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Fondamenti di pronto Soccorso - Massaggio cardiaco, LA CASSETTA PER IL PRONTO SOCCORSO, POSIZIONE DELLE MANI PER VENTILAZIONE

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Fondamenti di pronto Soccorso






















Indice





Primi elementi di pronto soccorso

Posizione Laterale di Sicurezza

Respirazione Artificiale

Massaggio Cardiaco

Corpi estranei in Gola, Naso e occhi

Come trasportare un ferito

Primo soccorso in caso di infortunio sul Lavoro

La cassetta per il pronto soccorso

Alcuni fondamenti di Pronto Soccorsi per i Bambini






















PRIMI ELEMENTI DI PRONTO SOCCORSO       


E' fondamentale agire tempestivamente in caso di soffocamento, di emorragia, di inalazione di gas, di ingestione di sostanze tossiche, di shock per folgorazione.


La persona ferita non va mai spostata, sollevata, girata, estratta dall'auto, o fatta alzare in piedi, soprattutto nel caso che il danno sia stato provocato da una caduta oppure da uno scontro: eventuali lesioni interne o fratture della colonna vertebrale potrebbero venire così aggravate e compromettere irrimediabilmente la sopravvivenza della persona. Solo in caso dell'incombere di un pericolo potete rimuovere il ferito o fargli assumere la posizione di sicurezza.


Come già indicato, la persona va tenuta sdraiata e il più possibile tranquilla: se rimarrete calmi, ciò non farà altro che giovare al morale dell'infortunato, riducendo la sua ansia. Nel caso abbia vomitato, e solo se non c'è pericolo di presenza di fratture nel collo, girategli la testa di lato affinché non rischi di rimanere soffocata. Rimanete sempre in allerta per affrontare un eventuale shock. Il ferito deve essere tenuto caldo con coperte ed indumenti, ma non con calore artificiale. Se necessario, tagliate i suoi indumenti, ma non rimuoveteli dalle zone eventualmente ustionate.


Assolutamente da evitare è forzare la persona a bere: il liquido potrebbe riversarsi nella trachea e farla soffocare. Non schiaffeggiate o scuotete chi è svenuto.


LA MEDICAZIONE


Prima di effettuare una medicazione, è indispensabile lavarsi le mani con acqua e sapone; se ciò non fosse possibile, si può utilizzare un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Stessa cosa per la ferita: rimuovete lo sporco con una garza, acqua e sapone; in mancanza di ciò, lavate la pelle attorno alla ferita con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool.


Lasciate che dalla ferita escano alcune gocce di sangue, poi asciugate con una garza. Disinfettate con alcool iodato, coprite con una garza e appoggiatevi sopra uno strato di cotone idrofilo; fasciate con una benda di garza, e fissatela con una spilla o un cerotto. Se la ferita perde molto sangue, in attesa del medico comprimetela con garza e cotone idrofilo, oppure seguite le istruzioni che riguardano le emorragie.


Se ad essere coinvolto è un occhio, lavate la lesione con acqua e copritela con della garza sterile e cotone idrofilo, per poi fissare il tutto con strisce di cerotto.


POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA


Va sempre ricordato che spostare una persona ferita può arrecare gravi danni nell'eventualità che siano presenti lesioni interne o fratture nella colonna vertebrale.

Questo tipo di posizione consente alla persona di respirare liberamente, senza correre il rischio che la lingua od il vomito le ostruiscano le vie respiratorie, e deve essere raggiunta evitando che il capo effettui torsioni sull'asse longitudinale della colonna vertebrale. Ecco come procedere

Ponetevi in ginocchio a fianco del ferito e slacciategli gli abiti. Aprite la sua bocca e liberatela da qualsiasi cosa contenga, protesi dentaria inclusa. Se possibile, ponete sotto il capo della stoffa, carta, o plastica.

Dopo aver esteso il capo, stendete lungo il corpo il braccio che si trova sul lato in cui vi trovate, quindi piegate il gomito dell'altro braccio in modo che l'avambraccio e la mano si trovino appoggiati sul torace. Piegate verso l'alto il ginocchio della gamba che si trova sul vostro lato.

