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Analisi del testo di la lupa

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Analisi del testo di la lupa

Ambientata in un tipico paesino siciliano , “LA LUPA” presenta uno degli elementi tipici della poetica verghiana : l’eclissi dell’autore. La protagonista infatti viene immediatamente presentata come una donna magra , non più giovanissima ma “divoratrice” di uomini a tal punto che tutti la conoscevano come la lupa. Questo naturalmente non può riflettere il punto di vista dell’autore , un uomo colto appartenente alla classe borghese e lontano dalle credenze popolari. Anzi Verga , a differenza del Manzoni, in tutta la novella rimane invisibile. La vera voce narrante , invece , è allo stesso livello dei personaggi e può essere identificata nella società siciliana, fatta di pregiudizi ed arretratezza . Non vengono descritte le riflessioni o i sentimenti della donna ma cosa pensano gli altri di lei. La lupa viene vista come una creatura diabolica , lontana dal mondo religioso e perciò pericolosa , da emarginare. Opposta invece è la visione di Maricchia, la lia della lupa , compatita dalla gente in quanto pur essendo una bella e brava ragazza per colpa della fama della madre nessuno l’avrebbe mai sposata. La lia ne soffriva di questa situazione, la madre invece era indifferente alle maldicenze popolari a tal punto che non si vergognava di mostrare le proprie passione, neanche nei confronti di ragazzi anche molto più giovani. Innamorato infatti, ma solo fisicamente di un giovane che mieteva con lei il fieno non nascose i propri istinti e si dichiarò apertamente con una frase carica di passione : “te voglio! Te che sei bello come il sole e dolce come il miele! Voglio te!”



Questa espressione poetica sembra innalzare il livello culturale della protagonista ma subito ritorna la visione popolare che descrive la donna in preda alla follia per il rifiuto del giovane, Nanni che scherzando chiede in sposa la lia. La donna non riesce a controllare i propri istinti è come se fosse vittima delle proprie stesse passioni. Ed è proprio questa passione incontrollabile che la spinge a consegnare Maricchia a Nanni in cambio di una stanza nella loro casa. È da sottolineare come Nanni non sposi Maricchia perché profondamente innamorato ma per riuscire ad avere dalla loro unione l’abitazione della lupa e la dote della lia. Ecco dunque come Nanni sia guidato dalla logica dell’interesse. Da questo matrimonio combinato emergono invece i valori positivi di Maricchia che cerca di opporsi poiché non innamorata. Ma la giovane non ha la forza sufficiente a ribellarsi alla madre che finisce per avere il sopravvento sulla logica dei sentimenti della lia, proprio come accade nella società. Possiamo inoltre individuare un parallelismo fra Pina (il nome vero della lupa) e la madre di malpelo. Entrambe infatti ignorano i sentimenti dei li sfruttandoli per ricavarne un vantaggio. Mentre la prima utilizza la lia per avvicinarsi all’uomo da cui è attratta, la seconda sfrutta il lio mandandolo a lavorare senza preoccuparsi mai di dargli una carezza.

Dopo il matrimonio dei due giovani , il desiderio della madre diventa ancora più forte. Durante la giornata andava a lavorare nei campi pur di stargli vicina, mentre la lia restava a prendersi cura dei li. Con quello sguardo da spiritata la donna tentava continuamente il povero Nanni. Era ossessionata da quell’impulso erotico malata a tal punto che nel paese la gente diceva che il diavolo quando invecchia si fa eremita. Ecco la diversità della protagonista.

In un paesino superstizioso e bigotto la donna, che Dante avrebbe collocato fra i lussuriosi, è vista come un essere maledetto. L’autore, naturalmente, non essendo d’accordo con questa visione, regredisce ulteriormente ricorrendo a proverbi siculi e immagini di superstizione popolare, come l’abitino della madonna. Si evidenzia così la contrapposizione fra il popolo e la diversità della protagonista.



Una donna a cui nessuno riesce a resistere, che “spolpava” mariti e li attirandoli con le labbra rosse (simbolo di passione) , gli occhi neri come il carbone (simbolo di impurità) e il seno prorompente ( simbolo di sfacciataggine). Neanche Nanni riesce a resistere a quella tentazione. La sensualità della donna, accentuata dalla camna afosa e dai ciottoli infuocati portano l’uomo sulla via del peccato. Tuttavia per la visione popolare Nanni non è un marito infedele ma un pover uomo che tentato dal diavolo ha cercato di vincere i propri istinti umani con tutte le proprie forze.

In questa situazione anche Maricchia subisce una trasformazione. Da mite e desiderosa di bei sentimenti diventa una donna dagli occhi ardenti di gelosia, capace di denunciare la madre e di chiedere giustizia. Ma anche in questo caso i valori della lia sono destinati a fallire. Nonostante infatti il marito ammetta la propria colpa, il brigadiere non può far nulla perché la casa è della lupa. Neanche il giovane riesce più a controllare i propri istinti e per questo preferirebbe morire o andare in galera piuttosto che essere nuovamente tentato dalla donna. E il suo desiderio sta per realizzarsi. Colpito infatti nel petto da un calcio di un mulo era vicinissimo alla morte a tal punto da dover chiamare il parroco per l’estrema unzione. Ma anche in quella situazione di sofferenza, le maldicenze popolari finivano per avere il sopravvento. Il parroco infatti obbligò la lupa, lia del demonio ad allontanarsi dalla casa. Ma il tormento di Nanni non era ancora destinato ad aver fine. Riuscì infatti a guarire fisicamente ma nel suo animo soffriva sempre di più. Si avvicinò molto alla chiesa , pregò , si impegnò in penitenze pubbliche per riuscire ad allontanare il male, la tentazione. Ma nulla riusciva a donargli serenità, per questo decise di uccidere la lupa che gli andava incontro portando in mano manipoli di papaveri rossi.

Si trova proprio in quest’ultima scena la rivalutazione della ura della lupa che appare come un’eroina. Senza paura infatti va incontro alla morte dopo una vita trascorsa ad essere vittima delle proprie passioni.






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