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LA MASSONERIA E IL DISPOTISMO ILLUMINATO, IL REGNO DI FEDERICO II IN PRUSSIA, L’AUSTRIA DI MARIA TERESA, LE RIFORME DI GIUSEPPE II

LA MASSONERIA E IL DISPOTISMO ILLUMINATO, IL REGNO DI FEDERICO II IN PRUSSIA, L’AUSTRIA DI MARIA TERESA, LE RIFORME DI GIUSEPPE II
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LA MASSONERIA E IL DISPOTISMO ILLUMINATO

Le nuove idee, anche grazie alla stampa si diffusero oltre i confini della Francia. Ruolo importante nella diffusione del pensiero illuministico va attribuito alla massoneria, un’associazione segreta ispirata ai FREE-MASONS(i liberi muratori),che accolse le idee anticlericali e deiste, liberali e antiassolutistiche. La massoneria accoglieva nobili ma anche borghesi, intellettuali, professionisti e anche imprenditori animati da spirito progressista. “dispotismo illuminato” descrive un atteggiamento di alcuni sovrani che accolsero importanti ISTANZE DI MODERNIZZAZIONE dell’apparato amministrativo e di abbattimento dei privilegi legati all’ordine feudale.

Gli obiettivi e la riforma erano di ridurre i privilegi fiscali del clero e della nobiltà e dei particolarismi per arrivare ad una uniformità del diritto.

IL REGNO DI FEDERICO II IN PRUSSIA

Federico II, Re di Prussica venne considerato il modello del sovrano illuminato e si meritò l’appellativo di grande. Egli riorganizzo l’apparato amministrativo, infatti i procedimenti furono resi più snelli, venne abolito l’uso della tortura e della pena di morte e ridotte le pene corporali.



Trasformò la vecchia aristocrazia terriera degli JUNKER nella principale componente dell’esercito. In campo economico, nel settore agricolo, il suo scopo era quello di selezionare le colture e migliorare la resa dei terreni. Per quello che riguarda l’ambito commerciale, si ispirò alle teorie mercantilistiche. Numerose furono le sue iniziative in campo culturale: infatti si deve a lui l’apertura dell’accademia delle Scienze di Berlino e l’obbligatorietà dell’istruzione elementare dai 5 ai 13 anni. Alla sua morte Federico II il Grande, lasciò un regno potenziata sia economicamente che  militarmente.

L’AUSTRIA DI MARIA TERESA

L’imperatrice Maria Teresa si adoperò per limitare i poteri delle assemblee regionali. Sul piano sociale cercò di evitare il contrasto con la nobiltà. La riforma sociale colpiva in modo decisivo i privilegi della nobiltà e del clero. In campo economico l’imperatrice adottò provvedimenti orientati per il superamento delle strategie mercantilistiche, per liberalizzare i commerci e facilitare il mercato del lavoro. In campo religioso furono intrapresi coraggiosi provvedimenti allo scopo di eliminare i privilegi del clero. Agli ordini religiosi, fu fatto divieto di acquistare beni immobili, venne aumentato il numero delle parrocchie. Le festività religiose furono ridotte. Nel 1773 venne soppressa la Comnia di Gesù: i beni dell’ordine vennero incamerati dallo stato per finanziare le riforme dell’istruzione.




LE RIFORME DI GIUSEPPE II

Nel 1780 Maria Teresa morì e il potere passò al lio Giuseppe II. Lui aveva uno spirito riformista e fu il sostenitore di posizioni radicalmente anticlericali e antifeudali. Particolarmente radicale fu la sua posizione nei confronti dei privilegi ecclesiastici, ispirata alle teorie giurisdizionaliste. Con il termine giurisdizionalismo si intende la tendenza dei sovrani a estendere la propria giurisdizione, anche in ambito religioso. Una delle più importanti iniziative di Giuseppe II fu la concessione della libertà di culto, con la “PATENTE DI TOLLERANZA”. Per mezzo di questo decreto, protestanti e ortodossi ottennero diritti che non avevano eguali in nessun’altro paese d’Europa.  Vi fu anche un rafforzamento  del potere  centrale anche in campo amministrativo. Venne adottata la lingua tedesca in sostituzione del latino negli uffici ministeriali imperiali ( eccetto Italia e Paesi Bassi).

Nel 1787 un nuovo codice penale eliminava la tortura così, venivano meno le differenze di trattamento tra nobiltà e ceti popolari. Venne anche abolito il SERVAGGIO. Nel 1790 vi fu una violenta rivolta dei Paesi Bassi che portò alla nascita degli Stati Uniti e del Belgio. Il generale malcontento dimostrava il fallimento del dispotismo illuminato di Giuseppe II e delle sue riforme. Per questo Leopoldo II, suo successore finì con il ripristinare privilegi e consuetudini, indirizzando la politica in senso moderatamente conservatore.






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