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TIPOLOGIA D-TEMA DI ORDINE GENERALE

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TIPOLOGIA D-TEMA DI ORDINE GENERALE

Si dice da parte di alcuni esperti che la forza delle immagini attraverso cui viene oggi veicolata gran parte delle informazioni, rischia, a causa dell’impatto immediato e prevalentemente emozionale, tipico del messaggio visivo, di prendere il sopravvento sul contenuto concettuale del messaggio stesso e sulla riflessione critica del destinatario.

Ma si dice anche, da parte opposta, che è proprio l’immagine a favorire varie forme di apprendimento, rendendone più efficaci e duraturi i risultati.

Discuti criticamente i due aspetti della questione proposta, avanzando le tue personali considerazioni.

La società contemporanea è fatta di immagini. La televisione, i giornali, internet divulgano messaggi ed informazioni cercando di impressionare le persone attraverso suoni e fotografie.

Il messaggio visivo, dunque, prende il sopravvento sul contenuto del messaggio stesso e l’immagine permette di comprendere meglio quello che si vuole trasmettere, favorisce l’apprendimento e garantisce la permanenza nella memoria del messaggio, perché ciò che resta nella mente di una persona è ciò che colpisce e attira l’attenzione ed è più facile ricordarsi di un immagine che di una frase.

Molte aziende pubblicitarie basano la sponsorizzazione dei loro prodotti soprattutto sull’impatto immediato ed emozionale che gli spot trasmettono al loro pubblico

La sempre maggiore facilità di produzione e disponibilità di tutti gli oggetti ha modificato il rapporto con le cose e se da una parte l’espansione economica ha creato benessere e nuove possibilità di vita, allo stesso tempo ha dato luogo a sempre più numerosi rifiuti. Qualcosa di analogo accade nell’ambito dell’estetica, della comunicazione, della cultura, dove le informazioni, le immagini, i miti e le mode si consumano con sempre maggiore velocità. Lo stesso mondo della cultura è come un immenso serbatoio di rifiuti, dove si confondono le esperienze autentiche e quelle volgari, banali, degradate, dove tutto è accomunato dallo stesso destino di essere usato e gettato via. Le forme di spettacolo più seguite sono infatti spesso demenziali e violente.

L’immagine attraverso meccanismi persuasivi, tendeva a trasformare l’individuo in un uomo anonimo e disponibile al consumo preoccupato di soddisfare necessità superflue e illusorie. per alimentare questo dilagante consumismo le industrie produttive inducono il pubblico a credere in false esigenze, lo spingono a comprare comodità e a credere in falsi miti.  Viviamo in un mondo in cui si cerca sempre più di annullare la personalità del singolo e di ridurre l’uomo ad un semplice elemento di un  grande ingranaggio. La principale arma usata per perseguire questo poco onesto intento è la pubblicità: per mezzo di essa è possibile orientare le masse senza che esse si accorgano di essere strumentalizzate. Si può quindi senz’altro affermare che la pubblicità è il più grande potere del mondo moderno.

Il mondo dei giovani è senza dubbio influenzato e strumentalizzato sino all’esasperazione, nelle idee e negli atteggiamenti, dalla moda, dalla pubblicità e dal consumismo; gli effetti dell’influenza pubblicitaria sui giovani sono fortemente negativi in particolare a livello psicologico. E’ in forte aumento infatti la percentuale di giovani afflitti da disturbi alimentari quali l’obesità o bulimia - fattori familiari - Il vomito viene auto" class="text">la bulimia, incrementate dalle pubblicità di cibi grassi e dolci, e l’anoressia provocata nella maggior parte dei casi dall’ideale estetico filiforme delle modelle che recitano negli spot. L'abitudine di bere fino a ubriacarsi ha registrato tra i giovani un preoccupante aumento

In realtà ciò che la pubblicità ci lascia è una sensazione di inadeguatezza che deriva dal non poter consumare e comprare quanto si vorrebbe. Ci accorgiamo inoltre di non poter raggiungere la perfezione proposta dai messaggi pubblicitari: questa frustrazione ha addirittura portato molti giovani all’assunzione di psicofarmaci senza accorgersi che la vera bellezza non sta nell’omologazione ma nell’essere se stessi, nell’accettarsi, perché ognuno ha delle caratteristiche che lo distinguono dagli altri e che lo rendono particolare.



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