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Elementi di Psicologia(5) - LA MEMORIA - I SISTEMI DI MEMORIA

Elementi di Psicologia(5) - LA MEMORIA - I SISTEMI DI MEMORIA
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Elementi di Psicologia(5)



LA MEMORIA


Un sistema di memoria è semplicemente qualcosa che conserva l’informazione nel tempo. Per esempio, quando fissate un appuntamento potete servirvi sia di una memoria interna, ricordando la data il luogo e l’ora dell’appuntamento, sia una memoria esterna, affidando tale ricordo ad un’agenda con un appunto.


I SISTEMI DI MEMORIA


Molte idee psicologiche sulla memoria interna hanno come riferimento la memoria esterna. Anche se a noi interessa soprattutto la memoria interna, è utile considerare alcuni sistemi di memoria esterna per meglio comprenderne il significato.




Il concetto di memoria esterna fa riferimento a tre termini molto importanti: la “codifica”, la “ritenzione” e il “recupero”.


- La codifica indica il modo in cui un’informazione è immagazzinata.

- La ritenzione si riferisce al modo in cui tale informazione è conservata nel tempo.

- Il recupero si riferisce al modo in cui l’informazione è recuperata.


L’esempio classico di memoria esterna che comprende questi tre aspetti è quello del libro. Infatti, l’informazione viene codificata quando il libro viene stampato, questo libro viene stampato in conurazioni di inchiostro che formano delle parole. Infine, quando il libro è letto, l’informazione in esso contenuta viene recuperata.


È anche importante definire il termine di perdita dell’informazione per riferirci in generale a ciò che accade quando qualcosa interferisce con il concetto di recupero dell’informazione. Nel caso del libro, lo smarrimento del libro stesso o la sua distruzione, impediranno definitivamente il recupero dell’informazione, soprattutto se ci riferiamo a libri antichi per i quali non è più possibile recuperarne una copia.

Il modo in cui un’informazione viene rappresentata è diversa, dipende molto da sistema che abbiamo utilizzato per conservarla (libro, lettera, registrazione su nastro, ecc.). Queste informazioni possono anche essere ricodificate in un altro sistema, ad esempio una registrazione su nastro può essere tradotta in un testo scritto.


Un’altra caratteristica dei sistemi di memoria è la loro capacità. Per esempio, un rappresentante di commercio potrebbe usare la propria agendina tascabile per registrare gli appuntamenti della giornata. La capacità di immagazzinare le informazioni su un’agendina è minore di un’agenda da ufficio, e lo è ancora meno se l’informazione è registrata in un computer.


LA MEMORIA UMANA


La memoria umana, pur non potendo essere osservata direttamente, può essere descritta allo stesso modo della memoria esterna.

L’osservazione accurata di come gli esseri umani eseguono determinati compiti in cui è richiesto l’uso della memoria, ha permesso agli psicologi di formulare diverse ipotesi sulla natura della memoria. Molti di questi studi comportano una similitudine tra la memoria umana e quella dei sistemi di  memoria esterna (in particolare i computer).


I primi esperimenti riguardanti la misurazione della memoria vennero condotti nel 1876, attraverso una serie di semplici compiti di memoria e si osservò il modo in cui questi compiti venivano eseguiti.

Tre sono i diversi compiti impiegati per misurare la memoria: la “rievocazione”, il “riconoscimento” e il “riapprendimento”.


La rievocazione: Un semplice compito di rievocazione è, per esempio, quello di elencare le province italiane, o rispondere a domande quali “come si chiama quella ragazza?” o “qual è il tuo numero di telefono”?

Quanto più si conosce un determinato argomento, tanto più facile è ricordarlo. Tuttavia, a volte occorre del tempo per ricordarlo (rievocarlo), anche quando si ha la netta impressione che ricorderemo. Quante volte vi è capitato di avere la risposta ad una domanda sulla punta della lingua ma di non riuscire a dirla? Questo tipo d’osservazione fa pensare che rievocare (ricordare) richieda del tempo e concentrazione.

Per controllare con maggior precisione il tempo che passa per rievocare un ricordo, alcuni soggetti sono stati sottoposti ad un esperimento in cui veniva fatta leggere a intervalli regolari una lista di nomi. Lo studio ha dimostrato che vengono ricordati maggiormente in nomi all’inizio e alla fine della lista.


Il riconoscimento: Un altro modo di misurare la memoria consiste nell’usare un compito di riconoscimento. Ad esempio se chiedete ad un amico: 'Quella è Maria'?,  oppure, 'Il tuo numero di telefono è 648376'?. Il vostro amico vi risponderà prontamente: Si, quella è Maria oppure SI, questo è il mio numero di telefono. Meno pronto sarà il vostro amico a rispondere alla domanda: Chi è quella ragazza? Oppure: 'Qual è il tuo numero di telefono'?.

Questo accade perché nel primo caso la risposta è già presente nella domanda, quindi gli studi hanno dimostrato che è più facile riconoscere una domanda che rievocarla.


