ePerTutti


Appunti, Tesina di, appunto fisica

Il Magnetismo

Il Magnetismo


Scrivere la parola
Seleziona una categoria

Il Magnetismo

La parola magnetismo, deriva dall’isola di Magnesia presente nell’Egeo, dove un particolare minerale, la MAGNETITE, che veniva trovata in quell’ isola aveva la capacità di attirare pezzi di ferro. Esistono delle sostanze come la magnetite che sono magneti naturali, capaci di attirare pezzi di ferro. Mettendo a contatto un pezzo di ferro con della limatura di ferro non accade niente, mentre se strofiniamo il ferro ad un magnete naturale, anche il ferro acquista la proprietà di attirare a se la limatura d ferro. E’ questo un magnete artificiale, la CALAMITA. Un corpo si mette in moto solo se sottoposto all’azione di una forza che in questo campo avviene senza contatto. La nozione di campo viene applicata al magnetismo, CAMPO MAGNETICO. Il magnete, naturale o artificiale, modifica lo spazio circostante determinando un campo di forze chiamato Campo Magnetico. Introdotto questo concetto bisogna definire in ogni punto: l’intensità del campo direzione e verso. La direzione, nel campo elettrico, è dato dalle rette che congiunge le cariche puntiformi, il modulo è dato dalla risultante e il verso:carica positiva, uscente, carica negativa entrante. Il valore del campo elettrico per particolari distribuzioni di cariche(1.cariche puntiformi 2. cariche uniformemente distribuite su lastre indefinite). Se avviciniamo il magnete verso una limatura d ferro, la limatura viene attratta ma si concentra soprattutto in 2 zone che chiameremo POLI MAGNETICI. Se si avvicinano i 2 magneti secondo 2 facce o si attraggono o si respingono, poca interazione avviene se li mettiamo a fianco. Ciò dimostra che nel magnetismo esistono 2 polarità così come esistono cariche negative e positive. Se spezzo il magnete, ogni pezzettino mi presenterà sempre 2 polarità, a differenza del caso elettrico in cui sono capace di avere un corpo solo carico positivamente o negativamente. Parte rossa: polarità nord, parte grigia: polarità sud, questo perché la terra si comporta come un magnete effettivo. Devo fare riferimento ad un ago magnetico,     rombo con una diagonale molto piccola con un perno nel suo centro di gravità. Può fare dei movimenti rotatori attorno al perno ma può pure oscillare attorno al suo piano verticale. Può ruotare attorno un piano orizzontale e verticale. Se costruiamo un ago magnetico, magnetizzato con 2 polarità e lo mettiamo in un punto della superficie terrestre, lontano da sorgenti che possono falsare i risultati, l’ago si dispone sempre secondo una direzione che va verso il polo nord, nord magnetico(dell’ago), e verso il polo sud, sud magnetico. Di conseguenza al nord geografico come magnetismo abbiamo il sud magnetico e quello che chiamiamo sud geografico è il nord magnetico. La punta dell’ago va verso il nord perchè lì c’è i polo sud magnetico e viceversa. Per poter definire direzione e verso del campo magnetico in un punto di una regione dello spazio si utilizza l’ago magnetico con le sue polarità nord e sud, direzione sud nord (asse dell’ago) e verso da sud a nord. Una regione dello spazio è sede di un campo magnetico quando introdotto in un punto di questa regione un piccolo ago magnetico(caso gravitazionale:massa di prova talmente piccola da non alterare il campo magnetico preesistente, caso campo elettrico: piccola carica di prova positiva, talmente piccola da non alterare il campo elettrico preesistente), dato che non possiamo separare le due polarità, che comincerà ad oscillare, così la direzione dell’asse dell’ago mi darà la direzione del campo magnetico, il verso sarà nella direzione sud-nord, quindi le linee del campo magnetico escono dal polo sud magnetico per andare verso il nord. La carta della terra ha le linee del campo magnetico che escono dal nord geografico(sud magnetico) per andare al polo sud (nord magnetico). Di conseguenza posso ricavare le linee del campo magnetico spostando l’aghetto di una piccola quantità e la direzione e il verso sud-nord mi forniscono le linee del campo magnetico. Il campo magnetico, se viene generato da un corpo magnetizzato, si nota che agisce su corpi che a loro volta risentono dell’influenza del campo magnetico come acciaio, ferro, nichel e cobalto. Sostanze che hanno un comportamento nei confronti del magnetismo molto forte si chiamano FERROMAGNETICHE, poi esistono anche sostanze paramagnetiche e diamagnetiche ma anche sostanze che non risentono del campo magnetico. Un ago, posto in prossimità di un magnete, inizia a ruotare, fino a quando non si dispone secondo una posizione di equilibrio. Forza gravitazionale di attrazione, forza elettrica di attrazione e repulsione, nel caso del campo magnetico abbiamo 2 forze, una che agisce su un polo e una che agisce sull’altro, mentre un polo viene attratto, l’altro è respinto. L’ago, quando non è in equilibrio, subisce una forza su un polo e una forza uguale e contraria sull’altro polo, questo costituisce una COPPIA di FORZE che determina il movimento rotatorio. Una coppia di forza ha risultante nulla ma ha un momento dato da Forza x Braccio, via via che il magnete inizia a orientarsi, queste 2 forze diminuiscono il braccio fino a quando sui 2 poli agiscono 2 forze uguali e contrarie nella stessa retta d’azione, gli effetti si annullano e l’ago si mette in una posizione di equilibrio. L’ago ruoterà fino a raggiungere una posizione di equilibrio, sui poli agiscono2 forze uguali e contrarie perché non si è riusciti a separare il campo magnetico. Introdotto u piccolo ago di prova in una regione dello spazio, se l’ago inizierà a girare per fermarsi in una posizione di equilibrio, si trova in un campo magnetico, quando l’ago raggiunge l’equilibrio fermandosi in realtà le forze continueranno ad agire, ma sarà in equilibrio.



