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TERZO SONETTO DEL CANZONIERE - VOI CH’ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO, SOLO ET PENSOSO I PIU’ DESERTI CANTI, ERANO I CAPEI D’ORO A LAURA SPARSI

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TERZO SONETTO DEL CANZONIERE

In questo sonetto ci sono molte differenze tra dante e Petrarca , l’opera di Petrarca come quella di dante ha come ossatura principale quella di un percorso spirituale (itinerarium ad deum) anche in Petrarca troviamo un’ esperienza legata ad una storia d’amore. Cambia la valutazione di questa esperienza amorosa: Petrarca parla dell’amore nei confronti di Laura come un errore giovanile che ha allontanato Petrarca da dio e che poi lo ha avvicinato a dio, in dante l’incontro con Beatrice è fin dall’inizio un itinerarium ad deum mentre quello di Petrarca è un percorso prima di allontanamento e poi di avvicinamento a dio. Ci sono però delle analogie, il momento di perdizione è legato con l’incontro con Laura come nella commedia quando, caduto nella selva, dante incontra le fiere.

Il titolo latino “the rerum Vulgarium fragmenta” sottolinea il carattere contrario dell’opera, un carattere di frammentarietà dell’esperienza poetica differente dalla commedia di dante.

Titolo--- composizione frammentaria dell’opera, sono poesie; il titolo illustra la modalità di composizione delle poesie mentre dante procede in una forma progressiva, Petrarca procede in una forma legata a singoli momenti ed è un processo legato all’esperienza di ogni persona.



L’itinerario non presenta momenti uniformi ma è frammentario legato ad eventi di sviluppo e di progressione , ad un processo contraddittorio. Un “itineraruim ad deum” molto frammentario e non costante come quello di dante.

La scrittura è legata a singoli momenti di ispirazione che poi vengono raccolti insieme; il suo non è un itinerario cronologico ma spirituale. Nel libro c’è una genere divisione come “le liriche in vita di Laura” e “le liriche in morte di Laura” Petrarca vuole far capire al lettore il suo percorso spirituale tanto che l’incontro con Laura lo riporta nel terzo libro.

L’ambientazione e il tempo sono assegnati ad una lunga perifrasi per dire che era il venerdì santo, il giorno in cui i raggi del sole si scaldano per la pietà verso il loro creatore. Il vangelo descrive che nel momento in cui cristo muove il cielo si oscura e c’è un grande terremoto; Petrarca vuole sottolineare il momento più doloroso per un credente, di maggior dolore e quindi usa una perifrasi molto solenne che indica una situazione di profondo dolore; c’è una simbologia solenne per sottolineare il momento in cui  Petrarca incontra Laura. Ci sono 2 azioni in contrapposizione: oscurità del sole e dolore e l’apposizione della donna ed il momento di innamoramento dell’uomo per Laura, il cui sguardo lo imprigiona. C’è una nuova sensibilità, dante aveva legato il momento della morte di cristo ad un ritrovato amore, momento di rinnovamento spirituale differentemente da Petrarca che lega l’incontro con la donna con un momento di perdizione che allontana a dio (Agostino lo colpevolizza per aver amato più Laura che il creatore) pecca per aver concepito la donna in maniera terrena e non come un essere metafisico e questo amore è quasi superiore all’amore per dio.

In un momento in cui un cristiano è preso dal dolore cui non si era premunito dalle insidie di un possibile amore, si è trovato completamente disarmato di fronte all’amore di Laura (metafora guerresca, dalle frecce dell’amore). Il suo dolore è un dolore d’amore, qui l’amore è descritto come qualcosa di personale e di negativo, infatti tutti soffrono per l’amore di cristo mentre lui soffre per il suo amore. Ritroviamo il momento stilnovistico dell’amore che si genera attraverso gli occhi e che li fa diventare pieni di lacrime. L’amore non si comporta in modo onorevole ( è una sorta di guerriero) perché lo feri con la sua freccia mentre era del tutto disarmato e Laura che era ben difesa non mostrava neppure l’arco. È un’immagine metaforica, Laura al contrario di Petrarca non è stata minimamente colpita dall’amore. Tutti si gioca sulla metafora guerresca ( Laura è armata e non è stata minimamente colpita dall’amore).

