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“Lo Stato: nozione ed elementi”



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“Lo Stato: nozione ed elementi”


Lo Stato moderno e le sue caratteristiche

Lo Stato è un’organizzazione politica, in quanto riguarda la collettività e nessuno vi si può sottrarre.

Si può quindi affermare che lo Stato è:

un ordinamento politico a fini generali, nel senso che si considera abilitato a occuparsi di qualsiasi necessità o interesse della comunità organizzata;

un ordinamento originario, nel senso che trova la sua legittimità in se stesso, nel suo affermarsi come potere incondizionato;



Un ordinamento sovrano, in quanto detiene un potere che non riconosce alcun potere al di sopra di sé e come tale afferma il suo potere anche con l’uso della forza;

un ordinamento territoriale, in quanto esso si pone come autorità suprema all’interno e in tutte le parti di uno spazio geografico delimitato da precisi confini, e quindi su tutti coloro che vi si trovano, stabilmente ed occasionalmente;

un ordinamento istituzionale, nel senso che si identifica con una collettività umana stabile, distinta dalle altre e giuridicamente organizzata.

un ordinamento dotato di un apparato di governo, cioè di uno stabile complesso di funzionari che esercitano funzioni di rilevanza pubblica in nome dello Stato e come suoi organi;

un ordinamento dotato di personalità giuridica, nel senso che è un soggetto di diritto a sé stante. È distinto dalle persone fisiche che ne costituiscono gli organi, ha un proprio patrimonio, compie atti giuridici: ha quindi personalità giuridica e capacità di agire.


Lo Stato può peraltro articolarsi in varie istituzioni, avere al suo interno diverse altre “persone giuridiche pubbliche”. Ma tra queste vi è un soggetto preminente, lo Stato “in senso stretto”, a cui appartengono gli organi politici principali (il Parlamento, il Governo, il Presidente della Repubblica, ecc.), gli apparati più importanti (i ministeri, la magistratura) e il massimo potere politico (scelte di politica economica, la politica estera, di sicurezza, ecc.).

Ma va adottata una concezione “dualistica” dello Stato, distinguendo:

lo Stato come corpo sociale organizzato, che chiamiamo Stato-ordinamento

lo Stato come distinto e preminente ente pubblico, che chiamiamo Stato-apparato o Stato-governo

In entrambi in sensi, lo Stato è il principale oggetto del diritto pubblico; ma, ponendosi come ente sovrano, lo Stato è anche il principale soggetto del diritto pubblico, che lo produce e lo applica.

La produzione e l’applicazione del diritto sono infatti funzioni tipiche dello Stato ed espressioni essenziali della sua sovranità, che si manifesta nel:

fissare le regole della convivenza sociale e della propria azione (funzione legislativa

dare applicazione o esecuzione a tali regole quando si tratta di governare la società e di provvedere ai suoi bisogni (funzione amministrativa o esecutiva

dare applicazione o esecuzione a tali regole quando si tratta di giudicare e di risolvere le controversie tra i vari soggetti  dell’ordinamento (funzione giudiziaria


Lo Stato è un organizzazione complessa che non potrebbe esistere senza un insieme di regole, chiamate “costituzione”: esse definiscono il modo in cui lo Stato è costituito, cioè organizzato nelle sue strutture e nelle sue funzioni essenziali.

La costituzione vale a:



limitare l’arbitrio delle autorità in nome delle libertà individuali di cui lo Stato stesso si fa difensore  (liberalismo

creare un apparato autoritativo che sia espressione dei cittadini e responsabile verso di essi (democrazia



Il territorio

Il territorio costituisce l’area geografica in cui si afferma incondizionatamente l’autorità dello Stato, l’area in cui la sovranità statuale si pone come diritto/potere di escludere altre autorità.

L’estensione geografica del territorio è determinata, sulla superficie terrestre, dai confini. Essi si distinguono in:

naturali: segnati da particolari elementi fisici (fiumi, laghi, montagne, ecc.);

artificiali: tracciati dall’uomo o definiti mediante coordinate geografiche;

politici: concordate dalle parti.


Il territorio dello Stato è composto:

dalla superficie terrestre compresa entro i confini;

dalle acque territoriali, costituite dalla fascia di mare che circonda la terra e dal fondo marino esterno al mare territoriale, entro 200 metri di profondità, il cui sfruttamento economico è riconosciuto allo Stato costiero. Oltre le acque territoriali, vi sono le acque internazionali, dove esiste libertà di navigazione per tutti secondo le norme del diritto internazionale;

dallo spazio aereo, nel limite dell’atmosfera, e dal sottosuolo, fin dove è raggiungibile;

dalle navi e dagli aerei dello Stato, anche quando si trovano fuori dal mare territoriale o dallo spazio aereo;

In tutto il proprio territorio lo Stato può esercitare i suoi poteri; ad eccezione delle sedi diplomatiche degli altri Stati (ambasciate) che godono della garanzia della extraterritorialità, prevista dal diritto internazionale per garantire la piena libertà di azione ai rappresentanti degli Stati esteri.




Il popolo e la cittadinanza

Lo Stato non potrebbe esistere senza un popolo; la nozione di popolo va ben distinta da quelle di popolazione e di nazione:

la popolazione comprende l’insieme degli individui che di fatto vivono, in un dato momento storico, sul territorio dello Stato;

con il termine nazione si indica invece “la sintesi delle generazioni passate, presenti e future” di cittadini.


L’acquisto della cittadinanza può avvenire in tre modi:

di diritto, in base alla discendenza;

di diritto, in base al luogo di nascita;

in base a una specifica volontà dell’interessato, con un apposito provvedimento concessorio dell’autorità statale.


La perdita della cittadinanza si produce essenzialmente per rinuncia o per acquisto di altra cittadinanza.





La Sovranità

La sovranità consiste nella supremazia su ogni altra autorità esistente sul territorio, nonché nella indipendenza rispetto agli altri Stati.

La sovranità individua il carattere tipico dell’autorità dello Stato, che la distingue dalle autorità presenti in tutte le altre forme di organizzazione politica e sociale.


Ma quali sono le sue radici, a chi appartiene la sovranità dello Stato?

La risposta dipende dai principi essenziali di ciascuno Stato, che ne impregnano le strutture, le funzioni e la stessa concezione complessiva, in modo da rappresentare il principale riferimento per la classificazione delle forme di Stato.


Abbiamo anzitutto Stati in cui la sovranità appartiene a una persona, le cosiddette monarchie; nella monarchia di diritto divino, la sovranità si ritiene investita da Dio, mentre in quella legittimista, la sovranità è legittimata da una tradizione dinastica prolungata e consolidata nel tempo.

Nella monarchia patrimoniale, la sovranità del re può essere anche vista come signoria sulla terra e sugli uomini; nella monarchia assoluta può essere vista come titolarità esclusiva del potere politico, intesa come un diritto proprio del re e della dinastia.


Ci sono poi Stati in cui la sovranità appartiene alla comunità nel suo insieme, in cui lo Stato stesso è considerato “cosa pubblica”. Ma anche in questo caso bisogna fare una distinzione tra:

repubbliche aristocratiche o oligarchiche, in cui la sovranità appartiene solo a un gruppo sociale;

repubbliche democratiche, in cui la sovranità appartiene all’intero popolo.


A queste classificazioni degli Stati se ne aggiungono poi altre, riferite ai loro fini essenziali:

lo Stato teocratico, dove la sovranità appartiene essenzialmente a Dio ed è esercitata dalle guide spirituali interpreti della Sua volontà;

lo Stato liberale, il cui fondamento è rappresentato dai diritti naturali degli uomini, sicchè lo scopo dello Stato è di tutelare il libero esercizio di tali diritti;

lo Stato socialista, caratterizzato da una radicale democrazia sociale, tendente all’eliminazione dello sfruttamento del lavoro mediante la socializzazione dei mezzi di produzione;

lo Stato totalitario, che attribuisce rilevanza pubblica alla totalità delle relazioni sociali, sicchè queste vanno governate dall’autorità in nome degli interessi permanenti del gruppo sociale che determina l’identità della nazione;

lo Stato sociale, che da un lato riconosce i diritti e le libertà della persona, dall’altro si impegna a renderli effettivi.


L’Italia è uno Stato repubblicano, democratico e sociale

Il nostro ordinamento politico è fondato sulla sovranità popolare; l’art. 1 c. 2 Cost. afferma infatti che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Se la sovranità appartiene al popolo, le sue strutture non possono essere che complesse, per la complessità del soggetto che ne è titolare.

In questo senso il diritto pubblico determina i presupposti, le garanzie e le strutture della democrazia; lo Stato-apparato è lo strumento della democrazia, l’istituzione che opera in nome e per conto del popolo.













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