Afferrate la spalla ed il bacino del lato opposto e ruotate il ferito verso di voi. Se possibile, fate sì che durante la rotazione qualcuno tenga il capo del ferito e segua tale movimento, in modo da evitare inopportuni movimenti del collo.

Il braccio ora a contatto con il terreno può rimanere sotto il corpo, mentre quello precedentemente piegato sul torace è ora a contatto con il suolo e la mano è posta sotto la testa.


POSIZIONE LATERALE:






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RESPIRAZIONE ARTIFICIALE


La respirazione bocca a bocca è fondamentale per salvare chi ha cessato la respirazione ad esempio per annegamento, asfissia, folgorazione, ma può essere pericolosa per il soccorritore nelle seguenti eventualità:

presenza di sostanze velenose

in caso di folgorazione la vittima è ancora a contatto con l'elettricità



presenza di fumo o gas nell'ambiente in cui si trova il ferito.


Per effettuare la respirazione artificiale è necessario adagiare la persona sulla schiena, togliere dalla bocca ogni oggetto estraneo eventualmente presente, porre una mano sotto il collo e sollevarlo. Tirate indietro la testa il più possibile tenendone la sommità con una mano, poi tirate il mento verso l'alto e rovesciate il capo all'indietro.

Aprite la bocca spostando la mandibola dall'alto verso il basso.


Prima di procedere, controllate se è presente il respiro spontaneo osservando gli eventuali movimenti del torace e accostando la vostra guancia alla bocca dell'infortunato. Se respira, fategli assumere la posizione di sicurezza, altrimenti appoggiate fortemente la vostra bocca sulla sua , chiudetegli il naso e soffiate per 1,5 - 2 secondi, con forza sufficiente a fargli sollevare il petto. Se state prestando soccorso ad un bambino, soffiate contemporaneamente nella bocca e nel naso. Quindi spostatevi ed ascoltate il fuoriuscire dell'aria esalata; ripetete il tutto. Se l'aria non esce, controllate la posizione della testa e della mandibola.


Se il vostro intervento non ottiene alcun risultato, girate il ferito su di un fianco e per alcune volte percuotetelo con energia tra le scapole, al fine di rimuovere qualsiasi corpo estraneo eventualmente presente in gola. Se si tratta di un bambino, tenetelo per qualche attimo a testa in giù poggiandolo su di un braccio o sulle ginocchia, poi dategli qualche colpo tra le scapole.


Riprendete con la respirazione artificiale e smettete solo quando la persona ricomincia a respirare in modo autonomo.


Ogni volta che si rende necessario questo tipo di soccorso controllate lo stato del battito cardiaco esercitando con le dita una leggera pressione sul collo della persona, all'altezza della carotide. Se il battito è assente, la respirazione bocca a bocca deve essere abbinata al massaggio cardiaco: se siete da soli a prestare soccorso effettuate 2 ventilazioni seguite da 15 massaggi; se siete in due, dopo 1 ventilazione si hanno 5 compressioni.


Una volta rinvenuto, l'infortunato non va fatto alzare: rischierebbe un collasso.

Ponetelo in posizione di sicurezza e scaldatelo con coperte ed indumenti.


Massaggio cardiaco


Adagiate il paziente in terra, su di una superficie rigida. Chiamate o, meglio, fate chiamare da altri i soccorsi. Cercate di richiamare l'attenzione della vittima chiamandola a voce alta. Evitate di percuoterla e di schiaffeggiarla.

L’esistenza di un arresto cardiorespiratorio può essere verificata velocemente rilevando l’assenza dei movimenti del torace e dell’addome superiore; ponendo il proprio orecchio sulla bocca e sul naso del paziente per accertare l’assenza di ogni flusso d’aria; palpando i polsi arteriosi.

Iniziate la respirazione bocca a bocca. Dopo le prime insufflazioni d'aria controllate subito, per non più di 10 secondi, la presenza del battito cardiaco palpando il polso carotideo.

