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PUGLIA: GEOGRAFIA ATTIVA

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PUGLIA: GEOGRAFIA ATTIVA.

 

Una prima occhiata alla regione.

Osservando la nostra regione da un satellite, essa è facilmente individuabile. Essa occupa circa il 6.5% della superfice italiana. Caratteristiche principali saranno:

  • FORMA. La sua forma è stretta e allungata, caratterizzata dallo “sperone dello stivale d’Italia”, cioè il Gargano, e il tacco, cioè la penisola salentina.

Dall’estremità nord-occidentale (confine col Molise), al Capo di S.M.di Leuca, misura 360 Km, quindi è una regione allungata.

Nessun punto poi dista dal mare più di 75 Km. La larghezza media della regione è infatti 50-60 Km.

  • MARITTIMITA’. Cioè un forte sviluppo costiero. Escludendo le maggiori isole italiane, Sicilia e Sardegna, la Puglia è la regione più marittima.

La vicinanza del mare è un fattore positivo, in quanto ha influenzato il clima, rendendolo più mite, da lavoro a pescatori, facilita trasporti e comunicazioni, attira numerosi turisti.




 

Suddivisioni territoriali: province e subregioni.

Lo spazio territoriale della superficie terrestre è suddiviso.

Ø      Tale suddivisione può essere di tipo amministrativo in stati, regioni, province e comuni.

Da questo punto di vista la Puglia è suddivisa in 5 province amministrative, ognuna delle quali suddivisa in comuni. Partendo da nord ovest, avremo:

-         Provincia di Foggia, con 64 comuni;

-         Provincia di Bari con 48 comuni;

-         Provincia di Taranto con 28 comuni;

-         Provincia di Brindisi con 20 comuni;

-         Provincia di Lecce con 97 comuni.

Ø      La suddivisione può essere effettuata tenendo presente gli aspetti economici, individuando:

-         le aree industriali;

-         le aree agricole;

-         le aree turistiche.

Ø      Inoltre si può operare una suddivisione del territorio secondo caratteristiche non ufficiali, che spesso rappresentano un’eredità della nostra storia, o che poggiano su caratteristiche fisiche o umane del territorio. Non sempre vi è accordo sui limiti e sui nomi di queste subregioni. Tali subregioni si differenziano per il paesaggio e per le caratteristiche della popolazione. Comunque in Puglia possiamo individuare:

-         il Gargano, costituto da un massiccio promontorio montuoso;

-         il Subappennino Dauno, caratterizzato da colline e basse montagne;

-         il tavoliere di Foggia, caratterizzato da una pianura;

-         le Murge alte, zona interna ed elevata che è compresa nella provincia di Taranto e di Bari.

-         La cimosa Litoranea, una stretta striscia costiera, densa di popolazione e di attività economiche, che si estende in tutta la provincia di Bari e Brindisi.

-         La Premurgia, zona di transizione tra Cimosa Litoranea e Murge alte;

-         La Murgia dei Trulli, caratterizzata dalla presenza dei trulli;

-         L’Anfiteatro tarantino, un arco di colline, solcato da molte gravine.

-         Il salento delle murge, zona in cui la penisola salentina arriva nell’area murgiana;

-         Il tavoliere talentino, area pianeggiante nella  parte centrale della penisola salentina;

-         Il salento delle serre, nella parte estrema della Penisola salentina, caratterizzato dalle serre, basse colline che ricordano in piccolo le Murge. Esse non superano i 200 mt, ma in una regione pianeggiante come la Puglia anche modeste ondulazioni assumono l’importanza di colline.

 

Prevalenza di forme pianeggianti e di rocce calcaree.

Il territorio pugliese sembra piatto, ma attentamente osservato nota anche colline e montagne.

Comunque in linee generali, la nostra regione è la più pianeggiante del Mezzogiorno e una delle più pianeggianti d’Italia. È inferiore solo al Veneto.

Ricordando che:

-         territorio pianeggiante: sino a 3-400 mt sul livello del mare

-         territorio collinare sino a 6-700 mt sul livello del mare

-         territorio montuoso: oltre 700 mt sul livello del mare

Il 53 % del territorio è costituito da aree pianeggianti, mentre solo l’1.5% comprende montagne. . 16

Le montagne le troviamo solo in provincia di Foggia che è l’unica provincia montuosa della Puglia.

In particolare montuoso è il Gargano, dove si arriva a toccare 1065 mt con il Monte Calvo.

Collinari sono invece le subregioni delle Murge alte e Murge dei trulli.

Pianeggianti sono invece il Tavoliere di Foggia e il Tavoliere salentino..

 

Dal punto di vista geologico la nostra regione è giovane. Essa si è formata gradatamente, tant’è che in un lontano passato le zone pianeggianti non erano presenti. Vediamo perché.

La crosta terrestre è costituita da rocce. Col termine rocce, solitamente si pensa a un materiale duro e compatto, ma non sempre è così.

Anche sabbia e argilla sono rocce. Esse non sempre sono a noi visibili, spesso sono coperte da uno strato di suolo, il terreno agrario, in cui le piante affondano le loro radici, traendone nutrimento. Suolo che comunque rappresenta una trasformazione delle rocce.

