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La Rivoluzione Francese

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La Rivoluzione Francese

Alla diffusa presenza della borghesia nell’apparato statale e alla sua crescita economica non corrisponde un reale peso politico, questo lo aveva fatto capire la cultura illuministica. Grazie alle teorie di Montesqiueu e Rousseau, il bersaglio dell’illuminismo divenne il parassitismo della nobiltà e del clero, ma anche della chiesa. L’illuminismo si diffonde anche nelle camne, soprattutto nei professionisti, questo portava alla consapevolezza generalizzata dell’illuminismo.

RIVOLTA ARISTOCRATICA

La situazione finanziaria di Luigi 16 alla sua ascesa era disastrosa, quindi decise di prendere delle misure fiscali gravanti sulla nobiltà e sul clero, quindi nel 1787, il re decise di rendere esecutiva un’imposta sulla proprietà fondiaria. Ci fu subito l’opposizione della nobiltà, che richiese di convocare gli stati generali (antica assemblea che esprimeva un parere sulle nuove imposte). Oltre ai nobili, grazie ad una carestia per gli elevati prezzi, si ribellarono anche le masse contadine, e di fronte a questa situazione, il re convocò gli St. Generali per il 5/5/1789.



ASSEMBLEA COSTITUENTE

L’alleanza tra aristocrazia e ceti borghesi si frantumò immediatamente in occasione delle elezioni degli stati generali, infatti la nobiltà sosteneva il vecchio regolamento, ovvero ugual numero dei 3 ceti (clero,nobili,3°stato),mentre la borghesia, voleva il raddoppio dei propri deputati, pari alla somma degli altri 2 ceti, e grazie al sostegno di nobili, il re dovette accettare la richiesta.

I lavori dell’assemble iniziarono come prestabilito a Versailles, ma furono subito animati da dibattiti sul metodo di votazione, perché usando il vecchio sistema, il 3° stato sarebbe stato emarginato, invece se si fosse votato per testa, gli altri 2 ceti erano svantaggiati, così i rappresentanti della borghesia abbandonarono gli Stati Generali e si autoproclamarono Assemblea nazionale Costituente.

FINE REGIME FEUDALE E DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO…

Si formano i primi clubs, e viene costituita dalla borghesia la Guardia Nazionale comandata da La Fayette, per contenere le minaccie aristicratiche e controllare le spinte popolari.

A Parigi le masse popolari assaltano la Bastiglia (sanculotti) e nelle camne i contadini attaccano i castelli feudali, perché alimentati dalla “grande paura”, ovvero bande mercenarie assunte dalla nobiltà con il compito di rubare i raccolti e uccidere i contadini.

Mentre ha inizio la fuga degli aristocratici, la A. Costituente opera lo smantellamento delle residue istituzioni feudali e subito dopo approva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, gettando le basi di una monarchia costituzionale. Grazie ad una folla di popolane, il re è costretto a lasciare Versailles e a tornare a Parigi.

LAVORI DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE

La collocazione dei deputati nell’aula dell’assemblea, a destra i conservatori della monarchia, e a sinistra i democratici e i progressisti, questi ultimi appoggiati dai cordiglieri e i giacobini, riuscirono a imporre il decentramento amministrativo del paese e della costituzione. Questa separava il potere legislativo, esercitato dai rapp. del popolo, il potere esecutivo attribuito al re, e il potere giudiziario esercitato da magistrati eletti dai cittadini.

Vi è un riordinamento amministrativo e smantellamento di ogni ostacolo al libero mercato, con l’abolizione di dogane interne e imposte sul consumo.

Dopo l’abolizione delle decime e l’espropriazione dei beni ecclesiastici, fu approvata la riorganizzazione della chiesa attraverso la costituzione civile del clero che soppresse conventi e monasteri e rese elettive le varie cariche. Solo 7 vescovi accettarono di giurare fedeltà alla costituzione, mentre i curati si divisero in 2 gruppi : i costituzionalisti favorevoli e i refrattari contrari.

L’espropriazione delle proprietà della chiesa fu gravida di conseguenze economiche e sociali, come rimedio l’A.C. decise di emettere buoni del tesoro detti assegnati, rimborsabili con i beni ecclesiastici requisiti dallo stato, ma lenorme emissione di questi è causa di inflazione e l’acquisto da parte dei borghesi delle terre della Chiesa provocano un malessere sociale.

ATTIVITA’ CONTRORIVOLUZIONARIA

L’aristocrazia e i settori del clero che non avevano accettato la costituzione civile (refrattari) invocano l’aiuto straniero contro la rivoluzione. Le iniziative controrivoluzionarie diedero nuova linfa all’opposizione democratica e rivoluzionaria, che sfociano in una serie di piccole sommosse popolari incoraggiate dai 2 gruppi rivoluzionari, i giacobini di Saint Just e Robespierre e i cordiglieri di Danton,Marat ecc..

In questo clima, il re tenta una fuga segreta da Parigi, ma viene scoperto e riportato come prigioniero a Parigi. I cordiglieri promossero una manifestazione anti-monarchica al Campo di Marte, ma furono dispersi dalla guardia nazionale che fece un massacro. Successivamente nascono i foglianti, formato da un folto gruppo di deputati moderati.

FRANCIA IN GUERRA E FINE DELLA MONARCHIA

Alla costituente succede l’assemblea legislativa, dove la maggioranza girondina (girondini nuovo gruppo), contrastata dai giacobini, invoca la guerra rivoluzionaria, contro l’Austria e la Prussia, il cui andamento diasastroso pone fine all’ipotesi della monarchia costituzionale. All’assemblea legislativa succede la Convenzione nazionale, che promuove la mobilitazione popolare per difendere la rivoluzione. Fa la sua  comporsa il regime di terrore, che portò a giustiziare in pochi giorni circa 2000 persone, nobili e preti.