Eseguite la palpazione del polso carotideo appoggiando il secondo e terzo dito della mano sul collo, lateralmente al pomo d’Adamo. Premete delicatamente e palpate con i polpastrelli, non con la punta delle dita.


















Mettetevi lateralmente al paziente e appoggiate il palmo della mano sulla parte centrale del torace, nella sua metà inferiore. Quindi poggiate il palmo dell’altra mano sul dorso della prima e, con le braccia distese e le spalle in posizione perpendicolare al torace del paziente, premete decisamente verso il basso in direzione della colonna vertebrale in modo da ottenere, in un individuo adulto, una escursione di 4-5 cm. Sospendete bruscamente la compressione, permettendo al torace di riespandersi, ma non staccate le mani per non perdere la posizione e per evitare rimbalzi.

Per effettuare un massaggio efficace è indispensabile evitare un comportamento concitato: effettuate le manovre energicamente e senza incertezze, praticando circa 100 compressioni del torace ogni minuto. Nelle fasi iniziali potete mantenere il ritmo contando a voce alta. Ricordatevi di mantenere correttamente la posizione in modo tale da utilizzare il vostro peso, e non i vostri muscoli, altrimenti correrete il rischio di stancarvi velocemente e di rendere inefficace il massaggio.

Il massaggio cardiaco, con la compressione del torace, determina sempre una certa ventilazione polmonare ma con volumi di aria insufficienti ad ossigenare adeguatamente il sangue. Dovete pertanto continuare ad eseguire anche la respirazione bocca a bocca.

Se siete da soli dovete praticare 2 ventilazioni in rapida sequenza (cinque secondi) e 15 compressioni del torace - 2:15

Se siete in due, 1 ventilazione (in uno o due secondi) va seguita da 5 compressioni - 1:5. Disponetevi ai lati del paziente e alternatevi mantenendo il ritmo quando siete stanchi. Mentre praticate il massaggio, in prossimità del cambio, dite a voce alta all’atto di ogni compressione 'Al prossimo cinque si cambia'. Quindi, contate 'Uno due tre quattro cinque' e cambiatevi di posizione con l’altro soccorritore. Se state effettuando la respirazione bocca a bocca ricordatevi di ricontrollare il polso carotideo.














Quando il paziente rinviene non lasciatelo alzare. Tutto il corpo, cuore compreso, è impoverito di ossigeno e se la vittima si alza troppo presto, insorge il rischio di un grave collasso. Ponete coperte e indumenti sotto e sopra l’infortunato per riscaldarlo. Mettetelo in posizione di sicurezza.

CORPI ESTRANEI IN GOLA, NASO, OCCHI


Se il corpo estraneo si trova in gola, invitate la persona a tossire: evitate di afferrare l'oggetto con le dita, in quanto, invece di estrarlo, potreste correre il rischio di spingerlo ancora più profondamente. Se questo non si rivelasse sufficiente e ad essere coinvolto fosse un bambino, tenetelo per qualche attimo a testa in giù poggiandolo su di un braccio o sulle ginocchia, poi dategli qualche colpo tra le scapole. Nell'eventualità il bambino fosse troppo grande, oppure si trattasse di un adulto, eseguite la manovra di Heimlich.


Dopo esservi posti alle spalle della persona, cingetela con le vostre   braccia, unite le mani in corrispondenza della parte alta dell'addome (cercate di non comprendere le costole), serratele a pugno ed esercitate una pressione brusca e molto intensa. Il dolore che potrete provocare passa in secondo piano rispetto alla necessità di far respirare il malcapitato, quindi ripetete la manovra in rapida successione, anche se sopravviene la perdita di coscienza. In casi estremi è necessario effettuare la respirazione artificiale.


Se il corpo estraneo si trova nel naso, non tentate di afferrare l'oggetto con le dita, in quanto, invece di estrarlo, potreste correre il rischio di spingerlo ancora più profondamente. Rivolgetevi ad un medico.