Il riapprendimento: Gli individui, anche quando sembrano di aver completamente dimenticato una cosa appresa in precedenza, possono riappenderla in un tempo minore di quello occorso per l’apprendimento originario.

Questa riduzione di tempo (o risparmio) nel riapprenderla fa pensare che una traccia sia comunque rimasta nella memoria.





LA PERDITA DI INFORMAZIONI NELLA MEMORIA UMANA


Come nei sistemi di memoria esterna (es. del libro) l’informazione può essere perduta, anche nella memoria umana può aver luogo lo stesso processo.


. Il fattore più ovvio della perdita di memoria è sicuramente il tempo. In generale, più è lungo l’intervallo tra la l’apprendimento e la rievocazione, minore è la probabilità di ricordare qualcosa.

Ad esempio ci si può dimenticare il nome di una persona che c’è stata presentata al volo da un amico in un affollato supermercato.

Fanno eccezione il ricordo di eventi accaduti in un momento di crisi, come la morte di un amico o una situazione di pericolo.

Questi due esempi dimostrano anche che il fattore tempo, per quanto importante non costituisce un indice affidabile della possibilità o meno di ricordare un fatto.

. Un altro fattore che disturba la memoria sono le distrazioni. Nell’esempio della persona che c’è stata presentata al supermercato, se oltre alla confusione e alla rapidità della presentazione aggiungiamo che eravate distratti da un nuovo prodotto sul banco dei salumi, sicuramente la probabilità di ricordare quella persona diminuisce notevolmente, è come se non vi fosse mai stata presentata.

La sessa cosa accade anche nei casi in cui prestate attenzione alle informazioni nel momento in cui vi sono presentate, una distrazione immediatamente successiva può provocare una perdita d’informazioni. Avete forse notato che è più facile dimenticare il nome di una persona se siete stati distratti subito dopo la presentazione.

. La capacità di ricordare qualcosa può ridursi anche quando la cosa da ricordare somiglia ad altre cose dello stesso genere: tale situazione è detta interferenza di altri ricordi. Per esempio, immaginate che un agente immobiliare vi abbia fatto vedere un certo numero di case. Ripensando a quel che avete visto, potreste avere qualche difficoltà a ricordare quali cose avessero determinate caratteristiche, e vi potrebbe capitare di attribuire la caratteristica di una casa ad un’altra. Quanto più sono simili le case visitate e quanto più sono numerose, maggiore sarà la confusione.

. Le cause organiche della perdita di memoria: Alcune perdite di  memoria hanno una chiara origine organica. Le amnesie sono di solito la conseguenza di danni cerebrali provocati da malattie, traumi o interventi chirurgici al cervello. Per esempio nel morbo di Alzheimer, che colpisce le persone anziane, la riduzione progressiva dell’ossigeno al cervello e la sua atrofia generale, provocano una riduzione progressiva delle funzioni cerebrali, compresa la memoria.

Se la perdita di memoria è successiva al danno cerebrale (come nell’ictus cerebrale) si parla di amnesia anterograda, mentre se la perdita riguarda fatti accaduti prima del danno cerebrale, si parla di amnesia retrograda. Di solito le amnesie retrograde sono di natura transitoria e riguardano traumi alla testa. Queste amnesie possono esser limitate a pochi istanti, giorni o perfino settimane, a seconda del colpo ricevuto. Col passare del tempo, vengono ricordati per primi gli venti più vecchi, finché alla fine l’amnesia svanisce. A volte, però, il ricordo degli eventi accaduti nei minuti che hanno preceduto il colpo alla desta, è perduto per sempre.



LA MEMORIA VISIVA


Riuscite a ricordare quante volte girate a destra ogni qualvolta prendete l’auto e venite a lavorare in ospedale?

Sicuramente per rispondere a questa domanda dovrete ripercorrere mentalmente la strada che fate e contare le volte che girate a destra.

Ciò fa pensare che ricordare a volte è simile a vedere. Numerose ricerche hanno dimostrato che se chiedete a qualcuno di ricordare ad esempio l’angolo formato dalle lancette di un orologio alle 10,10 e alle 4.30 la persona intervistata risponderà sicuramente che l’angolo maggiore è quello delle 10,10. Perciò quando viene chiesto di confrontare “a memoria” due orari, essi si comporteranno come se stessero osservando un’immagine mentale.



COME MIGLIORARE LA MEMORIA?


I metodi per migliorare la propria memoria partono da operazioni banali, come fare un nodo al fazzoletto, o da strategie estremamente elaborate.

Il principio fondamentale è che quanto più si riflette su qualcosa, tanto più è facile ricordarla. Le strategie per ricordare sono basate sull’uso di indici di richiamo più facili da ricordare. Per esempio un nodo al fazzoletto è un indice di richiamo.

Altri indici di richiamo, per ricordare ad esempio la sequenza di un’operazione da svolgere in campo lavorativo, sono i numeri ( es. da 1 a 10) per ricordare con precisione le fasi di un’attività.






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