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DIRITTI INVIOLABILI



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Diritti Inviolabili


La società ha comportato delle naturali e graduali evoluzioni del nostro ordinamento statale, da autonomie locali a organizzazioni comunitarie, alla privatizzazione della pubblica amministrazione e una rivisitazione dei suoi compiti, un maggiore impegno del privato nella realizzazione di questi stessi interessi che prima erano di esclusiva competenza dello Stato ( primo es. fra tutti la sanità. Esistono strutture pubbliche e private concorrenti tra loro che devono godere delle stesse priorità).

Esiste, però un nocciolo di diritti garantiti della nostra Costituzione che sono rimasti fermi nel corso degli anni e che da quando la Costituzione è stata scritta (1948) a oggi mantengono inalterata la loro attualità.

La cosa importante è che questo nocciolo iniziale di principi costituisce un baluardo non modificabile. Questo significa che non si può avere una modifica degli stessi neanche se si intraprendesse l’iter della revisione delle norme costituzionali previste. Le altre norme che riguardano l’organizzazione statale come l’articolo 117, hanno subito recentemente modifiche, in particolare si sta dibattendo per la modifica dell’art. 5. 


ART. 2 Garanzia dei diritti inviolabili (diritto ai diritti, N.d.A.)





“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come

singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede

l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e

sociale.”


Quest’articolo sembra essere una specie di cappello iniziale della nostra Costituzione perchè riassume i principi fondamentali che saranno affrontati in seguito.

Pensiero comune è che l’Assemblea Costituente (l’assemblea che ha redatto la Costituzione) abbia voluto lasciare una sorta di valvola d’accesso alla tutela costituzionale per diritti e principi che magari non sono esposti negli altri articoli. E’ una sorta di norma a carattere generalesche consente di avere un interpretazione evolutiva. Quello che è un diritto inviolabile, ma non è espresso nella Costituzione, anche quello può godere della tutela prevista dall’articolo 2. Un es., il diritto all’ambiente salubre non è contemplato, ma è un diritto. Altri diritti inviolabili non contemplati sono ad es. quei diritti nuovi che nascono dall’evoluzione della scienza e della tecnologia, il diritto alla privacy (legge 675/96). E’ importante anche questa lettura della persona umana non soltanto come individuo, ma anche nel contesto sociale e familiare dove si muove e svolge la sua personalità. Non solo i diritti ma anche i doveri che una persona ha.


ART. 3 Principio d’uguaglianza


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,

senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinioni politiche,

di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d’ordine economico e

sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,

impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione

di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”


“Tutti . sociali” 1° comma contiene il principio d’uguaglianza formale. La norma parla di “cittadini” in realtà è usato in senso atecnico, non riguarda solo i cittadini italiani, ma è un principio di carattere generale valido per tutti quelli che si trovano sul territorio, ma che non sono cittadini italiani (stranieri e persone prive di cittadinanza). E’ fatta una prima enucleazione dei settori in relazione ai quali questo principio è applicato (sesso, razza, lingua, . ). Questa elencazione è ritenuta non di carattere tassativo, ma serve per dare un idea. 2° comma “E’ compito . Paese”. Mentre nel primo comma si delinea un concetto statico ( siamo tutti uguali), il 2° comma interpreta il principio in modo dinamico, lo Stato deve fare in modo che per una circostanza di fatto o un qualsiasi motivo un soggetto non si trovi nelle condizioni d’essere uguale allora lo Stato si deve impegnare per consentirgli di compensare questo gap (deficit) per fare in modo che tutti quanti siano uguali.

Es. il sistema tributario ha come principio anche quello di consentire una redistribuzione delle ricchezze, tasse in più a chi è ricco per consentire attraverso le risorse che lo Stato recupera di garantire a chi non ha la possibilità di usufruire degli stessi servizi ( borse di studio, agevolazioni).   Il diritto/dovere d’istruzione, attraverso la scuola pubblica, lo Stato mette nelle condizioni che tutti abbiano la stessa cultura per affacciarsi al mondo del lavoro in situazioni di parità.



Text Box: Approfondimento
Immunità parlamentare
L’immunità parlamentare è la possibilità di non rispondere dal punto di vista penale ai fatti e atti commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Questa possibilità non ha logica di uguaglianza, ma è a tutela di che governa. L’immunità parlamentare trova spunto dalla ripartizione dei poteri. Se il popolo esercita il potere attraverso i suoi parlamentari perché non ci sia il rischio di compromissione tra questi poteri con il potere giudiziario. L’immunità parlamentare, tuttavia, esiste soltanto per quello che uno fa nell’esercitare le sue funzioni ( se un deputato compie un reato bisogna chiedere ad una commissione l’autorizzazione a procedere).




Art. 4 Diritto al lavoro


“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le

condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la

propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale

o spirituale della società.”


Tutta la prima parte della Costituzione individua dei principi spesso i diritti in senso atecnico perché è indubbio il fatto che abbiamo diritto al lavoro, non è fatto obbligo a nessuno ad esercitare tale diritto. Il diritto al lavoro si realizza con l’impegno dello Stato (“promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”) però questo è un principio per una finalità, ma non è un diritto in senso tecnico come posizione giuridica soggettiva attiva a fronte del quale esiste un dovere. Sono quindi espressioni di principio. Tutti hanno diritto ad un lavoro e si devono dare da fare per trovarlo.

Es. Entrambi i genitori hanno il dovere di mantenere i li, i genitori si separano, ma il padre non lavora, però deve mantenere lo stesso i li perché alla base c’è quest’impegno di carattere costituzionale che impegna tutti a cercare un lavoro per contribuire. Non è sufficiente affermare che se non si lavora non si possono mantenere i li, si andrebbero incontro così a delle sanzioni di carattere penale.


Art. 5 Tutela delle autonomie locali.


“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali;

attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento

amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle

esigenze dell'autonomia e del decentramento.”


Cominciamo a addentrarci nelle problematiche inerenti alle autonomie locali e del decentramento, perché il principio delle autonomie locali è garantito dalla Costituzione. La logica dell’autonomia del decentramento è stata realizzata da poco, ma in realtà è un principio di carattere generale già contenuto nei primi articoli della Costituzione.



Art. 6 Tutela delle minoranze linguistiche


“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.”


Questo è un principio fondamentale. Si deve tener conto che quando la Costituzione era scritta le minoranze erano moltissime perché l’unità d’Italia era stata fatta da poco e le regioni come il Trentino e il Friuli, aggiuntesi dopo la seconda guerra mondiale, premevano verso l’esterno. L’Assemblea Costituente ha tenuto a garantire e a costituzionalizzare la possibilità di mantenere i propri linguaggi per consentire con più facilità quest’adesione centralistica dei territori autonomi. Oggi sembra quasi normale, però non c’è dubbio che la norma costituzionale è importante. In Trentino ad es. le scritte sono in italiano e tedesco, in Valle d’Aosta sono in italiano e francese, anche nella nostra regione c'è una minoranza linguistica: il griko.








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