L’invenzione della pila di Volta ci ha dato la possibilità di avere una corrente elettrica continua per un tempo sufficientemente lungo da darci la possibilità di studiare i fenomeni connessi ad essa. OUSTED, notò in una sua esperienza che: in una scatola con un filo elettrico che passa collegato ai poli di un generatore, quando il circuito si chiudeva questo filo passa corrente elettrica. Mettendo un ago magnetico sotto, quando non passa elettricità l‘ago si orienta con il magnetismo terrestre, mettendo l’ago magnetico parallelamente al filo, mentre passava elettricità, notò che al passaggio della corrente elettrica, l’ago subiva degli spostamento, più aumentava l’intensità di corrente, maggiore era lo spostamento dell’ago magnetico fino ad arrivare ad una posizione ortogonale al filo. Il magnete risente del passaggio di una corrente elettrica. Una corrente elettrica interagisce con il magnete, la corrente genera intorno a se un campo magnetico perché l’ago risente di un campo magnetico. FARADAY dice che per il principio di azione e reazione(ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria), anche il magnete deve interagire con la corrente elettrica. Interazione tra magnete e corrente. Egli, mettendo tra i poli di un magnete un filo elettrico, quando non passa corrente non subisce nessuna interazione, quando chiude il circuito il filo salta, subisce una forza che lo porta o verso l’alto o verso il basso, c’è un’interazione tra magnete e corrente. A questo punto AMPERE capisce che se c’è interazione fra corrente e magnete e viceversa se il passaggio della corrente genera un campo magnetico capace di interagire con un altro campo magnetico, 2 fili in cui circola corrente devono interagire fra di loro, perché ognun di loro produce un campo magnetico. Ampere mette 2 fili molto lunghi paralleli fra loro, al passaggio di corrente elettrica i 2 fili si avvicinano o si allontanano, subiscono forze di attrazione o repulsione in funzione del passaggio della corrente elettrica. Se il verso di questa è diverso si attraggono, se è uguale si respingono. Questo si ottiene anche sommando punto per punto i 2 campi magnetici provocati dai 2 fii. Il verso si ha avvolgendo con la mano destra il filo e si mette il pollice nella direzione della corrente, le dita danno il verso della corrente elettrica. Da questo determinò che questa forza era proporzionale al prodotto delle 2 intensità di corrente, proporzionale alla lunghezza del filo considerato e inversamente proporzionale alla distanza fra i fili tutto per la costante k che è          introducendo la permeabilità magnetica .