Se il corpo estraneo si trova in un occhio, non strofinate l'organo e fate in modo che la persona stia per alcuni minuti ad occhi chiusi, in modo che le lacrime espellano l'oggetto. Dopo esservi lavati le mani, con un contagocce a pompetta lavate l'occhio con acqua o soluzione salina sterile, facendo poi aprire e chiudere le palpebre. Se tale operazione non ottiene risultato alcuno, esaminate l'occhio rovesciando verso l'alto la palpebra superiore e tirando verso il basso quella inferiore: se il corpo estraneo si trova su di una palpebra, rimuovetelo con l'angolo inumidito di una garza sterile o di un fazzoletto pulito. Nell'eventualità che il vostro intervento non risolva la situazione, al fine di evitare che la congiuntiva venga graffiata o lacerata dai movimenti oculari, coprite entrambi gli occhi con una medicazione sterile e rivolgetevi ad un medico. Nell'eventualità che le dimensioni del corpo estraneo non consentano la chiusura della palpebra, proteggete entrambi gli occhi con due bicchieri di carta fissati con del cerotto.


Se il corpo estraneo si trova in un orecchio, nell'attesa che giunga il medico fate sdraiare la persona e tenetele alta la testa con dei cuscini. Evitate che l'infortunato soffi tenendo chiusa una narice, e sul lato dolente del capo ponete un termoforo o una borsa dell'acqua calda. Un momentaneo sollievo può essere ottenuto masticando una gomma.


COME TRASPORTARE UN FERITO


Va sempre ricordato che spostare una persona ferita può arrecare gravi danni nell'eventualità che siano presenti lesioni interne o fratture nella colonna vertebrale. Ma se per evitargli ulteriori pericoli lo spostamento si rendesse necessario (come nel caso di difficoltà nella respirazione per la presenza di corpi estranei, per la presenza di un incendio, ecc.), tale operazione sarà effettuata in modo diverso a seconda delle condizioni dell'infortunato, del numero dei soccorritori e della loro forza fisica.



QUANDO IL SOCCORRITORE E' UNO SOLO



















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QUANDO I SOCCORRITORI SONO DUE














QUANDO I SOCCORRITORI SONO PIU' DI DUE

















Spostate il ferito nel senso della lunghezza (non di fianco), mantenendo nel contempo la testa allineata col collo ed il dorso e immobilizzata. Se possibile, infilate sotto il suo corpo una coperta, in modo da poterlo trascinare, e se dovete sollevarlo alzate tutto il corpo, non solo i piedi e la testa.


Nell'eventualità di dover trasportare il ferito, realizzate una barella con un'asse larga, una porta, oppure bastoni e giacche (i bastoni devono essere infilati nelle maniche rovesciate all'interno di giacche che poi vengono abbottonate).


Non caricate un ferito grave in auto, ma se ciò fosse necessario, ponetelo il più possibile sdraiato.


IL PRIMO SOCCORSO IN CASO DI INFORTUNIO SUL LUOGO DI LAVORO


Le manovre semplici per salvare una vita vanno eseguite prima ancora della CHIAMATA di soccorso.


1.1. IL PROBLEMA


Gli eventi traumatici continuano a verificarsi con una certa frequenza negli ambienti di lavoro, nonostante la sempre più precisa definizione di norme di sicurezza e l' opera continua di prevenzione; tali infortuni sono gravati da costi umani, sociali ed economici considerevoli, anche in conseguenza delle possibili limitazioni funzionari residue.


1.2. PERCHÈ IL PRIMO SOCCORSO


È importante che il trattamento corretto cominci fin dal momento dell' evento traumatico, con un intervento di Primo soccorso, prestato dal comno di lavoro o dall' infortunato stesso, per proseguire, con un adeguato intervento di Pronto soccorso, fino al trattamento definitivo specialistico, nei casi di particolare gravità o impegno terapeutico.


1.3. COSA SIGNIFICA PRIMO SOCCORSO


La correttezza della prima fase temporale dell' intervento, cioè del Primo soccorso, è fondamentale per avviare positivamente l' iter terapeutico; essa si basa su interventi semplici e facilmente eseguibili anche da occasionali soccorritori: tali interventi non comportano l' uso di attrezzature speciali e devono mirare, soprattutto, ad evitare manovre ed azioni sbagliate, che potrebbero aggravare la lesione o ritardare la guarigione.