 

In Puglia abbiamo principalmente 2 tipi di rocce:

-         calcare, una roccia dura e percolabile. Questo significa che l’acqua cola attraverso le rocce calcaree, che presentano profonde fratture.

-         Argilla, una roccia tenera e impermeabile, sulla quale l’acqua scorre e non riesce a penetrare.

Pag 21. dalla cartina geologica, si vede che:

Ø      le rocce calcaree prevalgono nel Gargano, nelle Murge alte e nelle Premure, nel Salento delle murge e  in quello delle Serre.

Ø      Le rocce argillose si trovano nel subappennino Dauno e nel Tavoliere di Foggia.

 

La differenza tra rocce argillose e calcaree provoca importanti conseguenze.

Dove ci sono le rocce calcaree, con l’infiltrazione delle acque piovane si formano fessure nelle rocce. L’acqua infiltrata continua poi a corrodere la roccia. Questo percolabilità dà così origine ai fenomeni carsici.

 

Per CARSISMO si intende la dissoluzione delle rocce calcaree da parte delle acque piovane, che penetrano nelle fratture della roccia. È un processo chimico di corrosione, che rappresenta il principale fattore di modellamento delle forme del suolo delle regioni calcaree.

Il fenomeno è così denominato a causa del Carso triestino, regione dell’Italia settentrionale in cui tale fenomeno è particolarmente presente. In Puglia fenomeni carsici si localizzano nel Salento delle Serre, nelle murge e nel Gargano.

 

Questo fenomeno può manifestarsi sia in superficie che nel sottosuolo. Tra i fenomeni carsici superficiali ritroviamo:

Ø      Le doline, cioè depressioni di varia forma ( piatto, scodella, imbuto), varia ampiezza e profondità, solitamente con un contorno circolare o ellittico.

Nel Gargano ve ne sono circa 4000, la  più grande delle quali è la Pozzantina, una cavità enorme con un asse di 700 mt e una profondità massima i 130.

Ø      I polja, detti anche piani, come nell’Appennino. sono depressioni allungate dal fondo pianeggiante, con un fertile terreno, spesso ben coltivato. Esempi sono la Valle d’Itria e la Murgia dei Trulli.

Ø      Gli inghiottitoi, cavità a sviluppo verticale, spesso presenti sul fondo delle doline, nei quali si riversano le acque piovane.

Ø      Le grotte, spesso abitate in passato, lungo le coste, modificate dall’azione del mare (grotte di S.Cesarea terme o di Zinzulusa presso Castro Marina).

A volte l’erosione del mare porta a poter vedere l’alternanza di strati calcarei a strati si selce bruna, materiale utilizzato dai nostri antenati per la costruzione di utensili vari.

Tra le forme sotterranee invece ritroviamo:

Ø      Le grotte di Castellana, nella Murgia dei trulli. Questo sistema di cavità carsiche costituisce un monumento naturale, di estremo interesse non solo turistico ma anche scientifico.

 

Vantaggi e svantaggi del clima mediterraneo.

Occorre fare una distinzione tra tempo e clima:

v     Il TEMPO comprende tutte quelle condizioni atmosferiche(temperatura, precipitazioni, umidità, sole vento) di un luogo in un periodo di tempo relativamente breve ( da una mattinata a non più di un anno)

v     Il CLIMA rappresenta invece le caratteristiche generali del tempo e delle sue variazioni osservate per un lungo periodo.

 

Riferendoci alle caratteristiche del clima pugliese, occorre tenere presente due elementi:

-         temperature;

-         precipitazioni.

Da questi elementi, ne deriva che il clima pugliese è mediterraneo, quindi abbastanza mite: estati calde e poco piovose, inverni poco freddi e piovosi.

L temperature più alte, 17°C, si registrano nelle zone bagnate dal Mar Ionio, cioè Tarano r parte del Salento meridionale.

Quelle più basse nell’area interna del Gargano.

Il clima è poi influenzato:

-         dalla vicinanza o lontananza dal mare;

-         dall’altitudine.



 

Le temperature tendono a diminuire con l’aumentare della quota (altitudine).

Nelle zone costiere, mitigate dal mare, i valori non sono mai inferiori a 5°C, valori che si abbassano procedendo verso le zone interne. Pag 32

 

Leggendo la cartina si può notare che i valori più alti si verificano nelle zone intere. Qs perche il mare influisce sulle temperature, mitigandole.

Le zone costiere saranno così meno fredde d’inverno e meno calde d’estate. Nelle zone più interne, dove non giunge questa azione mitigatrice del mare, si avra un freddo maggiore d’inverno e più caldo d’estate: si parla così di continentalità.

Solo nelle zone più elevate il fattore altitudine, prenda il sopravvento sul fattore continentale, portando a una diminuzione delle temperature sia in estate che in inverno.

 

Facendo riferimento alle precipitazioni, in Puglia cadono in media 700 mm di pioggia all’anno. Questo è un valore medio, che varia sia dalle diverse zone che dai mesi considerati.

Con il termine PRECIPITAZIONE si indica la caduta di acqua nell’atmosfera sulla superficie terrestre. Se è acqua in forma liquida avremmo la pioggia, mentre in forma solida avremo neve e grandine.