Si ha l’intensità di un AMPERE quando 2 fili paralleli infinitamente lunghi posti nel vuoto e alla distanza d un metro, si attraggono o si respingono con una forza pari a 2 x 10 alla -7 Newton. Si ha la carica di un COULOMB quando si attraversa la superficie di un conduttore in un secondo?. I fisici non conoscevano ancora l’atomo. Ampere intuì che erano cariche in movimento a provocare il campo magnetico, e solo su cariche in movimento agisce il campo magnetico. Infatti, il campo magnetico generato solo da cariche in movimento e soltanto cariche in movimento ne risentono. La carica in movimento subisce uno spostamento della traiettoria perché agisce su di esso una forza che imprime un’accelerazione. Esperimenti di fasci di elettroni che fatti passare vicino ad un magnete o vicino ad un filo percorso da corrente gli elettroni si avvicinano o si allontanano. Le linee del campo magnetico sono linee chiuse, le linee de campo magnetico entrano all’interno della sostanza, nel campo elettrico invece nascondono dalla carica positiva e muoiono in quella negativa. Se prendiamo un filo elettrico e lo avvolgiamo formando spire circolari(molla), è una bobbina, che al passaggio della corrente elettrica presente le stesse linee del campo magnetico di un magnete di forma cilindrica, molto intensa all’interno, alle due estremità, azione quasi nulla all’esterno, questo dimostra ancora una volta che il campo magnetico è dovuto solo a cariche in movimento. La scoperta dell’atomo, del nucleo e degli elettroni, spiegano che il magnetismo della materia dipende da cariche in movimento, gli elettroni che ruotano intorno al nucleo generano un piccolo campo magnetico, anche il nucleo ruotando produce un campo magnetico, dipende da come sono orientate le singole molecole le somme dei singoli campi magnetici provocati dai singoli atomi, possono dare origine ad un valore elevato di magnetismo come possono anche dare 0. Un pezzo di ferro che non attira limatura, ha magnetismo, ma i vari atomi sono orientati in maniera tale che i singoli campi magnetici si annullano a vicenda(a seconda del verso si possono sommare o sottrarre i vettori. Quando avviciniamo un pezzo di ferro a un filo percorso da corrente o a un magnete, i nuclei si orientano, avviene la polarizzazione magnetica, i singoli campi magnetici si sommano e la materia diventa a sua volta un magnete. Alcune sostanze perdono facilmente il magnetismo acquisito, altre per perdere questa caratteristica devono essere portate alla temperatura di Cury. Campo elettrico e campo magnetico formano il Campo Elettromagnetico.




L’acqua pura è un perfetto isolante e un perfetto solvente. Le molecole d’acqua con il loro movimento si infiltrano nel legame ionico delle sostanze  attuando il processo elettrolitico. La struttura cristallina degli elettroliti è dovuta più ad un legame ionico che a un legame chimico, questo è nei Sali, Acidi e Basi, attraverso il processo elettrolitico gli ioni positivi e negativi rimangono liberi di muoversi, così come gli elettroni nei metalli che sono liberi di muoversi da un atomo all’altro:Mare di Fermi, Nube di Elettroni, talmente tanti da essere un mare. Questi portatori di carica sono però perfettamente in equilibrio: la soluzione è neutra e i metallo è neutro. Introducendo lamine creo una differenza di potenziale che genera un campo elettrico che agendo su ogni singola carica la costringe a muoversi verso una determinata direzione. Nel conduttore metallico gli elettroni si muoveranno dal potenziale più basso al potenziale più alto. Nelle soluzioni, i 2 elettrodi, sottoposti a una differenza di potenziale, generano un campo elettrico, l’azione di questo su ogni singola carica che qui sono ioni positivi e ioni negativi, i positivi andranno verso il polo negativo e viceversa, si genera un movimento ordinato di cariche. La corrente elettrica è una migrazione ordinata di cariche. Nei conduttori metallici sono gli elettroni, nelle soluzioni sono ioni positivi e ioni negativi. La corrente elettrica nelle soluzioni è la somma delle cariche negative e positive che attraversano una determinata sezione nell’unità di tempo. Nei gas, questo movimento l’abbiamo perché ci sono ioni positivi, negativi ed elettroni liberi. Abbiamo l’eccitazione delle singole molecole, gli elettroni tendono a passare a livelli superiori, poi tornano indietro nella stabilità dell’atomo sviluppando energia luminosa. Un gas di per se è neutro, un perfetto isolante, solo che è impossibile eliminare le cause che producono un processo di ionizzazione delle molecole del gas, gli agenti ionizzanti sono radiazioni cosmiche, provenienti dal sole, dal suolo. Mentre i primi 2 seguono la I legge di Ohm, il gas non la segue arrivando a una corrente di saturazione, a quella di innesco e alla scarica a valanga, cioè ogni ione presente, colpito dal campo elettrico accelera va a colpire altre molecole e le ionizza. La formazione di ioni è superiore alla quantità di carica che arriva nell’unità di tempo nei due elettrodi.


