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LA DIFFUSIONE DELL’”ART NOUVEAU”

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LA DIFFUSIONE DELL’”ART NOUVEAU”

La descrizione dei movimenti d’avanguardia europei per singole personalità o gruppi di artisti può dare l’idea che ogni esperienza sia isolata dalle altre più di quel che accade in realtà. In questo periodo gli scambi culturali sono invece eccezionalmente fitti, i movimenti e gli artisti si stimolano reciprocamente in molti modi e la ricerca delle fonti per ciascuna esperienza diventa quasi futile, tanto serrato e il gioco delle influenze.

Il movimento d’avanguardia belga, come s’è detto, nasce attorno alla rivista settimanale “L’Art moderne”, fondata nel 1881 che continua ad uscire fin quasi alla prima guerra mondiale; attorno alla rivista si forma nel 1884 il gruppo dei XX che nel 1894 diventa La libre Esthetique. I primi rapporti accertati con l’Inghilterra avvengono in occasione delle esposizioni dei XX dal 1891 in poi, dove sono esposti oggetti di Morris e della sua scuola. Nel 1894 Van de Velde comincia la serie delle sue conferenze.



Intanto in Inghilterra si formano le associazioni per l’insegnamento e la diffusione delle arti applicate .

In Germania, a qualche anno di distanza dal Belgio, si forma un movimento analogo per il rinnovamento delle arti decorative, senza che però sia possibile dimostrare una diretta derivazione dell’uno dall’altro.

Subito dopo, soprattutto ad opera di Van de Velde, il movimento belga acquista diffusione europea, sovrapponendosi alle scuole locali. Nel 1896 il commerciante amburghese S. Bing apre il suo negozio a Parigi, con l’insegna L’art nouveau, presentando mobili di Van de Velde al pubblico francese . sia in Francia che in Germania le idee di Velde sono nell’aria e molti progettisti e artigiani lavorano nello stesso senso già da qualche anno.

In Francia però le cose vanno diversamente che in Germania: sia la cultura accademica che la tradizione tecnica, sono fondamentalmente estranee ai nuovi apporti e oppongono forti resistenze alla loro diffusione. Perciò il nuovo movimento finisce per investire solo una zona limitata della produzione francese, cioè l’arredamento che appunto per tradizione si considera separato dall’architettura, e una parte dell’architettura domestica.

In Germania il movimento incontra minori resistenze e conserva l’originaria istanza di rinnovamento strutturale. Nel 1896 esce la rivista “Jugend” che dà il nome al nuovo stile.

Subito dopo s’aggiunge l’influenza decisiva della scuola viennese grazie all’impegno di Otto Wagner; l’impegno che Wagner dedica alla scuola dà i suoi frutti qualche anno dopo quando un gruppo di artisti, fra cui parecchi suoi discepoli, fonda nel 1898 la Secessione e comincia a pubblicare il periodico “Ver sacrum”.

Tra le fonti della Secessione c’è senza dubbio, oltre L’art nouveau belga ormai di dominio europeo, una diretta conoscenza dell’arredamento inglese.

Il Belgio, la Francia, l’Inghilterra, la Germania e molti altri paesi presentano allestimenti, oggetti d’arte e mobili nel nuovo stile, e per unanime riconoscimento gli ambienti e i prodotti austriaci sono considerati i migliori.




Un’occasione per il confronto delle esperienze d’avanguardia è l’Esposizione internazionale di Torino del 1902. La cultura italiana proprio in quegli anni dà segni di nuova vitalità e compie uno sforzo importante, se non per inserirsi nel dibattito europeo, almeno per restare al passo con glia avvenimenti d’oltralpe.

Nel 1892 si comincia a pubblicare la rivista “Arte italiana decorativa e industriale” diretta da C. Boito; nel 1895 esce “Emporium”, l’altra rivista d’arte decorativa dell’Istituto d’arti grafiche di Bergamo. Per ora i due periodici sono ispirati ad un dignitoso eclettismo.

In questo ambiente povero di energie autonome ma attentamente ricettivo, i movimenti di avanguardia europei trovano un’eco subito dopo il 1900, e fanno sorgere un certo numero di opere e discussioni.

Nel 1901 Giuseppe Sommaruga costruisce a Milano la sua prima opera ispirata all’Art nouveau, il palazzo Castiglioni. Ernesto Basile all’esposizione agricola di Palermo accetta i medesimi motivi. Nel 1902 Raimondo d’Aronco costruisce i padiglioni per l’Esposizione torinese, ispirandosi francamente alla Secessione viennese.

A partire dal 1900 il centro della cultura architettonica europea si sposta in Germania, dove l’ulteriore conoscenza dello stile inglese e specialmente di Mackintosh sul continente, si deve soprattutto a Hermann von Muthesius, che è addetto culturale all’ambasciata tedesca a Londra dal 1896 al 1903.

La Deutsche Werkstatte, una ditta fondata nel 1898 da Karl Schmidt a Dresda, si ispirano inizialmente ai modelli inglesi, ma si orientano nel primo decennio del ’900 verso la produzione in serie e la standardizzazione.

Negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale si diffonde in Europa la fama di Wright. Anche qui la cultura tedesca fa da tramite; nel 1910 l’editore Wasmuth invita Wright a Berlino e organizza una mostra delle sue opere.






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