2. IN CASO DI FERITA AGLI ARTI


2.1. Lavare accuratamente la ferita sotto un abbondante getto d' acqua di rubinetto o con Soluzione Fisiologica; eventualmente utilizzare una soluzione saponosa antisettica, disponibile nella cassetta di Primo Soccorso, da applicare intorno alla ferita; evitare l'applicazione di antisettici all' interno della ferita; il lavaggio con getto d' acqua è il provvedimento di Primo Soccorso più importante anche in caso di ustione termica o chimica;


2.2. Cercare di asportare meccanicamente il materiale contaminante, eventualmente ancora presente;


2.3. Controllare l' eventuale sanguinamento (già presente o secondario alle manovre di pulizia sopra descritte), con una compressione locale manuale, con un fazzoletto pulito o un asciugamano o con altro materiale analogo disponibile, (se questa manovra non dovesse risultare sufficiente, utilizzare la tecnica del torcitoio, descritta nella ina successiva).


2.4. In caso di ferita larga applicare inizialmente la compressione locale parallelamente alla ferita.


2.5. In caso di corpo estraneo infisso, esso non va rimosso, ma solo, ove occorra, accorciato per agevolare il trasporto, purchè ciò sia facilmente eseguibile senza arrecare dolore o danno aggiuntivo e senza provocare eccessivo ritardo per l' intervento sanitario; in caso di corpo estraneo infisso, che sporga eccessivamente dalla pelle, preparare un tampone ad anello o reperire un oggetto cilindrico cavo, abbastanza pulito, di altezza poco superiore alla sporgenza del corpo estraneo, da usare come strumento di compressione circolare sulla pelle e sulle parti molli circostanti alla ferita.


2.6. In caso di sanguinamento persistente dopo le manovre di compressione locale già descritte, applicare una compressione aggiuntiva sulla sede della ferita, predisponendo un tampone costituito da un pezzo di stoffa arrotolata,sulla quale viene esercitata una pressione graduabile mediante il sistema del torcitoio, avendo l'accortezza di applicare il grado di compressione minimo sufficiente a far cessare il sanguinamento; se questa manovra non dovesse essere risolutiva, eseguire la compressione manuale nella parte del decorso arterioso a monte della ferita, ricorrendo, eventualmente all' applicazione del torcitoio, negli stessi punti, per mantenere più comodamente la compressione e poter, così, dedicare la propria attenzione al trattamento di altre lesioni o provvedere a chiamare soccorso, qualora ciò non sia già stato fatto da altri.


Un' applicazione di tale laccio arterioso a monte della ferita, va, preferibilmente, riservata alla responsabilità di personale qualificato, per il rischio di provocare lesioni aggiuntive a carico dei vasi e dei nervi periferici.


3. COSA FARE NELL' EMERGENZA?


A conclusione si riportano alcuni concetti fondamentali da tenere presente nelle emergenze. Gli errori che più comunemente vengono fatti nel soccorrere un infortunato, dipendono dalla spinta emotiva che fa compiere azioni che mettono a repentaglio la vita dell' unico potenziale soccorritore, con il solo risultato di aumentare il numero di feriti o dei morti.


3.1. Evitare ogni inutile allarmismo sul luogo del trauma, durante il trasporto ed il trattamento in Pronto Soccorso; la paura del sangue, molto spesso, fa perdere la testa agli occasionali soccorritori, provocando comportamenti irrazionali e corse automobilistiche disperate del tutto ingiustificate e, sopratutto molto pericolose.


3.2. Tenere sempre disponibile tra i documenti personali, la tessera di vaccinazione antitetanica, e la documentazione di eventuali stati allergici a farmaci.


3.3. La cassetta di Primo Soccorso deve contenere materiali utili a migliorare l' intervento. Si potrà, così, utilizzare una soluzione saponosa antisettica per il lavaggio all' esterno della ferita, nonchè compresse di garza sterile e bende per la medicazione asciutta; va, invece, evitato l' uso di antisettici/disinfettanti, eccetto che nelle semplici abrasioni, per i rischi di un effetto dannoso, come in caso di penetrazione della sostanza all' interno della ferita.