Una carica ferma non subirà alcuna influenza da parte del campo magnetico, la carica in movimento invece inizierà a cambiare direzione, se inserita in un campo magnetico. Una regione dello spazio è sede di un campo magnetico se introdotto un piccolo ago tale da non alterare il campo preesistente, questo subisce delle azioni dovute al campo magnetico, inizia a ruotare. Se introduco l’ago ed è fermo, può anche darsi che l’ho messo nella direzione di equilibrio, quindi può non voler dire che non c’è campo magnetico. Bisogna dare un colpetto, se l’ago inizia a ruotare quella regione dello spazio è sede di un campo magnetico. I poli magnetici non possono essere separati, sui 2 poli dell’ago esistono 2 forze uguali e contrarie che siccome c’è un braccio fra le forze, vengono sottoposti a una coppia, quindi si assiste ad un movimento di rotazione, non di traslazione fino a che le 2 forze non si dispongono l’una opposta all’altra nella stessa retta d’azione, momento in cui si elidono a vicenda. Le linee del campo magnetico, che si ottengono spostando via via l’ago magnetico, sono quelle particolari linee in cui in ogni punto la retta tangente indica la direzione e il verso del campo magnetico. La direzione del campo magnetico è data dall’ago, il verso è dato dalla direzione sud-nord. L’ago magnetico può fare 2 movimenti perché ha uno spillo passante per il suo centro di gravità.


Si chiama DECLINAZIONE MAGNETICA l’angolo che il piano che contiene l’asse dell’ago chiamato meridiano magnetico forma con il meridiano geografico passante per quel punto. In ogni punto della superficie magnetica passa un meridiano geografico(linea curva che si ottiene sezionando la terra con un piano che contiene l’asse di rotazione, vengono classificati in base all’antimeridiano di Greenwich). Per ogni punto della superficie terrestre passa un meridiano geografico, se in ogni punto della superficie terrestre mettiamo un ago magnetico, esso si orienta(se non ci sono interferenze), il piano che contiene l’asse dell’ago forma il meridiano magnetico, tra meridiano magnetico e geografico si forma la declinazione magnetica. Essa varia da punto a punto e nello stesso punto nel tempo. L’INCLINAZIONE MAGNETICA è l’angolo che l’asse dell’ago(che si può abbassare sollevare) forma con un piano orizzontale passante per il centro di gravità dell’ago magnetico. Nel nostro emisfero, la punta nord è più in basso della punta sud rispetto al piano orizzontale(viceversa nell’altro emisfero), avvicinandomi al polo magnetico l’ago acquisterà sempre più una posizione verticale fino ad acquisire una posizione verticale(di 90°) al polo nord o sud magnetico. Azmut: coordinata polare espressa sottoforma di angolo determinata dalla rotazione oraria del semiasse delle ascisse che ruotando si sovrappone alle ordinate. La terra è divisa in fusi, il meridiano centrale passante per ogni punto è l’asse delle x e l’equatore è assunto come asse delle y.



Intensità Campo Magnetico:

Attraverso le esperienze di Oersted e Faraday, sappiamo che un filo percorso da corrente entro un campo magnetico, subisce per unità di lunghezza una forza che lo porta a spostarsi secondo una direzione particolare. Per misurare l’intensità di un campo magnetico si utilizza un filo di prova di una lunghezza unitaria e dallo spostamento che subisce questo filo possiamo risalire al valore sperimentale dell’intensità del capo magnetico. Se disponiamo il filo parallelamente alle linee del campo, il filo non subisce nessuna azione da parte del campo. Via via che incliniamo il filo notiamo che  sottoposto ad una forza subendo spostamenti in senso ortogonale alla direzione delle linee del campo, più avviene questo, più è potente la forza che subisce il filo. La forza che agisce su un filo dipende molto dall’angolo formato tra la direzione del campo magnetico e il filo percorso dalla corrente elettrica e dal verso di questa. Si dimostra che la forza che subisce un filo(in direzione ortogonale) è proporzionale all’intensità di corrente i che circola ne filo, alla lunghezza l del filo e dipende da una costante B che si chiama INDUZIONE MAGNETICA il cui valore mi esprime l’intensità del campo magnetico. Spostando il filo da punto a punto potrebbe essere diverso B e posso ottenere un valore della forza diverso. La forza che subisce un filo percorso da corrente dipendente dall’angolo alfa e quando alfa uguale a 0 è uguale a 0, quando alfa vale p greco mezzi è il valore massimo, lo possiamo definire (F=il B)come il prodotto vettoriale della lunghezza del filo l(come vettore) e l’induzione magnetica B?(modulo I modulo II seno angolo fra essi formato). Dal valore massimo B è uguale alla forza diviso R quindi l’unità di misura è il TESLA, Newton, diviso Ampere diviso metri. TESLA: un filo percorso dalla corrente di un Ampere lungo un Metro subisce la forza di un Newton.