Quest'ultima è formata da granuli compatti di ghiaccio, che cade in periodi di forte surriscaldamento terrestre e provoca grandi danni, soprattutto in agricoltura.

 

Pochi fiumi.

I corsi d’acqua nascono da ghiacciai o sorgenti. In Puglia però non vi sono ghiacciai, data l’esiguità delle montagne.

Le sorgenti se ne trovano poche nell’interno, mentre sono frequenti le sorgenti sotterranee.

La conseguenza è che la nostra regione ha pochi corsi d’acqua, la cui portata è alimentata in prevalenza da piogge.

Queste però non sono regolari, così accade che in estate, stagione in cui piove poco, i fiumiciattoli si prosciughino, mentre in inverno, con le precipitazioni più intense e abbondanti i fiumi si gonfiano a volte straripando e inondando le camne.

 

La natura calcarea del territorio, con la sua percolabilità, fa si che l’acqua piovana penetri nel sottosuolo, defluendo poi verso la costa in sorgenti sotterranee.

Nella nostra regione accade così che ci sia un’idrogafia superficiale scarsa, mentre vi sia un’abbondante idrografia sotterranea.

I fiumi più importanti sono:

-         Fortore, che nasce fra Puglia e Campania, segna il confine col Molise, sfociando nel M. Adriatico;

-         Ofanto che nasce anch’esso dalla Campania, segna il confine tra questa regione con la Basilicata e poi, in Puglia separa la provincia di Bari con quella di Foggia. Sfocia nell’Adriatico.

-         Bradano, fiume quasi completamente lucano, che per qualche Km entra nella provincia di Taranto.

Questi fiumi hanno una portata molto bassa. Ricordiamo che per PORTATA si intende la quantità di acqua che passa attraverso una sezione di un fiume in un dato periodo di tempo. Solitamente si misura in Metri cubi (1000 litri), in un minuto-secondo.

In provincia di Foggia ci sono poi alcuni torrenti come Candelabro, Cervaro e Carapelle.

 

Anche i laghi sono pochi e molti di essi sono in comunicazione col mare. In questo caso l’acqua non sarà dolce ma salmastra.

I laghi maggiori sono Lesina e Varano, in provincia di Foggia, sul Gargano.

Sempre in questa provincia vi erano altri due laghi, il Salso e il Salpi. Il primo è stato prosciugato e bonificato, mentre il secondo, dopo la bonifica, è diventato la Salina di Margherita di Savoia.

In provincia di Lecce vi sono poi i laghi Limini (grande e piccolo), presso Otranto.

 

Data l’importanza dei laghi ( riserve importanti di acqua, per usi umani, ma anche per agricoltura e allevamento, ma anche per le attività industriali), l’uomo ha pensato di costruirne di artificiali, sbarrando con dighe i corsi dei fiumi. In Puglia vi è il lago di Occhito.

 

La scarsità di acqua dolce è un grande problema per la Puglia. A questo problema si è ovviato attingendo dalle risorse della Basilicata.

Nell’1868 scuola è pensato di attingere dal campano fiume Sele. Nonostante gli elevati costi per l’opera, i lavori per l’Acquedotto pugliese iniziarono nel 1906 e solo nel 1925 l’acqua arrivò nei paesi della Puglia.

Il fiume si rivelò però insufficiente, così si è attinto da altre sorgenti e si sono creati nuovi laghi artificiali.

 

 

Una popolazione soprattutto accentrata. Città e grossi paesi.

In Puglia risiedono ormai 4 milioni di persone. Tenendo conto sia del numero di abitanti che dell’estensione della superficie, è possibile calcolarne la densità (abitanti / superficie).

La densità è di 209 abitanti per Km quadrato.

Questo però è un valore medio. La popolazione non è infatti equamente distribuita sulla superficie. La distribuzione infatti dipende da vari fattori: attività industriali e commerciali, agricoltura più intensiva, zone pianeggianti sono fattori che contribuiscono a una maggiore densità di popolazione.

 

Nel considerare la distribuzione della popolazione, occorre anche tener conto dei luoghi di residenza. Secondo la suddivisione fatta dai censimenti, abbiamo:

-         centri abitati, cioè agglomerati abbastanza consistenti, caratterizzati da un luogo di raccolta abituale della popolazione, come chiese, piazze ecc. la localizzazione di questi centri è dovuta a caratteristiche particolari, come la presenza di materie prime facilmente estraibili dal sottosuolo, oppure, per i centri costieri, con un’insenatura, oppure ancora con una posizione più facilmente difendibile.

-         nuclei abitati, costituiti da gruppi di case vicine, con almeno 2 famiglie, o anche singole masserie che accolgano almeno 5 famiglie.

-         case sparse lontane dai centri abitati, disseminate nel territorio.

 

48. la maggior parte della popolazione pugliese vive accentrata, così distribuita:

-         97 % nei centri abitati;

-         0.3% in nuclei abitati;

-         2.7% in case sparse, principalmente concentrato nella Murgia dei Trulli.