Vivendo la storia d’amore con Laura Petrarca ha scoperto il senso dell’umano, dell’esistenza, scoperta del mondo, che l’esperienza terrena è un breve sogno (sectiunea 342).

Caducità delle cose: cadere delle cose; tutto si perde con il tempo, anche l’amore è sempre sottoposto al motivo della caduta, dalla fragilità. È legato alla fugacità del tempo.

Il dolore nasce da un’essenza, dalla concezione della fragilità dell’uomo e dal tempo che fugge (inesorabile scorrere del tempo).

La poesia è in grado di superare le barriere spazio = tempo, la poesia supera i vincoli della fugacità del tempo e della fragilità umana, supera queste barriere.

VOI CH’ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO

“voi” che dovrebbe essere il soggetto della frase, rimane sospeso e la frase principale è “spero di trovare…” con la prima persona singolare.

Questa anomalia del periodo si chiama anacoluto che consiste nel brusco cambiamento del soggetto all’interno del periodo. Ciò amplia di più il pubblico di riferimento “voi che”---relativa, il “rime sparse” allude alla frammentarietà delle rime, poi si sposta l’attenzione da “voi” a “io”, viene posta l’attenzione sull’amore, sull’esperienza dell’amore che è un errore giovanile; “quando” è una temporale che si colloca nel tempo della giovinezza. Nella seconda strofa ci sono due relative che consistono nel relazionare tra loro gli elementi, la causa è l’amore (l’errore giovanile), l’amore provoca degli effetti: contrapposizione.

Le espressioni che si riferiscono agli effetti contraddittori sono i verbi “piango” (aspetto emotivo) e “ragioni” (razionalità dell’amore), un’esperienza vissuta positivamente e negativamente nell’età giovanile anche se adesso è vista in modo negativo, giudicata come un errore.

Pubblico--- persone che ascoltano le rime sparse perché conoscono questo amore, il pubblico che è limitato dall’esperienza dell’amore è molto più vasto di quello limitato di dante ( che si rivolge a coloro che hanno il cor gentile), questo pubblico con esteso è sottolineato dall’anacoluto. L’universalità del pubblico che sa comprendere questo amore poiché ne ha fatto esperienza.

Il giovanile errore ha come conseguenza una confessione esteriore dalla passione amorosa, come elemento esterno ci sono le chiacchiere, come elemento interno c’è il dolore. Esperienza presentata come conclusa ed è importante il verbo “fui” per avere la lontananza di quel periodo e dell’azione che si è conclusa.



Ormai le conseguenze esterne sono profanate ma quelle interne non sono ancora superate; conoscenza che tutto al mondo è un breve sogno che trae da quest’esperienza, tutto ciò che è bello è sottoposto alla fugacità e alla caducità delle cose.

349 SOLO ET PENSOSO I PIU’ DESERTI CANTI

Sonetto che ha come tema la ricerca della solitudine e il piacere dell’errore legato alla ura di Laura. I due aspetti vengono vissuti all’insegna della contraddittorietà. Infatti Petrarca ricerca la solitudine ma la ura di Laura gli impedisce la conoscenza di se stesso; da un lato c’è la passione amorosa che impedisce quel percorso che avvicina l’uomo a dio e dall’altro la ricerca della solitudine.

Nella prima quartina ritroviamo la ricerca della solitudine interiore dell’otium e dello studio, questa ricerca unisce la solitudine con la conoscenza di se stessi (Valchiusa).

Questo bisogno di solitudine è dettato dal desiderio di allontanarsi dagli altri, lui non vuole farsi vedere innamorato, non vuole mostrare la sua passione. Lui ricerca la solitudine ma è come se gli elementi naturali conoscono la sua passione nascosta agli altri. Cerca la solitudine ma è difficile poiché l’amore lo insegue, vive dentro di lui e non gli permette di trovare questa solitudine.

