina. In aprile diventeranno il doppio ma non aumenteranno più Nell'aprile del '67 i guerriglieri si scindono in due gruppi. La colonna principale, guidata dal "Che", prosegue la marcia verso nord. Il Comando del gruppo minore, che comprende una decina di guerriglieri è affidato al n. 2 di Guevara "Joaquin", La decisione di scindere in due le forze si rivela un errore gravissimo perché la formazione ne risulta seriamente indebolita e anche perché le due colonne non riusciranno mai più a stabilire un contatto fra loro. Nella sua marcia verso nord Guevara trova una debole resistenza dell'esercito. Gli scontri a fuoco sono poco più che scaramucce ma continuano ad alimentare la leggenda dell'invincibilità della guerriglia. Il governo boliviano chiede aiuto agli Stati Uniti che, per il momento, decide soltanto di intensificare il programma di assistenza per l'addestramento di reparti antiguerriglia. L'esercito boliviano, dopo l'iniziale disorientamento, ha cominciato a riorganizzarsi e ai primi di luglio del '67 è pronto per lanciare una grande offensiva. La manovra dell'esercito ha l'obiettivo di stringere in una sola morsa entrambe le colonne guerrigliere. La prima preoccupazione del "Che" è quella di ritrovare la colonna di "Joaquin" per riunire le forze, quindi muove con la sua colonna verso la zona in cui pensa di poterla trovare. Anche "Joaquin" ha la stessa preoccupazione e inizia a spostarsi verso nord pe ricongiungersi al "Che". Inutilmente. Questa ricerca durerà quasi due mesi ma le due colonne non si ricongiungeranno mai. Il 31 agosto il primo disastro. La colonna di "Joaquin" viene attirata in un'imboscata e viene distrutta. La situazione va rapidamente deteriorandosi . La colonna del "Che" vaga a casaccio senza obiettivi né tattici, né strategici. La disciplina è a pezzi e la salute di Guevara è a pezzi. Verso la fine di settembre l'esercito guerrigliero non è altro che un gruppo di fuggiaschi, braccati sempre più da vicino dall'esercito regolare e senza l'appoggio della popolazione. La fine è ormai prossima.



Il 26 settembre il gruppo del "Che" cade in una imboscata dell'esercito; la trappola si sta chiudendo. Il 7 ottobre il gruppo guerrigliero è ormai vicino alla fatale Quebrada del Yuro; il giorno dopo, grazie alla delazione di un contadino, le truppe regolari si scontrano con i guerriglieri. Il "Che" viene catturato: è sconfitto, stanco e ferito, ha capito di avere perso.

Il 9 ottobre del 1967 a mezzogiorno arriva da La Paz, direttamente dal palazzo presidenziale , l'ordine di fucilare immediatamente il prigioniero Guevara.




La sua vita e la sua morte sono state giudicate un esempio ammirevole di coerenza rivoluzionaria. E' sul giudizio da dare sull'elevata statura morale di Ernesto "Che" Guevara da ogni punto di visto lo si consideri: guerrigliero, economista, teorico, uomo di stato, politico, banchiere, padre, uomo. E' questo senso etico che rappresenta il "FILO ROSSO" di tutto il pensiero e di tutte le azioni del "Che". Il "FILO ROSSO" che ne spiega la logica interna, che giustifica gli errori, che fa della vita del "Che" un tutto organico. Un solo grido di guerra per la liberazione dell'uomo dalle umiliazioni, dall'oppressione, dallo sfruttamento, da qualsiasi parte provengano. Un solo grido di guerra per la creazione di una società più giusta. Non solamente per una società che si definisca socialista, ma per una società che sia intimamente socialista.



Cuba per quasi 60 anni, fu una COLONIA ECONOMICA DEGLI U.S.A., ai quali aveva ceduto in affitto la Baia di Guantanamo (base navale) e l'isolotto di Navassa (stazione radio). Le comnie STATUNITENSI controllavano l'80% delle ferrovie ,il 90% delle miniere e piantagioni, il 40% degli zuccherifici (maggiore risorsa del paese).


Nel 1960,l'atteggiamento degli STATI UNITI si fa chiaramente provocatorio.

In gennaio, Eisenhower chiede al congresso l'autorizzazione a ridurre la quota cubana di zucchero, successivamente viene deciso l'embargo .










Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta