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IL MONDO DELGI AGRICOLTORI E DEI PASTORI



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IL MONDO DELGI AGRICOLTORI E DEI PASTORI


Perché la scoperta dell’agricoltura rappresentò un fatto importante nella storia dell’uomo ?

La scoperta dell’agricoltura rappresentò un fatto importante nella storia dell’uomo perché:

gli permise di poter produrre il cibo necessario invece di cacciare e raccogliere ciò che trovava

con questa scoperta riuscì ad adeguarsi ai cambiamenti del Neolitico, infatti quando il clima migliorò, i ghiacciai si ritirarono, le foreste si estesero e aumentarono le pianure fertili e favorevoli alla coltivazione.





Come realmente iniziò l’agricoltura?

L’agricoltura in realtà non è una scoperta ma è stata una scelta di vita infatti gli studiosi affermano che è sa in diverse parti del mondo nello stesso periodo in modo autonomo.

Le tracce più antiche dell’agricoltura sono state trovate in Cina.


Quali sono i fattori che determinarono uno spazio agrario?

I fattori che determinano uno spazio agrario possono essere:

fisici (visibili):

condizioni climatiche e meteorologiche

condizioni idrogeologiche e podologiche (tipo di suolo)

biologici:

delle singole specie vegetali e il loro adattamento

antropici (invisibili):

densità demografica

tradizioni storico culturali

scelte di politica economica

tipo di conduzione agricola

usa delle tecnologie.

Il condizionamento climatico- ambientale non sempre impedisce l’agricoltura come per esempio nella foresta amazzonica dove lo spazio agrario ha fattori:

fisici: clima equatoriale umido e suolo poco fertile

biologici: coltivazione di patate dolci e manioca

antropici: scarsa densità demografica e agricoltura itinerante con la tecnica del taglia e brucia.


Parla della tecnologia al servizio dell’agricoltura

L’agricoltura primitiva si basa su:

aratura, muove il terreno facilitando:

il passaggio dell’acqua e dell’ossigeno

la penetrazione delle radici nel suolo

riposo periodico del terreno si basa sulla rotazione cioè alternare diverse colture nello stesso campo, per evitare l’esaurimento delle sostanze nutritive del suolo, la rotazione può essere:

biennale: metà campo è coltivato mentre metà rimane a riposo (maggese)

triennale: campo diviso in tre parti

coltura invernale (frumento)

cultura primaverile (orzo)

a riposo ma pian piano il periodo di riposo fu eliminato coltivando piante leguminose

irrigazione che con diverse tecniche assicura l’acqua necessaria alle piantagioni

concimazione serve per aumentare il rendimento del terreno e può avvenire:

mettendo nel campo escrementi di animali



usando fertilizzanti chimici

togliere:

le erbe infestanti con il lavoro manuale e l’uso dei diserbanti

i parassiti e le muffe con antiparassitari e anticrittogamici





Parla dell’agricoltura itinerante

L’agricoltura itinerante o nomade:

è caratterizzata dalla tecnica del “taglia e brucia”

viene praticata oggi in alcune protoculture delle foresta equatoriale nell’Amazzonia, in Africa e nell’arcipelago dell’Indoesia

prevede:

scelta dell’area più adatta

distruzione delle foresta con il fuoco

taglio della legna e pulizia del terreno

costruzione del villaggio

preparazione del campo, aratura

semina

concimazione sparendo le ceneri

raccolta

esaurimento delle fertilità del campo

abbandono del villaggio e dei campi

migrazione in cerca di una nuova area

L’agricoltura itinerante ha determinato la migrazione dei popoli e la diffusione dell’agricoltura in tutto il mondo.

In Europa questo tipo di  agricoltura arrivò dall’Asia occidentale:

in Europa centro settentrionale via terra

in Europa meridionale via mare.


Il passaggio dall’agricoltura itinerante all’agricoltura sedentaria si verificò spontaneamente, si pensa che in occidente sia iniziata nel bacino del Danubio e poi nell’area della mezzaluna fertile.