Sono importanti le cesure: “solo et pensoso/ più deserti campi” la cesura cade a metà verso nel cosiddetto emepes(semi verso) a metà del verso; cade dopo la quinta sillaba (pentemimere).

Ciò si ripete anche negli altri versi. Questa distinzione comporta degli elementi ritmici, il ritmo infatti è lento e solenne; il suono è chiuso in “o” nella prima parte, mentre la seconda parte ha una prevalenza di suoni aperti (a, e ,i) e la “O” non e. È come se la forma ed il contenuto avessero una profonda unione, lega gli elementi espressivi al contenuto, il grande poeta traduce un’esperienza con gli elementi tecnici. L’ossimoro è giocato sempre su un motivo di apparizione e di contraddizione, anche nella frase “di fuor si legge com’io dentro avvampi” troviamo la contraddizione, vuole rendersi ancora più esplicito il tema dominante della poesia. C’è un paesaggio reso in modo molto astratto, c’è l’indicazione molto generica degli elementi naturali, questa natura coincide con l’interiorità del poeta, la ricerca della solitudine coincide con il luogo dell’anima.

Coppie binomie: Petrarca inserisce due elementi che vengono presentati come coppia sinonimica (2 elementi che significano la stessa cosa) o antinomia.

Solo et pensoso---------------tardi e lenti

Le coppie antitetiche sono collegate al motivo della contraddizione. “con meco e con lui”---parallelismo in antitesi

Aspre e selvagge---sinonimiche---monti e piagge

La cifra stilistica di Petrarca infierisce sulla letteratura italiana. Le coppie binomie rendono il testi più chiaro e specifico. Canone della naturalezza espressiva: il testo non appare difficile ed estremamente semplice, questa naturalezza espressiva presenta un canone formale, infatti ci sono molte ure retoriche che ci fanno capire che è un testo che nasce da un’elaborazione formale che Petrarca cerca di nascondere con naturalezza. Questo canone verrà infranto nel 600 con il barocco, tanto più il testo è elaborato e retorico tanto più è apprezzato il pubblico.

ERANO I CAPEI D’ORO A LAURA SPARSI 357

Abbiamo il motivo stilnovistico dell’epifania della donna, la lode della donna. Petrarca cambia un dettaglio: inserisce la donna all’interno di una dimensione temporale, mentre gli stilnovisti celebravano la natura metafisica della donna. Qui il motivo della tradizione viene inserito nel tempo e la creatura diventando ura terrena perde la dimensione metafisica. Petrarca modifica i tempi verbali, che sono la cifra più importante di questo elemento.

Il sonetto inizia con una metafora tradizionale, quella dei capelli biondi della donna associati all’oro, questa metafora ha come elemento di congiunzione quello della preziosità ed eccezionalità dell’oro. I capelli scomposti al vento, Petrarca gioca con il nome di Laura (all’aura = al vento), i capelli “erano” sparsi all’aura--- i capelli d’oro non sono più d’oro quindi Petrarca parla di una realtà che adesso non c’è più, tutta la quartina è legata ad una alternanza temporale, contrapposizione temporale tra passato e presente. Qualcuno ha ipotizzato che Laura è morta o malata--- perdita della luminosità degli occhi.




Qui ritroviamo il verbo “parere” con il significato di sembrare, quindi tutta l’apparizione viene riportata in una realtà soggettiva, in una dimensione soggettiva dell’individuo a differenza di dante che trasferisce la donna in una realtà oggettiva. Viene descritto il motivo dell’epifania, dell’apparizione della donna descritta come un essere metafisico, quest’essere metafisico è al passato e quindi non lo è più, ed insiste sulla parola “mortale” ed è come se volesse insistere sulla parola “Mortale e umana” e sottolinea l’elemento terreno. La donna non viene amata perché è un angelo ma per il suo aspetto terreno.

