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La Riforma Protestante e Martin Lutero

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La Riforma Protestante e Martin Lutero

LA RIFORMA DI MARTIN LUTERO: Appena eletto imperatore, Carlo V fu impegnato nella risoluzione di gravi problemi religiosi e sociali provocati dalle idee di Martin Lutero, un monaco tedesco che con le sue rivoluzionarie proposte di Riforma della Chiesa minacciava di spezzare l’unità dell’impero e di tutta la cristianità europea.

Lutero, professore di teologia nella nuova università di Wittenberg, era giunto alla certezze che le “opere”, le “buone azioni” senza la fede sono inutili e prive di valore. Ma questo princiio contrastava la religiosità del tempo, basata soprattutto sulle pratiche esteriori del culto, su una fede vissuta più come accettazione dell’autorità della chiesa, come forza interiore.

Ciò che scandalizzava maggiormente Lutero era la convinzione, diffusa tra i cristiani, che per salvare l’anima bastassero le indulgenze bandite dal Papa. Proprio negli anni della sua ricerca teologica, le città e le camne erano battute da frati inviati dall’arcivescovo di Magonza per la vendita delle indulgenze; chiunque poteva comprare delle indulgenze per ridurre la pena in purgatorio alla sua anima o a quella di un congiunto.



I soldi raccolti dalla vendita delle indulgenze in parte sarebbero andati al vescovo di Magonza, in parte al papa per completare la costruzione della basilica di San Pietro a Roma.

Scandalizzato da questo commercio di cose sacre Lutero nell’ottobre del 1517 pubblicò sul portone della Cattedrale di Wittenberg 95 Tesi nelle quali sosteneva che solo Dio Aveva la facoltà di rimettere i peccati, e non il Papa. Due anni dopo il Papa Leone X, dopo aver tentato invano di portare Lutero a Roma per processarlo come eretico, emanò una bolla di condanna contro il frate ribelle; ma Lutero bruciò pubblicamente la bolla pontificia.

A questo punto l’imperatore Carlo V, che voleva evitare la rottura con Roma, invitò Lutero a piegarsi alla sua volontà; poi nella Dieta dei principi riunita a Worms nel 1521, di fronte a un ennesimo rifiuto di Lutero, lo mise al bando dall’impero. Ma prima che la condanna potesse colpirlo, il frate ribelle era stato rapito e nascosto nel castello di Wartburg dal Principe di Sassonia suo sostenitore.

I PRINCIPI DELLA NUOVA RELIGIONE: Negli anni precedenti la Dieta di Worms Lutero aveva scritto brevi trattati che si erano subito diffusi in Germania, grazie alla stampa, nei quali egli esponeva i principi fondamentali della Riforma, che diventarono poi il fondamento delle nuove Chiese Riformate. I seguaci di Lutero saranno chiamati protestanti dopo la “protesta” avanzata nel 1529 dai principi tedeschi all’imperatore Carlo V, che voleva condannare Lutero e proibire la diffusione delle sue idee.

Partendo dal presupposto che solo la fede può salvare l’uomo e che Dio parla direttamente alla coscienza del credente attraverso la Bibbia, Lutero negava alla chiesa di ergersi a unica, infallibile interprete delle Scritture; egli proclamava invece il principio del libero esame: ogni cristiano era libero di interpretare individualmente la Bibbia, perché questa risulta comprensibile a chi a fede. Per favorire il libero esame delle Scritture, Lutero curò la prima traduzione della Bibbia in tedesco.

Con il principio del libero esame cadeva per Lutero la distinzione tra laici ed ecclesiastici e veniva affermato il sacerdozio universale; la chiesa cessava di essere un’organizzazione con cardinali, vescovi, parroci, per tornare ad essere la primitiva chiesa Evangelica, cioè la comunità spirituale di tutti i fedeli. Nella chiesa riformata, pertanto, sirono gli ecclesiastici che furono sostituiti da semplici pastori, cioè da ministri eletti dai fedeli con il compito di predicare e insegnare la loro religione, uomini come gli altri impegnati nel lavoro e non più obbligati al celibato ecclesiastico.



Partendo da una lettura “autentica” dei Testi Sacri, Lutero giunse a condannare alcuni aspetti della pratica religiosa del tempo, come il culto delle reliquie oppure la venerazione dei Santi e della Madonna, e ridusse i sacramenti alla “cena”, cioè la comunione a al battesimo.

IL MOTIVO DELLA RIFORMA: Durante il medioevo nel mondo cristiano erano nati diversi movimenti ereticali che predicavano un ritorno al cristianesimo primitivo e reclamavano una riforma religiosa e morale della chiesa; ma nessuno di questi motivi aveva una diffusione così ampia come la Riforma Luterana. Quali erano le situazioni presenti in Europa agli inizi del ‘500 e che favorirono il successo di Lutero?

Era chiaro, innanzitutto, che la chiesa nel XV secolo aveva toccato il fondo della sua crisi morale con alcuni Papi come Sisto IV e Alessandro VI che agivano più come principi rinascimentali che come capi spirituali, preoccupati soprattutto di creare signorie per i proprio li legittimi. Anche alla periferia della chiesa le cose non andavano bene; le cariche religiose erano considerate come fonte di benefici e alcuni vescovi cercavano di accrescere i vantaggi economici; inoltre molti prelati non si preoccupavano di risiedere nella loro parrocchia o diocesi e spesso erano culturalmente poco preparati.

Di contro, si era diffusa soprattutto tra la borghesia urbana delle città italiane e fiamminghe un “devotio moderna”, cioè l’ispirazione ad una religiosità più intima.

Anche l’Umanesimo creava un ambiente favorevole alla Riforma; c’era infatti un evidente collegamento tra lo spirito filologico degli umanisti, il loro desiderio di riscoprire i classici e di studiarli nei loro testi originali, e il richiamo di Lutero ad una lettura rigorosa e autentica della Bibbia. Tra gli umanisti ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della Riforma Erasmo da Rotterdam, che nelle sue opere aveva auspicato la rinascita della teologia sulla base di una rigorosa lettura delle Sacre Scritture e aveva messo in luce l’ignoranza e l’immoralità di un certo clero.

La stampa ebbe un ruolo decisivo nel successo delle idee luterane; basti solo a pensare che delle circa 250.000 opere stampate dal 1449 al 1600, più dei due terzi erano di carattere religioso.

 





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