-          

I motivi principali di questo forte accentramento in centri abitati sono due:

        I.            in passato le camne erano insicure, a causa del fenomeno del brigantaggio, e insalubri, a causa di malattie quali la malaria presso le paludi.

     II.            Le colture principali non richiedono la presenza continua in camna, tanto più che l’allevamento stallino è poco diffuso. Questo ha fatto si che il contadino risiedesse nelle città spostandosi in camna solo quando fosse necessario.

Inoltre i centri abitati sono soprattutto centri molto grossi, con una media di 15700 abitanti, che rappresenta il valore più alto d’Italia.

 

Inoltre leggendo la cartina ( 48) si nota che vi sono lunghi tratti costieri privi di capoluoghi di comune. Questo perché nel passato, in quelle zone vi erano spesso paludi e quindi condizioni ambientali poco favorevoli alla localizzazione di centri abitati.

Oggi queste condizioni, grazie a opere di bonifica sono cambiate e la popolazione viene sempre più attratta dalle zone costiere. Questo è avvenuto per esempio con Vinosa e Castellaneta nell’Anfiteatro tarantino.

 

Vi sono poi altre caratteristiche riguardanti la popolazione pugliese.

Pag.51 leggendo l’istogramma percentuale si nota che la percentuale della popolazione pugliese rispetto al totale italiano, è lievemente superiore rispetto all’estensione del suo territorio.

Sempre leggendo l’istogramma si nota che la popolazione è più giovane rispetto alla media italiana. Questo si nota dalla porzione colorata maggiore sia per gli alunni delle scuole medie rispetto alle superiori, sia per gli alunni delle scuole elementari rispetto alle scuole medie.

Dal punto di vista occupazionale sono maggiori i disoccupati che gli occupati. Questi ultimi sono occupati principalmente nel settore primario (agricolo) e non in quello industriale.

In proporzione anche il PIL è basso. Ricordiamo che il PIL è la quantità di reddito medio prodotto in un anno.

Anche la crescita della popolazione nell’ultimo secolo ha subito un forte incremento. Agli inizi del 1800 si superò la cifra di un milione di abitanti, sino a superare attualmente i 4 milioni.

 

Una regione di antica tradizione rurale.

In Puglia le attività rurali hanno sempre avuto un ruolo di primaria importanza. Del resto il 20% della popolazione è impiegata nel settore primario (agricoltura, pesca, allevamento).

Oggi i raccolti producono un surplus alimentare, quindi superiore al bisogno della popolazione, destinato all’esportazione.

 

L’intenso sviluppo agricolo è stato favorito dai territori pianeggianti, dal clima favorevole, dall’esperienza degli agricoltori. Un fattore negativo è la scarsità delle precipitazioni, a cui si è ovviato coltivando piante resistenti alla siccità. Laddove è stato possibile ricorrere all’irrigazione, si sono introdotte colture pregiate, come gli ortaggi.

 

Tra i prodotti principalmente coltivati in Puglia troviamo:

  • FRUMENTO. In passato questa coltura era rilevante, particolarmente nel Tavoliere di Foggia, considerato il “granaio d’Italia”. Attualmente tale importanza resta, ma nei terreni più fertili si è preferito sostituire la coltura del frumento con colture più redditizie.

Esso comunque è coltivato ancora in tutte le provincia, soprattutto nel Subappennino dauno, nel Tavoliere di Foggia, nelle murge alte e nell’anfiteatro tarantino. (. 56).

  • ORTAGGI. Attualmente questa coltura si sta sviluppando, anche perché i pugliesi ne sono grandi consumatori. Essa essendo più redditizia ha sottratto spazio alla coltura di frumento, viti  e olivi. Per alcuni ortaggi, come pomodori, insalate  e broccoli è la maggiore produt-trice, per altre come peperoni, melanzane, zucchine ecc, è tra le maggiori produttrici.

Pag 58. gli ortaggi preferiscono le zone costiere, comunque pianeggianti, dove il clima è più mite, la terra più fertile ed è più facile trovare acqua per l’irrigazione, di cui questa coltura ha particolarmente bisogno.

  • COLTURE INDUSTRIALI. Sono cosiddette perché i loro prodotti non possono essere consumati direttamente, ma solo dopo aver subito una lavorazione industriale. Fra di esse ricordiamo il Tabacco, soprattutto in salento, e la barbabietola da zucchero.
  • VITE e OLIVO. L’importanza di queste colture della Puglia è indubbia: è tra i primi posti d’Italia nella sua produzione. Queste non gradiscono le aree interne più elevate. Si nota così che questa coltura è quasi assente nel Gargano, nel subappennino dauno e nelle murge alte
  • MANDORLO. La sua produzione è in calo rispetto al passato, ma la Puglia produce ancora circa 1/3 della produzione italiana.
  • FRUTTA POLPOSA. Questa produzione è limitata, anche se è in leggero aumento la coltura delle ciliegie. Gli alberi da frutta si trovano maggiormente nella Premurgia e nella Murgia dei trulli. Gli agrumi si concentrano principalmente nell’anfiteatro tarantino.

 



à fiori nel salento.

 

L’ALLEVAMENTO non è sviluppato quanto l’agricoltura. ½ è un discreto numero di ovini, caprini ed equini ( famosi l’asino di Martina e il cavallo murgese), ma pochi bovini e suini.