Quando usa l’imperfetto parla di qualcosa che non c’è più ma i cui effetti durano nel presente, con il presente nega il passato e con il passato remoto “arsi e vidi”, arsi è legato al concetto di passione che ora non c’è più perché lui continua ad amare la donna ma è un amore che si conclude nel tempo.

CHIARE FRESCE ET DOLCI ACQUE 358

In Petrarca troviamo l’uso della canzone per il motivo amoroso, ci troviamo di fronte a molte canzoni che hanno come tema centrale l’amore e non il tema oggettivo della politica.

La particolarità di questa poesia è che l’esperienza di questo incontro non riguarda solo la dimensione del passato ma anche quella del futuro. L’epifania della donna avviene nel momento in cui la donna si fa il bagno nel lago, questa è una scena ricorrente nella letteratura classica mentre è innovativa per le esperienze poetiche precedenti.

Il ricordo della donna genera il confronto tra l’esperienza presente e l’esperienza futura; al piano narrativo del passato ci sono altri piani narrativi, quello del presente e quello del futuro, si alternano questi piani che permettono al poeta di esprimere lo stato d’animo, o sentimento di fugacità del tempo e dell’estrema fragilità delle cose belle.

La prima strofa è strutturata con una sorta di vocazione che richiama gli elementi del paesaggio, c’è un’evocazione del paesaggio che è segnato dalla presenza della donna.

Il primo elemento è quello dell’acqua che viene definita chiara e fresca e dolce (il poeta lascia indefinite le cose), hanno un valore denotativo ma nella poesia hanno anche il valore connotativi, infatti sono termini che si riferiscono alla natura della donna, la femminilità della donna ha fatto diventare le acque chiare, fresche e dolci. C’è una sorta di climax ascendente tra questi elementi, si va dall’aggettivo più neutro all’aggettivo più significativo.

Un altro elemento è il ramo che si definisce gentile, nel senso stilnovistico (la gentilezza è legata alla qualità morale della donna oltre che alle qualità fisiche); il ramo diventa gentile poiché Laura si è appoggiata con il fianco sul ramo.

Si sottolinea nella prima strofa la dimensione del passato che permette di unire gli elementi naturali con gli elementi dell’anima, che trasura una determinata realtà che diventa una realtà rarefatta.

Laura è sdraiata sull’erba e la curva della gonna  sfiora l’erba dei fiori; l’aria è serena e si evoca la presenza primaverile di un tempo sereno, l’aria è sacra (presenza di Laura) e serena.

C’è la rievocazione del momento in cui l’uomo vede la donna e se ne innamora; sacro--- parola sacer legata al principio di inviolabilità poiché è una zona che non poteva essere inviolata, il sacro è qualcosa di separato da ciò che è terreno; ma qui non si fa riferimento alla natura metafisica di Laura ma al sentimento amoroso di Petrarca.

Lo stato d’animo del presente è legato al dolore, quello del passato è legato alla gioia e al piacere causato dalla presenza di Laura.

Nella seconda strofa Petrarca dice che lui se il volere di dio lo farà morire vorrebbe essere sepolto in quel luogo per trovare la pace che non è riuscito a trovare sulla terra. Inizia qui la dimensione del futuro, si prepara questa dimensione con questa strofa. Inizia l’avviamento alla fantasticheria del futuro. Nella terza strofa “fera bella e mansueta” rappresenta un ossimoro, allude al fatto che l’amore di Laura non è ricambiato, la donna è definita una fera, un’animale selvaggio che si trova in contrapposizione con l’aggettivo mansueto.

Il futuro riguarda la dimensione umana, immagina una scena analoga a quella precedente e fantastica lo sguardo di Laura che piange per la morte del poeta. La quarta strofa presenta una scena molto saliente quella del trionfo di Laura, c’è una fusione dell’elemento umano con quello naturale. I fiori sono bianchi e l’effetto di fiori paragonati alle perle sottolinea la purezza della donna.”con il vagabondare sembrava…”.

 






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