1792 la Convenzione, dopo il suo insediamento, decretava la decadenza della monarchia e proclamava la repubblica. Nel frattempo il re viene messo sotto processo e fu votata la sua condanna a morte con l’accusa di alto tradimento, la sua esecuzione avvenne il 21 gen 1793.



LA 1 COALIZIONE ANTI-FRANCESE, LA CADUTA DELLA GIRONDA E I GIACOBINI AL POTERE

L’esecuzione del sovrano allarga il fronte anti-francese, con l’inserimento anche dell’Inghilterra, preoccupata per l’espansionismo francese e per il possibile contagio rivoluzionario, tanto che abbandono la neutralità e portò la guerra sul mare, che aggravò ulteriormente la già compromessa situazione economica interna.

Successivamente vanno al potere i montagnardi (gruppo politico che comprendeva i massimi elementi del giacobismo), alleati con l’estrema sinistra rappresentata dagli arrabbiati, per poter stroncare l’opposizione girondina.

Tuttavia anziché normalizzare la situazione interna, la cacciata dei girondini dalla Costituzione rese la lotta politica più incandescente, tanto che i deputati girondini chiamarono alla rivolta i propri dipartimenti elettorali. Nonostante la gravità della situazione, i montagnardi guidati da Robespierre e S.Just, provvidero a rinsaldare il potere appena conquistato grazie all’appoggio dei ceti popolari. Si aggiunse il varo della costituzione del 1793, basata sul suffragio universale maschile, con essa si riconoscevano i diritti giuridici, politici ed economici e si riaffermavano i valori di libertà, eguaglianza e fraternità proclamati nell’89.

IL TERRORE

In tutto questo aveva assunto crescente importanza il comitato di salute; la sua politica, ispirata da Robespierre era indirizzata alla riorganizzazione dell’esercito e al mantenimento dell’ordine interno a qualsiasi prezzo (fenomeno storico del terrore). Questo centralizza il potere e adotta misure terroristiche contro l’opposizione(legge sui sospetti) istituendo il tribunale rivoluzionario, che perseguì chiunque fosse sospettato di cospirare contro il governo. Iniziarono così i grandi processi politici, M. Antonietta fu ghigliottinata e in 1 anno in Francia furono eseguite circa 17000 condanne a morte.

L’alleanza dei montagnardi coi ceti popolari si tradusse in significative misure di carattere sociale, come l’aumento della tassazione per la ricchezza, il limite max dei prezzi ecc .

Intanto fù promosssa dai sanculotti e dagli hebertinisti la decristianizzazione della vita pubblica e il culto della dea ragione, ma i moderati e lo stesso Robespierre si oppongono all’ateismo. L’entusiasmo rivoluzionario alimentò le nuove vittorie militari, che ricacciavano fuori dal territorio nazionale gli stranieri e contribuirono a consolidare la posizione politica di Robespierre all’interno del Comitato di salute e della Costituzione.

ELIMINAZIONE DELLE FAZIONI: DITTATURA E CADUTA DI ROBESPIERRE

Ridimensionata la minaccia straniera i montagnardi abbandonano l’alleanza con l’estrema sinistra, che viene colpita da Robespierre insieme ai moderati (indulgenti). Un’apposita legge diede facoltà al Comitato di salute pubblica di mandare a morte senza alcun processo (il grande terrore). Eliminate le opposte fazioni, Robespierre concentrò ulteriormente il potere nelle sue mani, ma venuto meno lo “stato di necessità” grazie alla vittoruia sugli austriaci a Fleurus, la dittatura giacobina entrò in crisi, e la maggioranza moderata della Convenzione (Palude), mise sotto accusa Robespierre e i suoi collaboratori, che, accusati di tirannia, vennero condannati a morte senza processo. Qunidi i moderati ripresero il potere e finito il terrore rosso inizia il terrore bianco dei termidoriani sui giacobini.

LA REAZIONE TERMIDORIANA TRA TENTATIVI MONARCHICI E SUC. MILITARI

Il nuovo gruppo dirigente della Convenzione cancella le misure sociali adottate precedentemente e, come diretto interprete della grande borghesia, dà via liberà all’economia di mercato, ponendo fine all’austero moralismo dei montagnardi, ma non disdegna l’appello alle masse per schiacciare la rinnovata minaccia realista.

I successi delle armate francesi inducono alcuni coalizzati (prussia,sna,toscana) a chiedere la pace.

LA COSTITUZIONE DELL’ANNO 3 E LA COSPIRAZIONE DEGLI EGUALI

Successivamente scaturì la costituzione dell’anno 3 approvata nell’agosto del 1795, che segnò la fine della convenzione. Il diritto di voto veniva di nuovo riservato ai proprietari, mentre il potere legislativo era affidato a un parlamento bicamerale e quello esecutivo al Direttorio, un organo ristretto a 5 membri. Poi vennero soffocati tentativi rivoltosi dei monarchici e dei giacobini. Successivamente ci provò anche Babeuf, comunista, con la cospirazione degli eguali, un piano per la conquista del potere, ma nel 1796 scoperto e represso insieme ai suoi ispiratori. L’accresciuta influenza militare sul potere politico si concretizzò nella ripresa della guerra, sia in territorio tedesco con obbiettivo Vienna, sia in Italia nel Piemonte e nella Lombardia, quest’ultima attaccata da Napoleone.





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