Pag. 60. osservando la distribuzione di ovini , bovini e suini, questi sono  presenti quasi ovunque, anche se distribuiti in maniera diversa.

Gli ovini sono presenti principalmente nelle Murge alte e nel gargano, mentre quello dei  bovini è presente soprattutto  nella murgia dei trulli, nella premurga e nelle murge alte e nell’anfiteatro tarantino.

Si nota inoltre che lo sviluppo degli ovini è correlato alle zone in cui vi sono i pascoli, quindi è un allevamento allo stato brado, mentre i bovini principalmente dove sono le colture foraggiere. Probabilmente questo perché, non essendoci montagne l’allevamento si concentra principalmente nelle stalle.

 

Per quanto riguarda il settore della PESCA, l’Adriatico e lo Ionio non sono mari molto pescosi e l’inquinamento sta contraendo ancor di più la loro produttività.

Lo sviluppo delle zone costiere ha però fatto si che l’attività peschereccia abbia notevole importanza nell’economia pugliese.

Fra i centri più importanti ricordiamo Bari, Molfetta, Gallipoli e taranto. Quest'ultima è anche famosa per la sua coltivazione di mitili.

 

 

Poche risorse minerarie. L’industrializzazione recente.

Parlando del settore terziario, e quindi inerente alle industrie, occorre innanzitutto fare una distinzione tra:

v     Industrie estrattive, riguardano quelle industrie che si occupano dell’estrazione dei materiali dal sottosuolo, come cave e miniere.

v     Industrie manifatturiere. Il manufatto e un prodotto fatto interamente a mano. Oggi il termine continua ad essere usato anche se i prodotti sono fatti quasi completamente con macchinari industriali. Le industria manifatturiere trasformano quindi le materie prime in prodotti che soddisfano i bisogni. Esse si distinguono a seconda di ciò che producono, in alimentari, tessili, automobilistiche ecc.

 

Gia di per se l’Italia non è uno stato ricco di risorse del sottosuolo. E la Puglia è una delle regioni più povere in questo senso. Tra le principali risorse abbiamo:

  • METANO. Vi sono solo alcuni giacimenti nel Tavoliere e nel subappennino dauno.
  • BAUXITE e BENTONITE. Dalla prima si estrae alluminio ed è presente principalmente nel Gargano e nelle murge alte. La seconda ha svariati usi industriali, localizzata nel subappennino dauno.
  • SALMARINO, prodotto in grande quantità nelle saline di Margherita di Savoia, che è fra le più grandi produttrici d’Europa.
  • PIETRE CALCAREE.

 

La mancanza di prodotti del sottosuolo fa si che non vi siano molte industrie estrattive. Più sviluppato il settore delle industrie manifatturiere.

 

Molto sviluppate sono le industrie alimentari, grazie alla grande abbondanza di prodotti agricoli. Ad essi si accomna la produzione casearia, dovuta all’allevamento.

Anche le piccole attività industriali, principalmente artigianali, sono molto diffuse e spesso sono a conduzione familiare. Tale produzione si incentra per esempio nei calzaturifici, maglierie, abbigliamento.

Vi sono però anche importanti attività non artigianali, che producono principalmente per l’espor-tazione in Italia e all’Estero.

Fra i maggiori impianti industriali troviamo impianti metallurgici (taranto bari giovinazzo), naval-meccanici (taranto), chimici  e petrolchimici (bari, brindisi, taranto calzature ( castrano barletta) carta (Foggia, barletta).

 

Pag 69. le industrie più importanti sono concentrate nei centri di maggiore importanza, dove le condizioni sono di solito più favorevoli: migliore sviluppo delle reti stradali e ferroviarie, maggiori servizi offerti.

Solitamente i comuni più popolosi sono quelli con maggiori attività industriali: questo perché maggiore è la popolazione maggiori sono le probabilità che si sviluppino le attività industriali. In controparte, maggiori industrie offrono maggiori possibilità occupazionali e quindi sarà più probabile anche un maggiore addensamento della popolazione.

 

Si cade però in una contraddizione: anche se il centro più popoloso è Bari, è a Taranto che si concentrano maggiormente le attività industriali e il centro in cui è maggiore la quantità di merce che parte ma soprattutto arriva nel porto di taranto.

Questo a causa della presenza in questa provincia di importanti industria siderurgica e dei cantieri navali, che richiedono notevoli quantità di materie prime. Taranto infatti produce  più di 1/3 di ghisa e acciaio prodotto in Italia. A tali produzioni è accomnato però anche un maggiore inquinamento.

 

 

Commercio servizi e comunicazioni.

Le attività del settore terziario includono tutte quelle attività al servizio della popolazione differenti da quelle di sussistenza e industriali.

Esse si concentrano principalmente dove la popolazione è maggiore, e quindi nei centri abitati.

Vi è però una sorta di gerarchia tra i servizi offerti. Si trovano servizi che soddisfano i bisogni più frequenti e meno costosi in tutti i centri anche i più piccoli, come per esempio un bar o un supermercato.

Per i bisogni meno frequenti e più costosi invece occorre rivolgersi a centri maggiori. Quindi più rari e costosi sono i nostri bisogni, minore è il numero di centri in grado di soddisfarli.

 

Pag 72. il centro in cui si concentrano maggiormente si concentrano le attività terziarie è bari, seguita da taranto, lecce,  Foggia, brindisi. Seguono poi altri centri molto importanti, e ugualmente popolosi.

In Puglia sono maggiori gli occupati nel settore terziario che secondario (55% contro il 25%).

Per quanto riguarda la rete stradale, i collegamenti stradali e autostradali migliori sono fra i centri più importanti, perché è fra essi che avviene il maggior movimento di persone e  merci.

 

 

Attività turistiche: soprattutto (ma non solo) mare.

Il benessere registrato particolarmente nello scorso secolo ha portato a uno sviluppo delle attività turistiche. L’Italia è una nazione di forte attrattiva turistica sia per le sue bellezze naturali che culturali.

 

Anche in Puglia numerose sono le attrattive turistiche:

v     BENI AMBIENTALI. Tra le maggiori attrattive turistiche offerte dal territorio pugliese, troviamo:

-         i trulli, caratteristiche costruzioni che hanno dato il nome alla corrispondente subregioni, murgia dei trulli.

-         Le grotte di Castellana

-         La foresta umbra

-         Le gravine,  numerose nell’anfiteatro tarantino e ricche di insediamenti rupestri

-         Fenomeni carsici nelle murge alte e nel gargano, come la dolina Pozzantina e il Pulo di Altamura.

-         Le lunghe coste, fonte di forte attrattività da parte di italiani e stranieri.

v     BENI CULTURALI. Il territorio pugliese è disseminato di castelli, cattedrali, museiFamosa l’architettura barocca di lecce e francavilla fontana. Numerose anche le località archeologiche. Inoltre anche la gastronomia e il folclore potrebbe considerarsi un bene culturale.

 

Il turismo balneare è quello maggiormente sviluppato, data la bellezza delle coste. La maggioranza dei turisti spesso si ferma in alberghi, pensioni, locande,  oppure strutture turistiche extra-alberghiere quali campeggi e villaggi turistici.

Mentre una massiccia presenza di alberghi non necessariamente è indice di ricettività turistica, perché alberghi e pensioni possono essere destinati ad accogliere anche coloro che viaggiano per lavoro, campeggi e villaggi lo sono.

 

Pag. 79. la distribuzione di campeggi e villaggi turistici è sempre costiera e delinea molto la zona di gerarchia turistica balneare.

Meno squilibrata la distribuzione di alberghi e pensioni. Questo perché deriva dalla somma di due diverse distribuzioni:

-         strutture alberghiere esclusivamente turistiche;

-         strutture alberghiere destinate maggiormente ad accogliere principalmente coloro che viaggiano per lavoro o altri motivi.

 

Occorre dire però che la Puglia attira molti meno turisti rispetto alle sue reali potenzialità, data la sua bellezza di attrattive.

 

 

I rifugi della vegetazione spontanea e della fauna.

In un remoto passato il paesaggio della Puglia era molto diverso da quello attuale: folti boschi e molte specie di animali si trovavano in tutta la regione. La Puglia era conosciuta in passato come terra delle querce, data la massiccia presenza di queste latifoglie.

 

Con l’aumento degli uomini, aumentarono anche i loro bisogni alimentari: i boschi furono disboscati al fine di estendere i terreni coltivabili da destinare a colture alimentari di grano, legumi, ortaggi, frutta e altri prodotti.

Con l’aumento dei bisogni, l’uomo inizio ad adeguare sempre più il territorio alle sue necessita, umanizzandolo. Il paziente e continuo lavoro degli agricoltori ha fatto si che i grandi boschi  e la vegetazione naturale del passato fossero confinati in piccole aree.

Attualmente la Puglia è la regione meno boscosa d’Italia.

 

Ø      L’AREA BOSCHIVA più ampia è la Foresta Umbra del gargano. Altri boschi più piccoli sono sempre nel gargano e nel subappennino dauno.

Vi sono poi boschi “artificiali”, cioè dovuti al rimboschimento da parte dell’uomo, come la foresta Mercadante a cassano delle murge.

In genere le aree boschive riescono a conservarsi lì dove il territorio è particolarmente impervio da non consentire lo sviluppo dell’agricoltura.

Gli alberi più comuni sono quercia, faggio e, sulle coste, il pino.

Ø      La MACCHIA MEDITERRANEA è una formazione vegetale spontanea, formata da arbusti sempreverdi che riescono a crescere anche sulle rocce.

Ø      PASCOLO,  serve soprattutto come alimento per il bestiame ovino e caprino. Si trova principalmente nelle murge alte e gargano, dove le rocce affiorano in grande quantità e crescono molte erbe spontanee.

 

Per quanto riguarda FAUNA gli animali selvatici sono ormai molto rari. Spesso preda degli uomini, si sono rifugiati in luoghi impervi e difficilmente raggiungibili, dove la vegetazione è principalmente spontanea.

Il cinghiale è quasi estinto, il lupo appare raramente sui monti della Daunia, mentre qualche capriolo è rimasto nella foresta umbra.



