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Il Neoclassicismo - Architettura, Giuseppe Piermarini, SCULTURA

Il Neoclassicismo - Architettura, Giuseppe Piermarini, SCULTURA
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Il Neoclassicismo

Con il termine “neoclassicismo” si usa indicare il periodo compreso, approssimativamente, fra la metà del Settecento e i primi dell’Ottocento, nel corso del quale si è convinti di poter raggiungere un “nuovo classicismo”, operando il recupero, in età moderna, della civiltà antica.

Il neoclassicismo trova giustificazione storica nel razionalismo illuminista, che, si oppone agli eccessi, alle stravaganze, alle complicazioni prospettiche del barocco e cerca quella chiarezza, quella oggettività che sembra di poter riconoscere solo nella cultura classica.

Il vero e indiscusso teorico neoclassico è  il tedesco Johann Joachin Winckelmann (Stendal, Germania, 1717-Trieste, 1768),autore, fra l’altro, di una Storia dell’Arte nell’Antichità(1764), il quale, per la prima volta, invece che collezionare una serie di biografie di artisti,  tenta di dare un ordine sistematico alla molteplicità di opere antiche, studiandole in sé, indipendentemente dagli aneddoti tramandati attraverso le fonti, e cercando di comprenderne lo stile.

Il Winckelmann ritiene che l’opera d’arte sia espressione del bello ideale, raggiungibile non imitando la natura, ma ripararne i  difetti, o, meglio, scegliendo da essa le parti più belle e fondendole insieme. L’opera d’arte,dice Winckelmann,dovra’ superare l’agitarsi delle passioni umane poiche’la quiete e’ lo stato che piu’ si addice alla bellezza .Il neoclassicismo non va per’ considerato solocome un movimento culturale che persegue un fine estetico,perche’ tale fine non puo’ essere separato da quello morale di un epoca che è conseguenza delle teorie illuministe. Nasce ,infatti,nuovamente ,il mito dell’eroe,dell’uomo leggendario che salva l’umanita’.Ideale estetico ed ideale etico sono i due poli entro i quali si muove il neoclassicismo.C’è un altro aspetto di quest’epoca, spesso trascurato, che deve essere invece messo in luce, perché, se anche non ha avuto riflessi immediati sulle arti visive, con il passare dei decenni finirà con l’essere determinante anche in questo campo, costringendo a trasformare la concezione tradizionale dell’arte e dell’artista:è la cosidetta”prima rivoluzione industriale”, con la nascita di una nuova concezione urbanistica. L’ampliamemto dei mercati, la crescente richiesta di beni di consumo, il miglioramento delle vie di comunicazione generano la necessità di una diversa e più razionale organizzazione del lavoro produttivo e quindi la graduale sostituzione del sistema industriale e quello artigianale, con tutte le conseguenze, positive e negative, che questo comporta.

Nel XVIII secolo il fenomeno dell’industrializzazione, più sensibile in Inghilterra che altrove, comincia a portare con se quello dell'’urbanesimo, ossia dell’afflusso delle famiglie operaie nei maggiori centri urbani. Roma è la capitale del neoclassicismo

ma la guida spirituale è ormai diventata la Francia o,meglio,Parigi,per gli eventi politici che ha vissuto(Riv.Industriale).

Architettura

L’architettura neoclassica, nata in una età di grandi rivolgimenti sociali, più che adattarsi agli edifici privati, ha, come scopo fondamentale, la valorizzazione di quelli pubblici, dando loro risalto con strutture che si impongono per nobiltà e grandiosità di origine antica.In qualche modo è la teoria albertiana e palladiana secondo la quale le forme greco-romane conferiscono nobiltà agli edifici per la loro perfezione e per l’autorevolezza che deriva loro dall’antichità. Solo che, mentre per l’Alberti, e soprattutto per il Palladio, si tratta di inserti anticheggianti in un contesto moderno, il neoclassicismo applica spesso forme antiche a edifici moderni, senza che fra loro intercorra alcuna relazione funzionale, contraddicendo le affermazioni del Padre Lodoli.