Nella mezzaluna fertile si verificò il passaggio dall’agricoltura di sussistenza a quella di mercato infatti si passò dal produrre per la sopravvivenza della famiglia a produrre per poter vendere e scambiare cosi si formarono le prime grandi città.


L’ecosistema dello spazio agrario

Lo spazio agrario è formato da:

un ecosistema naturale o spazio naturale, è costituito da colline, foreste, pianure, fiumi, ecc.

un ecosistema organizzato o spazio organizzato dall’uomo:

posizione, distribuzione e dimensione dei centri abitati

terre coltivate, lasciate al pascolo e incolte

alternanza delle colture e loro varietà

rete viaria (strade, sentieri ecc.)



canali d’irrigazione.

I due spazi naturale e organizzato dipendono uno dall’altro ad esempio su una collina le case sono allineate sul crinale, in una pianura sono a scacchiera.


L’ecosistema del campo coltivato

Un campo coltivato:

costituisce un ecosistema creato dall’uomo

produce alimenti direttamente e indirettamente (es. il foraggio serve per nutrire gli animali che danno la carne


Nell’agricoltura di:

sussistenza l’energia necessaria è fornita dal sole, dall’acqua, dai sali minerali dal suolo e dal lavoro umano o animale

tipo industriale interviene anche l’energia prodotta da fonti non rinnovabili per poter far funzionare i macchinari e per produrre fertilizzanti chimici, diserbanti e antiparassitari.


I fertilizzanti chimici aumentano di molto la produttività del campo ma hanno bisogno di molta acqua pulita perché i loro residui inquinano il suolo e le falde acquifere.

Le moderne tecniche agricole hanno portato ad una modificazione del paesaggio rurale che spesso è caratterizzato da specie di vegetali coltivate in ambienti diversi da quelli di origine.


Cosa si ottiene dalla pastorizia e dove prevale questa economia?

Dalla pastorizia si ottengono:

alimenti: carne, latte e derivati

giaciglio e copertura: pelli

indumenti: lana

combustibile: ricavato con gli escrementi degli animali essiccati.


La pastorizia si è sviluppata nelle regioni ai limiti dell’abitabilità, dove il terreno dava solo erba da pascolo, le due zone dove è prevalente sono:

le steppe dell’Asia, i deserti del Sahara e dell’Arabia e le savane dell’Africa

le praterie dell’America settentrionale e la pampa dell’estremo sud continente Americano.


Nomadismo e la transumanza

I pastori sono nomadi non trasformano il territorio ma lo sfruttano e si spostano continuamente alla ricerca di nuovi pascoli e acqua, però alcune volte il suolo viene sfruttato troppo così si va verso la desertificazione.


I governi oggi cercano di trasformare i nomadi in sedentari convincendo le popolazioni oltre al allevamento a praticare l’agricoltura così il nomadismo si trasforma in transumanza.


I popoli transumanti si differenziano dai popoli nomadi perché vivono una parte dell’anno in insediamenti stabili.


Perché il modello di vita pastorale è in antitesi con quello agricolo?

Il modello di vita pastorale è in antitesi con quello agricolo perché:

la pastorizia:

richiede enormi spazi liberi

bisogna continuare a spostarsi alla ricerca di pascoli e luoghi per abbeverarsi

l’agricoltura

ruota intorno al campo coltivato

il campo deve essere recintato


Spesso tra pastori e agricoltori costretti a vivere nello stesso territorio è nato uno stato di conflittualità come per esempio:

le razzie fatte dai pastori Masai dell’Africa Orientale agli agricoltori Kikuyu

gli scontri tra i contadini e i pastori avvenuti al tempo della conquista e colonizzazione del Far West nordamericano

il pastore pensa di avere una cultura maggiore dell’agricoltore o viceversa come nel Sahara i Tuareg pastori nomadi si dedicano esclusivamente all’allevamento dei dromedari mentre gli indigeni africano curano i campi nelle oasi, mentre i kikuyu popolo di agricoltori del Kenia si sentono superiori al popolo dei Samburu dediti alla pastorizia

In Africa è scoppiato un conflitto tra i pastori Tutsi e gli agricoltori Hutu




Quando e perché si raggiungere una perfetta integrazione tra le due attività?

Una perfetta integrazione fra la pastorizia e l’agricoltura si raggiunge quando tra i due modelli di vita si crea un certo equilibrio perché si instaurano rapporti di tipo economico con lo scambio dei prodotti e addirittura gli agricoltori sfruttano i rifiuti organici degli animali per concimare i campi.


La piena integrazione fra pastorizia e allevamento si attua ad esempio:

in Europa Occidentale dal Medio Evo dove l’agricoltore allevava gli animali per sfruttare la loro energia, ricavare prodotti alimentari e produrre letame, coltiva anche i foraggi

in Niger i pastori di Bororo, all’inizio della stagione delle piogge abbandonano le rive del fiume per permettere agli agricoltori di seminare i campi, si spostano verso nord, andando da un pozzo all’altro fino a ottobre quando gli agricoltori hanno già raccolto il miglio ritornano sulle rive del fiume a pascolare liberamente concimando così i campi per la futura semina.



Le due grandi regione agrarie

L’agricoltura e l’allevamento sono praticati in modo diverso a secondo delle aree climatiche, delle diverse tradizioni storico-culturali, delle differenti strutture socio-economiche con differenze tecnologiche a disposizione degli agricoltori ma possiamo distinguere due grandi regioni agrarie che comprendono continenti e aree climatiche diversi ma sono accomunate dalle stesse forme di agricoltura:


- nella prima regione prevale l’agricoltura di sussistenza:

cioè almeno i 2/3 del lavoro e del suolo sono finalizzati per l’autoconsumo

è praticata in quasi tutta l’Africa, in America Centrale, e Meridionale e nell’Asia Meridionale sud orientale

si usano attrezzi rudimentali, la produttività è bassa a causa della mancanza di macchinari, di energia animale e fertilizzanti

- nella seconda regione c’è un’agricoltura e un allevamento di tipo commerciale:

sono altamente specializzati, chi vi lavora è un tecnico specializzato capace di azionare complessi macchinari, dotato di uno spiccato senso degli affari e attento alle esigenze del mercato agricolo

gli spazi agricoli sono caratterizzati dalla coltivazione di un solo cereale su aree molto estese

l’agricoltura commerciale è praticata : in America Settentrionale, in Europa e in limitate zone degli altri continenti

l’allevamento commerciale è praticato in America Meridionale, in Australia e in sud Africa


Come sono organizzati i villaggi stabili?

Un centro abitato che si trova in una zona prevalentemente agricola si chiama villaggio o paese.

I villaggi:

sono abitati da poche famiglie

comportano una organizzazione stabile dello spazio agricolo e interventi collettivi sul territorio come risorse idriche e rete di comunicazione

hanno la loro forma che rispecchia i caratteri morfologici del terreno e cambia a secondo che si trovano in pianura, sui fianchi di una collina o su un crinale

si trovano in posizione diversa a secondo delle diverse motivazioni storico economiche dell’uomo ad es. in cima ad un colle per ragioni difensive o in posizione marginale rispetto ai campi per avere più spazio da coltivare e non sempresono vicini a risorse idricheche vengono quindi procurate con pozzi, cisterne o lunghi acquedotti.


Come si passò dal villaggio alla città commerciale?

Il passaggio dal villaggio alla città commerciale avvenne perché:

Nei villaggi dove c’è un’agricoltura di sussistenza, quasi tutta la popolazione si dedica alla produzione agricola e i prodotti si scambiano nel mercato del paese; dove invece la tecnologia lo permette si producono anche delle eccedenze che vengono vendute, scambiate e servono per nutrire commercianti e artigiani che producono altri beni.

La maggior produzione alimentare porta ad un aumento della popolazione, un aumento del villaggio e la nascita delle città che si differenzia dal villaggio non solo per il numero di abitanti ma per i servizi che offre come punto di incontro , di scambio e di commercio.

Per poter scambiare le merci nascono le piste carovaniere e contemporaneamente alle estremità degli itinerari o nei punti di scambio si sviluppano delle città non agricole ma commerciali il cui cuore è il mercato.










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