Più frequenti sono invece gli animali di piccola taglia come volpi, lepri, testuggini terrestri, lucertole ecc.

 

Ambiente di rifugio per alcuni uccelli è poi divenuto lo spazio urbano, dove non c’è il rischio di essere cacciati.

 

Indietro nel tempo.

In Puglia arrivarono, milioni di anni fa, i primi esseri umani, probabilmente dall’africa.

Ø      Età preistoriche.

Con il termine preistoria si intende quel periodo precedente alla scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento, in cui non venivano neanche costruiti strumenti in pietra e metallo.

Nel Paleolitico gli uomini erano pochi. La loro esistenza dipendeva dall’ambiente fisico, che dava loro cibo e riparo, ma anche i primi rudimentali arnesi ( pietre, legna, ossa).

Erano nomadi, si spostavano continuamente alla ricerca di acqua e cibo.

 

Con acquisizioni culturali e trasmissione culturale, riuscirono ad adattarsi agli ambienti fisici più diversi, successivamente modificandolo per adattarlo ai propri bisogni.

I cambiamenti dell’ambiente fisico ai quali adattarsi furono molti nella preistoria, come per esempio mutamenti climatici, con periodi più freddi e umidi, che provocarono cambiamenti anche nella flora e nella fauna.

Gli uomini si iniziarono ad adattare costruendo strumenti, scheggiando pietre e insegnando alla prole come fare.

La vera conquista fu però l’allevamento e soprattutto l’agricoltura. Sostituirono così la vegetazione spontanea con quella coltivata, modificando sensibilmente l’ambiente. Dall’essere nomadi divennero sedentari e formarono i primi villaggi localizzati lì dove le condizioni erano più favorevoli. La popolazione aumentò sensibilmente.

Si succedettero poi l’età del rame, bronzo e infine ferro, in cui gli uomini impararono a utilizzare e modellare questi metalli. Con l’ultima età ci si può basare su documenti scritti.

 

Ø      Apuli, Messapi e greci.

La posizione geografica della Puglia ha fatto si che giungessero facilmente le popolazioni provenienti dall’Egeo.

Dall’adriatico giunsero gli Apuli, suddivisi in:

-         Dauni, stanziati a nord del fiume Ofanto;

-         Peucezi, nella terra di Bari.

Nella penisola salentina si stanziarono invece i Messapi, suddivisi in:

-         salentini nel litorale tarantino;

-         calabri, nel salento.

I messapi hanno lasciato molte prove del loro insediamento, caratterizzato da una buona organizzazione e comando del territorio.

 

I greci iniziarono le prime migrazioni, con i loro coloni, nel 700 a.c. la colonizzazione greca portò alla fondazione di Taranto, che ben presto assunse notevole importanza. Per scongere i messapi, i tarantino si allearono con Peucezi e dauni, imponendo la loro supremazia sui messapi. Questi col tempo si grecizzarono, assimilandone la cultura.

Taranto divenne un centro molto importante diffondendo la sua supremazia sia sul territorio che sul mare. La presenza e influenza greca fu così forte da assumenre il nome di Magna grecia.

 

Ø      Dai romani, ai bizantini ai Longobardi.

Roma nella sua espansione verso sud inevitabilmente si dovette scontrare con taranto, che si era alleato con Pirro, re dell’epiro. Questi nonostante l’utilizzo degli elefanti da guerra ne usci sconfitto. Taranto con tutta la Puglia divenne così provincia romana   e lo restò per 750 anni.

Sotto l’amministrazione romana si vissero anni di pace, in cui la popolazione si dedicava a caccia pesca e agricoltura. Inoltre ci furono molte opere edili quali porti, strade, monumenti vari.

 

Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, 476 dc, ci fu l’invasione di goti e bizantini che con giustiniano riunirono l’impero, a prezzo di grandi devastazioni.

L’indebolimento dovuto a queste devastazioni  furono i longobardi  ad approfittarne, che estesero piano piano il loro dominio sulla puglia, ricacciando i bizantini nel salento.

A questi si aggiunsero le scorrerie dei saraceni, pirati musulmani provenienti da siria e egitto.

 

Ø      Normanni e Svevi, Angioini e Aragonesi.

I bizantini riuscirono ad acquisire nuovamente il controllo della Puglia , ma non favorirono né il progresso né il benessere economico.

Infruttuose furono le rivolte popolari capeggiate da melo da bari. Questi però prima di morire chiese aiuto ai Normanni, che riuscirono poi a conquistare gran parte della Puglia sino a formare il ducato di Puglia..

 

I normanni erano una popolazione scandinava, stanziata prima in francia e Inghilterra e successivamente chiamata nell’Italia meridionale dai bizantini , per scongere i saraceni. In cambio dei loro servigi avevano avuto proprietà e titoli nobiliari.

La dominazione normanna durò un secolo e mezzo, periodo tranquillo e accomnato da un certo benessere economico grazie ai commerci.

 

La dominazione dell’Italia meridionale passò poi agli Svevi e con Federico II, re della Sicilia e della Puglia, conobbe un relativo benessere e un grande fervore culturale. A lui succedette Manfredi, che effettuò splendide costruzioni, come Castel del monte, e fondò Manfredonia.