Lo stesso aspetto assumono edifici che hanno funzione del tutto diversa, dalla Borsa di Parigi, alla Cavallerizza della Guardia a San Pietroburgo, al Walhalla che, dall’alto di una collina sul Danubio, domina un ampio panorama nei pressi di Ratisbona, in Germania, con un indirizzo stilistico comunque a tutta l’Europa e all’America Settentrionale.

Giuseppe Piermarini

Il maggior architetto del primo neoclassicismo italiano è un umbro, che opera principalmente in Lombardia, Giuseppe Piermarini.

Allievo del Vanvitelli e suo collaboratore nei lavori della Reggia di Caserta, trasferitosi a Milano vi si impone, contribuendo in modo non indifferente a fare della città uno dei maggiori centri neoclassici italiani.

Nel 1776 ha l’incarico di progettare il Teatro della Scala, realizzando, fra i primi, il prototipo di un edificio destinato all’uso pubblico.Nasce così il prospetto, tante volte ripetuto successivamente nei teatri, con portico per l’arrivo e la partenza delle carrozze al riparo delle intemperie, la terrazza, il timpano sovrastante;nascono i ridotti e i servizi;e, soprattutto, nasce l’emiciclo della sala con gli ordini dei palchi sovrapposti e con l’acustica perfetta:teatro, dunque, assolutamente funzionale, nato in un epoca ancora memore del razionalismo illuminista.

Sono questi gli elementi che caratterizzano anche gli altri edifici lombardi dell’architetto,fra i quali il Palazzo Belgioioso di Milano e la Villa Reale di Monza.

SCULTURA

Canova

Il maggior scultore europeo dell ’età neoclassica e l’ultimo artista italiano di risonanza internazionale è Antonio Canova, che sintetizza e conclude la grande tradizione scultorea italiana ed interpreta, al più alto livello, le aspirazioni contemporane al bello ideale e alla rinascita dell’arte antica.A Venezia dove si trasferisce ancora ragazzo e dove a lungo la sua formazione, ha modo di studiare, insieme al cromatismo trdizionale, i morbidi passaggi chiaroscurali delle sculture di un Morlaiter e le classicheggianti architetture di  Temanza e di uno Scalfarotto. D‘altra parte, mentre frequenta la scuola di nudo all’Accademia, imparando a conoscere il corpo umano dal vero, si esercita a disegnare i calchi in gesso di statue antiche, abituandosi a trasurare il vero nelle forme classiche.

Il gruppo rappresenta il momento in cui Amore risveglia con un bacio Psiche, svenuta perché, contro al divieto di Afrodite, ha aperto un vaso affidatole da Proserpina nell’Ade.

Pittura

 

I l neoclassicismo in pittura ha la sua affermazione a Roma con un affresco che ne rappresenta il manifesto: Il Parnaso,dipinto nel 1761 da Mengs,ma mentre il Mengs ed il Canova eprimono l’ideale estetico di questa epoca, Jaques-Louis David esprim quello morale:uomo-eroe  che assume in se l’impegno di liberare la patria,come possiamo vedere nel suo capolavoro “Il giuramento degli Orazi

Il quadro rappresenta appunto questo ideale, proprio degli anni prerivoluzionari e rivoluzionari, ideale che si credeva realizzato dagli antichi eroi romani:i fratelli Orazi, combattendo contro i Curiazi fino al limite estremo, diedero la vittoria alla patria .A rendere la determinazione degli uomini sono l’inesorabile rigore geometrico delle linee rette, triangolari o parallele o intersecantisi e l’impianto prospettico centralizzato che focalizza l’attenzione nel punto culminante, là dove, in unità di intenti, si incontrano gli sguardi e le mani. 


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