4. SITUAZIONI DA VERIFICARE


4.1. Il ferito parla, è cosciente? Respira? (alita?, muove il torace?) Il cuore batte? Ci sono emorragie? Se è cosciente chiediamogli se ha dolore alla schiena o al collo e vediamo se è capace a muovere la punta dei piedi, valutando l' opportunità di evitare spostamenti pericolosi e, poi, dopo aver accertato la stabilità delle sue condizioni, diamo l' allarme, fornendo le informazioni secondo questo schema:


Località dell' evento; Quanti sono gli infortunati; I feriti sono coscienti o no; ½ sono infortunati incastrati nei macchinari; Esistono problemi di contaminazione ambientale da diffusione di sostanze tossiche?

LA CASSETTA PER IL PRONTO SOCCORSO




Avere a disposizione una valigetta contenente tutto il necessario per effettuare una prima medicazione in attesa del medico, può rivelarsi più utile di quanto si pensi. Tenetela in un luogo fresco, asciutto, al di fuori della portata dei bambini e non chiudetela a chiave: sprecare tempo nella ricerca delle chiavi potrebbe essere controproducente. Controllate periodicamente la data di scadenza del materiale che contiene, e di cui ora vi forniamo una lista:









































Alcuni fondamenti di pronto soccorso per i   bambini


Cadute

Quando il bambino è sul seggiolone mettere sempre la cinghia di sicurezza, per evitare cadute. Conviene, altresì, usare seggioloni con base larga per evitare che possano rovesciarsi quando il bambino si agita.


Traumi cranici

Mettere attorno alle sbarre della culla i cosiddetti paracolpi (cuscinetti di gomma o cotone imbottiti), per evitare che il bambino si possa fare male quando sbatte il capo mentre gioca o si agita.


Pronto soccorso

È preferibile che gli interventi di pronto soccorso siano eseguiti da esperti, ma non ci sono dei casi in cui un'azione fulminea può salvare la vita ad un bambino.


Avvelenamento

Se il bambino ha ingerito compresse, medicine, tabacco o alcool, togliete subito dalla bocca eventuali residui, mettetelo a faccia in giù sulle vostre ginocchia e cercate di farlo vomitare mettendo due dita in gola. Occorre essere decisi. Nel frattempo fate preparare l'auto per trasportarlo al pronto soccorso. Se si tratta di prodotti per la pulizia della casa, del giardino, solventi, benzina, vomitando si potrà ulteriormente ustionare la gola, perciò non conviene in tali casi farlo vomitare: è opportuno invece fargli bere del latte nell'attesa di trasportarlo al pronto soccorso.


Annegamento

Il bambino deve essere subito tirato fuori dell'acqua e messo a testa in giù per facilitare l'uscita dell'acqua.


FOLGORAZIONE

Togliere subito la spina, o staccare l'interruttore generale e successivamente toccare il bambino: se non si riprende immediatamente correre al pronto soccorso.


Fuoco

Gettare a terra il bambino con la parte che brucia verso l'alto: soffocare le fiamme con una coperta o con un tappeto o buttarsi su di lui in modo da soffocare le fiamme.


Ustione

Lavare la parte ustionata con acqua fredda e portare il bambino al pronto soccorso.


Cassetta di pronto soccorso

I vari farmaci devono essere tenuti tutti negli stessi posti, in modo che si possano trovare immediatamente in caso d'urgenza.

Ricordare di tenere i farmaci lontani dalla portata dei più piccoli


Cosa conservare:

una scatola di cerotti per le piccole ferite;

un pacchetto di garza sterile per pulire le ferite;

un rotolo di cerotto adesivo per fissare le garze;

un panno pulito per coprire una ferita grave;

un laccio elastico;

un antipiretico;

un farmaco per il dolore delle orecchie;

un farmaco per le coliche addominali;

un flacone d'alcool o citrosil;

un barattolo di polverina cicatrizzante;

un flacone di mercurocromo;






















POSIZIONE DELLE MANI PER VENTILAZIONE
























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