Il vettore induzione magnetica D si può ricavare punto per punto attraverso un filo di prova, un’apparecchiatura misurerà l’intensità di questa forza. La SPIRA è un circuito particolare.              

Se la inserisco in un campo magnetico può iniziare a ruotare attorno ad un asse. Introducendola nel campo magnetico, a seconda se viene messa in un modo rispetto che in un altro, siccome nei punti opposti circola corrente in 2 sensi diversi(il filo poteva andare verso di noi o dentro la lavagna a seconda del verso della corrente), spostando il vettore i verso il vettore v, il movimento è entrante, quindi la forza perpendicolare al piano formato dal vettore v e dal filo avrà verso entrante. Se inverto la corrente elettrica il verso sarà uscente. Quindi introducendo la spira nel campo magnetico, un ramo viene sottoposto a una forza entrante, l’ altro ramo alla stessa forza ma di senso opposto, quindi la spira, essendo sottoposta ad una coppia di forze, inizia a ruotare, al centro non avviene niente perché intensità di corrente e campo magnetico sono paralleli, l’angolo formato è 0 e il prodotto vettoriale è nullo. La spira ruota, ma appena si dispone ortogonalmente la forza P, le forze (P e D) agiranno sulla stessa retta d’azione e la spira si ferma. La forza è talmente forte che la spira prosegue oltre la posizione di equilibrio, le forze si invertono e tendono a riportarla indietro. Il sistema è fatto in maniera tale che le spazzole si invertono e la corrente che circola nella spira sarà al contrario, avvenendo questo, le forze si dispongono in maniera opposta e la spira continua a ruotare. La corrente nella spira ogni mezzo giro si inverte, quindi ogni volta che la spira si mette in moto non si ferma più. Quindi per prima disponiamo la spira in un punto in cui non è in equilibrio, i contatti delle spazzole ogni mezzo giro cambiano, quindi la corrente girerà per un po’ in un verso e per u po’ in verso opposto. Tutti i motori elettrici in corrente continua funzionano così. L’amperometro e il voltametro che si usano per misurare l’intensità di corrente e la differenza di potenziale, hanno una spira disposta sul campo magnetico. Al passaggio della corrente elettrica lungo la spira, essa subisce una coppia, una rotazione che viene ostacolata da una molla, l’entità della rotazione della spira, che arriva, a causa della molla che l’ostacola, a una situazione di equilibrio, portata su una scala graduata ci fornisce l’intensità di corrente o la differenza di potenziale.




