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RELAZIONE - Decomposizione del clorato di sodio



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RELAZIONE


Titolo: Decomposizione del clorato di sodio.

Scopo: Decomporre il clorato di sodio in composti da poi identificare.

Attrezzature e materiali: provette, tappi, portaprovette, provettone [54,9 g], tappo con cannula, vaschetta piena d’acqua, spruzzetta, cilindro graduato, bilancia, 5 g di clorato di sodio, beccobunsen, treppiedi, retina, capsula[80 g], stecchino di legno, accendino, sostegno di ferro con morsetti, spatolina, lana di vetro.

1° Fase: Abbiamo messo nel provettone i 5 g di clorato di sodio che ci sono stati dati. Abbiamo chiuso il provettone con un tappo dotato di cannula e con della lana di vetro e lo abbiamo posizionato su beccobunsen treppiedi e retina, attaccato al sostegno di ferro tramite un morsetto. Abbiamo quindi acceso la fiamma sotto il provettone .

Osservazioni: La lana di vetro serve per fare in modo che il solido, mentre fonde, non schizzi sul tappo e quindi non vada a finire nella cannula.

Il solido inizia a sciogliersi dopo poco, e poi si crea della schiuma, questo ci fa capire che si sta cominciando a sprigionare del gas.

2° Fase Appena inizia a formarsi un po’ di schiuma, ci prepariamo a raccogliere il gas mettendo nell’acqua della vaschetta alcune provette e infilando la cannula in una di queste. Ci accorgiamo che il gas entra nelle provette poiché il livello dell’acqua in esse si abbassa. Riusciamo ad essere veloci in questa operazione e così riempiamo 5 provette con il gas prodotto.

Continuiamo a far riscaldare la schiuma che è nel provettone per circa 10 minuti. Nel frattempo, con le provette di gas raccolto effettuiamo delle prove per verificare l’infiammabilità, ponendo uno stecchino con la brace nella provetta rivolta sia verso il basso che verso l’alto.

Osservazioni La brace dello stecchino si ravviva sia se la provetta è messa normalmente sia se è capovolta. Questo vuol dire che il gas raccolto potrebbe essere ossigeno poiché alimenta la fiamma.

Nel provettone, trascorsi i 10 minuti, notiamo che la schiuma presente in esso è dura, e infatti facciamo difficoltà a rimuoverla con una spatolina.

3° Fase Abbiamo ora pesato il provettone con il solido e sottraendo il suo peso iniziale, ci siamo trovati che abbiamo 3,5 g di solido. A questo punto abbiamo aggiunto poco per volta dell’acqua fino a far sciogliere del tutto il solido; abbiamo aggiunto in tutto 10 ml d’acqua..

Impostiamo allora una proporzione per capire quanti grammi di questo solido si sciolgono in 100 ml d’acqua, in modo da poter confrontare la solubilità con il grafico rappresentante le curve di solubilità dei solidi. La proporzione è: 3,5 g : 10 ml = x : 100 ml , da cui x = 35 g.

Osservazioni: Nel grafico notiamo che a temperatura ambiente in 100 ml d’acqua si sciolgono circa 35 g di cloruro di sodio, perciò possiamo ipotizzare che il solido che era rimasto nel provettone sia cloruro di sodio.

4° Fase: Abbiamo messo la soluzione con il cloruro di sodio in una capsula per far evaporare l’acqua e ritrovarci solo il cloruro di sodio.

Osservazioni: Ci siamo ritrovati 3 g di cloruro di sodio. Questo vuol dire che c’è stata una perdita di solido di circa 0,5 g.

Inoltre provando a unificare l’ossigeno con il cloruro di sodio non riusciamo a ottenere di nuovo il clorato di sodio.






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