Con la sconfitta di Manfredi da parte di Carlo d’angiò a Benevento, la Puglia passò agli Angioini, che segnarono un forte periodo di decadenza.

Successivamente iniziarono le battaglie tra angioini e aragonesi. Furono questi ultimi nel 1282 a conquistare la Sicilia e a estendere il loro dominio sulla Sicilia, regno di Napoli e sardegna.

A peggiorare la situazione di decadenza furono i Turchi, che depredavano le coste e facevano stragi della popolazione.

 

Ø      Snoli e Borboni.

Verso la fine del 400 al regno di Napoli aspiravano sia francesi che snoli, soprattutto quando venne a mancare Federico I, ultimo re della dinastia aragonese. Inevitabile fu lo scontro. Data la lontananza dei francesi dalla patria e l’antipatia della popolazione nei loro confronti, fu la sna a prendere il sopravvento, con Ferdinando il Cattolico, divenuto re di Napoli.

La dominazione snola durò 2 secoli e le tracce da loro lasciate furono tante: mura, fortificazioni tracce nella lingua e nei costumi però la Puglia fu vista come una colonia da sfruttare e quindi non si ebbe alcun progresso economico, facendo perdurare la struttura del feudalesimo.

 

Quando il loro potere inizio a cedere furono gli Asburgo a cacciare gli snoli, ma questo non provoco significativi cambiamenti. La dominazione austriaca però durò poco. Nel 1734 Carlo di Borbone batte gli austriaci, assicurandosi il regno di Napoli e Sicilia. Carlo fu incoronato nel 1735 e dette inizio a un regno indipendente. ½ furono notevoli riforme nel regno, migliorando i commerci, l’efficienza dei porti, incoraggiando l’istruzione, bonificando i terreni paludosi.

Questo promosse lo sviluppo della borghesia, che promosse nuove idee sociali e politiche, dovute alla nascita di una coscienza civile.

 

Questo portò alla formazione di società segrete, che grazie anche all’intervento francese, posero in fuga i Borboni, che tornarono solo dopo il crollo dell’impero francese.

I borboni avevano un governo tanto forte da soffocare le nuove aprirazioni nazionalistiche.

I pugliesi parteciparono così ai moti del 20-21 e del 48, prima guerra di indipendenza contro l’austria.

 

Ø      Il Regno d’Italia e la costituzione della repubblica.

Il risorgimento italiano portò anche in Puglia rivolte e proteste che portarono alla completa sconfitta del regno borbonico nel 1860, grazie alla vittoriosa spedizione garibaldina in Sicilia e Napoli.

Nel 1861 la Puglia fu annessa al Regno di Vittorio Emanuele.

I borboni avevano lasciato però una pesante eredità, ma le camne si ripopolavano e si ebbe un nuovo fermento economico e culturale.

 

La I e II guerra mondiale inflissero pesanti perdite anche in Puglia. Vittorio Emanuele III nel 1943, per sfuggire alla cattura dei tedeschi, abbandonò Roma e giunse a Brindisi, che divenne sede per 5 mesi del governo, divenendo così capitale del Regno d’Italia.

 

Con la nascita della repubblica italiana nel 1946 il progresso della Puglia riprese, grazie anche all’acquisizione dell’autonomia nazionale, ma i problema non sono ancora del tutto risolti.

 

 

 

 

ISOIPSE

Le isoipse sono linee che uniscono tutti i punti aventi la stessa quota sul livello del mare, cioè la stessa altitudine.

 

GEOLOGIA

Scienza che studia la formazione della terra, la formazione  e natura delle rocce, cioè l’orogenesi ecc.

 

CLIMA

Caratteristiche generali del tempo e delle sue variazioni osservate in un periodo lungo ( alcune decine di anni).

Lo studio del clima, al contrario, consiste nel rilevamento e nell’analisi di dati statistici, oggi completamente trattati dai computer, vale a dire nell’elaborazione di valori medi, validi entro ampie regioni e lunghi periodi.

 

TEMPERATURE MEDIE

Le temperature medie sono la risultante della media tra valore massimo e minimo di un dato periodo di tempo.

 

PORTATA

Si intende la quantità di acqua che passa attraverso una sezione di un fiume in un dato periodo di tempo. Solitamente si misura in Metri cubi (1000 litri), in un minuto-secondo.

 

DENSITA’

Rapporto ottenuto dalla suddivisione del numero degli abitanti / la superficie.

 

ISTOGRAMMI PERCENTUALI

Sono rappresentati da colonne che rappresentano la percentuale del fenomeno preso in considerazione rispetto a una misura alla quale paragonare il fenomeno.

Esempio. Percentuale pugliese rispetto al totale italiano del fenomeno disoccupazione.

 

PIL

Prodotto interno lordo o PIL Valore complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni e dei servizi che vengono prodotti in un paese in un certo periodo di tempo (di solito, un anno), indipendentemente dalla nazionalità dei produttori. Nella maggior parte dei paesi sviluppati il prodotto interno lordo viene oggi considerato l'indicatore più appropriato dell'attività economica.






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