L’INTENSITà DEL CAMPO MAGNETICO è data dal vettore B, induzione magnetica. Si ricorre ad un FILO di prova che inserito nel campo magnetico viene sottoposto a una forza pari al prodotto vettoriale tra l’intensità di corrente che attraversa il filo per certa lunghezza l per il vettore B. Il prodotto vettoriale da una forza perpendicolare ai due vettori. Se è perpendicolare alle linee del campo, è massimo, perché è il prodotto per il seno dell’angolo di 90°(1) quindi sen alfa si omette e abbiamo il prodotto normale, quindi B è uguale al rapporto di F diviso i * l. Se il filo forma un angolo diverso dobbiamo dividere pure per il seno. Prodotto scalare, prodotto dei moduli per il cos, vettoriale:prodotto dei 2 moduli x il seno. Il campo magnetico B viene generato solo da cariche in moto, le cariche ferme nemmeno risentono del campo magnetico. Un filo percorso da corrente genera un campo magnetico, che come il campo elettrico, perde di effetto man mano che mi vado allontanando. IN UN PUNTO P E IN TUTTI I PUNTI DI UNA CIRCONFERENZA DI RAGGIO r IL VETTORE B è COSTANTE ED è DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL’INTENSITà DI CORRENTE E INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL RAGGIO, ALLA DISTANZA CHE IL PUNTO HA DAL FILO, PER MU CON 0(PERMEABILITà MAGNETICA DEL MEZZO DOVE SI TROVA IL FILO). Si mette r perché in tutti i punti di questa circonferenza il campo è costante. La limatura di ferro attorno al filo si disporrà secondo circonferenze concentriche perché ogni pezzettino di ferro viene magnetizzato, quindi si comporta come un ago che si orienta come il campo magnetico che agisce in quel punto. La direzione dei pezzi di limatura mi da l’idea delle linee del campo magnetico. Legge di Diòt Savà, ossia come si determina l’intensità del vettore B dovuto alla corrente che percorre un filo lungo indefinito. Un altro caso è quello della SPIRA, particolare circuito ‘chiuso’ attraversato da corrente i. Il vettore B si può ricavare attraverso una formula, conoscendo un punto distante y dalla spira. In una spira percorsa da corrente il punto di maggiore intensità è il centro. Un insieme di spire costituiscono una bobbina. Si chiama PARSEL la distanza tra le varie spire che sono isolate l’una dall’altra. Una spira percorsa da corrente è una bobina. Si dimostra che il campo B è quasi nullo all’esterno e varia poco all’interno della spira, in particolare se la spira è molto lunga rispetto al raggio della spira stessa(molto piccolo), il campo magnetico B è costante in tutti i punti interni della bobbina, esso è proporzionale ad i, al numero delle spire e inversamente proporzionale alla lunghezza della bobbina stessa, moltiplicato per la costante(permeabilità magnetica. In tutti i punti della spira il campo magnetico è uniforme. Una sola spira(solenoide) determina un campo magnetico variabile dove il valore massimo è solo al centro della spira e all’esterno non si misura campo magnetico. Anche per il vettore B abbiamo il TEOREMA DI GAUSS e il TEOREMA DI AMPERE, possiamo parlare del flusso e della circuitazione del vettore B. Per il teorema di Gauss il flusso del Campo Elettrico è il prodotto scalare tra vettore V e Superficie, la Circuitazione, è la sommatoria dei prodotti scalari d v per l, la linea veniva suddivisa in pezzettini. Gauss: il flusso del vettore E attraverso una superficie chiusa dipende dal numero delle cariche presenti all’interno della linea chiusa, la sommatoria(somma algebrica)di tutte le cariche all’interno diviso la costante de dielettrico. Se abbiamo 2 cariche uguali o in ugual n. sia positive che negative, il flusso vale 0. Il flusso del vettore B attraverso una superficie chiusa è sempre uguale a 0 perché le linee del campo magnetico sono chiuse per cui attraverso una superficie tante ne entrano tante ne escono, dimostra ancora di più perchè NON SISONO POTUTI SEPARARE I 2 POLI, all’interno della linea chiusa i 2 poli essendo opposti ridanno 0. La circuitazione del vettore E era uguale a 0 perché il campo elettrico statico era conservativo, la circuitazione del vettore B è pari alla sommatoria della permeabilità (mu) per la sommatoria delle correnti K (iK), correnti concatenate (legate dalla linea chiusa) con la linea chiusa. Il vettore B essendo generato da cariche in movimento che generano correnti da cui dipende la circuitazione di B. La circuitazione lungo una linea chiusa è dovuta solo alle correnti concatenate. La circuitazione del vettore B è nulla solo se non ci sono correnti concatenate nella linea chiusa o se la somma delle correnti si annulla. La circuitazione di B richiama il flusso del campo elettrico. Il campo vettore B non è conservativo, la circuitazione lungo una linea chiusa non è uguale a 0. Una singola carica elettrica in movimento q dotata di velocità, entrando nel campo magnetico B o tende ad essere spostato verso l’alto a verso il basso. I vettoti B e V(velocità) formano un piano rispetto al quale la carica subisce un cambio di direzione, ciò richiama . ..

Le sostanze diamagnetiche sono respinte, le paramagnetiche attratte. In un pezzo di materia sottoposto ad un campo magnetico esterno, la materia risente per effetto della polarizzazione dei singoli atomi che iniziano ad orientarsi, generando a loro volta un campo magnetico interno. Il campo magnetico totale sarà la somma di quello esterno e di quello prodotto dalla materia. Quest’ ultimo dipende dalla permeabilità magnetica del materiale.








Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta