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GLI ALGORITMI

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GLI ALGORITMI



La risoluzione di problematiche mediante l’uso dell’elaboratore elettronico prevede una successione di fasi che devono essere dettagliate per poter raggiungere il fine prefissato.

Queste fasi partono dalla specifica del problema, proseguono con la formalizzazione di un procedimento risolutivo, che deve essere descritto in modo che l’elaboratore possa eseguirlo, per arrivare al momento in cui i risultati vengono raggiunti e testati per la loro interpretazione.


GENERALITA’

Il conseguimento di un obiettivo, perseguito mediate la raccolta dei dati iniziali e la pianificazione di una strategia di risoluzione, prevede la stesura di un insieme di passi che formalizzino la strategia stessa.

In ambiente informatico si suol indicare con il termine ALGORITMO di cui diamo due definizioni:

È un insieme oridnato e finito di operazioni (istruzioni) che, se eseguite da un esecutore, permettono di conseguire un risultato.



È una succesione finita di trattamenti univoci aed analitci a cui i dati di ingresso devono essere sottoposti per ottenere in uscita i risultati.

I passi da seguire per progettare un algoritmo sono:

Formulazione del problema (analisi): devono essere organizzati i dati in partenza, quali sono e che caratteristiche hanno ed i risultati che si vogliono conseguire e in quali forme si vuole evidenziarli;

Definizione di una strategia risolutiva (algoritmo): che sui dati porta ai risultati;

Codifica: in un linguaggio di programmazione. Algoritmo ->programma;

Test del programma.

Un insieme di istruzioni di dice a. se ha:

Numero finito di istruzioni;

Durata di esecuzione finita (portare a dei risultati);

Deterministico (no equivoci);

Universale;

Realizzabile (il computer deve poterlo eseguire).


PROGRAMMA: sequenza di istruzioni, residente nella memoria dell’elaboratore elettronico, che in base alle specifiche iniziali (Input), realizza un obiettivo da raggiungere (output).


COSTANTE: si autodefinisce. Mantiene inalterato il suo valore durante l’esecuzione di un programma.


VARIABILE: deve essere definita in inizio di programma. Risiedono in memoria centrale del computer; nascono con il programma e con esso cessano la loro funzione.

Il valore di una variabile può variare durante l’esecuzione di un programma.

Si definisce quando il programmatore definisce:

NOME UNIVOCO: identificatore della variabile, servirà per individuarla durante l’esecuzione. È consigliabile usare un nome mnemonico.

TIPO: è il dominio dei valori che in essa possono essere memorizzati.

Numerico: no apici, sono le uniche utilizzabili per le operazioni di matematiche

Alfanumerico: apici, numeri e lettere assortiti (stringhe).



DIMESIONE: quanti byte di memoria occuperà.



ISTRUZIONI: sono di tipo diverso:

Inizio programma;

Assegnazione (A:=0);

Relazione con l’esterno;

Fine programma.



FORMALIZZAZIONE

La scrittura di un algoritmo deve essere formalizzata mediante opportuni strumenti. I metodi per lo più utilizzati sono:

Linguaggio naturale:

quello umano, circoscritto al solo uso della parola, che consente la comunicazione tra emittente e ricevitore. Poco usato perché:

Ambiguo;

Complesso;

Scarsamente adattabile.

Pseudocodifica

o metalinguaggio è quello più usato.

Vincola l’utilizzatore nella descrizione delle  strutture logiche di controllo;

e lascia libertà nella descrizione delle azioni da eseguire. I vantaggi sono:

Indipendenza dai linguaggi di programmazione;

Facilità comunicativa;

Facilità di modifica.

Diagrammi a blocchi:

o Flow-chart, rappresentano graficamente l’insieme ordinato delle istruzioni. Ad ogni istruzione è associato un simbolo grafico.








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