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Albert Einstein: cenni biografici



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Albert Einstein: cenni biografici

Albert Einstein, nato nel 1875 ad Ulm, piccola ma famosa cittadina tedesca, è morto nel 1955 a Princeton nel New Jersey.

Trascorse la sua prima giovinezza a Monaco, si trasferì poi a Zurigo dove continuò gli studi fino al dottorato di matematica e fisica presso il Politecnico.

Dopo la laurea continuò a dedicarsi intensamente ad alcuni problemi di fisica teorica, anche quando, per risolvere i più gravi ed immediati problemi economici, prese la cittadinanza svizzera per assumere un modesto impiego presso l'Ufficio Brevetti di Berna.

Nel 1905 pubblicò tre articoli sugli “Annalen der Phisik”:

il primo sui quanti di luce,

il secondo sull'atomicità della materia,

il terzo sui fondamenti della relatività ristretta.

Questi furono l'avvio di una lunga e brillante carriera accademica, iniziata a Zurigo e proseguita in Germania fino al 1932 quando, a causa delle persecuzioni antisemitiche naziste, fu costretto a lasciare la patria per trasferirsi negli Stati Uniti.

Einstein, ottenuta la cittadinanza americana, si stabilì a Princeton, dove insegnò presso l'Institute for Advanced Studies fino al 1945, anno del suo ritiro dall'attività accademica.

Nella storia del potere creativo del pensiero umano, Einstein rappresenta un simbolo, un personaggio che ha colpito la fantasia della gente, uno scienziato che ha dato un alto e qualificato contributo allo sviluppo della fisica moderna.

Quest'uomo, considerato da molti artista e quasi profeta che disprezzava la violenza e la guerra fu, suo malgrado, doppiamente coinvolto nella realizzazione della bomba atomica:



in primo luogo perché uno dei risultati della teoria della relatività, riguardante la cosiddetta equivalenza massa - energia (E=mc2), doveva rappresentare il punto di partenza del successivo sviluppo dell'energia nucleare;

in secondo luogo perché si deve al suo intervento (voluto da altri) se il governo degli U.S.A. mise a disposizione i capitali che portarono alla costruzione della bomba di Hiroshima.

Tornando alle ricerche teoriche di Einstein, dobbiamo ricordare 'I fondamenti della teoria della relatività generale' (1916) frutto di oltre dieci anni di studio.

Fino agli ultimi anni della sua vita egli tentò più volte di elaborare una teoria capace di unificare su una comune base geometrica i fondamentali campi: quello gravitazionale e quello elettromagnetico, però i risultati non furono quelli sperati.

Dopo la seconda guerra mondiale, Einstein cercò di favorire la pace nel mondo, promuovendo una vasta camna contro la guerra e le persecuzioni razziste. Proprio una settimana prima di morire, insieme ad altri sette Nobel, compilò una dichiarazione pacifista contro le armi nucleari.

Questo messaggio all'umanità, che rappresenta una specie di testamento spirituale dello scienziato, termina con queste parole:

'Noi rivolgiamo un appello come esseri umani a esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo è aperta la via di un nuovo paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale'.











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